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	<title>Politica &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
	<lastBuildDate>Thu, 27 Aug 2026 10:19:09 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Stabilità e Quirinale: l&#8217;illusione dei premi e il trionfo degli &#8216;stabili idioti&#8217;</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/08/27/stabilita-e-quirinale-lillusione-dei-premi-e-il-trionfo-degli-stabili-idioti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Andolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 10:19:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Riforma elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
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					<description><![CDATA[La stabilità del governo è un obiettivo di rilievo costituzionale? Perché ogni volta, a fine legislatura, si presenta una nuova legge elettorale per garantirla? Abbiamo posto queste domande a Sergio Bagnasco, noto ai lettori del nostro giornale come profondo conoscitore della materia. La nostra Costituzione affida la vita del governo al Parlamento; di conseguenza, cercare &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;">La stabilità del governo è un obiettivo di rilievo costituzionale? Perché ogni volta, a fine legislatura, si presenta una nuova legge elettorale per garantirla?</span> <em>Abbiamo posto queste domande a Sergio Bagnasco, noto ai lettori del nostro giornale come profondo conoscitore della materia.</em></p>
<p>La nostra Costituzione affida la vita del governo al Parlamento; di conseguenza, cercare di raggiungere la stabilità di governo con l&#8217;ingegneria elettorale <strong>è un&#8217;illusione che diventa pericolosa</strong> se porta a ritenere che la stabilità di governo abbia rilievo costituzionale. Infatti, nella Costituzione non esiste alcuna norma da cui possa discendere il <strong>rilievo costituzionale della stabilità di governo</strong> o limiti al potere di vita e di morte che il Parlamento ha sul governo. Ne consegue che la stabilità di governo ha, al massimo, rilievo politico, ma non costituzionale. Riconoscere rilievo costituzionale alla stabilità di governo comporta conseguenze che non possiamo eludere. Non è pensabile che quanto costituzionalmente è rilevante non trovi adeguata protezione. Finirebbe per essere ragionevole proporre di limitare il potere del Parlamento; per esempio, la fiducia data al governo non può essere revocata prima che siano trascorsi due anni. <strong>Così emergono la leggerezza e la superficialità con cui si affrontano i temi istituzionali</strong>. La questione è così evidente che <strong>nemmeno il regime fascista prevedeva la stabilità di governo.</strong> Il Re aveva il potere di destituire il Capo del governo che doveva fare i conti anche col Gran Consiglio del Fascismo. Questo potere che al tempo apparteneva al Re oggi in epoca repubblicana appartiene al Parlamento, senza limiti e senza condizioni.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-42873 size-full" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/08/Fascisti_al_Parlamento.jpg" alt="" width="675" height="678" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/08/Fascisti_al_Parlamento.jpg 675w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/08/Fascisti_al_Parlamento-300x300.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/08/Fascisti_al_Parlamento-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 675px) 100vw, 675px" /></p>
<p><span style="color: #ff0000;">Allora in questo quadro costituzionale?</span></p>
<p>Oggi la legge può ricorrere a meccanismi elettorali per facilitare la formazione di una maggioranza, ma non per perseguire la pretesa di garantire la stabilità di governo che solo la coesione politica della maggioranza può garantire. Pertanto, <strong>ogni maggioranza assoluta creata ricorrendo a premi elettorali è a Costituzione vigente irragionevole. </strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;">Quindi è ingannevole etichettare &#8220;stabilicum&#8221; la nuova legge elettorale in discussione?</span></p>
<p>Certamente, primo: il premio potrebbe non scattare e quindi dal voto non uscirebbe alcuna maggioranza predefinita, quindi la stabilità sarebbe affidata alla capacità di mediazione delle forze politiche; ergo non serve il &#8220;premio di governabilità&#8221;. Secondo: se dal voto uscisse una maggioranza nulla, impedirebbe che questa potesse implodere, come già successo con altri governi che hanno beneficiato del premio, per esempio il Berlusconi IV. I politici farebbero bene, dopo tanti fallimentari esperimenti che ci hanno dato instabilità elettorale, a <strong>smetterla di essere stabilmente idioti</strong>, nel senso etimologico del termine, ma in ogni caso la garanzia è lo smantellamento della democrazia parlamentare consegnataci dalla Costituzione.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Invece cosa pensa della prossima elezione del presidente della Repubblica?</span></p>
<p>Sarà il primo a essere eletto da un collegio drasticamente ridotto: dai 1.009 grandi elettori del 2022 si passerà a 663 grandi elettori. Tra questi ci saranno sempre 58 delegati regionali. Avendo ridotto i parlamentari, senza modificare l’art. 83 della Costituzione, è evidente che i delegati regionali acquisiscono rispetto al passato un peso molto più elevato nell&#8217;elezione.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Si tratta di un aspetto marginale e trascurabile?</span></p>
<p>Per nulla, perché ancora oggi c’è una profonda differenza tra rappresentanza nazionale (i parlamentari sono gli unici eletti che in teoria rappresentano la Nazione &#8211; art. 67 Cost.) e rappresentanza regionale. Nell’ultima elezione presidenziale del 2022, per esempio, il M5S aveva solo 4 delegati regionali nel collegio elettorale presidenziale, nonostante fosse il primo partito parlamentare. È evidente che diventa molto rilevante il sistema elettorale con cui si elegge il Parlamento, dal momento che dal quarto scrutinio basta la maggioranza assoluta dell&#8217;assemblea.</p>
<p>Con il sistema elettorale attuale (misto per 3/8 con collegi uninominali in cui il seggio messo in palio va in regalo a chi prende più voti nei collegi plurinomiali collegati) è probabile che una parte politica ottenga la maggioranza assoluta del Parlamento e quindi possa essere autonoma nell&#8217;elezione del Presidente della Repubblica. Oggi, infatti, <strong>il CDX è autonomo nell&#8217;elezione del Presidente della Repubblica</strong>. Con la nuova legge elettorale, nel caso scatti il &#8220;premio di governabilità&#8221;, tanto il CDX quanto il CSX sarebbero con altissima probabilità autonomi.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Ma il Presidente della Repubblica può essere espressione di una sola parte politica, che, inoltre, con questa legge elettorale, non rappresenta la maggioranza degli elettori?</span></p>
<p>Assolutamente no. Infatti, questo è quel che succede quando si modifica la Costituzione senza capire che <strong>questa è come un organismo vivente. Essa va considerata nella sua unitarietà e unicità</strong>. È stata una disinvolta populistica leggerezza intervenire sul numero dei parlamentari senza considerare la legge elettorale, da cui dipende la rappresentatività del Parlamento, il sistema di elezione del Presidente della Repubblica, l&#8217;organizzazione del Parlamento e del processo legislativo. Ciò ha accentuato gli squilibri istituzionali che non fanno bene alla democrazia di cui tutti parlano senza comprendere cosa significhi. Nel 2019 il governo Conte 2 nacque anche con l&#8217;obiettivo di &#8220;mettere in sicurezza l&#8217;elezione del PdR&#8221; oltre a &#8220;cambiare in senso proporzionale la legge elettorale&#8221;. Quella maggioranza parlamentare del 2019 &#8211; che oggi dovrebbe costituire il &#8220;campo largo&#8221; &#8211; fallì su entrambi i punti. La legge elettorale &#8211; il famigerato Rosatellum &#8211; rimase invariata e la messa in sicurezza del PdR si ridusse &#8211; con la consueta miopia &#8211; a rieleggere Mattarella, vale a dire a rinviare il problema perché finito il mandato di Mattarella il problema si ripropone negli stessi termini che sono noti dal 1993. È infatti <strong>da quando è stato cambiato il sistema elettorale</strong> passando dal proporzionale a un sistema a prevalenza maggioritario o con premio di maggioranza, palese/occulto, che <strong>esiste l&#8217;alta probabilità di una parte politica che possa in autonomia eleggere il PdR.</strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;">Quindi un grosso problema democratico?</span></p>
<p>Indubbiamente, il PdR dovrebbe essere una figura al di sopra delle parti, <strong>non dovrebbe identificarsi con un leader di partito</strong>. Non a caso, con l&#8217;unica eccezione molto particolare di Saragat, nessun segretario di partito è mai diventato Presidente della Repubblica, preferendo sempre figure istituzionali. Addirittura i primi presidenti sono stati eletti a garanzia delle minoranze. De Nicola, monarchico, fu nominato Presidente proprio per rassicurare la vasta minoranza monarchica. Gronchi, primo presidente democristiano, non era certo allineato con la maggioranza DC e così via. <strong>Il Presidente della Repubblica dovrebbe incarnare lo spirito costituente</strong>, essere a garanzia di tutti, e questo profilo non si concilia con chi <strong>nella Costituzione non si riconosce</strong> o è universalmente riconosciuto come leader di partito, ancor più <strong>se è un alfiere del &#8220;noi contro loro&#8221;</strong> e <strong>disdegna la dialettica politica</strong> che dovrebbe rappresentare il fulcro del nostro sistema, fondato sulla centralità del Parlamento. Quando <strong>chi ricopre cariche istituzionali non ha la cultura e l&#8217;intelligenza per occuparsi delle cose pubbliche</strong> e si trascina stancamente in attività inconcludenti, è esattamente ciò che &#8211; sul piano etimologico &#8211; si definisce idiota e in Parlamento da molti anni prevalgono questi!</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>SE IO FOSSI SINDACO/2: Sei sindaco per un giorno e hai il potere di realizzare 3 progetti (iniziative, servizi, opere). Quali sceglieresti per la tua città?</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/07/24/se-io-fossi-sindaco-2-sei-sindaco-per-un-giorno-e-hai-il-potere-di-realizzare-3-progetti-iniziative-servizi-opere-quali-sceglieresti-per-la-tua-citta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aldo Castello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 09:20:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Beni Culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura generale]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Solidale]]></category>
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		<category><![CDATA[consiglio comunale siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco Siracusa]]></category>
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					<description><![CDATA[SE IO FOSSI SINDACO/2a Puntata Abbiamo chiesto ad alcuni personaggi di rispondere ad una domanda, una sola. Una intervista collettiva (la stessa domanda rivolta a tutti loro). Un gioco sotto l’ombrellone, ma non soltanto, quello della “Lampada di Aladino“: sei sindaco per un giorno e hai il potere di realizzare 3 progetti (iniziative, servizi, opere). &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>SE IO FOSSI SINDACO/2a Puntata</p>
<p><em>Abbiamo chiesto ad alcuni personaggi di rispondere ad una domanda, una sola. Una intervista collettiva (la stessa domanda rivolta a tutti loro). Un gioco sotto l’ombrellone, ma non soltanto, quello della “<strong>Lampada di Aladino</strong>“: sei sindaco per un giorno e hai il potere di realizzare 3 progetti (iniziative, servizi, opere). Quali sceglieresti per la tua città?</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-42230" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/07/7dd4a433-09ab-45df-8123-bef2710770bd-197x300.jpg" alt="" width="197" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/07/7dd4a433-09ab-45df-8123-bef2710770bd-197x300.jpg 197w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/07/7dd4a433-09ab-45df-8123-bef2710770bd.jpg 592w" sizes="(max-width: 197px) 100vw, 197px" /></p>
<p>1. Una <strong>Forestazione Urbana</strong> senza precedenti. Pianterei alberi ad alta densità in ogni singolo spazio libero, dalle periferie al cuore della città. Non si tratta di semplice decoro urbano, ma di creare una vera e propria infrastruttura verde. Un grande polmone vivo e diffuso, indispensabile per abbassare le temperature, ripulire l&#8217;aria e offrire ai cittadini nuovi spazi di socialità contro l&#8217;emergenza climatica.<br />
​2. Un Progetto di Rilancio della <strong>Riserva Ciane-Saline</strong>. ​Trasformerei quest&#8217;area in un autentico angolo di paradiso e nel cuore pulsante della nostra educazione ambientale. La Riserva dovrebbe diventare un laboratorio a cielo aperto per tutti gli studenti della città: il luogo dove le nuove generazioni imparano a conoscere, vivere e difendere la natura.<br />
​3. <strong>Tre Nuovi Parchi Urbani</strong>. ​Restituirei spazi enormi alla cittadinanza, fondendo il verde con la nostra straordinaria eredità storica. Con questa iniziativa realizzerei:<br />
* ​<strong>Il Parco di Santa Panagia</strong>: Un&#8217;ampia oasi verde che parte dall&#8217;area retrostante il Palazzo di Giustizia per estendersi fino al limite di Viale Scala Greca.<br />
* <strong>​Il Parco della Memoria</strong> (Ex Aeronautica): Tra via Mazzanti e viale Tica, un&#8217;area dove la natura abbraccerà la storia. Valorizzerei la necropoli greca e i depositi di carburante della Seconda Guerra Mondiale, trasformando l&#8217;archeologia e la memoria in un parco vissuto quotidianamente.<br />
* ​<strong>Il Geosito della Costa Nord</strong>: Un meraviglioso nastro verde lungo la cosiddetta pista ciclabile. Un museo a cielo aperto a picco sul mare: un emozionante percorso geologico e archeologico che accompagnerà chi passeggia fino alle imponenti Mura Dionigiane. (<strong>Pippo Ansaldi)</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-42231" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/07/964e01c2-4e63-4776-b492-c29aecee0297-169x300.jpg" alt="" width="169" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/07/964e01c2-4e63-4776-b492-c29aecee0297-169x300.jpg 169w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/07/964e01c2-4e63-4776-b492-c29aecee0297-591x1050.jpg 591w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/07/964e01c2-4e63-4776-b492-c29aecee0297-768x1365.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/07/964e01c2-4e63-4776-b492-c29aecee0297-864x1536.jpg 864w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/07/964e01c2-4e63-4776-b492-c29aecee0297.jpg 1152w" sizes="(max-width: 169px) 100vw, 169px" /></p>
<p>Se avessi la Lampada di Aladino e fossi Sindaca per un giorno come prima cosa istituirei <strong>Le Giornate del Patrimonio</strong>: Una iniziativa che pone al centro le persone e, in particolare, le famiglie dei quartieri periferici, spesso più distanti non solo geograficamente ma anche culturalmente dai principali luoghi della città. In collaborazione con i Servizi Sociali, il Comune organizza giornate di visita con autobus gratuiti in partenza dalle periferie, trasformando il viaggio stesso in un primo momento di scoperta grazie alla presenza di guide che accompagnano i partecipanti verso il Parco Archeologico della Neapolis, il Castello Maniace e gli altri luoghi simbolo del patrimonio siracusano.</p>
<p>L&#8217;esperienza prosegue con visite guidate e realizzazione di piccoli <strong>laboratori dedicati a bambini e famiglie</strong>, affinché il patrimonio non venga percepito come uno spazio distante o riservato a pochi, ma come un bene comune da vivere, conoscere e custodire. L&#8217;obiettivo non è soltanto favorire l&#8217;accesso ai musei e ai siti culturali, ma costruire un senso di appartenenza, rafforzare la coesione sociale per una accesso alla cultura senza impedimenti per alcuno e per fare della cultura uno strumento concreto di inclusione <strong>abbattendo anche le barriere cognitive. </strong><br />
Partire dalle periferie significa investire nei luoghi in cui il bisogno di opportunità è maggiore, ricucendo la città attraverso la conoscenza del suo patrimonio. Perché una comunità che conosce la propria storia è una comunità più consapevole, più unita e più capace di immaginare il proprio futuro.</p>
<p>Fra le opere: <strong>un cinema </strong>(un teatro, un luogo pubblico di intrattenimento)<strong> all&#8217;aperto</strong>, possibilmente vicino al mare, dove organizzare per es. Rassegne di Film aperte a tutti.         (<strong>Luana Aliano</strong>).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-42232" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/07/01e8cdc7-8990-4a0a-a207-6a70f597bd7f-1-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/07/01e8cdc7-8990-4a0a-a207-6a70f597bd7f-1-225x300.jpg 225w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/07/01e8cdc7-8990-4a0a-a207-6a70f597bd7f-1-788x1050.jpg 788w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/07/01e8cdc7-8990-4a0a-a207-6a70f597bd7f-1-768x1023.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/07/01e8cdc7-8990-4a0a-a207-6a70f597bd7f-1-1153x1536.jpg 1153w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/07/01e8cdc7-8990-4a0a-a207-6a70f597bd7f-1.jpg 1537w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
<p>Finalmente potrei realizzare ciò che sogno da tempo e per cui combatto quotidianamente</p>
<p>1) La prima iniziativa riguarderebbe la <strong>riforestazione urbana</strong> (per es. il Bosco delle Troiane) e azioni immediate in merito, censimento arboreo annuale (coinvolgendo le scuole). La riforestazione urbana aiuterebbe ad incrementare il turismo ecologico.</p>
<p>2) Installazione di <strong>impianti di compostaggio</strong> con relativa vendita del prodotto fuori regione, con prezzi agevolati per chi vive in provincia. Favorire la nascita di imprese per la produzione di compost a prezzi agevolati per i residenti in modo da contribuire a rendere i nostri terreni fertili e adatti a coltivazioni e messa a dimora di alberi.<br />
3) Istituire servizi di seri e reali controlli per <strong>contrastare l’abbandono dei rifiuti</strong>.          <strong>(Lucia Buoncosiglio)</strong></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-42233" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/07/8dc4b482-627f-4f6e-9043-e7a6a02a0eaf-300x296.jpg" alt="" width="300" height="296" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/07/8dc4b482-627f-4f6e-9043-e7a6a02a0eaf-300x296.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/07/8dc4b482-627f-4f6e-9043-e7a6a02a0eaf-768x758.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/07/8dc4b482-627f-4f6e-9043-e7a6a02a0eaf.jpg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>1. Una città vivibile e a misura di tutti, anche degli altri animali, con un assessorato e un ufficio comunale specifico.</p>
<p>2 Una città pulita e rispettosa della legalità che educhi al riuso, alla raccolta differenzianta vigilando in maniera forte sull&#8217;abbandono dei rifiuti in strada.</p>
<p>3. Una città dove in ogni quartiere venga incentivata attività di prossimità e di artigianato. Una città felice, rispettosa degli altri, solidale e aperta che forse neanche la lampada di Aladino riesce ad immaginare. <strong>(Pucci Piccione)</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-42234" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/07/6f82d589-f6cf-4823-b85a-8113681e3d7f-300x297.jpg" alt="" width="300" height="297" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/07/6f82d589-f6cf-4823-b85a-8113681e3d7f-300x297.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/07/6f82d589-f6cf-4823-b85a-8113681e3d7f-150x150.jpg 150w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/07/6f82d589-f6cf-4823-b85a-8113681e3d7f-768x760.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/07/6f82d589-f6cf-4823-b85a-8113681e3d7f.jpg 933w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>1. IL MERCATO TEMATICO &#8220;SIRACUSA GREEN&#8221;: <strong>RIUSO E SOSTENIBILITÀ</strong>: l&#8217;iniziativa, mercato periodico con regole certe e chiare, punterebbe a valorizzare il riutilizzo degli oggetti, ridurre gli sprechi e sostenere le politiche di economia circolare, con l&#8217;obiettivo di coinvolgere anche le scuole. Riuso e l&#8217;economia circolare hanno un valore ambientale evidente e nei contesti urbani potrebbero svolgere anche una funzione sociale ed educativa importante: in un momento in cui il consumo eccessivo pesa sull&#8217;ambiente e le disuguaglianze incidono sulla vita quotidiana delle persone, iniziative come questa potrebbero contribuire a tenere insieme sostenibilità ambientale e attenzione alle persone, offrendo un&#8217;opportunità concreta di riutilizzo di beni ancora perfettamente utilizzabili.<br />
2. Programmazione di <strong>iniziative culturali all&#8217;interno dei luoghi storici</strong> da valorizzare in città: dal Castello Eurialo a Villa Reimann, ai Musei, ai Teatri che miri a convenzioni e collaborazioni sistemiche tra i vari enti e con altre realtà nazionali che già portano avanti iniziative del genere (il che contribuirebbe all&#8217;abbattimento dei costi nel caso di circuiti condivisi che coinvolgano artisti e intellettuali grazie all&#8217;attivazione di una programmazione condivisa): la fruizione, aperta anche ai giovani, prevederebbe l&#8217;acquisto a prezzi calmierati di una carta &#8216;<strong>SiracusArte</strong>&#8216;, con tre tipologie di programmazione interconnesse caratterizzate dai colori (carta verde, azzurra e rossa, per esempio), che consentirebbe la fruizione degli eventi ai cittadini che ne siano in possesso, con regole certe e limiti di capienza in funzione dei luoghi coinvolti.<br />
3. <strong>Riqualificazione dell&#8217;intera rete idrica</strong> con relativa distribuzione dell&#8217;acqua potabile in tutte le case, con conseguente riduzione di acquisto di acqua minerale e minore produzione di plastica, nonché con regolare distribuzione dell&#8217;acqua, un bene primario, in tutti i quartieri<br />
Altra iniziativa: sostenere le <strong>piccole imprese di prossimità</strong>. <strong>(Simonetta Arnone)</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>L’inerzia degli intellettuali e il puzzo di Priolo</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/06/18/leffimero-del-potere-e-il-disimpegno-degli-intellettuali-siracusani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Salvo Baio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 05:53:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Salubrità]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[Più o meno la scena è questa. C&#8217;è un signore, il sindaco, con la fascia tricolore e accanto a lui gli uomini del Palazzo, amministratori, tecnici, schierati in prima fila come a dire che il merito dell&#8217;opera che si sta inaugurando è anche loro. Dietro la prima fila c&#8217;è un seguito di persone che allungano &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Più o meno la scena è questa. C&#8217;è un signore, il sindaco, con la fascia tricolore e accanto a lui gli uomini del Palazzo, amministratori, tecnici, schierati in prima fila come a dire che il merito dell&#8217;opera che si sta inaugurando è anche loro. Dietro la prima fila c&#8217;è un seguito di persone che allungano il collo per vedere (e farsi vedere) meglio. Poi il discorsetto per incensarsi, gli applausi, le foto opportunity, il susseguirsi di selfie da mandare agli amici e ai parenti. E infine, ma solo per le grandi occasioni, l&#8217;immancabile spettacolo di Peparini. La &#8220;nuova&#8221; politica non rinuncia ai vecchi rituali, anzi li rivaluta e li moltiplica. Il taglio del nastro enfatizza l&#8217;opera che si inaugura, non importa se con anni di ritardo, se incompleta, se a costi raddoppiati o anche triplicati.</p>
<p>Il nostro sindaco fa volentieri sfoggio della fascia tricolore, non saprei dire se per vanità o per senso dell&#8217;istituzione che rappresenta. Però quando c&#8217;è da dare conto ai cittadini del perché in un quartiere manca l&#8217;acqua, o non si fa il diserbo, o non c&#8217;è una striscia di verde o le strade sono come il formaggio svizzero o non si rimuove la discarica abusiva, il senso dell&#8217;istituzione svanisce e il sindaco sparisce. I suoi assessori perdono la parola o tutt&#8217;al più ripetono l&#8217;odiosa tiritera: siamo a conoscenza del problema e stiamo lavorando per risolverlo.</p>
<p>La politica ha cambiato i modi di esprimersi, ha svuotato la partecipazione e a decidere sono in pochi. I partiti sono sempre più evanescenti e destrutturati. È tornato di moda l&#8217;effimero e il suo più convinto sostenitore è proprio il sindaco Italia.</p>
<p>Questo declino della politica, caratterizzato dal tramonto dell&#8217;illusione di &#8220;<em>un nuovo modo di governare</em>&#8221; e dalla mera gestione del potere senza un orizzonte ideale, ha scavato fossati nel rapporto con alcuni corpi intermedi la cui funzione (è il caso degli intellettuali) di contribuire a formare un pensiero critico o il cui impegno (è il caso degli ambientalisti) per la tutela dell&#8217;ambiente si sono appannati.</p>
<p>L&#8217;opinione che sommessamente sostengo è quella del disimpegno degli intellettuali e degli ambientalisti siracusani, dovuto alla miseria della politica e forse anche alla perdita di fiducia nella possibilità di cambiare le cose. Faccio alcuni limitati esempi per comodità di ragionamento. Penso alle rappresentazioni classiche e alla tendenza (che avanza) di mettere in scena al Teatro greco attori e attrici in tuta mimetica, in giacca e cravatta, hostess che servono bevande, la regina Atossa in pantaloni rossi e occhiali neri come una diva di Hollywood e (perché no?) personaggi in jeans che invocano col telefonino gli Dei. Per non parlare di alcuni registi che stravolgono la tragedia per adattarla al proprio estro, degno di migliore causa. I vari Mario Blancato, Paolo Fai, Paolo Madella, Roberto Fai dovrebbero insorgere, come hanno fatto in passato, per contrastare gli eccessi di questa tendenza modernista che stride con la sacralità della tragedia ateniese. Il Teatro greco non è un teatro al chiuso.</p>
<p>Un altro esempio di disimpegno. Da un mese i cittadini di Priolo sono costretti a convivere, tappati in casa, con persistenti miasmi che ammorbano l&#8217;aria e la rendono irrespirabile, al punto che il sindaco Gianni ha richiesto alle autorità competenti di fermare gli impianti industriali. Il giornale La Sicilia nei giorni scorsi ha titolato così un pungente articolo di un suo giornalista:&#8221;Aria, un mese consecutivo di veleni&#8221;. Il telegiornale della Rai regionale ha fatto un bel servizio, dando voce al disagio dei priolesi. Sembra che i miasmi industriali, spinti dal vento, stiano lambendo altri comuni e perfino Siracusa.</p>
<p>Una situazione seria, eppure ignorata dagli ambientalisti. È come se, dopo essere stati per molti anni la spina nel fianco di chi inquinava, si fossero stancati, demotivati.  L&#8217;altro caso, oggetto in passato di numerosi interventi da parte di esponenti qualificati del mondo ambientalista, è quello del depuratore di contrada Canalicchio che scarica i reflui civili depurati nel porto grande.  Non mi spiego perché non ci sia un movimento di protesta per costringere il governo regionale a fare i lavori necessari per attivare la condotta Ciana attraverso la quale convogliare i reflui civili nel depuratore Ias. Me lo chiedo per capire, non per polemizzare.</p>
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		<title>INAUGURATO L&#8217;EX ALBERGO SCUOLA, ORDINARIA AMMINISTRAZIONE O EVENTO DEL SECOLO?</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/05/31/inaugurato-lex-albergo-scuola-ordinaria-amministrazione-o-evento-del-secolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aldo Castello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 13:08:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Rigenerazione urbana]]></category>
		<category><![CDATA[Edilizia popolare]]></category>
		<category><![CDATA[comune siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[IACP Siracusa]]></category>
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					<description><![CDATA[Cala il sipario, si spengono i riflettori, si chiudono i microfoni e si ripongono le fasce tricolori assieme al vestito buono della domenica. Finita la kermesse per l’inaugurazione dell’ex albergo scuola (MAI entrato in funzione e in abbandono da OLTRE 40 anni). Una operazione mediatica che si è protratta per quasi un mese con annunci, &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cala il sipario, si spengono i riflettori, si chiudono i microfoni e si ripongono le fasce tricolori assieme al vestito buono della domenica.</p>
<p>Finita la kermesse per l’inaugurazione dell’ex albergo scuola (MAI entrato in funzione e in abbandono da OLTRE 40 anni). Una operazione mediatica che si è protratta per quasi un mese con annunci, comunicati, conferenze stampa, incontri, dove nessuna istituzione e personaggio politico è stato escluso (o quasi). Una copertura mediatica totale ed esagerata (mainstream e per l’occasione), addirittura un convegno, brochure, e spot a tutte le ore. Cui prodest? Quanto di questo è informazione e quanto è propaganda? Quanto è costato?</p>
<p>Cosa è accaduto, secondo noi? Un’operazione che secondo tanti poteva liquidarsi con un semplice comunicato e una foto è diventata invece la notizia del secolo, il miracolo politico da ammirare e omaggiare, l’evento di cui vantarsi, il palco su cui salire.</p>
<p>Emblematica la foto di rito conclusiva su cui tutti (dall’assessore regionale, all’ex deputato, dal sindaco di paese al consigliere di minoranza) tutti in posa appassionatamente per immortalare il ricordo imperituro.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-41000" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/2026-05-30-123025-_MP42687-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/2026-05-30-123025-_MP42687-300x200.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/2026-05-30-123025-_MP42687-1024x681.jpg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/2026-05-30-123025-_MP42687-768x511.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/2026-05-30-123025-_MP42687-1536x1022.jpg 1536w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/2026-05-30-123025-_MP42687-2048x1363.jpg 2048w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/2026-05-30-123025-_MP42687-scaled.jpg 2560w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Quanto di provinciale, di meridionale, di sagra di Paese c’è in tutto questo? Sarebbe successo ugualmente a Monza a Vicenza o a Novara? Dovevamo per forza tutti meravigliarci?</p>
<p>Quanto di comune, usuale c’è invece in un progetto concluso? Non dovrebbe forse, la normale chiusura di un cantiere, essere regolare e di ordinaria amministrazione? La conclusione di un iter non dovrebbe essere un processo abituale che rientra nelle normali funzioni, obblighi e responsabilità di politici, tecnici e amministratori i quali sono chiamati a rispondere e per cui sono retribuiti?</p>
<p>Perchè ciò che dovrebbe essere usuale e ovvio deve invece essere percepito come straordinario e speciale, un miracolo, appunto, addirittura un evento storico?</p>
<p>E come mai nessun accenno, nessuna autocritica nella realizzazione delle opere pubbliche? Applausi per tutti e nessun commento? A chi attribuire lo sperpero per una costruzione mai completata? Di chi le colpe di oltre 40 anni di abbandono? Niente da dire su questo? Nessuna responsabilità da individuare? È veramente un record che un progetto (l’ultimo, di riconversione) si concretizzi a quasi 10 anni dal suo annuncio?</p>
<p>Sull&#8217;argomento abbiamo raccolto ulteriori osservazioni:</p>
<p><b>Bruno Marziano </b>(ex Presidente della Provincia ed ex Assessore Regionale): l’ex Albergo Scuola non è mai entrato in funzione. Marco Fatuzzo come Assessore Provinciale all’istruzione nella mia giunta, ne chiese l’utilizzo come sede per l’Istituto Tecnico Alberghiero ma fu negato dalla Regione. È rimasto chiuso (incompleto) e in abbandono per più di 40 anni. Uno dei miei primi articoli sul giornale mensile del PCI degli anni 70 fu proprio questo: <i>una scuola senza alunni e gli alunni senza scuola.</i> Circa quindicina anni fa ci fu un tentativo di trasformarlo in struttura abitativa, non si parlava ancora di social housing, affidato alla impresa Corso (proprietaria del Grand Hotel) che purtroppo non andò a buon fine.</p>
<p>La proprietà dell’immobile è della Regione che lo ha poi affidato all’Istituto Autonomo Case Popolari di Siracusa per un progetto di riconversione. Iniziativa meritevole e finalmente conclusa (la trasformazione dell’immobile in social housing) ma ho trovato eccessiva e teatrale l’inaugurazione.</p>
<p><b>Roberto Fai</b>: La retorica di inaugurazioni copre il &#8220;vuoto&#8221; e l&#8217;assenza di una visione strategica del governo delle Istituzioni. In questo titolo si sostanzia il giudizio su una classe dirigente che vive di &#8220;cerimoniali&#8221; e formalismi. L&#8217;ultimo e più recente, in ordine di tempo è il &#8220;coro&#8221; di festeggiamenti che ha salutato il completamento dei lavori di rifacimento e sistemazione urbanistica del vecchio &#8211; direi decrepito &#8211; palazzone di via Francesco Crispi, che da oltre 35 anni ha costituto il &#8220;paradigma&#8221; dei fallimenti progettuali della Regione Siciliana. Dapprima edificio destinato a &#8220;Ente di formazione alberghiera&#8221; mai decollato, poi lasciato deperire per decenni, in totale stato d&#8217;abbandono, poi finalmente l&#8217;idea di un progetto legato alla collaborazione tra IACP, governo regionale, con l&#8217;ausilio di &#8220;Fondi europei&#8221; parte il recupero, il rifacimento e la riqualificazione con destinazione &#8220;Social Housing&#8221; (38 appartamenti destinati ad abitazioni per famiglie). E tutto ciò che dovrebbe essere il &#8220;ruolo ordinario&#8221; di Istituzioni del governo dei Comuni e delle esigenze dei territori diventa l&#8217;emblema di una &#8220;autocelebrazione&#8221; della classe dirigente dimenticando di ricordare &#8211; lungo i 35 anni e oltre di questo fallimento &#8211; che &#8220;oggi&#8221;, nel ripristino di una nuova e positiva &#8220;veste&#8221; &#8211; complimenti a tecnici e ingegneri&#8221; che hanno &#8220;riesumato&#8221; dal degrado un grande edificio -, nessuno può dimenticare che dalla prima costruzione all&#8217;abbandono e al rifacimento di oggi, di edifici se ne sarebbero potuti costruire due, se non tre. Surreale che le Istituzioni falliscano nel loro &#8220;ordinario&#8221; e accampino meriti per la loro &#8220;eccezionalità&#8221;.</p>
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		<title>Testardamente unitari: la scommessa del centrosinistra</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/04/15/testardamente-unitari-la-scommessa-del-centrosinistra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Salvo Baio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 08:13:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[g. meloni]]></category>
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					<description><![CDATA[Intervistata da Bloomberg, uno dei media americani più influenti, Silvia Salis, sindaca di Genova, ha dichiarato di essere disponibile a candidarsi alla premiership &#8220;davanti a una richiesta unitaria&#8221;. Però niente primarie. Per Bloomberg è lei l&#8217;anti Meloni. Pronto a sfidare Giorgia Meloni, ma con &#8220;primarie aperte&#8221;, è anche Giuseppe Conte, leader del M5S. Ed Elly &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Intervistata da Bloomberg, uno dei media americani più influenti, Silvia Salis, sindaca di Genova, ha dichiarato di essere disponibile a candidarsi alla premiership &#8220;davanti a una richiesta unitaria&#8221;. Però niente primarie. Per Bloomberg è lei l&#8217;anti Meloni. Pronto a sfidare Giorgia Meloni, ma con &#8220;primarie aperte&#8221;, è anche Giuseppe Conte, leader del M5S. Ed Elly Schlein? Da tempo è in campo, anche con le primarie, per la guida del governo, ma nei giorni scorsi il suo partito, per bocca del responsabile organizzativo, ha dichiarato che, per il momento, di primarie non se ne parla. Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) e Italia Viva hanno escluso di voler partecipare con propri candidati alle primarie, qualora si facessero. Interessato a parteciparvi potrebbe essere invece Ernesto Maria Ruffini (l&#8217;uomo che ha inventato il fisco digitale) sostenuto da ambienti riformisti (eredi del vecchio Ulivo) e cattolici.</p>
<p>Diciamo che c&#8217;è un po&#8217; di confusione sotto il cielo del centrosinistra; tuttavia non sarà difficile trovare la sintesi unitaria se il campo largo si concentrerà, sulla scia dell&#8217;entusiasmo per la vittoria al referendum, su un programma-progetto col quale presentarsi agli elettori, piuttosto che sul nome dell&#8217;eventuale capo del governo. I nomi naturalmente sono importanti, ma in questa fase è meglio attenersi alla saggia locuzione latina secondo cui essi sono conseguenza delle cose. Insistere sulle primarie quando manca almeno un anno se non un anno e mezzo alle elezioni e soprattutto quando manca un programma condiviso, può provocare frizioni all&#8217;interno della coalizione.</p>
<p>Il programma va costruito attraverso una vasta consultazione che coinvolga le forze sociali (dai sindacati dei lavoratori a quelli dei datori di lavoro), le associazioni di categoria, i movimenti giovanili, i movimenti femminili, il mondo del cinema, della cultura, dello sport, eccetera. È molto importante riuscire a comunicare al Paese la forza dell&#8217;alternativa riformista e progressista che ispira il programma.</p>
<p>Definito il programma, si potranno organizzare le primarie, anche in pompa magna. La mia personale previsione è che esse saranno una corsa a due tra Elly Schlein e Giuseppe Conte. Se prevarrà, come io credo, il fair play ed entrambi i candidati sapranno suscitare l&#8217;entusiasmo dei grandi derby (politici), non è da escludere, come va ripetendo Matteo Renzi, che ai gazebo si presenteranno due/tre milioni di persone per votare l&#8217;uno o l&#8217;altra.</p>
<p>Da ora alle elezioni la parola d&#8217;ordine deve essere: unità! Se saremo &#8220;testardamente unitari&#8221; e inclusivi, in particolare con i giovani che sono i nuovi protagonisti di una politica di idee e ideali, potremo ragionevolmente credere nella vittoria.</p>
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		<title>Next Generation a Siracusa: i ragazzi criticano, la politica ascolta?</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/04/02/next-generation-a-siracusa-i-ragazzi-criticano-la-politica-ascolta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Andolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 19:38:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Qualità della vita]]></category>
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					<description><![CDATA[Il primo aprile si è tenuto un incontro alla CGIL di Siracusa, organizzato dal comitato del &#8220;No&#8221; dopo i risultati referendari. Sono intervenuti numerosi partecipanti, con analisi approfondite, molte delle quali riprendevano quelle nazionali. Tuttavia, a Siracusa e in provincia la situazione è stata completamente diversa. In particolare, l&#8217;afflusso di giovani è stato più contenuto, &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo aprile si è tenuto un incontro alla CGIL di Siracusa, organizzato dal comitato del &#8220;No&#8221; dopo i risultati referendari. Sono intervenuti numerosi partecipanti, con analisi approfondite, molte delle quali riprendevano quelle nazionali. Tuttavia, <strong>a Siracusa e in provincia la situazione è stata completamente diversa. In particolare, l&#8217;afflusso di giovani è stato più contenuto</strong>, come confermano i dati.<br />
Analizzando i numeri, vediamo che Comuni quali Buccheri, Priolo, Sortino e Cassibile hanno superato il 70% di &#8220;No&#8221;, arrivando addirittura all&#8217;80%. Altri, come Melilli e Palazzolo, si sono avvicinati a queste percentuali. Chiaramente non sono Comuni con una popolazione giovane, anzi, il contrario. Un fattore da considerare è che esiste da anni il fenomeno della <strong>dispersione scolastica: significa che molti ragazzi, oggi diventati votanti, non sanno cosa è e neppure possono capire l&#8217;importanza della Costituzione.</strong><br />
Nel dibattito si notavano, seppur con difficoltà, discorsi costruttivi e proposte vive sulla pelle dei siracusani. Evitare la dispersione del lavoro del comitato è stata la parola d’ordine. Pertanto, si è deciso di mantenere attivo per futuri appuntamenti politici. La CGIL, da parte sua, metterebbe a disposizione le proprie strutture nel capoluogo, rimanendo nel suo ruolo autenticamente sindacale, posizionandosi solo su principi di giustizia sociale, diritti e pace, senza entrare nell&#8217;agone politico né farsi cinghia di trasmissione di alcun partito.<br />
Ora c&#8217;è bisogno di un cambio di passo, come sottolineato da alcuni interventi: <strong>&#8220;il mostrarsi credibili&#8221;</strong>. Un esempio che vale per tutti è sulla costruzione del nuovo ospedale (uno sforzo paragonabile al ponte sullo Stretto). Su questo tema, tutte le opposizioni (partiti, movimenti, sindacati, associazioni) avrebbero dovuto decidere da tempo di intraprendere una lotta dura e continua fino al raggiungimento di un vero risultato. Altrimenti, quale affidabilità possono avere le opposizioni? <strong>Siracusa per tanti è una realtà addormentata</strong>. Molti giovani lo hanno capito e scappano via. I numeri lo confermano: la qualità della vita è in penultima posizione a livello nazionale e va calando. Altri record negativi che riguardano i giovani sono le alte percentuali di disoccupazione giovanile, NEET e dispersione scolastica.<br />
Una decisione importante è stata quella di preparare il prossimo appuntamento del 25 aprile, giornata di festeggiamento per ringraziare i siracusani della loro coscienza costituzionale. Ma per avvicinarsi ai giovani serve una grande trasformazione. Un elemento innovativo è stato portato con l&#8217;iniziativa &#8220;Next Generation&#8221;, iniziata alcuni mesi fa. Il secondo appuntamento è stato dedicato ai giovani, cui erano presenti in numerosi. Questi avevano parecchio da criticare sulla realtà di Siracusa, rimanendo stupiti di come a fronte di questa struttura di potere della giunta comunale nessuno facesse nulla.<br />
Ora <strong>è partito un questionario rivolto a loro sulla qualità della vita</strong>. Sarà importante lasciare spazio a loro. Alla fine, l&#8217;incontro si è concluso con un &#8220;alla prossima&#8221;. Chi vuole ricominciare a fare politica vuole vedere aria nuova, con dialoghi e discussioni costruttivi. Per cui occorre parlare dei reali problemi quotidiani della gente: <strong>l&#8217;inflazione, il carrello della spesa, l’enorme disagio abitativo</strong>. Questi sono argomenti veri su cui la Cgil dovrà dare il suo contributo.</p>
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		<title>NO AL TENTATIVO DI STRAVOLGERE LA COSTITUZIONE</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/03/03/no-al-tentativo-di-stravolgere-la-costituzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Salvo Baio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 07:26:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
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<p>&#8220;La Costituzione &#8211; diceva il famoso politologo Giovanni Sartori &#8211; è la casa di tutti. Se si deve abbattere o modificare una parete, bisogna deciderlo insieme&#8221;. Invece il Governo Meloni ha approvato la legge di riforma costituzionale della giustizia col voto favorevole  della sua sola maggioranza su un testo blindato, immodificabile. Né la Camera e né il Senato hanno infatti potuto emendare un solo comma della proposta di legge varata da Palazzo Chigi.  Sette articoli della Costituzione modificati, ma nessuna indicazione  per migliorare il funzionamento della giustizia.  La giurista Giulia Bongiorno, deputata della Lega per Salvini, intervenendo in Parlamento ha  detto: &#8220;Se c&#8217;è qualcuno che crede che la riforma debba  incidere sui tempi e sull&#8217;efficienza della giustizia, quello è un ignorante&#8221;.  Ed infatti non incide.  La legge, che sarà sottoposta al referendum del 22 e 23 marzo prossimo, non solo rompe l&#8217;unità dell&#8217;attuale sistema giudiziario, ma non dice  una sola parola su come accelerare i processi penali e civili e pertanto i cittadini non avranno alcun beneficio da questa riforma. Modificare così profondamente a colpi di maggioranza  la Costituzione per renderla coerente con   gli obiettivi della riforma, significa violare il patto sociale su cui si fonda la convivenza democratica. E&#8217; vero come dicono i sostenitori del SI&#8217; che le modifiche sono state apportate nel rispetto della procedura &#8220;aggravata&#8221; prevista dall&#8217;articolo 138 della Costituzione (e ci mancava altro) ma con un atto di arroganza che ha escluso dalla formazione della legge di riforma le forze politiche che rappresentano la metà del Paese.</p>
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<div class="gmail_attr">La  revisione costituzionale approvata dalle forze che sostengono il Governo Meloni stravolge, con la separazione delle carriere e  con lo sdoppiamento del Consiglio superiore della magistratura, l&#8217;idea di giustizia scolpita nella Costituzione.  Non solo, ma con l&#8217; introduzione del sorteggio per entrare a far parte del CSM dei pubblici ministeri  e del CSM dei giudici viene violato  anche il principio democratico secondo cui i corpi elettorali eleggono (eleggono!) i propri rappresentanti.  C&#8217;è qualcosa di politicamente immorale nel considerare il sorteggio per i CSM  un&#8217;arma per azzerare le correnti da parte di chi con le correnti, non di pensiero ma di potere, ha molta dimestichezza e ci convive felicemente da una vita, non esitando a cambiarle per convenienza.  Del resto non è lo stesso governo che ha presentato una proposta di legge elettorale in base alla quale al Parlamento si entra non per volontà degli elettori  ma per nomina dei segretari di partito e dei capicorrente?</div>
<div class="gmail_attr"> Né può passare sotto silenzio che  esponenti di primo piano dell&#8217;attuale governo  hanno  candidamente affermato che &#8220;la separazione delle carriere non basta&#8221;, che bisogna svincolare &#8220;la polizia giudiziaria dalla sottoposizione ai pubblici ministeri&#8221;.  Se queste dichiarazioni non alludono esplicitamente  al cotrollo politico dei pubblici ministeri, forse  lo  preparono.</div>
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<div>Chi se la sente di   escludere in caso di  vittoria del SI&#8217;  l&#8217; adozione di leggi sul modello dei sistemi in cui vige la separazione delle carriere e il procuratore generale viene scelto dalla politica?  Se si ipotizza che questa sia  la volontà recondita del governo, tutto quadra.</div>
<div>L&#8217;Italia democratica deve opporsi con il NO  al tentativo di stravolgere la Costituzione e di intaccare l&#8217;autonomia e l&#8217;indipendenza della magistratura.</div>
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		<title>PARTITO DEMOCRATICO SIRACUSA, Se c&#8217;è qualcosa da capire ancora ce lo dirà</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/03/02/partito-democratico-siracusa-se-ce-qualcosa-da-capire-ancora-ce-lo-dira/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Turlà]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 13:30:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Renata Giunta]]></category>
		<category><![CDATA[Piergiorgio Gerratana]]></category>
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					<description><![CDATA[Tutto intorno esplode. Esplode il senso di giustizia, esplodono gli impulsi primari degli uomini. Esplode il sangue sulle strade da nord a sud e da est a ovest. La paura e la rabbia governano le menti e le bussole sono smagnetizzate. Non esiste una meta, il senso comune per il giusto equilibrio, ma esiste una &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto intorno esplode. Esplode il senso di giustizia, esplodono gli impulsi primari degli uomini. Esplode il sangue sulle strade da nord a sud e da est a ovest. La paura e la rabbia governano le menti e le bussole sono smagnetizzate. Non esiste una meta, il senso comune per il giusto equilibrio, ma esiste una giungla dove ogni individuo sopravvive solo se sopprime l’altro.<br />
Non esiste il diritto di parola perché la parola viene scientemente frantumata in una miriade di pezzi che a ricomporli si crea un puzzle composto da nuove parole opposte all’originale.<br />
Quello che succede è esattamente questo: sulla realtà oggettiva delle cose si costruiscono infiniti anfratti che volutamente confondono le menti, soprattutto le meno raffinate per mancanza di autonomia, che tornano utili nel piccolo egoistico mondo di uno, nessuno e centomila.<br />
Ed è così che l’individuo con la sua nobiltà d’animo ed una grande dose di responsabilità scompare, relegato nella scatola di Schrödinger, vivo o morto non ha più importanza.<br />
Ed è così che esplode un mondo di grandi e piccole cose. Le prime le subisci, tranne che il buon senso uccida il tuo individualismo a favore di un’ardua ma non impossibile impresa collettiva. Le seconde, invece, le governi con la tua autonomia di pensiero e i tuoi valori non negoziabili.<br />
E le piccole cose sono importanti perché mattone su mattone costruiscono cose più grandi e plasmano i pensieri più grandi.<br />
E se qualcuno considera una piccola cosa o un passeggero intoppo il <strong>gravissimo annullamento dell’elezione del Segretario cittadino a Siracusa del Partito Democratico il 28 febbraio</strong> per la mancanza di tesserati nel 2025 tra gli 80 dell’Assemblea cittadina, che sia consapevole di avere deviato totalmente la sua appartenenza al partito.<br />
E se qualcuno pensa, dopo 9 mesi dal precedente Congresso cittadino dissolto come lacrime nella pioggia nel “<strong>Processo di Josef K Dierna</strong>”, che la Presidente provinciale del PD, <strong>Renata Giunta</strong>, abbia sbagliato ad inviare anzitempo una lettera al Partito, col solo scopo di arrivare ad un Congresso inappuntabile visti i precedenti, chiedendo anche un controllo capillare di tessere sugli 80 membri dell’Assemblea cittadina che avrebbero votato il segretario cittadino anche a tutela dello stesso, che sia consapevole di avere sbagliato Partito.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-38851" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/03/486866406_2951467471675243_9115188702333048481_n-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/03/486866406_2951467471675243_9115188702333048481_n-300x225.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/03/486866406_2951467471675243_9115188702333048481_n-768x576.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/03/486866406_2951467471675243_9115188702333048481_n.jpg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
E se qualcun altro reputa un affronto il fatto che una lettera dai contenuti esemplari, fortemente legalitari, non debba uscire pubblicamente quanto piuttosto restare sotto un tappeto come polvere al vento, sappia che attirati dalle vibrazioni sotto le dune c’è chi sorveglia il Partito dai predatori, come lucciole nelle tenebre che tirano giù.<br />
E se qualcuno ha pensato, per distrazione, superficialità o perfino arroganza, che nessuno avrebbe controllato il controllore &#8211; arrivando ad un secondo Congresso non voluto dalla maggior parte degli iscritti che giustamente invocavano nuove elezioni nel rispetto di “tutti gli iscritti” chiamati a scegliere democraticamente &#8211; non ha fatto i conti con la moltitudine di iscritti e iscritte impregnati di passione ideale che esiste e resiste dentro il<strong> Partito Democratico di Siracusa</strong>, piccola e grande orgogliosa ed <strong>eterogenea comunità che non esplode mai perché punta sempre dove sorge il sole.</strong><br />
Alziamoci che si sta alzando la canzone popolare. Se c&#8217;è qualcosa da capire ancora ce lo dirà. Se c&#8217;è qualcosa da chiarire ancora ce lo dirà. Se c&#8217;è qualcosa da cantare ancora si capirà.</p>
<p>Alessandra Turlà, Direzione regionale Partito Democratico</p>
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		<title>Il Silenzioso Assalto alla Repubblica</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/02/20/il-silenzioso-assalto-alla-repubblica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Andolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 09:43:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
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					<description><![CDATA[Viviamo in un cortocircuito istituzionale talmente profondo che quasi non lo notiamo più. Intorno a noi si è stretto un groviglio di conflitti di interesse di proporzioni gigantesche, di cui pochi cittadini sono realmente consapevoli. Eppure, prima o poi, le conseguenze colpiranno tutti. Fra condoni e spese pazze personali, favori a parenti e amici, le &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Viviamo in un cortocircuito istituzionale talmente profondo che quasi non lo notiamo più. Intorno a noi si è stretto un groviglio di conflitti di interesse di proporzioni gigantesche, di cui pochi cittadini sono realmente consapevoli. Eppure, prima o poi, le conseguenze colpiranno tutti. Fra condoni e spese pazze personali, favori a parenti e amici, le maglie di questa gestione di governo emergeranno tra qualche anno nei rapporti della Corte dei Conti, svelando ben più della super-spesa bloccata per il ponte sullo Stretto.</p>
<p>I dati sono già lì, nelle serie storiche della Banca d&#8217;Italia: dall&#8217;insediamento del governo Meloni, il debito pubblico è lievitato parecchio. I governi Conte 1 e 2, in 32 mesi, hanno portato il debito a +273 miliardi, un aumento causato dalle misure a sostegno dell&#8217;economia durante i lockdown. In 28 mesi, invece, <strong>il governo Meloni ha raggiunto la cifra di 258 miliardi, pur non avendo dovuto fronteggiare grandi emergenze e potendo anzi usufruire delle risorse del PNRR</strong> (dati Banca d&#8217;Italia). Questa sarà un&#8217;eredità pesante che graverà sul prossimo esecutivo.</p>
<p>Ma torniamo al presente, a quel che accade sotto i nostri occhi. Come possiamo non accorgerci che la seconda carica dello Stato, il presidente del Senato Ignazio <strong>La Russa, agisce ormai come un politico di parte?</strong> Lo fa quando entra a gamba tesa nelle vicende giudiziarie del figlio o quando gli spiana la strada verso la presidenza dell&#8217;ACI. Lo fa con il suo atteggiamento partigiano sul referendum per la giustizia. È la stessa persona che, in caso di prolungato impedimento del Presidente Mattarella, dovrebbe subentrare al Colle. E al Quirinale non può sedere un uomo di parte, men che meno così spudoratamente di parte. La storia repubblicana ci insegna che il primo dovere di chi siede su quel seggio è essere garante della Costituzione e stare al di sopra delle parti. Avrebbe detto Pertini: <strong>come avete potuto permettere che si arrivasse a un simile azzeramento delle garanzie?</strong></p>
<p>Questa deriva ci costringe a una riflessione amara sullo stato della nostra democrazia parlamentare. Ci torna alla mente un&#8217;ombra del passato. Il 16 novembre 1922, Benito Mussolini, forte della marcia su Roma, si presentò alla Camera e disse:</p>
<p><strong>&#8220;Potevo fare di quest&#8217;aula sorda e grigia un bivacco di manipoli; potevo sprangare il Parlamento e costituire un governo esclusivamente di fascisti. Potevo: ma non ho, almeno per il momento, voluto&#8221;.</strong></p>
<p>Oggi, la maggioranza non ha certo bisogno di sprangare il Parlamento. Lo controlla già dall&#8217;interno, grazie a una legge elettorale, il Rosatellum, che seppur formalmente costituzionale, ha una democraticità fortemente controversa. La Corte Costituzionale non l&#8217;ha mai bocciata, ma quel silenzio non è un avallo. Dopo la sentenza 1/2014 che abolì il Porcellum per le liste bloccate e i premi senza soglia, il Rosatellum si è limitato a una timida correzione di rotta.</p>
<p>Il risultato? <strong>Oltre il 90% dei parlamentari entra in aula non per volontà popolare, ma perché &#8220;nominato&#8221; dai vertici di partito, attraverso liste bloccate</strong> che impediscono all&#8217;elettore di esprimere una preferenza. Si parla tanto di sorteggio per la (falsa) <strong>riforma della magistratura, ma oggi il sistema è già una sorta di sorteggio al contrario: una selezione di fedelissimi decisa nelle segreterie.</strong></p>
<p>Ed ecco il secondo, pericoloso cortocircuito: la maggioranza politica allunga le sue mani non solo sul Parlamento, ma anche su altre funzioni dello Stato. Abbiamo un esecutivo che, forte di una maggioranza relativa, può arrivare a concentrare quasi tutto il potere, controllando il Parlamento e tentando di mettere sotto scacco la magistratura.</p>
<p>E non basta. Con disegni di legge già avviati si mira a depotenziare la Corte dei Conti e, in prospettiva, la stessa Corte Costituzionale. A tutto questo si aggiunge la proposta del premierato voluta da Giorgia Meloni, che punta a svuotare il ruolo del Capo dello Stato, ultimo baluardo di equilibrio.</p>
<p>Ma cosa pensano gli italiani? Secondo un sondaggio Tecnè per l&#8217;Agenzia Dire di inizio febbraio 2026<strong>, il 49% non ha fiducia nel governo</strong>. Già a dicembre 2025, il Giornale riportava un dato ancora più netto: <strong>il 64% degli italiani esprimeva un giudizio negativo</strong>. La fiducia si sgretola.</p>
<p>Forse per questo si tenta di inventare una cultura di destra contrapposta a una cultura di sinistra. Ma non si trovano che mezze figure. Perché? La risposta è semplice. In Francia, in Inghilterra e in altri paesi esiste una solida tradizione culturale di destra, fondata su concetti quali tradizione, ordine, nazione e libertà individuale. In Italia, invece, quella che siede al governo non è una destra politica conservatrice come negli altri Paesi europei, ma <strong>un rigurgito di stampo fascista</strong>. E non bisogna dimenticare che il fascismo è fatto di sopraffazione fisica e violenza verbale. Lo ha capito anche il <strong>Financial Times, che nel maggio 2021 descriveva Meloni come «l&#8217;astro nascente dell&#8217;estrema destra italiana»</strong>, paragonandola a Marine Le Pen.</p>
<p>In questo contesto, torna di bruciante attualità ciò che <strong>Enrico Berlinguer pronunciò in televisione il 21 aprile 1972:</strong></p>
<p>&#8220;Non esiste alcuna possibilità di dialogo fra noi e gli esponenti del movimento sociale italiano. Il fascismo non è stato uno scherzo, è stato un&#8217;ondata di barbarie che ha minacciato di travolgere il mondo, trasformare l&#8217;Europa in un immenso campo di concentramento nazista. Le avventure militari hanno portato alla rovina questo paese, specialmente il nostro meridione, con l&#8217;asservimento al nazismo, il massacro dei comunisti, prima di tutto. Noi ricordiamo Antonio Gramsci assassinato scientificamente dai fascisti. Ma anche i partigiani, i giovani che si opponevano al fascismo, servo dello straniero, e difendevano la libertà e l&#8217;indipendenza nazionale del nostro paese.&#8221;</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-37919 size-full alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/vota-no-giustizia-1-300x300-1.jpeg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/vota-no-giustizia-1-300x300-1.jpeg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/vota-no-giustizia-1-300x300-1-150x150.jpeg 150w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Adesso trovano eco le parole del <strong>senatore Roberto Scarpinato</strong>, che ci aiutano a comprendere le radici profonde di questa deriva:</p>
<p>&#8220;Nell&#8217;Italia del 1948 è rimasta una parte importante di classe dirigente nel nostro Paese che ha vissuto sempre la Costituzione come un corpo estraneo. Pensiamo all’aristocrazia rimasta, agli agrari del nord, agli industriali, ai latifondisti del sud. Per questi la Costituzione imposta dai vincitori della Resistenza non è andata mai giù. Hanno remato contro in due modi: sulla scena politica bloccando per esempio l&#8217;istituzione del <strong>Consiglio Superiore per undici anni, ritardando l&#8217;istituzione della Corte Costituzionale, sabotando la riforma agraria</strong>. Ma hanno remato contro anche operando dietro le quinte, mettendo in campo <strong>lo stragismo, la violenza, gli omicidi politici e i tentativi di colpo di Stato.</strong> Questa parte del paese non è stata archiviata dalla storia. L&#8217;attuale maggioranza di governo è l’erede continuatore di questa parte della classe politica che ha sempre vissuto la Costituzione come corpo estraneo. Ora vogliono approfittare degli attuali rapporti di forza per liberarsene attraverso una guerra a pezzi. C’è questo <strong>appuntamento che abbiamo tutti il 22 e il 23 marzo.</strong> Qui o torniamo ai tempi in cui la giustizia era di classe, oppure facciamo quello che dobbiamo fare: mettere un colossale no a questo referendum.&#8221;</p>
<p>Non si può non pensare che, dietro a tutto questo, ci sia un calcolo cinico e premeditato. Loro, consapevoli che sempre meno italiani si recheranno alle urne e che i pochi elettori rimasti saranno comunque insoddisfatti dell&#8217;opposizione, potranno vincere e permettersi di lasciar marcire la partecipazione democratica. La loro conclusione è tanto semplice quanto agghiacciante: l&#8217;astensionismo crescente è un vantaggio.</p>
<p>Possiamo anche pensare che affamare milioni d’italiani – dai 5,7 milioni sotto la soglia di povertà ai milioni che vivono di lavoro povero, agli altri milioni che hanno rinunciato alle cure mediche (dati Istat) – porti questi a considerare più importante il vivere quotidiano che l’andare al voto. E così, mentre l&#8217;apatia dilaga, questo gruppo dirigente, ignorante e incapace, <strong>prosegue indisturbato nel suo unico, vero intento: rubare, corrompere e assaltare ciò che resta della democrazia e del paese</strong>, condannandolo a un futuro di povertà e divisioni.</p>
<p>Non è un caso che, osservando i sondaggi che danno un crescente No al referendum, si agitino con dichiarazioni pesanti, al punto da costringere Mattarella a prendere posizione, pressato anche dai magistrati. Un intervento, il suo, che lo pone indirettamente come parte in causa di questo sistema, quasi fosse trascinato in una logica paramafiosa che contamina le stesse istituzioni.</p>
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		<title>UN POSTO DI ASSESSORE  REGIONALE IN CAMBIO DI QUATTRO ASSESSORI COMUNALI</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/02/11/un-posto-di-assessore-regionale-in-cambio-di-quattro-assessori-comunali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Salvo Baio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 08:30:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Siciliana]]></category>
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		<category><![CDATA[sud chiama nord]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Schifani]]></category>
		<category><![CDATA[Feferico Basile]]></category>
		<category><![CDATA[Danilo Lo Gioudice]]></category>
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					<description><![CDATA[Il patto  risale all&#8217;autunno del 2024 ed è scaduto a dicembre 2025.  I &#8220;contraenti&#8221; sono  il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e il leader di Sud chiama Nord, Cateno De Luca, detto &#8220;Scateno&#8221;,  deputato regionale e sindaco di Taormina.  A  fare da &#8220;notaio&#8221;, il presidente dell&#8217;Assemblea regionale Galvagno.  Ma cosa prevedeva il patto che &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>Il patto  risale all&#8217;autunno del 2024 ed è scaduto a dicembre 2025.  I &#8220;contraenti&#8221; sono  il presidente della Regione Siciliana, <strong>Renato Schifani</strong>, e il leader di Sud chiama Nord, <strong>Cateno De Luca</strong>, detto &#8220;Scateno&#8221;,  deputato regionale e sindaco di Taormina.  A  fare da &#8220;notaio&#8221;, il presidente dell&#8217;Assemblea regionale <strong>Galvagno</strong>.  Ma cosa prevedeva il patto che De Luca chiama di &#8220;non belligeranza&#8221;? A svelare i dettagli è il giornale La Sicilia in un&#8217;intervista a De Luca di lunedì scorso. Riassumiamo: da un lato De Luca avrebbe ammorbidito l&#8217;ostruzionismo all&#8217;ARS  e dall&#8217;altro Schifani si sarebbe adoperato per dare finanziamenti per il territorio di Messina. Quanti? 45 milioni. Accipicchia quanto &#8220;costa&#8221; la rinuncia  all&#8217;Aventino del deputato De Luca!  Dei 45 milioni, 25 sono per l&#8217;ex Sanderson, una fabbrica di utensili, e 20 per la rete idrica di Messina.  Bel colpo per De Luca, il quale, &#8220;scendendo dall&#8217;Aventino&#8221; ha ricevuto per il territorio una bella somma, finalizzata a rilanciare l&#8217;economia messinese. Quanto a Schifani, può ben dire di aver dato per due giuste cause un aiuto ad una provincia che ne aveva bisogno.</div>
<div>Se la vicenda si fosse chiusa con il rispetto del patto, nulla questio. Invece  ha avuto una coda velenosa  che ci riporta agli &#8220;anni d&#8217;oro&#8221; della Prima Repubblica. Si tratta di un accordo,  che secondo De Luca  gli è stato proposto dal  segretario regionale di Forza Italia <strong>Marcello Caruso</strong> (che però  smentisce con forza benché De Luca  avesse detto di non temere smentite)   che prevedeva un  do ut des secondo il quale  <strong>Danilo Lo Giudice</strong>, deputato regionale di Sud chiama Nord, sarebbe entrato nella Giunta Schifani, ma in cambio De Luca  avrebbe dovuto dare 4 posti di assessori al centrodestra nella giunta di Messina.</div>
<div><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-38260" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/download-1-1.jpg" alt="" width="225" height="225" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/download-1-1.jpg 225w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/download-1-1-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" />      <img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-38261" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/download-2.jpg" alt="" width="194" height="259" /></div>
<div>(<span style="font-size: 10pt;"><em>Federico Basile, sindaco di Messina e Cateno De Luca, sindaco di Taormina Sud chiama Nord)</em></span><span style="font-size: 10pt;"><em>)</em></span></div>
<div>Come dire che un assessore regionale vale quattro assessori comunali di un capoluogo di provincia e che le istituzioni sono nella disponibilità della politica (ma questo si sapeva).  Senonché De Luca non solo  ha fatto saltare  l&#8217;accordo (&#8220;Non potevo consegnare la giunta nelle mani del centrodestra&#8221; ha dichiarato a La Sicilia.) ma addirittura ha fatto dimettere il sindaco di Messina per evitare, così ha detto, che a settembre prossimo possa essere sfiduciato, visti i numeri traballanti in consiglio comunale.</div>
<div>Mettiamola così: le dimissioni del sindaco di Messina fanno decadere la giunta e senza giunta  sfumano i quattro assessorati.</div>
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<div dir="ltr">Apro una parentesi per dire che il giornale La Sicilia ha recentemente  pubblicato una graduatoria di tutte le regioni italiane sulla base di indicatori macroeconomici messi a punto da due docenti universitari campani. L&#8217;indicatore sull&#8217;efficacia del governo vede la <strong>Regione Siciliana all&#8217;ultimo posto, ventesima su venti</strong>.  Non sarà perché il già citato onorevole  Lo Giudice, non essendo entrato nella Giunta Schifani,  non ha potuto migliorarne  le performance?  Chiusa parentesi.</div>
<div dir="ltr">Da vecchio comunista quale sono stato, voglio  ricordare che Enrico Berlinguer lanciò la questione morale proprio per denunciare l&#8217;occupazione delle istituzioni da parte dei partiti.  Ma da allora di acqua sotto i ponti ne è passata, i partiti sono diventati aggregati elettorali e il vizietto dell&#8217;occupazione ha contagiato anche il centrosinistra e le cosiddette giunte civiche come quella, per fare un solo esempio, di <strong>Siracusa</strong>.</div>
<div dir="ltr"> Così va il piccolo mondo della politichetta,  ma questo ci resta oggi di tanta speme.</div>
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