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	<title>abusi edilizi &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
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		<title>Ecobonus 110% e ripartenza del settore edile. Ne parliamo con Salvo Carnevale, segretario provinciale della Fillea Cgil</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Concetta La Leggia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Sep 2021 17:37:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Efficientamento energetico, isolamento termico, sostituzione degli impianti di climatizzazione, interventi antisismici. Il bonus 110% ha finalmente preso piede anche nel nostro territorio. Interessante capire se a Siracusa e provincia stia svolgendo una funzione di traino nel campo dell’edilizia e se le aziende coinvolte sono nostrane o di altri territori. Ne abbiamo parlato con Salvo Carnevale &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Efficientamento energetico, isolamento termico, sostituzione degli impianti di climatizzazione, interventi antisismici. Il <strong>bonus 110%</strong> ha finalmente preso piede anche nel nostro territorio. Interessante capire se a Siracusa e provincia stia svolgendo una funzione di traino nel campo dell’edilizia e se le aziende coinvolte sono nostrane o di altri territori.</p>
<p>Ne abbiamo parlato con <strong>Salvo Carnevale segretario provinciale della Fillea Cgil</strong>.</p>
<p>“Il bonus 110% è attualmente la misura che ha dapprima <strong>riportato l’occupazione edile ai livelli prepandemici e poi ne ha consentito la crescita</strong> &#8211; ci spiega il segretario Fillea -. Dopo dieci anni di sofferenza avevamo constatato un lieve miglioramento dei dati complessivi nel quarto trimestre 2019. Poi è arrivata la pandemia e il 90% dei lavoratori è stato in cassa integrazione tranne per quelle attività indispensabili quali manutenzione di impianti industriali, ospedali o settori che non potevano essere fermati.</p>
<p>Nello stesso 2020 però, a luglio, è arrivato il super bonus che ha segnato l’attesa ripartenza del settore. Dapprima con maggiore difficoltà a causa delle limitazioni temporali e dell’iniziale farraginosità burocratica e amministrativa, poi con maggiore speditezza grazie anche alle correzioni apportate al decreto, l’effetto ripartenza c’è stato e il 2021 si chiuderà a Siracusa con un + 25%.</p>
<p><strong>La ricchezza prodotta dai salari dei lavoratori passerà da 30 a quasi 40 milioni, dunque il 25% in più</strong>; le ore lavorate sono aumentate da 2 milioni 868.409 a 3 milioni 589.295; le imprese attive superano le mille, dato ancora peraltro provvisorio; gli operai da 4.327 a 4.812 con 500 operai in più, circa il 12% con un tempo di impiego orario maggiore.</p>
<p>A consuntivo possiamo dire che il 110% è stata un&#8217;intuizione importante e ci permetterà di segnare un incremento lavorativo fin quando durerà la misura governativa.</p>
<p>Il 90% delle imprese impegnate nel superbonus sono del nostro territorio per motivi legati alla scelta e costi dei materiali ma di certo la motivazione più valida è data dal fatto che la misura ministeriale consente ai privati di cedere alle aziende o alle banche il proprio credito, e dunque è più logico affidarsi alle imprese del territorio che si conoscono in prima persona.  Questa misura ha permesso alle imprese del territorio di riappropriarsi in parte del proprio settore e ha introdotto un ulteriore elemento di novità positiva”.</p>
<p><strong>Gli immobili che fruiscono del bonus sono per la maggiore condomini o singole unità abitative?</strong></p>
<p>Condomini e singole unità abitative si equivalgono. A questi vanno aggiunte alcune committenti pubbliche come l’IACP attente all’efficientamento energetico. Il 90% però proviene da condomini e privati. Per la Fillea si tratta, a tutti gli effetti, di appalti pubblici perché è lo Stato che paga, ed è per questo che siamo particolarmente sensibili al tema della sicurezza e dei controlli”.</p>
<p><strong>In questo meccanismo possono essere coinvolte le IACP per l&#8217;edilizia popolare, le Onlus, associazioni società sportive? </strong></p>
<p>Dai dati ci risultano solo un paio di interventi Iacp ma l’Istituto ha avuto il merito di essere in questi anni sensibile, stipulando convenzioni per verificare l&#8217;andamento dei cantieri, le regolarità contributiva delle aziende anche con il sindacato. È una realtà pubblica sensibile dal punto di vista sindacale, però sono pochi i cantieri attivati sul 110%. Qualche dato potrebbe anche sfuggirci ma di certo la richiesta di associazioni e società è estremamente bassa. Comunque c&#8217;è un fermento molto alto attorno al 110%, è un dato che fra tre mesi sarà moltiplicato.</p>
<p><strong>Quali tipologie di interventi sono maggiormente richieste dai privati col bonus 110%? Ci risulta che non tutte le pratiche vadano a buon fine soprattutto lì dove sono presenti abusi edilizi: forse la norma è stata troppo stringente o la cattiva abitudine degli italiani resta protagonista? </strong></p>
<p>Va per la maggiore l&#8217;efficientamento energetico e i vari bonus legati al sisma bonus. C’è da dire comunque che l&#8217;edilizia ha resistito in questi anni nonostante le perdite, grazie ai vari interventi anche disarticolati, che hanno avuto a che fare con detrazioni, rimborsi, ecoincentivi: misure che hanno sostenuto il settore che era completamente privo di appalti pubblici, grandi opere, manutenzione strade e manutenzione scuole, cioè le <strong>quattro direttrici fondamentali</strong> che hanno inciso negli anni d&#8217;oro dell&#8217;edilizia siracusana.  Quando poi si parla di abitazioni, la situazione non è semplice. Bisognerebbe aggiornare i dati con una mappatura generale della situazione edilizia che in nessuna parte del Paese è stata mai realizzata. Le pubbliche amministrazioni stanno tentando di avviarla ma si tratta di una fase embrionale e siamo ben lontani da capire qual è il reale impatto sul territorio: qual è il livello di abuso, quello di sanatoria, il livello di sicurezza, e quale di efficientamento.</p>
<p>Insomma si va dietro il bonus ma non si governa individuando l&#8217;indirizzo che si vuole dare all&#8217;edilizia abitativa. <strong>L’inadeguatezza delle istituzioni scolastiche</strong>, ad esempio, è il sintomo della mano pubblica che non c&#8217;è. L’augurio è che il 110% diventi una misura strutturale e che consenta di rivisitare il modello edilizio che abbiamo in tutte le città.</p>
<p><strong>Nuovi cantieri vuol dire accertamenti sulla sicurezza e controlli.</strong></p>
<p>Proprio qualche settimana fa, come federazione unitaria sindacale, abbiamo presentato <strong>un&#8217;istanza all’ispettorato del lavoro </strong>per mappare insieme la situazione dei cantieri che stanno utilizzando il 110% dal punto di vista della sicurezza e della regolarità contributiva. Siamo in attesa di una risposta. I cantieri utilizzano i soldi pubblici: devono dunque rispettare certe caratteristiche ed è necessario <strong>evitare manodopera in nero</strong> o che si utilizzino contratti meno onerosi di quello edile. Si ricordi infine che da novembre la famosa <strong>congruità sul DURC</strong> (manodopera proporzionata all’incarico affidato) ritorna. Reintrodurre questo parametro è una vittoria sindacale e degli edili e sarà molto interessante misurarlo proprio sul 110%. All&#8217;ispettorato del lavoro abbiamo chiesto insomma di trovare assieme un <strong>protocollo provinciale</strong> che non sia una carta d&#8217;intenti ma una misura concreta per controllare quanto accade nei cantieri. Inoltre il Ministero del Lavoro ha avviato una campagna straordinaria per l&#8217;edilizia del 2022 e gli uffici ministeriali si concentreranno proprio sul tema dell&#8217;edilizia perché un settore in netta ripresa proprio con i soldi pubblici.</p>
<p>Quali sono quindi le proposte della Fillea CGIL in merito al decreto o agli aggiustamenti che vanno effettuati al fine di ulteriormente incrementare il settore e stabilizzare l&#8217;occupazione?</p>
<p>Noi pensiamo che la misura debba essere <strong>prolungata nel tempo</strong>, che gli incentivi vadano riordinati e i vari interventi riuniti in un&#8217;unica normativa, altrimenti si rischia che l’intervento non risulti strutturale ma esclusivamente di attrazione per un paio di anni e non permetta alle imprese di potersi organizzare meglio sul territorio, crescere e uscire da quel nanismo cronico di cui soffrono. Allungare i tempi vuol dire stabilizzare l&#8217;occupazione, migliorare la professionalità, far crescere le imprese sugli investimenti, materiali e formazione dei lavoratori, abbassare le soglie di inquinamento delle nostre città in una visione ecologica.</p>
<p><strong>Ma nel panorama italiano i fondi richiesti dai siciliani e siracusani sono in linea o al di sotto della media?</strong></p>
<p>Sono più alti perché partiamo da una situazione più critica. Rispetto alla situazione di partenza con i dati negativi del settore, <strong>la Sicilia in percentuale è quella che sta crescendo di più</strong> a livello di massa salariale mentre sul numero degli interventi la nostra Isola è tra le cinque regioni che ne ha chiesti di più.</p>
<p>E allora ben venga il bonus e che diventi strutturale e strumento di rilancio per una realtà sofferente come la nostra.</p>
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