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	<title>Cronache Satiriche d&#8217;annata &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
	<lastBuildDate>Tue, 15 Sep 2026 19:37:35 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Siracusa capitale della cultura Francescoitalica a-la-Carte</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/09/15/siracusa-capitale-della-cultura-francescoitalica-a-la-carte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carmelo Maiorca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 19:36:59 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cronache Satiriche d'annata]]></category>
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					<description><![CDATA[Il sindaco Francesco Italia per orientarsi tra i meandri del sapere e le politiche culturali da scegliere e sostenere, ha un preciso punto di riferimento: lui medesimo in persona personalmente. Senza alcuna falsa modestia egli si apprezza, si stima e sa di poter contare su sé stesso. Infatti, dopo l’uscita dalla giunta comunale dell’ex assessore &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il sindaco Francesco Italia per orientarsi tra i meandri del sapere e le politiche culturali da scegliere e sostenere, ha un preciso punto di riferimento: lui medesimo in persona personalmente. Senza alcuna falsa modestia egli si apprezza, si stima e sa di poter contare su sé stesso.</p>
<p>Infatti, dopo l’uscita dalla giunta comunale dell’ex assessore Fabio Granata, dal luglio 2025 fino a oggi, con una visione a tutto tondo scultorea e tridimensionale, si è occupato da par suo delle attività culturali. E non solo di quelle, poiché nel rimpastino degli assessori di un anno fa lo Special One di Palazzo Vermexio decise di mantenere ad interim (“temporaneamente”, si fa per dire) una folta rubrica di deleghe comprendente, oltre alla Cultura: Università, Unesco, Sport e Turismo, Periferie, Servizio Idrico e Pnrr (riguardante la gestione dei progetti e dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza post Covid).</p>
<p>Settori certo associati al grande balzo in avanti (degno &#8211; metaforicamente parlando &#8211; di un salto in lungo di Larissa Iapichino) che ha registrato la qualità della bella-vita di origine controllata e garantita. Situazione che a Siracusa è sotto gli occhi di tutti…coloro che sanno vedere al di là delle apparenze &#8211; come ebbero a dire Edipo a Colono e il filosofo contemplativo Gaspare Puleo detto Sanguinello della Scuola di Francofonte.</p>
<p>Pertanto, è con soddisfazione e appagamento per il lavoro s/fatto che Francesco Italia ha passato adesso il testimone delle deleghe alla Cultura e al Turismo all’assessore Marco Zappulla.</p>
<p>Il quale ha dichiarato (fonte: comunicato stampa del Comune): “Abbiamo un patrimonio straordinario, una storia conosciuta nel mondo…” ecc. ecc., “La sfida è mettere sempre più a sistema tutto questo, creando una relazione ancora più forte tra turismo, cultura e città”, ed altri originalissimi concetti: tutt’altro che frasi fatte, banali e trite e ritrite, come di primo acchito si potrebbe pensare.</p>
<p>A proposito della distribuzione delle deleghe ai componenti della giunta comunale di Siracusa, i periodici rimescolamenti apparentemente ad muzzum, secondo l’autorevole rivista Mistery &amp; Minkiate O’ Scur sarebbero invece frutto di una metodologia ideata dallo stesso sindaco utilizzando e accorpando:</p>
<p>1) i titoli delle deleghe assessoriali scritti su foglietti introdotti e poi estratti da un sacchetto della tombola;</p>
<p>2) la lettura dei tarocchi;</p>
<p>3) le richieste dei leader e dei singoli consiglieri dei partiti che sostengono Italia in consiglio comunale, ma solo quelli che non gli stanno sulle palle.</p>
<p>In occasione dell’ultimo mini rimpastino con formati monodose riciclabili, il neo assessore alla cultura, turismo ed altro, Marco Zappulla ha dovuto lasciare l’assessorato alle Politiche sociali, nell’afflizione generale in quanto, a detta dei suoi estimatori, avrebbe lavorato bene (e allora perché spostarlo? &#8211; si chiederà qualche ingenuo).</p>
<p>Lui, comunque, si è detto “sereno  nel sapere che questo percorso proseguirà con Giovanna Porto, collega del mio partito…”, ossia la consigliera comunale (a suo tempo eletta con Fratelli d’Italia) e adesso neo assessora alle Politiche sociali di Grande Sicilia: il partito del deputato regionale e sindaco di Melilli Giuseppe Carta che al Comune di Siracusa conta su ben tre assessori in giunta – oltre ai già citati Zappulla e Porto, il riservato Luciano Aloschi che è assessore all’igiene urbana, verde pubblico e cimitero (settori popolarissimi in città) &#8211; e su 5 consiglieri comunali, fra cui Alessandro Di Mauro che del civico consesso è il presidente.</p>
<p>Insomma, pure a Siracusa e col beneplacito dell’alleato sindaco Italia, il sindaco di Melilli Carta fa il bello e il cattivo tempo, a causa &#8211; sostengono i ricercatori della Repubblica Indipendente dell’Isola dei Cani &#8211; dei cambiamenti climatico/partitici nell’area AERS (Area a Elevato Rischio di Sautafossi).</p>
<p>Un territorio irto di insidie, tant’è che lo smaliziato Carta già da qualche mese ha nominato commissario provinciale di Grande Sicilia addirittura Enzo Vinciullo: ex deputato regionale ed ex di tutto un po’, che giusto con Francesco Italia fino a pochi anni fa aveva un rapporto così estremamente cordiale e di stima ca ci mancàvunu sulu i lignàti.</p>
<p>(fine prima puntata)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>&#8220;ALOSCHI MANI DI FORBICE&#8221;, L’ULTIMA PRODUZIONE DELLA FILM COMMISSION DE L’ISOLA DEI CANI</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2025/08/30/aloschi-mani-di-forbice-lultima-produzione-della-film-commission-de-lisola-dei-cani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carmelo Maiorca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Aug 2025 09:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il bar sotto il mare]]></category>
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		<category><![CDATA[Cronache Satiriche d'annata]]></category>
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		<category><![CDATA[Luciano Aloschi assessore Siracusa]]></category>
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		<category><![CDATA[Francesco Italia]]></category>
		<category><![CDATA[verde pubblico]]></category>
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					<description><![CDATA[Siracusa, per la serie “Ma chi fimmi ‘a fattu?”, L’Isola dei Cani Film Commission ha il piacere di presentare l’ultima produzione della cinematografia sarausana sbrechis: &#8220;Aloschi mani di forbice&#8220;, un cortometraggio liberamente ispirato al celebre film di Tim Burton “Edward mani di forbice” (con cui non c’entra una mazza). Diretto dal regista siculo-americano Truman Capone &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Siracusa, per la serie “<em><strong>Ma chi fimmi ‘a fattu?</strong></em>”, <strong>L’Isola dei Cani Film Commission</strong> ha il piacere di presentare l’ultima produzione della cinematografia sarausana sbrechis: &#8220;<em><strong>Aloschi mani di forbice</strong></em>&#8220;, un cortometraggio liberamente <strong>ispirato al celebre film di Tim Burton “<em>Edward mani di forbice</em>”</strong> (con cui non c’entra una mazza).</p>
<p><strong>Diretto dal regista siculo-americano Truman Capone Matalotta</strong>, narra le <strong>imprese di un assessore, Luciano Aloschi detto &#8220;mani di forbice&#8221;</strong>, creato dal sindaco di Melilli e deputato regionale Giuseppe Carta detto “<em>A mia insaputa</em>” mediante un programma d’intelligenza artificiale chiamato “<em><strong>Mpa (abbreviazione di Mpari) Grande Sicilia</strong></em>&#8220;. E per fare anche più Grande Siracusa, al neo assessore collocato nell’amministrazione comunale dell&#8217;alleato <strong>sindaco Francesco Italia II</strong>, viene affidato il verde pubblico per potenzialo e valorizzarlo.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-32500 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/v.le-scala-greca-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/v.le-scala-greca-300x225.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/v.le-scala-greca-1024x768.jpg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/v.le-scala-greca-768x576.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/v.le-scala-greca-1536x1152.jpg 1536w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/v.le-scala-greca.jpg 2000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Siccome Aloschi ha il pollice verde e le intere mani per l’appunto di forbice, come prima eccezionale e originale idea egli <strong>propone di eliminare le aiuole spartitraffico</strong>, soprattutto quelle interminabili del chilometrico viale Scala Greca; spiegando che secondo lui non servono a niente e costano un mare di soldi; aggiungendo che coi soldi risparmiati si possono invece <strong>comprare degli alberi da mettere in giro per la città, ad esempio nel rione Mazzarona</strong>.</p>
<p>Detto fatto, <strong>in una sola notte</strong> – come mostra una delle sequenze più spettacolari girate da Truman Capone Matalotta &#8211; Aloschi mani di forbice, a bordo di un trattore modello G7 Lollobrigida e in compagnia (geniale trovata!) di una sorta di <strong>sosia di Freddy Krueger di Nightmare (un irriconoscibile Alessandro Di Mauro</strong>, presidente del Consiglio comunale di Siracusa e sodale di Aloschi nell’MPA-Grande Sicilia-Sti Kaz) taglia tutte le aiuole spartitraffico di viale Scala Greca.<br />
Liberata l’arteria stradale dalle piante estirpate, una squadra scelta di operatori della <strong>Tekrakrò Servizi Ambientali</strong> <strong>a Tinchité</strong>, mette sfalci, foglie, fiori e radici dentro diverse decine di cassonetti old style per la raccolta in/differenziata recuperati per l&#8217;occasione.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-32432 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Via-Algeri-71-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Via-Algeri-71-300x225.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Via-Algeri-71-1024x768.jpg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Via-Algeri-71-768x576.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Via-Algeri-71-1536x1152.jpg 1536w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Via-Algeri-71.jpg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Trainati da mezzi speciali della Tekrakrò, <strong>un corteo di cassonetti con in testa Aloschi mani di forbice e Di Mauro Krueger raggiunge Mazzarona</strong> spargendosi per ogni dove. Tutti i contenitori vengono svuotati contemporaneamente dei resti di quelle che erano state le aiuole di viale Scala Greca, inondando di verde pubblico di primissima qualità l&#8217;intero fortunato rione&#8230;</p>
<p>A questo punto del film, nel cuore delle case popolari del quartiere spunta un palchetto e, davanti a un folto pubblico di residenti, Aloschi dà un&#8217;ulteriore prova della propria maestria con le forbici eseguendo tre tagli di capelli ad altrettanti volontari, per poi concludere l&#8217;esibizione con un taglio di barba a sorpresa: trasformando una delle forbici in rasoio e un&#8217;altra in pennello per la schiuma, facendo <strong>pelo e contropelo nientemeno che al sindaco Italia</strong> in persona personalmente, il quale nel frattempo si è aggregato all&#8217;allegra cumacca.</p>
<p>Il finale, mentre scorrono i titoli di coda, offre una panoramica di Siracusa dall&#8217;alto: dalla Sìbbia a Facci rispiràta e ad altri luoghi evocativi del tradizionale ottimismo cittadino. Nel contempo sale il <strong>coro gioioso del Persi per Casa del Vermexio</strong> che canta &#8220;<em>Per fare un albero ci vuole un seme/per fare un seme ci vuole il frutto/ per fare il frutto ci vuole un fiore/ per fare un fiore ci vuole Aloschi</em>&#8220;. The end…</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Letture di Ferragosto: di Gresy, non solo Pillirina e ricorsi</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2025/08/15/letture-di-ferragosto-di-gresy-non-solo-pillirina-e-ricorsi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carmelo Maiorca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Aug 2025 05:57:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Approfondendo alcune vicende societarie riguardanti l’amministratore della Elemata Maddalena srl, Emanuele di Gresy (un articolo è stato pubblicato da La Civetta di Minerva l’8 luglio scorso, un altro è previsto nei prossimi giorni) mi sono reso conto che in diversi articoli che circolano sul web, il suddetto di Gresy viene confuso con un omonimo parente, &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Approfondendo alcune <strong>vicende societarie riguardanti l’amministratore della Elemata Maddalena srl, Emanuele di Gresy</strong> (un articolo è stato pubblicato da <strong>La Civetta di Minerva</strong> l’8 luglio scorso, un altro è previsto nei prossimi giorni) mi sono reso conto che in diversi articoli che circolano sul web, il suddetto di Gresy viene <strong>confuso con un omonimo parente</strong>, marchese pure lui, accorgendomi anche di ulteriori equivoci concernenti altri appartenenti al medesimo casato. Partendo dalla ricostruzione di questi <em>qui pro quo</em>, per puro divertissement ho scritto un pezzo per l’ultimo numero dell’edizione di carta del periodico di satira e informazione <strong>L’Isola dei Cani</strong>, qui di seguito riproposto in versione online.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-32011 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/dagospia-153x300.jpg" alt="" width="153" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/dagospia-153x300.jpg 153w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/dagospia-535x1050.jpg 535w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/dagospia.jpg 720w" sizes="(max-width: 153px) 100vw, 153px" /></p>
<p><strong>Special DiGresymania: i casini del casato </strong></p>
<p><strong>A maggio dell’anno scorso</strong>, una sera in un locale di Milano <strong>assieme a Fedez</strong> venne paparazzata, come si dice in gergo, una ragazza. L’ipotesi del flirt si sgonfiò nel giro di pochi giorni, ma data la notorietà del rapper e l’attenzione mediatica cui è sottoposto si scatenò comunque uno spasmodico e morboso interesse per la giovane.</p>
<p>Si scoprì subito che si chiamava <strong>Ludovica di Gresy</strong>, che frequentava una specie di scuola di moda, più qualche notizia sulla sua famiglia zeppa di imprecisioni e di vere e proprie minchiate. Soprattutto riguardanti <strong>il padre: Emanuele, ma per tutti Manuele di Gresy</strong>, origini nobiliari, in passato una storia turbolenta con la <strong>showgirl Flavia Vento</strong>, in vari articoli diventò  tutt’uno con <strong>Emanuele di Gresy</strong> amministratore delegato di società di consulenze finanziarie, più qualche altra scarna informazione recuperata su linkedin o altrove, forse utilizzando le elaborazioni di qualche programma d’intelligenza artificiale. In ogni caso non verificando adeguatamente dati e fonti disponibili, come ormai accade sempre più spesso e per argomenti più importanti di questo.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-32014 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Emanuele-di-Gresy-300x161.jpg" alt="" width="300" height="161" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Emanuele-di-Gresy-300x161.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Emanuele-di-Gresy-310x165.jpg 310w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Emanuele-di-Gresy.jpg 625w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Qualcuno confuse pure la citata Ludovica di Gresy  con l’omonima titolare, assieme ad altri familiari, di un’azienda vinicola situata nelle Langhe piemontesi. Da notare che l<strong>a Tenuta Cisa Asinari dei Marchesi di Gresy</strong> attraverso i propri legali chiese (come riportato dal sito di news Dago Spia) che fosse rettificato l’errore minacciando querele.</p>
<p>Gli altri preferirono invece ignorare, compreso il “<em>nostro</em>” marchese di Gresy, ovvero l’amministratore (fra l’altro) della società Elemata Maddalena, arrivato più di tre lustri addietro a Siracusa con l’intenzione di realizzare grandi strutture ricettive di lusso.</p>
<p><strong><img decoding="async" class="size-medium wp-image-32015 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/stemma-semplice-300x218.jpg" alt="" width="300" height="218" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/stemma-semplice-300x218.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/stemma-semplice.jpg 585w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />A ciascuno il suo stemma </strong><strong>tra etichette di vini e società finanziarie</strong></p>
<p><strong><em>Crescit in adversis virtus</em></strong> ovvero “<em>La virtù cresce nelle avversità</em>” è il motto in latino che compare nello <strong>stemma araldico dei marchesi di origine piemontese Cisa Asinari di Gresy e Casasco</strong>, una delle oltre 31mila famiglie o casati italiani forniti di blasone di cui esiste un’attestazione storica, almeno secondo quanto riporta Wikipedia. Ricordando, en passant, che <strong>la Costituzione repubblicana italiana</strong> con una norma entrata in vigore il 1 gennaio 1948, <strong>non riconosce i titoli nobiliari</strong> negando loro qualsiasi rilevanza giuridica e istituzionale. Lo stemma in questione è il simbolo grafico che campeggia sulle etichette dei vini delle Tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Gresy, storica cantina della zona della Langa del Barbaresco, che oggi conta quattro distinte aziende vinicole con vigneti che spaziano dalle Langhe al Monferrato.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-32009 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Ludovica-di-Gresy-con-il-padre-Alberto-e-il-fratello-Alessandro-300x208.jpg" alt="" width="300" height="208" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Ludovica-di-Gresy-con-il-padre-Alberto-e-il-fratello-Alessandro-300x208.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Ludovica-di-Gresy-con-il-padre-Alberto-e-il-fratello-Alessandro-110x75.jpg 110w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Ludovica-di-Gresy-con-il-padre-Alberto-e-il-fratello-Alessandro.jpg 672w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />A gestire il tutto sono <strong>Alberto di Gresy, la figlia Ludovica e il figlio Alessandro</strong>,  conferma l’edizione 2025 della guida Slow Wine. Prosit!</p>
<p>Il medesimo stemma è altresì utilizzato come <strong>logo della Virtus Finance S.A.</strong> (sede a Losanna) una delle società di consulenze finanziarie ed interessi nel settore immobiliare fondate da un altro di Gresy, piemontese pure lui ma con residenza e cittadinanza spostate in Svizzera, che di nome proprio e cognomi multipli fa Emanuele Cisa Asinari di Gresy e Casasco. Presente da anni anche in Sicilia con l’Elemata Maddalena srl, sede a Siracusa e società proprietaria, la Virtus Investments B.V., con sede ad Amsterdam.</p>
<p>Leggo che <strong>l’ideazione dello stemma è attribuita al primo marchese del casato, Benedetto di Grésy,</strong> che se ne sarebbe fregiato già dal 1669. Traggo la fondamentale informazione da un <strong>articolo del 2022</strong> pubblicato sulle pagine online del <em>Corriere della Sera</em> ed intitolato “<em>A casa dell’avvocato Paolo Cisa Asinari di Gresy, collezionista e appassionato di arredo</em>” in cui si descrivono minuziosamente mobili, quadri e altri oggetti contenuti nell’appartamento.</p>
<p>Entusiasticamente (e tenendo a bada i sti kazz che fanno capolino in testa) da altre fonti apprendo che <strong>l’avvocato Paolo di Gresy è il fratello maggiore di Emanuele di Gresy</strong>, è cavaliere dell&#8217;ordine savoiardo dei Santi Maurizio e Lazzaro ed è sposato con una nipote del barone Carlo Ferdinando Nasi. Questi, a cavallo tra Ottocento e Novecento, fu un noto sportivo e sposò Aniceta Agnelli, figlia di Giovanni fondatore della Fiat. Imparentata con gli Agnelli è anche la signora Giuliana Ferrero, torinese di nascita e svizzera d’adozione come il figlio Emanuele di Gresy. Avvocato come l’altro figlio, Paolo, era invece il padre Carlo di Gresy che ricoprì la carica di console del Belgio a Torino.</p>
<p><strong>Il ramo lombardo</strong></p>
<p>Altresì interessante (di certo ai fini di questo cazzeggiante articolo) è <strong>il ramo dei di Gresy che porta in Lombardia</strong>. Milano è la città di origine di un altro <strong>Emanuele, detto Manuele detto Manu, di Gresy</strong> che, da quello che posta sui social, sembra svolgere soprattutto un’intensa vita vacanziera.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-32010 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Carla-Milesi-di-Gresy-156x300.jpg" alt="" width="156" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Carla-Milesi-di-Gresy-156x300.jpg 156w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Carla-Milesi-di-Gresy.jpg 301w" sizes="(max-width: 156px) 100vw, 156px" />Viaggia molto – beata lei – anche l<strong>a madre Carla, detta Carlina, Milesi di Gresy</strong> che ha un altro figlio, Alessandro (il marito Paolo, Papi, di Gresy è morto da qualche anno). Lei è un’artista che negli anni ’80 ha fondato un laboratorio di ricerca, sperimentando sculture realizzate in cemento, all’interno dell’azienda di produzione di calcestruzzo di proprietà della famiglia di nascita. Ha scritto anche un paio di romanzi, e nel salotto di casa sua fino a un paio di anni fa si riuniva l’alta società milanese in occasione di incontri che vedevano la presenza di scrittori ed operatori editoriali, giornalisti affermati, stilisti, attori, architetti.  Altro che radical chic!<img decoding="async" class="size-medium wp-image-32012 alignright" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Manuele-di-Gresy-con-la-figlia-Ludovica-in-occasione-della-sua-laurea-presso-lIstituto-Marangoni-di-Milano-131x300.jpg" alt="" width="131" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Manuele-di-Gresy-con-la-figlia-Ludovica-in-occasione-della-sua-laurea-presso-lIstituto-Marangoni-di-Milano-131x300.jpg 131w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Manuele-di-Gresy-con-la-figlia-Ludovica-in-occasione-della-sua-laurea-presso-lIstituto-Marangoni-di-Milano.jpg 275w" sizes="(max-width: 131px) 100vw, 131px" /></p>
<p>Tornando a Manuele di Gresy, ha un figlio avuto dall’attuale moglie con cui è sposato da una dozzina d’anni, e una <strong>figlia di 24 anni, Ludovica detta Dudi</strong> (quella fotografata con Fedez), nata da una precedente compagna con la quale ha vissuto dal 2000 al 2008.</p>
<p><em>                                                                   (Manuele di Gresy con la figlia Ludovica in occasione                                                                            della sua laurea presso l’Istituto Marangoni di Milano)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Vento di passioni</strong></p>
<p>A causare la rottura di quella relazione contribuì decisamente il flirt con la showgirl ed ex modella Flavia Vento. Che pensò bene di rivelare la sua storia col marchese Manuale – e non ci poteva essere contesto più adeguato &#8211; durante i collegamenti televisivi  dall’Honduras del reality <strong>L’Isola dei Famosi</strong>,  al quale stava partecipando come concorrente per poi ritirarsi alla fine di settembre del 2008.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-32008 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Flavia-Vento-con-Manuele-di-Gresy-in-una-vecchia-foto--252x300.jpg" alt="" width="252" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Flavia-Vento-con-Manuele-di-Gresy-in-una-vecchia-foto--252x300.jpg 252w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Flavia-Vento-con-Manuele-di-Gresy-in-una-vecchia-foto-.jpg 720w" sizes="(max-width: 252px) 100vw, 252px" /></p>
<p>Il rapporto fra Vento e di Gresy durò all’incirca due anni, fino al 2010, fra alti e bassi. Sul web, dove rimane di tutto, cercando  spuntano alcune foto dei due assieme, un po’ di articoletti e qualche intervista all’ex compagna di lui, madre di Ludovica, e alla showgirl.</p>
<p>In seguito l’ineffabile Flavia Vento manifestò una certa ostilità nei confronti dell’ex fidanzato pubblicando fra il 2012 e il 2013 commenti su twitter di questo tenore: “<em>Il mio ex Manuele è stato ospite a casa mia per due anni e non mi ha regalato nulla, forse una camicia e mi ha riempito di corna, poi si è sposato una miliardaria che lo mantiene, Ahimè</em>”.</p>
<p>Sempre lei diede notizia che di Gresy l’aveva denunciato per molestie, che la moglie di lui l’aveva insultata, che lei avrebbe a sua volta denunciato l’ex fidanzato per calunnie, ed altre amenità.</p>
<p><strong>L’Isola dei Cani dei Famosi</strong></p>
<p>La storia 10 anni  dopo è riaffiorata dall’oblio con la <strong>fantastica variante creata sui social</strong> che, ad avere avuto una relazione turbolenta con Flavia Vento, è stato l’uomo d’affari italo-svizzero-siracusano Emanuele di Gresy.</p>
<p>Se ne potrebbe trarre un bel soggetto per un film ambientato fra il Piemonte la Lombardia e la Sicilia: “<em><strong>Noblesse oblige &#8211; La saga dei di Gresy</strong></em>” Virtus production; oppure si potrebbe lanciare un nuovo reality “<em><strong>L’Isola dei Cani dei famosi</strong></em>” da girare nella siracusana Pillirina, presentatori Flavia Vento e i due cugini di Gresy. Noi ci siamo!</p>
<p><em><img decoding="async" class="size-medium wp-image-32007 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/villaggio-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/villaggio-300x186.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/villaggio.jpg 584w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Dedicato a Paolo Villaggio per i personaggi della</em><em> contessa Pia e della figlia contessina Alfonsina Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare; </em></p>
<p><em>e dedicato a Eduardo De Filippo per il ruolo del professore don Ersilio Miccio esperto nell’arte del pernacchio, indirizzato al Duca Alfonso Maria di Sant’Agata dei Fornari nel film “L’oro di Napoli”.<img decoding="async" class="size-medium wp-image-32006 alignright" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/toto-300x252.jpg" alt="" width="300" height="252" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/toto-300x252.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/08/toto.jpg 638w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></em></p>
<p><em>     </em></p>
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		<title>Quando Stefania Prestigiacomo disse di abbattere il parcheggio Talete</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2021/04/26/quando-stefania-prestigiacomo-disse-di-abbattere-il-parcheggio-talete/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carmelo Maiorca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Apr 2021 08:28:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Cronache Satiriche d'annata]]></category>
		<category><![CDATA[siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Prestigiacomo]]></category>
		<category><![CDATA[parcheggio talete]]></category>
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					<description><![CDATA[CRONACHE SATIRICHE D’ANNATA (Dal numero di ottobre 2008 del mensile L’Isola dei Cani, pubblicato col titolo: “Clamoroso! La ministra Prestigiacomo ha detto una cosa ambientalista”). Siracusa &#8211; Alleluia, alleluia! Dopo un decennio dal completamento dell’orrendo parcheggio installato sul Passeggio Talete, l’onorevolissima Stefania Prestigiacomo si è finalmente accorta della lunga colata di cemento che deturpa quel &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>CRONACHE SATIRICHE D’ANNATA</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-20324" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/04/IMG_20210424_122201-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/04/IMG_20210424_122201-300x300.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/04/IMG_20210424_122201-1024x1020.jpg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/04/IMG_20210424_122201-150x150.jpg 150w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/04/IMG_20210424_122201-768x765.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/04/IMG_20210424_122201-1536x1530.jpg 1536w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/04/IMG_20210424_122201-2048x2040.jpg 2048w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/04/IMG_20210424_122201-scaled.jpg 2560w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><em>(Dal numero di ottobre 2008 del mensile L’Isola dei Cani, pubblicato col titolo: “Clamoroso! La ministra Prestigiacomo ha detto una cosa ambientalista”). </em></p>
<p>Siracusa &#8211; Alleluia, alleluia! Dopo un decennio dal completamento dell’orrendo parcheggio installato sul Passeggio Talete, l’onorevolissima Stefania Prestigiacomo si è finalmente accorta della lunga colata di cemento che deturpa quel tratto di costa dell’isola di Ortigia. Anzi, di più e di meglio. Nella nuova veste di ministra dell’Ambiente lo ha definito per quello che è: un ecomostro e un catafalco di cemento, affermando che è giunto il momento di abbatterlo. E sottolineando che adesso ci sono le condizioni economiche per poterlo fare.</p>
<p>Alleluia, alleluia! Non è mai troppo tardi, è il caso di dire. Ma da quello che abbiamo letto e ascoltato in giro,  dinanzi all’affondo ecologista della ministra le reazioni del mondo politico siracusano, compresi alcuni esponenti del suo medesimo partito, sono state tutt’altro che favorevoli. Ad esempio il sindaco Visentin Rintintin ha dichiarato di essere d’accordo con lei…. in linea di principio. Ma, secondo noi, <em>pi’ facci lavàta</em>. Tanto più che l’amministrazione comunale da lui guidata, con l’assessore a Ortigia in primis, continua a portare avanti in modo entusiasta il progetto di un presunto “parco sopra il parcheggio” (ossia nuove installazioni invasive) che dovrebbe invogliare caterve di cittadini ad andare a scialarsi sopra l’ecomostro.</p>
<p>A sua volta l’ex sindaco e ora assessore regionale al Turismo Titti Canario Bufardeci, anche lui di Forza Italia, ha dichiarato al Giornale di Sicilia: “Il Talete va aperto e subito, io ci sono andato e ho visto una bellissima passeggiata con delle luci molto gradevoli. Sull’ipotesi di abbattimento non ci penserei più di tanto, ormai c’è ed è meglio sfruttarlo nel modo più pratico e intelligente”.</p>
<p>Della serie “In campana signora ministra”. A questo punto cosa farà Stefy Olivia? Persevererà, resisterà, insisterà con la sua proposta o innesterà la marcia indietro? Restiamo in febbrile attesa di nuovi sviluppi.</p>
<p><em>P.S. Innestò la retromarcia.</em></p>
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		<title>Cronache satiriche d’annata. 1991 &#8211; Quando a Bettino Craxi  regalarono un terreno nel paesino siciliano di  San Fratello</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2021/04/10/cronache-satiriche-dannata-1991-quando-a-bettino-craxi-regalarono-un-terreno-nel-paesino-siciliano-di-san-fratello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carmelo Maiorca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Apr 2021 17:51:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Cronache Satiriche d'annata]]></category>
		<category><![CDATA[Cronache satiriche d’annata]]></category>
		<category><![CDATA[Bettino Craxi]]></category>
		<category><![CDATA[San Fratello]]></category>
		<category><![CDATA[Monti Nebrodi]]></category>
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					<description><![CDATA[Chi pensa che i socialisti italiani siano buoni soltanto a spartirsi ministeri, assessorati, enti pubblici ed economici, riceve dalla Sicilia una clamorosa smentita. È infatti successo che i militanti del garofano di Messina, come un sol uomo, si siano prodigati in un’entusiastica colletta per acquistare con 48 milioni un terreno alla periferia di San Fratello, &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Chi pensa che i socialisti italiani siano buoni soltanto a spartirsi ministeri, assessorati, enti pubblici ed economici, riceve dalla Sicilia una clamorosa smentita. È infatti successo che i militanti del garofano di Messina, come un sol uomo, si siano prodigati in un’entusiastica colletta per acquistare con 48 milioni un terreno alla periferia di San Fratello, un comune sui Monti Nebrodi. E, si badi bene, non perché nella zona si preveda un piano di lottizzazione, come a caldo si potrebbe pensare. Il motivo, ben più nobile, è che tale terreno è stato regalato al segretario del partito, Craxi, che in quel paesino ha le sue radici familiari come, senza fallo, attestano gli archivi anagrafici che datano quantomeno al 1763 la nascita del trisavolo Salvatore Craxi. Questi fu il capostipite della stirpe dei Craxi di San Fratello, interrotta dalla partenza del Bettino Craxi nonno dell’attuale segretario socialista, il quale concepì il figlio Vittorio nei pressi dello stretto di Messina.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-20208" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/04/pag.11-Poderi-occulti-di-Carmelo-Maiorca-300x255.jpg" alt="" width="300" height="255" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/04/pag.11-Poderi-occulti-di-Carmelo-Maiorca-300x255.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/04/pag.11-Poderi-occulti-di-Carmelo-Maiorca-1024x869.jpg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/04/pag.11-Poderi-occulti-di-Carmelo-Maiorca-768x652.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/04/pag.11-Poderi-occulti-di-Carmelo-Maiorca-1536x1303.jpg 1536w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/04/pag.11-Poderi-occulti-di-Carmelo-Maiorca.jpg 1708w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>“Non so se sono un siciliano nato per caso a Milano o un buon socialista milanese”, ha commentato Bettino Craxi qualche giorno fa parlando da un palco allestito nella piazzetta antistante la chiesa Madre di San Fratello, dinanzi al paese intero accorso a plaudirlo. La festosa manifestazione ha raggiunto l’apice al momento della consegna dell’atto con cui è stato donato all’onorevole Craxi l’appezzamento di terreno sito in contrada Piano di Lepre. Ringraziando per il regalo, il leader del Psi ha affermato testualmente: “I miei antenati, mi è stato detto, avevano tanti terreni che non so che fine abbiano fatto. Finalmente ne recupero un pezzo”.</p>
<p>E poi, generosamente, Craxi ha aggiunto che su quel terreno egli intende realizzare una casa della cultura per i giovani di San Fratello, puntualizzando: “Sarà una casa grande se il terreno sarà grande”.</p>
<p>In mezzo a una fittissima nebbia, molto meneghina, tra boschi bellissimi, abbiamo altresì appurato &#8211; circostanza che rallegrerà persino il senatore Umberto Bossi &#8211; che la fondazione di San Fratello si deve ad Adelaide di Monferrato, moglie di Ruggero I, la quale nel corso del suo viaggio per raggiungere il marito che aveva conquistato la Sicilia, sostò in questo punto dei Monti Nebrodi stabilendovi una colonia di lombardi. A San Fratello, dove si parla ancora un dialetto gallo-italico, è altissima la percentuale dei Bettini: almeno il 30% dei primogeniti maschi. Per il Censis segnaliamo che la metà della popolazione che non è emigrata in Germania, nel Bronx e in Lombardia (5.000 persone) da undici anni consente una maggioranza assoluta ai socialisti, con lo stesso sindaco Manasseri che di nome, ovviamente, fa Bettino.</p>
<p>Il vicesindaco Nino Reitano &#8211; quasi omonimo del Cigno di Fiumara, Mino Reitano &#8211; ci ha offerto un utile depliant illustrativo degli usi e costumi dei discendenti dell’antica colonia lumbard. Amanti tra l’altro del noto cavallo sanfratellano, in quanto &#8211; scrive il sindaco &#8211; “Per noi gente di San Fratello, il rapporto con il cavallo viene interpretato come una sorta di simbiosi, quasi non esistesse differenza tra uomo-cavallo e la natura che ci ospita”. <strong>                                                                                                                               </strong></p>
<p>(articolo pubblicato la prima volta sul numero del 20 maggio 1991 del settimanale di satira e resistenza umana <em>Cuore</em>, col titolo “Poderi occulti”)</p>
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		<title>Maggio 2002 &#8211; Rappresentazioni Classiche di Siracusa: u ‘ncazzùsu Miccichè contro il regista Luca Ronconi</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2021/03/31/maggio-2002-rappresentazioni-classiche-di-siracusa-u-ncazzusu-micciche-contro-il-regista-luca-ronconi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carmelo Maiorca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Mar 2021 09:58:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Cronache Satiriche d'annata]]></category>
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		<category><![CDATA[INDA]]></category>
		<category><![CDATA[Miccichè]]></category>
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					<description><![CDATA[Il palermitano Gianfranco Miccichè, sottosegretario (o viceministro, come si usa dire oggi) per l’Economia e il Mezzogiorno, è il proconsole sottopanza di Forza Italia in Sicilia, approdato con altri dipendenti di Berlusconi direttamente dalle stanze di Publitalia (della Fininvest, ecc.) a quelle dei bottoni dei palazzi della politica. Un percorso tracciato per volontà e intercessione del &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il palermitano Gianfranco Miccichè, sottosegretario (o viceministro, come si usa dire oggi) per l’Economia e il Mezzogiorno, è il proconsole sottopanza di Forza Italia in Sicilia, approdato con altri dipendenti di Berlusconi direttamente dalle stanze di Publitalia (della Fininvest, ecc.) a quelle dei bottoni dei palazzi della politica. Un percorso tracciato per volontà e intercessione del divino Unto del Signore Cavaliere Silvio I° Banana.</p>
<p>Protagonista di una virulenta polemica contro il regista Luca Ronconi, il giorno della bagarre Miccichè era arrivato a Siracusa con le peggiori intenzioni. La sua trasferta era cominciata di mattina nei locali dell’Open Land, dove la sezione siracusana del Rotary aveva organizzato un convegno su “Sicurezza e sviluppo” con la presenza in veste di relatori, tra gli altri, del magistrato Pier Luigi Vigna, capo della Direzione Nazionale Antimafia, e dell’ex questore di Siracusa Nicola Capomacchia, attuale direttore del Programma di Sicurezza per lo Sviluppo del Mezzogiorno.</p>
<p>Ospite più o meno a sorpresa, Miccichè era intervenuto nel dibattito da par suo. “Iù sugnu ‘n tipu ‘n cazzùsu” – aveva tenuto a informare elegantemente gli astanti, dando la stura ad ogni sorta di esternazione, lanciando messaggi, avvertimenti e ammonimenti a destra e a manca: al governo regionale in merito ai fondi europei di “Agenda 2000” e alla nuova normativa che dovrebbe regolare gli appalti pubblici in Sicilia; all’Associazione degli industriali intromettendosi sull’elezione dei vertici di Sicindustria.</p>
<p>Di sera Miccichè continuava il suo repertorio durante la cena organizzata dal prefetto di Siracusa Francesco Alecci con invitati principali il regista Ronconi e Walter Le Moli, presidente della  Fondazione dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico. A loro si erano aggiunti alcuni ospiti e amici del regista tra cui Sergio Escobar direttore del Piccolo Teatro di Milano, Paolo Radaelli di Rai Sat, Consuelo Cìscar sottosegretaria alla promozione culturale della Generalitat di Valencia, Joe Melillo dell’Accademy of Musica Art di New York. Il prefetto aveva esteso l’invito anche ad autorità politiche, militari ed economiche cittadine.</p>
<p>In compagnia dell’amica ministra Stefania Prestigiacomo, arrivava pure Miccichè. I due esponenti di Forza Italia erano stati informati dei pannelli teatrali raffiguranti le immagini deformate di Berlusconi, Fini, Bossi e La Russa inseriti nell’allestimento scenico della commedia Le Rane, per la regia di Luca Ronconi, che il giorno dopo avrebbe debuttato al Teatro Greco. Pur non avendo visto lo spettacolo, per i due quegli elementi scenografici costituivano di per sé uno sconcio, un atto di lesa maestà. Miccichè aggrediva verbalmente Ronconi, accusandolo in particolare di “prendere i soldi da Berlusconi”. “Il teatro pubblico non può criticare chi gli dà i soldi” – incalzava il gerarchetto. Insomma, per Miccichè i finanziamenti che lo Stato riconosce a fondazioni pubbliche come il Piccolo di Milano e l’INDA di Siracusa sono del governo, quindi di Berlusconi. A tale teoria degna di una repubblica delle banane, Ronconi rispondeva per le rime e il viceministro abbandonava stizzito la cena. Poi se ne andava pure la ministra Prestigiacomo, che l’indomani, divenuta la vicenda di pubblico dominio, definiva l’accaduto “una meschina operazione politica, peraltro attuata nel delicato periodo della campagna elettorale”.</p>
<p>La successiva decisione del regista di togliere i pannelli dalla scena per la ministra costituiva nientemeno la prova di una sorta di complotto di sinistra contro il governo. Ordito, ovviamente, con la complicità di Walter Le Moli, più volte attaccato da Stefania Prestigiacomo nella sua battaglia personale conto la Fondazione dell’Inda.</p>
<p>(<em>articolo pubblicato la prima volta sul numero di maggio 2002 del periodico L’sola dei Cani con il </em><em>titolo Il gerachetto ‘n cazzùsu</em>)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>1992 &#8211; Sgarbi candidato a Palermo col partito Liberale</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2021/03/27/1992-sgarbi-candidato-a-palermo-col-partito-liberale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carmelo Maiorca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Mar 2021 20:34:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache Satiriche d'annata]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[V. Sgarbi]]></category>
		<category><![CDATA[borgo la panelle]]></category>
		<category><![CDATA[De Luca]]></category>
		<category><![CDATA[mazara del vallo]]></category>
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					<description><![CDATA[“Vittorio Sgarbi vende panelle al Borgo”. Questa frase che una mano ignota ha scritto con una bomboletta spray sopra il muro di una stradina palermitana &#8211; via Paradiso, vicino a viale Strasburgo &#8211; è stata una scoperta casuale quanto illuminante. Con encomiabile sintesi, l’anonimo scrivano ha voluto infatti indicare a Sgarbi un possibile approdo dopo &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Vittorio Sgarbi vende panelle al Borgo”. Questa frase che una mano ignota ha scritto con una bomboletta spray sopra il muro di una stradina palermitana &#8211; via Paradiso, vicino a viale Strasburgo &#8211; è stata una scoperta casuale quanto illuminante.</p>
<p>Con encomiabile sintesi, l’anonimo scrivano ha voluto infatti indicare a Sgarbi un possibile approdo dopo lo sforzo elettorale siciliano: per l’appunto, vendere nel popolare quartiere palermitano del Borgo le panelle, che sono caratteristiche frittelle di farina di ceci.</p>
<p>Si tratterebbe di un’auspicabile svolta a 360 gradi nell’attività indefessa dell’intellettuale ferrarese, candidatosi alla Camera coi liberali che in Sicilia hanno approntato una campagna, ci sia consentita la licenza poetica, veramente coi controcazzi. Tanto per cominciare, di notevole profilo il programma elettorale condensato nell’invito “Venga a prendere il caffè con noi”, che il segretario nazionale Altissimo ha personalmente rivolto ai palermitani dando appuntamento in un noto bar del centro, dove si è scottato la lingua ignaro dell’abitudine locale di servire il caffè dentro tazze super bollenti.</p>
<p>Ma è al sottosegretario alle Finanze De Luca che va attribuito il merito di avere ideato il tenero rendez-vous a Villa Sperlinga: “Sfogliando la margherita incontriamo i liberali”, in un’orgia zuccherina di gelati tricolori da leccare e zucchero filato rigorosamente bianco, verde e rosso. Coi colori della bandiera nazionale anche i fanciulleschi palloncini da passeggio e il rivestimento delle esclusive lattine “De Luca”, dotate di apposita linguetta metallica da strappare per godersi l’inaspettato contenuto: un mini fac-simile del candidato e una delicata margherita in cartoncino leggero. Ingegnosissime le scritte in sequenza sui petali, parafrasando il celebre m’ama non m’ama: “non voto – voto – non voto – voto – voto liberale – voto De Luca”.</p>
<p>Forse è superfluo sottolineare come in tale humus culturale e politico Vittorio Sgarbi si sia trovato perfettamente a proprio agio, suddividendo l’indomito impegno elettorale tra i suddetti meeting all’aria aperta, i defatiganti cocktail privati nei salotti della Palermo-bene e le pedatorie serate nelle discoteche cittadine Onyx e Speak Easy, ritrovo di teenagers in trepidante attesa di vedere dal vivo il logorroico caso umano auto-propostosi ministro dell’annunciato ministero della Cultura.</p>
<p>È stato però a Mazara del Vallo in provincia di Trapani che il vecchio Sgarbi, per dirla alla Salinger, ha dato il meglio di sé intervenendo in un comizio di piazza e denunciando un tentativo di sopruso. Pensate, l’emittente mazarese Tele Vallo gli aveva chiesto dei soldi per dei passaggi pubblicitari, suscitando la sua indignazione e la sferzante risposta che, notoriamente, sono le televisioni a pagare lui e non viceversa. In attesa, naturalmente, di andare a vendere le panelle al Borgo.</p>
<p>(pubblicato la prima volta nell’aprile 1992 sul settimanale satirico <em>Cuore</em> col titolo “Il maestro e Margherita”).</p>
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