<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>akradina &#8211; La Civetta di Minerva</title>
	<atom:link href="https://www.lacivettapress.it/tag/akradina/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lacivettapress.it</link>
	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Jan 2025 08:25:47 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>Dallo Stretto di Messina a Starlink: cinquant&#8217;anni dopo</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2025/01/08/dallo-stretto-di-messina-a-starlink-cinquantanni-dopo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Callari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jan 2025 08:13:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[skill]]></category>
		<category><![CDATA[akradina]]></category>
		<category><![CDATA[traghetto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lacivettapress.it/?p=29920</guid>

					<description><![CDATA[Giungendo in Sicilia, anni fa, il treno scivolava lento, quasi esitante, lungo quella lingua di ferro che si spegneva dolcemente al cospetto del mare. Al traghetto, il vento di salsedine e i colori vividi del Mediterraneo accoglievano il viaggiatore in un abbraccio viscerale, come un dipinto animato che sprigionava calore e identità. Fu allora che &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Giungendo in Sicilia, anni fa, il treno scivolava lento, quasi esitante, lungo quella lingua di ferro che si spegneva dolcemente al cospetto del mare. Al traghetto, il vento di salsedine e i colori vividi del Mediterraneo accoglievano il viaggiatore in un abbraccio viscerale, come un dipinto animato che sprigionava calore e identità. Fu allora che sperimentai, per la prima volta, la consapevolezza di essere giunto su un&#8217;isola nel marcato senso geografico del termine. Una constatazione geografica, un risveglio sensoriale e intellettuale, una percezione profonda di distacco e al contempo di appartenenza e un luogo che si sottrae alle regole ordinarie dello spazio e del tempo.</p>
<p>Oggi, a Siracusa, questa sensazione si rinnova e si intensifica. Il caso Starlink, con le sue costellazioni satellitari che promettono di annullare le distanze, paradossalmente non fa che amplificare il senso di separazione. L&#8217;isola, connessa al mondo come mai prima d&#8217;ora, sembra ancor di più un microcosmo, un teatro dove le tracce di un passato lontano si mescolano ai simboli di una modernità fulminea e ubiqua.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-29926 size-medium" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-06-at-17.55.25-300x135.jpeg" alt="" width="300" height="135" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-06-at-17.55.25-300x135.jpeg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-06-at-17.55.25-1024x461.jpeg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-06-at-17.55.25-768x346.jpeg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-06-at-17.55.25-1536x691.jpeg 1536w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-06-at-17.55.25.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>In questo contesto, leggere dei post sul trafugamento del Gesù alla Balza di Akradina evoca immagini quasi metafisiche: personaggi che sembrano usciti da un presepe immobile nel tempo, un&#8217;iconografia che risale agli anni &#8217;40 e che, nella sua immobilità, si contrappone alla frenesia contemporanea. Ma qui, i colori vividi del presepe appaiono sbiaditi, intrappolati in una nostalgia che non riesce a dialogare con la realtà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questi personaggi, radicati in una memoria che rispolvera simboli ormai sbiaditi, sembrano mossi da un impulso anacronistico. Essi puntano alla riesumazione di un passato che giace nelle pieghe del loro DNA politico, come se antichi partiti politici e antichi movimenti d&#8217;opinione, ormai sepolti dalla storia, potessero offrire risposte alle sfide del presente. Una visione che, invece di guardare al futuro, si rifugia in un’illusione di stabilità che non ha più ragione d’essere. E intanto, i giovani, quelli sotto i quarant&#8217;anni, fuggono dalla Sicilia. Ed è lo stesso concetto di stabilità che uccide l&#8217;ascensore sociale lasciando al suo posto &#8220;quei ciascuno&#8221; e &#8220;quegli ognuno&#8221; il cui anacronismo non serve ad altro che a fornirgli argomentazione delle quali sono all&#8217;altezza di disquisire che Starlink non è nelle loro competenze, non per contenuto tecnologico, ma per ampiezza di servizi , piuttosto che dare luogo allo sviluppo industriale e culturale che induce i nostri ragazzi a recarsi comunque altrove, vuoi che sia nel Nord Italia, vuoi che sia all&#8217;estero. Scelgono di partire per motivi di studio e di lavoro, incapaci di intravedere opportunità in una terra dove le fila del discorso pubblico sono ancora tenute saldamente</p>
<p>da questi &#8220;personaggi del presepe&#8221;. Essi non solo si rifiutano di fare un passo indietro, ma ancor più tutti quelli necessari per lasciare spazio a chi possiede le competenze, le skill e la visione per affrontare le complessità della cosa pubblica negli anni 2030-2050.</p>
<p>L’immobilismo di questi protagonisti della nostalgia si staglia in netto contrasto con l’impellente necessità di affidare la direzione della storia a chi ha le capacità e le competenze per farlo. È urgente, ormai, fondare il governo delle cose sulla meritocrazia, seppellendo definitivamente la nostalgia di un tempo che non tornerà più.</p>
<p>È come se l&#8217;isola, pur immersa nel flusso ininterrotto di dati e segnali, si rifugiasse in un’essenza primordiale, un’identità che non cede alle lusinghe di una modernità troppo veloce. E così, mentre il cielo sopra Siracusa si popola di orbite artificiali, la terra conserva i suoi miti, le sue reliquie, la sua memoria stratificata.</p>
<p>Ma non si tratta di un contrasto sterile o meramente oppositivo. La sfida che emerge è quella di conciliare l’istantaneità tecnologica con la densità culturale, di riconoscere nella tradizione non un fardello ma un fondamento su cui costruire un futuro consapevole e sostenibile. L’insularità non deve ridursi a una categoria limitante, ma trasformarsi in una chiave interpretativa che, anziché isolare, invita a una riflessione universale.</p>
<p>In fondo, ogni isola è una metafora: uno spazio fisico e simbolico dove il passato e il presente dialogano incessantemente, dove il mare non è barriera, ma ponte, una distesa che invita non a separare, ma a unire.</p>
<p>Così, osservando Siracusa attraverso la lente di Starlink e del presepe trafugato, possiamo intravedere un’opportunità: quella di ridefinire il concetto stesso di modernità, restituendole profondità e umanità, senza mai rinunciare alla ricchezza della memoria.</p>
<p>Non dimentichiamo mai di fare la cosa giusta insieme, il network che non conosce più piramidi ma punti di riferimento, ciascuno per le sue competenze, la pianura dei migliori o la squadra di calcio che vince il campionato, usate l&#8217;immagine che preferite.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nuovi indizi sulle fortificazioni dionigiane nel Porto Piccolo di Siracusa</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2024/04/07/nuovi-indizi-sulle-fortificazioni-dionigiane-nel-porto-piccolo-di-siracusa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Bongiovanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Apr 2024 08:39:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura generale]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Ortigia]]></category>
		<category><![CDATA[dionisio]]></category>
		<category><![CDATA[diodoro siculo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione trireme]]></category>
		<category><![CDATA[akradina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lacivettapress.it/?p=27614</guid>

					<description><![CDATA[Da Diodoro Siculo sappiamo che dopo la sconfitta della coalizione ateniese del 415/413 a.C., Dionisio cinse di alte e possenti mura di difesa la Città. Estese la fortificazione al Porto Piccolo a protezione degli arsenali militari, lasciando una sola imboccatura verso il mare aperto, di larghezza tale da permettere solo il passaggio di una nave &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da Diodoro Siculo sappiamo che dopo la sconfitta della coalizione ateniese del 415/413 a.C., Dionisio cinse di alte e possenti mura di difesa la Città.</p>
<p>Estese la fortificazione al Porto Piccolo a protezione degli arsenali militari, lasciando una sola imboccatura verso il mare aperto, di larghezza tale da permettere solo il passaggio di una nave alla volta.</p>
<p>In pratica lasciò fuori dalle mura parte di altri arsenali militari recentemente venuti alla luce durante lo scavo per la posa di una condotta fognante in via Vittorio Veneto.</p>
<p>Tracce di strutture murarie sommerse confermerebbero che in quel momento e in quel punto, sarebbe veritiero quanto riportato da Diodoro Siculo.</p>
<p>In particolare recenti rilievi nei fondali del Porto e ad una profondità di circa 3 mt. sotto l’attuale livello del mare, hanno messo in evidenza, dalla parte del parcheggio Santa Lucia, blocchi perfettamente squadrati ed in accostamento murario che, all’apparenza, lasciano supporre che si tratti della la parte terminale della struttura muraria dionigiana, lato nord ovest, probabilmente privata della sua elevazione scapicozzata dai dragaggi effettuati in anni recenti.</p>
<p><img decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-27619 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/04/foto-1-blocchi-di-calcarenite-ad-angolo-retto-recentemente-scoperti-allinterno-del-porto-piccolo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>L’ipotesi che dal lato opposto, “<em>Ortigi</em><em>a</em>”, potesse trovarsi una simile struttura in prosecuzione, non è stata mai dimostrata pur se, da sporadici sopralluoghi, si era riscontrato solamente un vasto deposito ritenuto di zavorra.</p>
<p>Da un recente sopralluogo organizzato dall’ “<em>Associazione Trireme</em>”, su autorizzazione della Soprintendenza del mare e con il valido supporto del corpo sommozzatori della Guardia Costiera, si è potuto costatare, invece, la presenza di numerosi blocchi squadrati e rocchi di colonne, non più in accostamento murario ma sparsi, quasi certamente frutto dall’azione dei dragaggi su cennati.</p>
<p>Da un più attento esame del fondale, inoltre, quello che sembrava un deposito di zavorra, in realtà sembra più un accumulo di massicciata, perché costituito da pietrame di varia natura e pezzatura, mentre la zavorra è quasi esclusivamente costituita da grossi ciottoli di natura calcarea, basaltica e granitica.</p>
<p>Ma la scoperta più interessante è stata quella che la massicciata si trova sopra uno scoglio affiorante, ai margini del quale, verso il centro interno dell’imboccatura e in opposizione alla struttura sommersa lato Santa Lucia, è evidente uno scavo di spianamento di forma regolare tipico del piano di posa di strutture monumentali e murarie del periodo greco.</p>
<p>Uno scavo regolare, di forma triangolare, delle dimensioni di circa mt. 40 per una larghezza media di circa mt.5, ad una profondità di circa mt 1,5.</p>
<p>Fino a questo momento, quanto riferito, è tutto ciò che appare ad una semplice ispezione del fondale.</p>
<p>Ulteriori accertamenti potranno aprire nuovi elementi di confronto sulla esistenza o meno di un probabile collegamento tra Ortigia e Akradina, in periodo greco.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
