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	<title>Elezioni Europee &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
	<lastBuildDate>Fri, 09 May 2025 13:41:41 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Nel centenario della morte di Matteotti, la riflessione dell’avv. Umberto Di Giovanni su diritti, pace ed elezioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jun 2024 09:36:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Elezioni Europee]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura generale]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Nicita]]></category>
		<category><![CDATA[Umberto Di Giovanni]]></category>
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		<category><![CDATA[Casa del libro Mascali]]></category>
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					<description><![CDATA[Venerdì 7 giugno, alle h.18 in via Cairoli 20 a Siracusa, in un incontro promosso dalla libreria Mascali con l’Associazione Amici Casa del libro, ANPI e ARCI, l’avvocato Umberto Di Giovanni dialogherà con il professore Stefano Caretti su “Il nemico di Mussolini, storia di un eroe dimenticato”. Lo storico Caretti e il giornalista del Corriere &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>Venerdì 7 giugno, alle h.18 in via Cairoli 20 a Siracusa</b></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">, in un incontro promosso dalla </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>libreria Mascali</b></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> con l’Associazione Amici Casa del libro, ANPI e ARCI, </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>l’avvocato Umberto Di Giovanni dialogherà con il professore Stefano Caretti su “</b></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i><b>Il nemico di Mussolini, storia di un eroe dimenticato</b></i></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>”.</b></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> Lo storico Caretti e il giornalista del Corriere della sera Marzio Breda ripercorrono la storia di Matteotti e della sua tragica morte. Un delitto di Stato!</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Avvocato Di Giovanni, nel centenario della morte di Matteotti, si riattiva l’attenzione per questo protagonista della nostra storia politica che ha cercato di difendere con coraggio e fermezza, fino al sacrificio della propria vita, i principi democratici. Vuole anticiparci qualcosa sul saggio di Caretti e Breda?</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>Gli autori si sono prefissi uno scopo, quello di illustrare a tutto tondo l’azione politica di Matteotti, fine intellettuale conosciuto e stimato in tutta Europa, difensore della democrazia e sostenitore di un socialismo riformista e &#8220;dal volto umano&#8221;. La sua attività in Parlamento, come attestano i tantissimi suoi interventi, è stata costante e a largo raggio e proprio la sua ferma opposizione al nascente regime fascista, la coraggiosa denuncia dei brogli, degli abusi e delle violenze nel corso delle votazioni del 30 maggio 1924 di cui chiese l’annullamento, fu, secondo Caretti e Breda, più che altre motivazioni, la scintilla che ne determinò la morte. Come vedremo nell’incontro di giorno 7, il ruolo di Mussolini, le sue responsabilità verranno messe in piena luce.</i></span></p>
<p align="justify"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-28085" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/06/442420571_974955904635109_3015491431648175059_n-240x300.jpg" alt="" width="240" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/06/442420571_974955904635109_3015491431648175059_n-240x300.jpg 240w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/06/442420571_974955904635109_3015491431648175059_n-840x1050.jpg 840w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/06/442420571_974955904635109_3015491431648175059_n-768x960.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/06/442420571_974955904635109_3015491431648175059_n.jpg 1080w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" /></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Sappiamo che si parlerà anche della tesi relativa alla cosiddetta &#8220;tangentopoli in camicia nera&#8221; ma lasciamo la suspense. A una settimana dalle elezioni europee, non possiamo però non chiederLe quali saranno le sue scelte: anche ora, forse più che mai nella nostra storia recente, sono in gioco i principi democratici, sebbene forse non ci sia ancora un’adeguata consapevolezza del pericolo che incombe sull’intera umanità. Pensiamo che siano elezioni importantissime, a cui auspichiamo partecipino tutti i cittadini a sostegno dei partiti sinceramente europeisti e fautori della pace: è troppo il sangue fin qui versato. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>Io sceglierò il Partito Democratico. Ritengo che il PD, guidato da Elly Schlein, stia riacquistando infatti la sua identità di sinistra. Molto brava, nonostante la sua giovane età, la segretaria sta progressivamente caratterizzando il partito facendolo riappropriare dei valori di giustizia sociale: il lavoro (e il salario minimo per cancellare lo sfruttamento), i diritti umani e l’accoglienza dei migranti, la redistribuzione della ricchezza secondo principi di equità sociale, la sanità pubblica, l’eliminazione del jobs act, l’istruzione pubblica sin dagli asili nido (per la cultura dei cittadini europei e perché donne che lavorano significa PIL più alto). E ciò, senza perdere militanti. Giustamente, perché non ha senso essere portatori di valori, che restino astratti, e non puntare ad incidere concretamente per modificare la società.</i></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Una scelta più moderata, quindi, rispetto a quella per Alleanza Verdi e Sinistra di Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli o per ‘Pace, terra e dignità’ di Michele Santoro?</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>Le analisi dei leader di quei partiti sono apprezzabili, ed è fondamentale che vi sia una forte spinta per battere le destre liberticide in Europa. Tuttavia il Pd, che è il partito più importante della sinistra, ha più possibilità di raggiungere l’obiettivo; oggi è la forza pluralista che lavora per l’unità di tutte le forze e i movimenti democratici e antifascisti che guardano alla Costituzione, quale àncora e barra di direzione per il futuro. Penso inoltre che da Siracusa la candidatura di <strong>Antonio Nicita,</strong> con il suo progetto di Europa Qui, rappresenti l’espressione più valida, per bagaglio culturale e conoscenza del panorama europeo, da inviare al Parlamento europeo nell’attuale momento storico, perché l’Europa, da protagonista, intervenga facendo valere il suo peso di antico continente, puntando, come dice lei, alla pace e alla tutela di popoli che rischiano lo sterminio.</i></span></p>
<p align="justify">
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		<item>
		<title>Sul futuro possibile di una nuova Europa politica</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2024/05/28/sul-futuro-possibile-di-una-nuova-europa-politica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Fai]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 May 2024 06:29:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Europee]]></category>
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					<description><![CDATA[L’elezione del nuovo Parlamento Europeo costituisce la sfida politico-elettore più importante di quest’ultimo decennio: per l’Italia e per l’Europa. Tuttavia si registra in questa breve competizione una visibile “stanchezza”, una scarsa attenzione dell’opinione pubblica, già alle prese con difficoltà e incertezze economiche e frastornata da un cupo “quadro globale” segnato da guerre e conflitti che &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’elezione del nuovo Parlamento Europeo costituisce la sfida politico-elettore più importante di quest’ultimo decennio: per l’Italia e per l’Europa.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> Tuttavia </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">si registra in questa breve competizione una visibile “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>stanchezza</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”, una </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>scarsa attenzione dell’opinione pubblica</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, già alle prese con difficoltà e incertezze economiche e frastornata da un cupo “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>quadro globale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” segnato da </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>guerre e conflitti che alimentano inquietudine e insicurezze</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Eppure non vi è chi non veda come il nostro sia diventato un mondo stretto in un unico, “comune” destino. Non vi è obiettivo, esigenza prioritaria, questione e finalità da perseguire che non richieda la capacità di un intervento di “governo sistemico globale” – dalla fine dei due grandi conflitti attuali (una tregua per una trattativa tra Russia-Ucraina, la fine dei bombardamenti di Israele a Gaza e a Rafah), alla crescita di nuove opportunità occupazionali e maggiori tutele nel lavoro; dalla lotta per ridurre le ingiuste e pesanti diseguaglianze economico-sociali, alla tutela dell’ecosistema ambientale; dall’espansione dei diritti sociali e civili, al governo mondiale dei flussi migratori, ecc. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">È infatti evidente che i singoli Stati nazionali – questo, più di altri, il contesto europeo –, da soli, fanno fatica a svolgere un peso significativo nel contesto economico-finanziario governato da logiche imperiali e potenze globali. Di fronte a tutto ciò, si stagliano nella loro patetica e surreale arretratezza e regressione politico-culturale le posizioni del centrodestra italiano, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>da FdI a guida Meloni alla Lega di Salvini</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che si reggono su un “sovranismo nazionalistico” e identitario – una “identità” che sfiora una vera e propria (strumentale) “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>ossessione identitaria</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” –, teso solo ad alimentare un “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>uso politico della paura</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” nell’opinione pubblica. Mentre è evidente a tutti che solo con un peso e ruolo accresciuti, una “Europa politica” potrà competere in uno scenario globale egemonizzato da “Grandi Spazi Geopolitici” tra loro in competizione – Occidente atlantico, Cina, India, “Impero arabo”-Medioriente, Russia, Europa, Sud America. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>È inimmaginabile che l’Italia</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> –sempre più stretta in accresciute difficoltà finanziarie (un debito pubblico di circa 3.000 miliardi di euro!) – </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>possa reggere la prova di sfide globali, rivendicando un “nazionalismo” regressivo cui puntano, per vie contigue e a volte in competizione, sia Meloni che Salvini, alleati con le peggiori destre europee</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> – dalla Le Pen, in Francia, a Vox in Spagna, da AfD filonazista in Germania, sino a quell’Ungheria illiberale e regressiva di Orban. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Le destre europee</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, lungo questo decennio, non solo si sono mosse nei loro paesi ponendo veti a riforme essenziali per dare all’UE nuove regole di una “Governance democratica”, ma hanno sfruttato al contempo le risorse finanziarie che l’Unione Europea ha elargito ai loro stessi Stati. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>È d’altra parte un fatto acclarato </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">che l’esperienza dei rischi sanitari, economici e sociali derivanti </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>dalla lotta al Covid</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, abbia aperto un’inedita consapevolezza strategica della stessa </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>U.E.</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> sì che </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>grazie al PNRR – e L’Italia è il paese che ha potuto godere delle risorse maggiori (200 miliardi di euro)</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> –, i vari paesi dell’Unione hanno fatto ricorso a questi </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>fondi di miliardi di euro per progetti di sviluppo e innovazione</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, riqualificando il tessuto produttivo e sociale dei diversi paesi. Un primo segno di inversione di tendenza per imprimere una svolta strategica all’Europa per farle giocare un ruolo inedito sul terreno delle auspicabile nuove politiche monetarie e finanziarie. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Battere e sconfiggere la miopia politica delle DESTRE EUROPEE</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è l’unica via per un rilancio politico-sociale di una nuova Europa, all’altezza delle sfide globali. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Il voto dell’8 e 9 giugno ha questo significato politico.</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> Le Destre europee, con il loro miope nazionalismo identitario, mirano a spostare più a destra il quadro politico dell’Europa, indebolendone la funzione strategica e impedendo ad essa di esprimere una più ampia “autonomia politica”. Inoltre, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>solo se il “Vecchio Continente” saprà proiettare il proprio raggio d’azione, di scambi e relazioni verso il Mediterraneo e i paesi del “Mare di mezzo”</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, oggi tornato ad una inedita centralità – “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>crocevia del mondo globale e dei nuovi Imperi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”: sì, di tensioni e conflitti, ma anche di inediti interessi strategici e di sviluppo e comunicazioni –, l’Europa potrà esercitare un ruolo di ritessitura di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>nuovi legami politici con il mondo orientale e del Nord Africa</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, per frenare le mire espansionistiche del mondo asiatico e dar vita a relazioni cooperative per nuovi scambi commerciali, e ridurre le esasperazioni competitive. </span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Per queste ragioni, il ruolo di una nuova “Europa politica” diventa centrale, già a partire dalle elezioni per il nuovo Parlamento europeo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. </span></span></p>
<p class="western" align="justify">
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Per le elezioni europee strappi nel governo di contratto</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2019/05/20/per-le-elezioni-europee-strappi-nel-governo-di-contratto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Concetto Rossitto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 May 2019 19:51:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Europee]]></category>
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					<description><![CDATA[La situazione, le prospettive possibili e le delusioni probabili. La transizione verso un nuovo paradigma non sar&#224; rapida n&#233; semplice. Non sar&#224; un pranzo di gala! &#160; La Civetta di Minerva, 18 maggio 2019 Probabilmente l&#8217;esito delle elezioni europee vedr&#224; una consistente avanzata delle forze nazionaliste e delle destre. Ed anche una cospicua presenza dei &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 7.1pt; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%; background: white none repeat scroll 0% 0%;"><strong><em><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; letter-spacing: 0.3pt;">La situazione, le prospettive possibili e le delusioni probabili.</span></em></strong><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; letter-spacing: 0.3pt;"> <em>La transizione verso un nuovo paradigma non sar&agrave; rapida n&eacute; semplice. Non sar&agrave; un pranzo di gala!</em></span></strong></p>
<p>  <span id="more-12056"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 7.1pt; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%; background: white none repeat scroll 0% 0%;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; letter-spacing: 0.3pt;">La Civetta di Minerva, 18 maggio 2019</span></span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 7.1pt; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%; background: white none repeat scroll 0% 0%;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; letter-spacing: 0.3pt;">Probabilmente l&#8217;esito delle elezioni europee vedr&agrave; una consistente avanzata delle forze nazionaliste</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; letter-spacing: 0.3pt;"> e delle destre. Ed anche una cospicua presenza dei cosiddetti populisti nel nuovo PE. Ma l&#8217;abbraccio (imbarazzante!) delle forze politiche tradizionalmante contrapposte (PPE e PSE) riuscir&agrave;, con ogni probabilit&agrave;, a neutralizzare le nuove chiassose e diverse minoranze, alcune delle quali animate da interessi nazionalisti contrari al rafforzamento dell&#8217;Unione. Gi&agrave; oggi gli interessi nazionali della Germania e della lega anseatica prevalgono rispetto a quelli dei Paesi mediterranei. <em>Nihil novi!</em></span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 7.1pt; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%; background: white none repeat scroll 0% 0%;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; letter-spacing: 0.3pt;">Il successore dell&#8217;indegno Juncker </span></strong><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; color: black;">verr&agrave; espresso dal gruppo politico europeo pi&ugrave; votato</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; color: black;"> alle elezioni. Pertanto chiunque ne prender&agrave; il posto </span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; letter-spacing: 0.3pt;">e gli altri eurodittatorelli della Commissione non saranno, con ogni probabilit&agrave;, migliori o pi&ugrave; avveduti o pi&ugrave; lungimiranti dei predecessori. Forse neanche peggiori. Apparterranno all&#8217;establishment. <em>Nihil novi!</em></span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 7.1pt; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%; background: white none repeat scroll 0% 0%;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; letter-spacing: 0.3pt;">E le forze emergenti (che cresceranno numericamente</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; letter-spacing: 0.3pt;"> ma non saranno maggioranza) non sembrano animate da seri intenti riformatori e costruttivi. Esprimeranno con pi&ugrave; forza e con maggiore litigiosit&agrave; interessi nazionali sempre pi&ugrave; divergenti. Ma non sembrano avere idee chiare sulle questioni da affrontare costruttivamente e in un&#8217;ottica europea. <em>Nihil novi!</em></span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 7.1pt; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%; background: white none repeat scroll 0% 0%;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; letter-spacing: 0.3pt;">Intanto i problemi si aggravano: la crisi non &egrave; affatto finita </span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; letter-spacing: 0.3pt;">(come si &egrave; cercato di chiarire a pag. 9 del precedente numero di questo quindicinale); la situazione debitoria attanaglia sempre di pi&ugrave; alcuni stati; nessuno sforna strategie percorribili di riduzione del debito; le disuguaglianze crescono, rendendo i ricchi sempre pi&ugrave; ricchi, impoverendo il ceto medio e minando sempre pi&ugrave; la coesione sociale degli stati e dell&#8217;Unione; si continua a osannare l&#8217;obiettivo della crescita (al punto da esultare per la notizia statistica del ritorno dell&#8217;Italia ad uno striminzito + 0,2); e si continua a parlare in termini di produttivit&agrave; (che crescerebbe anche se si realizzasse la stessa quantit&agrave; di produzione con meno addetti, cio&egrave; in presenza di un minor numero di occupati); e, in effetti, gli sviluppi dell&#8217;automazione e della cosiddetta intelligenza artificiale lasciano presagire una ulteriore riduzione della torta-lavoro nel prossimo futuro. </span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 7.1pt; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%; background: white none repeat scroll 0% 0%;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; letter-spacing: 0.3pt;">Ovviamente nessuno pu&ograve; pensare di imboccare o di suggerire la via di un neo-luddismo</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; letter-spacing: 0.3pt;">, ma &egrave; insensato ignorare i suggerimenti del prof. Domenico De Masi, che bisognerebbe cercare di tradurre in scelte politiche: suddividere il lavoro (e il tempo lavorativo) in modo tale da ridurre ai minimi termini la disoccupazione e provvedere a un dignitoso reddito incondizionato a chi non possa lavorare o trovare lavoro. Ma per i panciapiena questo argomento &egrave; tab&ugrave;. E i pentastellati hanno dovuto subordinare all&#8217;accettazione di un lavoro (difficile da trovare) l&#8217;assegnazione del reddito, che inizialmente doveva essere solo &#8220;di cittadinanza&#8221;. Ora &egrave; pi&ugrave; &#8220;di inclusione&#8221; o di incentivo al lavoro. Meglio che niente. </span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 7.1pt; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%; background: white none repeat scroll 0% 0%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; letter-spacing: 0.3pt;">Ma il problema segnalato dal prof. De Masi rimane. E se si dovesse constatare che in certi casi, nonostante il <em>navigator</em> possa sfoderare un fiuto da cane da tartufo, il lavoro non si trova, che succeder&agrave;? Si revocher&agrave; comunque il reddito? Vedremo. Il problema esiste. </span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 7.1pt; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%; background: white none repeat scroll 0% 0%;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; letter-spacing: 0.3pt;">Fa ben sperare la notizia che si stia cercando di estendere da subito il reddito anche a coloro che perdano il posto</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; letter-spacing: 0.3pt;">. Ma bisogna anche evitare di offrire un doppio reddito a chiunque abbia delle entrate o un lavoro in nero. A tal fine forse bisognerebbe anche considerare l&#8217;opportunit&agrave; di eliminare totalmente il contante e il segreto bancario, rendendo automaticamente nota al fisco ogni entrata ed ogni uscita da un conto corrente personale, collegato al codice fiscale di ciascun cittadino. In tal modo sarebbe possibile realizzare una tassazione costituzionalmente progressiva delle entrate (da stipendio, pensione, onorario, incasso da attivit&agrave; commerciale, ecc.), da un prelievo poco pi&ugrave; che simbolico per chi percepisca entrate sotto i mille euro mensili ad aliquote progressivamente pi&ugrave; alte in relazione al crescere dei redditi; con opportuni scaglionamenti da lasciar proporre &ndash; non decidere! &ndash; agli esperti. </span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 7.1pt; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%; background: white none repeat scroll 0% 0%;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; letter-spacing: 0.3pt;">E sarebbe ugualmente agevole realizzare un prelievo automatico da ogni spesa</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; letter-spacing: 0.3pt;">, rapportato alla tipologia di prodotto o di servizio acquistato: da un simbolico 2% su pasta e pane sino ad un 50% ed oltre su Rolex ed altri prodotti di lusso o su beni del tutto voluttuari. Le cifre sopra segnate sono da intendere come meramente esemplificative. Inoltre il prelievo fiscale potrebbe avvenire in tempo reale ed automaticamente, su ciascun movimento bancario effettuato tramite accreditamento di stipendio (o pensione) o tramite compravendita di beni e servizi. Un software opportuno canalizzerebbe direttamente al fisco la percentuale di prelievo prestabilita (crescente al crescere del reddito individuale; diversa sulle spese, in relazione alla tipologia di prodotto o di servizio acquistato). </span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 7.1pt; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%; background: white none repeat scroll 0% 0%;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; letter-spacing: 0.3pt;">Ovviamente ci beccheremo dai panciapiena, dai berluscones (e dai neoliberisti di tutto il mondo</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; letter-spacing: 0.3pt;">, uniti e solidali tra loro) il solito insulto liquidatorio: siamo populisti. Pu&ograve; darsi. Ma forse un sistema di tassazione come quello solo <em>ad exemplum</em> ipotizzato potrebbe mettere fuori gioco il lavoro nero, l&#8217;evasione fiscale, l&#8217;esazione del pizzo ed altra robetta simile<strong>.</strong> Forse varrebbe la pena di collegare ad un terminale unico presso il MEF tutti i POS o gli sportelli bancari e il conto personale del contribuente, rapportato biunivocamente al codice fiscale. Forse! </span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 7.1pt; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%; background: white none repeat scroll 0% 0%;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; letter-spacing: 0.3pt;">Alla politica l&#8217;ardua sentenza</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; letter-spacing: 0.3pt;">. Ma la politica probabilmente &egrave; la prima ad aver interesse ad occultare fondi e finaziamenti. E anche su questa sortita ci beccheremo (persino dai fascioleghisti, che hanno il carbone bagnato in tema di finanziamenti) l&#8217;insulto di populisti. Ma essere insultati da Salvini &amp; c. potr&agrave; essere solo motivo di orgoglio. Altri strilleranno e si strapperanno i capelli, lamentando la fine del segreto bancario e vituperando l&#8217;idea di rendere trasparente di fronte al fisco ogni entrata ed ogni spesa del cittadino. </span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 7.1pt; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%; background: white none repeat scroll 0% 0%;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; letter-spacing: 0.3pt;">Ipocriti! Trascurano che gi&agrave; oggi siamo tutti spiati dal sistema commerciale</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; letter-spacing: 0.3pt;"> e dai media dei quali ci serviamo: siamo noi stessi a fornire dati sulle nostre preferenze, sui nostri interessi, sulle nostre amicizie, sui nostri rapporti sociali, sui nostri orientamenti politici&hellip; E lo facciamo quotidianamente, servendoci dei network, esprimendo commenti, cercando prodotti attraverso la navigazione in rete o accettando le condizioni che ci vengono poste tutte le volte che attingiamo notizie da internet. </span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 7.1pt; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%; background: white none repeat scroll 0% 0%;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; letter-spacing: 0.3pt;">Inoltre le banche (private!) sanno tutto dei nostri movimenti e delle nostre disponibilit&agrave;</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; letter-spacing: 0.3pt;">. E possono proporci investimenti in prodotti finanziari o anche polizze assicurative di un pelo vantaggiose rispetto a quelle che paghiamo (con assegno o con pos, cio&egrave; secondo importi non segreti) alla concorrenza. Solo al fisco dovremmo occultare introiti e spese reali? Probabilmente berluscuniani e leghisti (antistatalisti ed allergici al fisco) la penseranno cos&igrave;. Ma i cittadini che paghiamo le tasse e che abbiamo tutto l&#8217;interesse a prosciugare il pantano in cui guazzano gli evasori e i percettori del pizzo la dovremmo pensare diversamente. Dovremmo essere ben felici di pagare meno (senza invocare una incostituzionale e indifferenziata flat tax!) e di far pagare di pi&ugrave; ai furbi che hanno evaso spudoratamente, come qualche luminare della scienza medica che ti fa pagare una somma x per una visita ma te ne fattura la met&agrave;, mostrandosi persino contrariato. </span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 7.1pt; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%; background: white none repeat scroll 0% 0%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; letter-spacing: 0.3pt;">O dovremmo essere fieri di poter mettere fuori gioco gli esattori del pizzo, che sarebbe difficilmente esigibile attraverso pagamenti elettronici, noti al fisco e tassati in tempo reale. Ma ci aspettiamo opposizioni e critiche da parte dei panciapiena e siamo persino ansiosi di accertare da quali parti politiche proverranno le proteste pi&ugrave; violente. </span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 7.1pt; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%; background: white none repeat scroll 0% 0%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; letter-spacing: 0.3pt;">Intanto gli insulti volano quotidianamente tra cinquestelle e sfascioleghisti salviniani, che non hanno digerito l&#8217;inevitabile e giusta estromissione dal governo del loro sottosegretario Armando Siri. E sono in molti ormai gli osservatori politici che vaticinano l&#8217;imminente rottura del contratto di governo. Situazione che potr&agrave; difficilmente portare a nuove elezioni anticipate (invise ai parlamentari pentastellati, per ragioni personali facilmente intuibili, ed al capo dello stato, per motivi di prudenza e per senso di responsabilit&agrave;), ma che dovrebbe trovare uno sbocco abbastanza logico ed auspicabile attraverso una coalizione tra M5S, PD e galassia della sinistra plurale, in funzione di politiche sociali e di coraggiose riforme innovative anti-establishment. Renzi permettendo, poich&eacute; il divoratore di popcorn, personalmente ridimensionato, dispone ancora di un consistente battaglione di fedelissimi parlamentari e potrebbe vanificare una soluzione come quella sopra ipotizzata per puntare in direzione di una scellerata alleanza &#8220;nazarena&#8221; con il cavallerizzo. Che sarebbe esiziale per il PD e deleteria per la tenuta della democrazia. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; font-family: 'Calibri', sans-serif; letter-spacing: 0.3pt;">Come sar&agrave; deleteria per l&#8217;Unione la probabile santa alleanza euronazarena tra PPE e PSE. Ma queste forze esprimono interessi consolidati ed impermeabili alle esigenze di cambiamento e quelle emergenti veicolano nuove istanze ma non hanno un progetto comune condiviso e ben delineato. Come sostiene Marco Bersani, la transizione verso un nuovo paradigma non sar&agrave; rapida n&eacute; semplice. Non sar&agrave; un pranzo di gala! Costituir&agrave;, anzi, un ulteriore fattore di destabilizzazione. Sar&agrave; un processo di trasformazione, rischioso anch&#8217;esso, ma necessario. E comunque meno rischioso di una intollerabile asfissiante immobile permanenza nel pantano della situazione attuale. Poich&eacute; l&#8217;ignavia di alcuni, che vi si sono adagiati, potrebbe provocare esiti rivoluzionari. Imprevedibili. </span>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Europee, la fase dell’innamoramento è durata assai poco</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2019/05/15/europee-la-fase-dell-innamoramento-e-durata-assai-poco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ezio Guglielmo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2019 08:51:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Europee]]></category>
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					<description><![CDATA[La Sinistra UE pu&#242; rilanciarsi aggiornando radicalmente il suo orizzonte ideale e programmatico &#160; La Civetta di Minerva, 4 maggio 2019 Mancano tre settimane al voto per il rinnovo del parlamento europeo ed &#232; reale il rischio che il 26 maggio le urne vadano largamente deserte. Colpa di una carente informazione, certamente. Ma la verit&#224; &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><em><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">La Sinistra UE pu&ograve; rilanciarsi aggiornando radicalmente il suo orizzonte ideale e programmatico </span></em></strong></p>
<p>  <span id="more-12030"></span>  </p>
<p>&nbsp; </p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">La Civetta di Minerva, 4 maggio 2019</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Mancano tre settimane al voto per il rinnovo del parlamento europeo</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;"> ed &egrave; reale il rischio che il 26 maggio le urne vadano largamente deserte. Colpa di una carente informazione, certamente. Ma la verit&agrave; &egrave; che, da qualche tempo a questa parte, i temi europei non riescono a sedurre pi&ugrave; di tanto, anzi, per certi versi, essi vengono percepiti con un senso di estraneazione, per non dire di ostilit&agrave;, a causa della narrazione che ne viene fatta dai nostri governanti (si pensi alla raffigurazione dell&rsquo;Europa matrigna sui conti pubblici o indifferente sulla solidariet&agrave; in tema di gestione dei flussi migratori). Sono pressoch&eacute; assenti dal dibattito pubblico o, quando vi fanno capolino, appaiono strumentali al confronto politico interno, che tende a farne un test per misurare i rapporti di forza tra i partiti, a cominciare da quelli al governo. Non &egrave; un problema solo italiano, se &egrave; vero che l&rsquo;Inghilterra, sia pure a fatica, non vede l&rsquo;ora di sganciarsi, e monta, pericolosamente e diffusamente, una deriva sovranista, che tende ad accentuare le spinte centrifughe. E neanche un problema recente, se non nelle sue dimensioni. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Basta guardare ai dati sulla partecipazione al voto: nelle prime elezioni</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;"> del 1979 l&rsquo;affluenza media europea si attest&ograve; sul 62% (in Italia sull&rsquo;85%), per precipitare progressivamente, elezione dopo elezione, fino al 42% nel 2014 (contro il 57% italiano). Ed &egrave; facilmente presumibile che questo dato sia destinato a comprimersi ancora di pi&ugrave; nelle prossime elezioni di fine maggio, cos&igrave; come &egrave; da molti pronosticata una sensibile accresciuta componente euroscettica nel prossimo parlamento. La fase dell&rsquo;innamoramento &egrave; durata assai poco, il tempo di rendersi conto, assai agevolmente, della sostanziale inutilit&agrave; di un organismo cui &egrave; sottratta la prerogativa principe, quella legislativa, nelle mani di burocrati espressione dei governi nazionali, che hanno fatto del loro meglio per accreditare il volto di una istituzione sensibile alle logiche dei mercati finanziari piuttosto che alle sorti delle economie reali e delle comunit&agrave; confederate. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Necessit&agrave; (o opportunit&agrave;) politica vuole, perci&ograve;, che nessuno osi prendere le difese</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;"> delle attuali istituzioni europee. E, infatti, tutti i soggetti politici in campo concordemente affermano di volere cambiare le cose, argomento trasversale a tutti i programmi elettorali. Questo disconoscimento politico, al di l&agrave; delle differenti e significative declinazioni politiche, finisce oggettivamente per assecondare un senso di estraneit&agrave; o indifferenza diffusa nella quale attecchisce facilmente il virus sovranista. Difficile, nelle attuali condizioni, riuscire a provocare una inversione di tendenza. Occorrerebbe adottare una terapia d&rsquo;urto, a cominciare dall&rsquo;attribuzione di veri poteri al parlamento europeo in linea con quelli riconosciuti nella maggior parte dei paesi democratici, attivare strumenti europei di governo vincolanti in alcuni ambiti strategici ( difesa e finanze), definire regole comuni nella gestione del mercato del lavoro, introdurre uno Statuto dei diritti universalmente riconosciuti a tutti i lavoratori europei, riformulare il welfare su scala continentale, valorizzare il capitale umano nelle sue molteplici connotazioni. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">E tuttavia, con tutti i suoi limiti, anche il faticoso, contraddittorio, altalenante cammino intrapreso</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;"> non merita di essere liquidato in toto. Esso ha concorso a garantire alla generazione del secondo dopoguerra un consistente periodo di pace negato alle precedenti. Cos&igrave; come, pi&ugrave; recentemente, la presenza di una banca centrale sovranazionale ha messo al riparo i risparmiatori e le economie di parecchi paesi dagli effetti pi&ugrave; devastanti della peggiore crisi finanziaria dopo quella del &rsquo;29. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Nel mondo globalizzato nel quale siamo, volenti o no, del tutto immersi</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">, non &egrave; pensabile che la sfida legittimamente lanciata dai nuovi paesi emergenti (Cina, India), tutti a dimensione continentale, possa essere affrontata in un&rsquo;ottica &ldquo;provinciale&rdquo;. La stessa questione dei flussi migratori, fonte di allarmismi spesso creati ad arte, cui &egrave; particolarmente esposto il nostro paese (e la Sicilia ancor di pi&ugrave;), almeno per la quota che si diparte dalle sponde del mediterraneo, non pu&ograve; ragionevolmente essere gestita prescindendo da un&rsquo;azione coordinata in sede europea, la sola in grado di favorire la stabilizzazione politica dell&rsquo;area e, conseguentemente, di disinnescare alcuni tra i principali fattori incentivanti l&rsquo;attuale esodo. A meno di non voler lasciare questo compito ad altri attori gi&agrave; presenti sullo scacchiere internazionale (Stati Uniti, Russia) o interessati ad affermare la propria presenza (Cina), tornando ad un ruolo di mera subalternit&agrave; dalla quale siamo in qualche modo usciti grazie ad una Europa pi&ugrave; coesa e non pi&ugrave; divisa da muri. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Occorre prendere atto che la globalizzazione &egrave; un processo irreversibile</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">, destinato a ridisegnare radicalmente gli attuali scenari politico economici, mutare gli attuali equilibri, in direzione, necessariamente, di un assetto policentrico, nel quale avranno sempre pi&ugrave; peso paesi ed economie un tempo tenuti ai margini se non piegati agli interessi dell&rsquo;occidente industrializzato. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">In tale contesto &egrave; impensabile che paesi come l&rsquo;Italia possano avere voce in capitolo</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;"> confidando sulle sole proprie forze. La stessa Europa potr&agrave; continuare ad avere un ruolo solo se sapr&agrave; parlare con una voce univoca ed una solida ed autorevole posizione politica, che potr&agrave; derivarle solo da cessioni di sovranit&agrave; dettate da un autentico convincimento politico sulla &ldquo;utilit&agrave;&rdquo; di tale politica. Tutto il contrario del tentativo portato avanti da forze che guardano ad un passato improponibile di riaffermazione di ruoli nazionali, di riproposizione di muri ideologici, di difesa di posizioni identitarie pericolosamente regressive, come quelle che, nel nostro paese, rischiano non solo di marginalizzare ulteriormente il ruolo dell&rsquo;Italia, ma, paradossalmente, di accomunarla, dopo avere contribuito ad essere tra i paesi fondatori della comunit&agrave; europea, ai paesi che puntano a scardinarne le fondamenta.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Siamo ad un passaggio delicato quanto decisivo</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">: o si ricostruisce un clima di fiducia con le istituzioni di Bruxelles, basato su un nuovo Patto comunitario che metta al centro il mondo del lavoro, il futuro dei giovani, la salvaguardia dell&rsquo;ambiente; o il declino del progetto europeo, determinato da un colpevole rallentamento nel perseguimento degli scopi originari in uno con il ripiegamento su politiche economiche fallimentari, diverr&agrave; irreversibile. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">E&rsquo; un compito difficile ma non eludibile</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">, di cui debbono farsi carico le forze di robusta tradizione europeista, che hanno ancora un solido radicamento nella maggior parte dei paesi che hanno dato luogo, poco pi&ugrave; di 60 anni fa, al Trattato di Roma.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;"> <strong>E su questo terreno si gioca in larga misura il rilancio di una Sinistra europea</strong>, purch&egrave; sia in grado di aggiornare radicalmente le sue parole d&rsquo;ordine, di rimettersi in sintonia con il suo popolo, di guardare oltre i tradizionali ma ormai asfittici confini ideologici, di ridefinire, in poche parole, il suo orizzonte ideale e programmatico. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">C&rsquo;&egrave; un campo largo a cui guardare e da costruire</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;"> &#8211; senza necessariamente coltivare la pretesa di un inglobamento nel proprio recinto ideologico &#8211; nel quale far confluire le energie di quanti, disillusi, hanno da tempo fatto la scelta del disincanto astensionista o si sono lasciati attrarre dalla fascinazione apparente di nuove e demagogiche parole d&rsquo;ordine.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">E&rsquo; chiaro, perci&ograve;, che la sfida del 26 maggio non &egrave; tra</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;"> coloro che difendono l&rsquo;attuale establishment e coloro che vorrebbero genericamente cambiarlo, ma tra coloro che vogliono ritagliarsi un ruolo di protagonisti nel nuovo panorama politico e coloro che puntano, pur di coltivare velleitari propositi sciovinisti, a ridursi a difesa di una improbabile ed estenuante enclave come nel deserto dei tartari di buzzettiana memoria.</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Alle Europee anche quella che chiamano la lista dei Vescovi</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2019/05/14/alle-europee-anche-quella-che-chiamano-la-lista-dei-vescovi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianfranco Pensavalli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 May 2019 17:29:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Europee]]></category>
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					<description><![CDATA[Su iniziativa del cardinal Poletto, la Chiesa appoggia dichiaratamente Popolari per l&#8217;Italia&#8230; Tra i candidati nell&#8217;area insulare Federica Nardo, avolese di nascita con mamma di Pachino &#160; La Civetta di Minerva, 4 maggio 2019 Lo chiamano ormai il partito dei Vescovi e della Chiesa. &#200; il Partito Popolare Italiano, meglio i Popolari per l&#8217;Italia, ha &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 107%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Su iniziativa del cardinal Poletto, la Chiesa appoggia dichiaratamente Popolari per l&rsquo;Italia&hellip; Tra i candidati nell&rsquo;area insulare Federica Nardo, avolese di nascita con mamma di Pachino</span></em></strong></p>
<p>  <span id="more-12020"></span>  </p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">La Civetta di Minerva, 4 maggio 2019</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Lo chiamano ormai il partito dei Vescovi e della Chiesa. &Egrave; il Partito Popolare Italiano</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">, meglio i Popolari per l&rsquo;Italia, ha come riferimento il PPE e punta alle Europee con liste in tutta Italia. E in Sicilia presenter&agrave; anche <strong>Federica Nardo</strong>, che &egrave; nata ad Avola ma non vi ha vissuto un solo giorno ed &egrave; di Pachino, dove ha trascorso la sua prima vita, trasferendosi con la famiglia a Catania per motivi di lavoro e di &#8220;crescita&#8221;. <strong>Mamma pachinese, Cettina Lupo, e pap&agrave; di Adrano</strong>, un fratello nato a Catania, ha fatto un percorso accademico di prim&#8217;ordine: dapprima Firenze e poi Parigi. facolt&agrave; di Legge italo-francese. Scrittrice per diletto, <strong>si occupa di diritto internazionale</strong> in ambito aziendale. Non &egrave; stato ancora deciso con chi andr&agrave; in terna. L&rsquo;identikit aretuseo aveva escluso si potesse pescare nelle ACLI e aveva virato su due personaggi, due professionisti che sono molto attivi all&rsquo;interno delle Diocesi di Noto e Siracusa. Poi Roma ha sciolto il nodo. Anche perch&eacute; Federica Nardo &egrave; la presidentessa del <strong>Movimento Femminile e per le Pari Opportunit&agrave; della Democrazia Cristiana</strong>, confluita nel Partito Popolare per l&#8217;Italia. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Da Messina, invece, arriva <strong>Franco Fazio</strong>, che sembra il leader orientale e con lui la laureanda in Giurisprudenza <strong>Robert&agrave; Isgr</strong>&ograve;, 28 anni, di Barcellona Pozzo di Gotto, <strong>sorella di Giovanni, ucciso dalla mafia il primo dicembre del 2012</strong>, padre ingegnere e mamma insegnante di sostegno alle Eolie. C&rsquo;&egrave; anche l&rsquo;attivissimo <strong>Luigi Barbera, messinese</strong> in forza da poliziotto penitenziario alle carceri di Arghill&agrave; di Reggio Calabria, responsabile per Sicilia e Calabria per GOL (Giustizia,Ordine e Libert&agrave;). </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Intanto si parla di <strong>un periodico cartaceo che in Sicilia andrebbe in stampa a met&agrave; maggi</strong>o per una diffusione del messaggio in tutte le chiese. Insomma, la Chiesa appoggia dichiaratamente il Partito Popolare e conta moltissimo sulla Sicilia per poi riorganizzarsi in tutte le altre Regioni. Era stato <strong>il cardinal Severino Poletto</strong> a invocare la sveglia per i cattolici e a fare un manifesto contro populismi e sovranismi. Poi era toccato al <strong>cardinal Bassetti</strong> ricordare che i popolari e cattolici sono stati i fondatori della Repubblica. E lo stesso <strong>segretario di Stato Pietro Parolin</strong> si era pronunziato per un no alle differenze e alle inconsistenze. Il vice presidente del Partito, <strong>Antonfrancesco Venturini </strong>ha voluto ricordare in queste ore che il Partito Popolare di Sturzo &egrave; nato prima della stessa Democrazia Cristiana e sta alle radici della civilt&agrave; cattolica e cristiana. E invitato all&rsquo;unione con Liberi e Forti e Giustizia e Libert&agrave;, movimenti che di recente sono stati &ldquo;richiamati&rdquo; dai vertici delle nuove Democrazie Cristiane.</span></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Europee, lista unitaria della sinistra alternativa al PD</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2019/05/01/europee-lista-unitaria-della-sinistra-alternativa-al-pd/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Costa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 May 2019 08:54:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Europee]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lacivettapress.it/2019/05/01/europee-lista-unitaria-della-sinistra-alternativa-al-pd/</guid>

					<description><![CDATA[&#200; Anna Bonforte (Zero Waste) la candidata per la Sicilia orientale espressa dalla provincia di Siracusa &#160; La Civetta di Minerva, 20 aprile 2019 Mancano solo poche settimane alle elezioni, e dopo molti sforzi il quadro politico va definendosi una volta per tutte anche nel territorio siracusano. Se da un lato, le destre procedono a &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><em><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">&Egrave; Anna Bonforte (Zero Waste) la candidata per la Sicilia orientale espressa dalla provincia di Siracusa</span></em></strong></p>
<p>  <span id="more-11973"></span>  </p>
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<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">La Civetta di Minerva, 20 aprile 2019</span></span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Mancano solo poche settimane alle elezioni</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">, e dopo molti sforzi il quadro politico va definendosi una volta per tutte anche nel territorio siracusano.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Se da un lato, le destre procedono a grandi passi</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">, feroci e sicure di vincere, a sinistra qualcosa si sta ricompattando. &Egrave; vero, questa frase pu&ograve; sembrare assurda dopo il melodrammatico tira e molla tra varie liste che si &egrave; visto a livello nazionale. Cionondimeno, a livello locale in realt&agrave; la situazione in vista delle prossime europee si va semplificando di molto.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Se &egrave; vero, infatti, che <strong>gran parte dei gruppi politici di sinistra alternativi al PD</strong> hanno rifiutato ora la scelta di correre con quest&rsquo;ultimo o di sottrarsi alla scelta di correre da soli, questo &egrave; merito del dialogo, della franchezza nella discussione, ma soprattutto di una rodata collaborazione sui temi, che ha unito nel siracusano molte delle anime della sinistra.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">A</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;"> <strong>sinistra in quel PD che non ha fatto pare la bench&eacute; minima autocritica</strong> sul percorso del governo Renzi e nulla ha cambiato fuorch&eacute; il suo uomo immagine, a sinistra del PD &#8211; dicevamo &#8211; si va creando un gruppo unitario della sinistra, costituto dalla sintesi delle esperienze di Sinistra Italiana e Rifondazione a livello nazionale e che a livello locale raggruppa altre parti e altre identit&agrave; estranee alle strutture dei due partiti. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Gli obiettivi de &lsquo;La Sinistra&rsquo; &ndash; questo &egrave; il nome della lista</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;"> &ndash; sono chiari e si basano su tre principi cardine: lavoro, ambientalismo, diritti civili. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">E&rsquo; pur vero, per&ograve;, che anche solo il nominare questi obiettivi sembra porci in rottura con diversi punti che hanno contraddistinto il percorso politico dell&rsquo;Unione Europea, dalla direttiva Bolkenstein al fiscal compact, alla difesa dei confini contro i migranti.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Ciononostante, <strong>da Siracusa abbiamo deciso di agire con uno spirito positivo</strong> e di apertura, lo stesso spirito con cui vogliamo iniziare questo percorso politico e che &egrave; stato sintetizzato al meglio dalle parole di Anna Bonforte, consulente del lavoro, vicepresidente Zero Waste Sicilia, candidata per la Sicilia orientale espressa dalla provincia di Siracusa. &ldquo;<em>La nostra</em> &ndash; spiega Anna Bonforte &ndash; <em>&egrave; una lista femminista, ecologista e antirazzista. Chiunque si riconosca in questi principi trover&agrave; in noi una risoluta rappresentanza di tali istanze civili e sociale. Noi siamo europei, ma non vogliamo un&rsquo;Unione Europea che mantiene la pace vendendo le armi in Africa o lasciando morire i migranti nei lager libici. Siamo europei nella misura in cui saremo capaci di costruire un&rsquo;Europa pi&ugrave; sociale e pi&ugrave; democratica</em>.&rdquo;</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">&Egrave; proprio da questa idea di sinistra che &egrave; nato anche a Siracusa il gruppo di lavoro</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;"> &ldquo;La Sinistra &ndash; Siracusa verso le Europee&rdquo;, che si propone di sostenere e calare nel contesto siracusano tutti i punti del programma unico steso a livello nazionale, ma aperto come sempre alla partecipazione dei territori. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Il programma elettorale si articola su punti semplici</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;"> che riguardano questioni fondamentali: dal Green New Deal, cio&egrave; il lancio di un piano di investimenti pubblici per salvare l&rsquo;ambiente e rilanciare l&rsquo;occupazione, al blocco dei paradisi fiscali all&rsquo;interno dell&rsquo;UE, alla salvaguardia dei diritti dei migranti e &ndash; soprattutto &#8211; all&rsquo;eliminazione delle politiche di austerit&agrave;.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Tutti punti su cui, spesso, l&rsquo;intervento a livello europeo &egrave; stato diretto a favorire le <em>grandi corporations</em>, cio&egrave; tutte le grandi compagnie che hanno lucrato sulla pelle dei lavoratori e a danno degli erari nazionali. Basta pensare a Facebook o a Google che pagano le proprie imposte in Irlanda o a FCA che, spostata la sede in Olanda, ha beneficiato di un regime fiscale favorevole, spostando poi le produzioni verso la Serbia p la Polonia. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Anche se ci&ograve; &egrave; avvenuto attraverso metodi che potremmo ritenere sofisticati</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;"> (dalle delocalizzazioni degli impianti, al dumping sociale, o ancora allo spostamento della sede legale nei paradisi fiscali UE), non dobbiamo commettere l&rsquo;errore di pensare che si tratti di fenomeni estranei alla nostra Siracusa.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Anzi, queste istanze e le risposte che occorrono dovremmo conoscerle bene</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">, visto e considerato che si tratta di problematiche che spesso e volentieri sono venute a bussare alla nostra porta, sia per quanto riguarda l&rsquo;aspetto economico che per quanto concerne la tutela dei diritti. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Per averne conferma basterebbe citare</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;"> &ndash; per il primo gruppo &#8211; le pi&ugrave; recenti tra le vertenze, prima tra tutte quella della Air Liquide che si prepara a delocalizzare verso paesi dove i salari sono pi&ugrave; bassi, come gi&agrave; molte hanno fatto prima di lei.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Allo stesso modo, <strong>non possiamo fingere che la battaglia per i diritti civili o il femminismo</strong> non riguardi un territorio in cui si &egrave; consumata un cos&igrave; alto numero di femminicidi, come la nostra; cos&igrave; come non possiamo fingere che le politiche migratorie non riguardino la provincia di Siracusa, che tutta &egrave; scesa in piazza nei giorni della Sea Watch, per fare fronte comune ed accogliere i 70 naufraghi.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Tutte queste esperienze, tutti questi fatti</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;"> hanno dato ai siracusani l&rsquo;occasione di lavorare insieme, di crescere e di ragionare come si &egrave; potuto fare solo in pochi altri centri. Questa occasione non va sprecata. Anzi, essa va capitalizzata, e sfruttata con queste elezioni, riunendo tutte le forze che si riconoscono appassionatamente nei valori fondamentali del nostro progetto politico, nei valori dell&rsquo;ambientalismo, dei diritti civili e soprattutto nel principio della centralit&agrave; del lavoro. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Solo con questi obiettivi ben lucidi in mente, potremo scrivere un&rsquo;altra bellissima pagina per Siracusa. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Queste poche righe vogliono essere un invito al lavoro, un invito a sporcarsi le mani con un aggeggio di cui molti si sono stancati, un invito a riscoprire una dimensione comune dei problemi che solo comunemente possono essere risolti.</span></p>
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