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	<title>Interviste-Questioni &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
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		<title>TORNANZA E RESTANZA a Siracusa: 6 donne raccontano come, dopo aver studiato fuori, decidono di tornare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca O. Giuliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2025 08:03:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tornanza e restanza a Siracusa: come spiegare, apprezzare e capire il movimento dei giovani che dopo aver studiato fuori decidono di “provare a tornare.” Ecco cosa possiamo imparare dalla resistenza giovane, cosciente e siciliana di oggi. Ma come è possibile che, a volte, sento l’obbligo di restare fuori solo per poter dire: sono di successo? Certo, &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;"> <i>Tornanza</i> e <i>restanza</i> a Siracusa: come spiegare, apprezzare e capire il movimento dei giovani che dopo aver studiato fuori decidono di “provare a tornare.” Ecco cosa possiamo imparare dalla resistenza giovane, cosciente e siciliana di oggi. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;">Ma come è possibile che, a volte, sento l’obbligo di restare fuori solo per poter dire: <i>sono di successo</i>?<i> </i>Certo, non solo, anche per il piacere di poter essere così come sono (o almeno pensarlo) per il piacere di avere il diritto, se non il permesso, di esprimermi, di essere, di confrontarmi con un mondo diverso, lontano dal mio. È certo che non sarei diventata chi sono se non grazie al fatto di aver viaggiato, di aver visto, di essermi confrontata – che è stata una scelta, un atto di coraggio e di dolore, indubbiamente anche un privilegio. Perché tanto gli amici che conto sulle dita di una mano e le amiche di amici e gli amici di amiche di amiche per lo più hanno tutte avuto un percorso simile: partire, lasciarsi la città alle spalle ben prima &#8211; per la maggior parte e sicuramente per me &#8211; aver capito quale fosse il motivo reale. Spinte dalla credenza generale che per realizzarsi, per fare qualcosa, per sopravvivere, si deve andare via. Ma perché? </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;">Certo che la provincia diventa stretta, soprattutto quando hai 18 anni e uno smartphone in mano. La promessa di un mondo grande e spazioso che ti può dare tutto, ti può dare chi sei, le chiavi e gli ingredienti giusti per ‘farcela’. Però noi siamo partiti, oltre che spinte dal desiderio del nuovo e del diverso, anche perchè ci è stato insegnato che partire è una prerogativa per trovare il benessere da qualche altra parte, perché qui non esiste, non è pensabile, inventabile, realistico. È certo che la nostra città non ci avrebbe potuto offrire tante cose a cominciare da un’ampia scelta di corsi universitari. Ma c’è anche che ci hanno detto sempre, chiaro e tondo: vai via. Perché sprecare tanto potenziale qui? Come se qui fosse un luogo di scarti e rifiuti, di persone arrese, di noia e malcontento generale, senza speranza. Ma il cuore non può dimenticarsi il calore, la bellezza estatica del nostro mare, la saggezza di certe tradizioni, la resilienza delle storie delle persone che sono cresciute prima di noi su questa terra. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;">In un ampio discorso sul processo di interiorizzazione dell’antimeridionalismo a cui siamo comunemente e inconsciamente sottoposte, <strong>Valentina Amenta e Claudia Fauzia in </strong><i><strong>Femminismo Terrone</strong>, </i>analizzano con sguardo critico la provenienza storica delle credenze culturali e dei contesti socio-materiali che spingono giovani del Sud a emigrare in città del Nord Italia o all’estero. L’antimeridionalismo è una pratica fiorita tristemente e sistemicamente sui capisaldi della supremazia coloniale europea. Si interiorizza, come si interiorizzano il razzismo, la misoginia, l’omotransfobia.<a class="sdfootnoteanc" href="#sdfootnote1sym" name="sdfootnote1anc"><sup>1</sup></a> Siccome il nostro Sud è raccontato, dilaniato, categorizzato come un margine a tutti gli effetti, un luogo di scarti e rifiuti, non c’è da meravigliarsi se i nostri genitori e familiari, nonché la cultura tardocapitalista in cui siamo immersi, ci abbiano indirizzato verso altri luoghi dove trovare lavoro, dignità, e forse poter lavare via un po’ di questa caratteristica che abbiamo imparato, nostro malgrado, a disprezzare: essere nate al Sud, con il nostro accento ed il nostro dialetto. E sulla scia anche del femminismo liberale bianco, che con grande sforzo collettivo stiamo imparando a decolonizzare, abbiamo anche introitato il messaggio che per essere donne libere bisogna andare via. Questa è sicuramente una questione complessa: veritiera e non. <strong>Ma è proprio vero che non è possibile emanciparsi in un luogo come la Sicilia?</strong> O è ancora più vero che questo è quello che abbiamo creduto e che non necessariamente abbiamo incontrato realtà meno machiste e oggettificanti altrove? Domande sacre, domande da porsi.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;">C’è un bel movimento oppure fenomeno di cui vorrei parlare: <strong>Vito Teti, nel suo libro, lo definisce </strong><strong><i>la</i> <i>restanza<a class="sdfootnoteanc" href="#sdfootnote2sym" name="sdfootnote2anc"><sup>2</sup></a></i></strong><strong>.</strong> Ovvero il diritto di restare, con tutte le sue tensioni malinconiche e liriche, antiche quanto la storia dell’umanità. L’atto di tornare e di restare, rischioso quanto radicale, non è di certo una novità. Si pensi a qualsiasi flusso migratorio nella storia: a quello per esempio di noi meridionali, che salpavamo alla volta del nuovo mondo sin dalla fine dell’Ottocento per sfuggire alla stessa stigmatizzazione, alla povertà già sistemica all’epoca, così come i flussi migratori più recenti, oggetto manipolato da discorsi neofascisti e propagande barbariche, che dai mondi non occidentali partono alla volta del benessere estremo che oggi promette l’Occidente (promesse sempre più vacillanti, sempre meno appetibili, smascherate ogni giorno di più dal movimento giovanile contemporaneo che nel sogno consumeristico americano delirante ha smesso di credere—ma questo è un altro discorso). </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;">Ecco, è comune alle persone che hanno migrato, di scegliere poi di tornare per restare. Certo non è possibile fare generalizzazioni in merito, per questo mi concentro soltanto sulle <em>giovani siracusane</em> della mia generazione che sono partite per guadagnarsi un’istruzione, sicurezza in se stesse, esperienze lavorative, una più ampia comprensione del mondo, per poi scegliere di tornare, a<i>gainst all odds, </i>e riappropriarsi dei luoghi vissuti da bambine, della comunità, del ritmo di vita che si erano lasciate alle spalle. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;">Per comprendere meglio questo moto controcorrente, da alcuni non capito, da alcune ignorato, da alcuni molto ammirato, ho chiesto a sei giovani donne Siracusane di parlarmi della loro esperienza di <i>tornanza</i> e della loro rivendicata <i>restanza</i>:</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;"><strong><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-30938" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/MICHELA-MESSINA-165x300.jpeg" alt="" width="165" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/MICHELA-MESSINA-165x300.jpeg 165w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/MICHELA-MESSINA-578x1050.jpeg 578w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/MICHELA-MESSINA-768x1394.jpeg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/MICHELA-MESSINA-846x1536.jpeg 846w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/MICHELA-MESSINA.jpeg 1128w" sizes="(max-width: 165px) 100vw, 165px" /> Michela Messina</strong>, project manager al CIAO</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-30939" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/VALERIA-MESSINA-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/VALERIA-MESSINA-225x300.jpeg 225w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/VALERIA-MESSINA-788x1050.jpeg 788w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/VALERIA-MESSINA-768x1024.jpeg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/VALERIA-MESSINA-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/VALERIA-MESSINA.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /> <strong>Valeria Messina</strong>, esperta in business e data science</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-30940" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/lidia-ginestra-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/lidia-ginestra-300x200.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/lidia-ginestra-1024x683.jpg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/lidia-ginestra-768x512.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/lidia-ginestra.jpg 1439w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;"><strong>Lidia Ginestra</strong>, giornalista freelance collaboratrice dell’Espresso ed Al Jazeera English</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-30941" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/bianca-burgo-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/bianca-burgo-300x300.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/bianca-burgo-150x150.jpg 150w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/bianca-burgo-768x768.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/bianca-burgo.jpg 828w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <strong>Bianca Burgo</strong>, artista visiva</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-30942" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/LEUCOTEA-ANDRIOLO-169x300.jpeg" alt="" width="169" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/LEUCOTEA-ANDRIOLO-169x300.jpeg 169w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/LEUCOTEA-ANDRIOLO-591x1050.jpeg 591w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/LEUCOTEA-ANDRIOLO.jpeg 665w" sizes="(max-width: 169px) 100vw, 169px" /> <strong>Leucò ((Leucotea) Andriolo</strong>, designer</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-30950" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/c415e871-bff9-48b7-82b3-4da8e8bf1f41-300x282.jpeg" alt="" width="300" height="282" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/c415e871-bff9-48b7-82b3-4da8e8bf1f41-300x282.jpeg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/c415e871-bff9-48b7-82b3-4da8e8bf1f41-1024x962.jpeg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/c415e871-bff9-48b7-82b3-4da8e8bf1f41-768x721.jpeg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/c415e871-bff9-48b7-82b3-4da8e8bf1f41.jpeg 1170w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />  <strong>Carlotta Cutrale</strong>, scrittrice accademica</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;"><b>Potresti condividere perché sei voluta andare via? Per ragioni personali, di studio, di lavoro, o altro?</b></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;"><b>Lidia</b>: “<em>Sono stata costretta ad andare via per motivi di studio, perché l’università che volevo fare non c’era in Sicilia, e poi costretta da un’adolescenza molto sofferta, in quanto giovane donna in una Sicilia che purtroppo è ancora molto retrograda e patriarcale. E quindi sono andata via anche per poter essere libera di essere me stessa</em>.” </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;">Anche <b>Michela</b> riflette sulla carenza di opportunità universitarie a Siracusa: “<em>Sono andata via a 18 anni compiuti. Più che una scelta pienamente voluta e desiderata, in quel momento l’ho vissuta come una necessità, quasi come una tappa inevitabile del mio percorso. Ho lasciato la mia terra principalmente per motivi di studio. Siracusa, purtroppo, non offre reali opportunità universitarie (&#8230;). Purtroppo, non è una città pensata per chi, finito il liceo, cerca stimoli nuovi, spazi di crescita e confronto o, più in generale, per chi vuol rimanere senza investire nel settore del turismo. Oltre alla motivazione accademica sentivo che la dimensione di provincia iniziava a starmi troppo stretta. Sentivo il bisogno di nuovi orizzonti, di entrare in contatto con modi diversi di pensare e vivere, di uscire dalla mia zona di comfort</em>.” </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;"><b>Carlotta</b> invece racconta di essere partita anche prima di avere finito le scuole superiori: “<em>Avevo 16 anni, era il 2011, e una voglia matta e irrefrenabile di conoscere, scoprire, vedere cosa ci fosse al di là di quella quotidianità offerta da uno scenario giovanile siracusano che non riusciva a soddisfarmi. Avevo sentito per la prima volta parlare di quarto anno all’estero in prima liceo e con una mia amica avevamo un chiodo fisso: poterlo fare &#8211; riuscire a farlo. Quindi, mi verrebbe da dire che fosse più una combinazione di motivazioni: la scuola, l’adolescenza, la voglia di scappare, la voglia di scoprire, la voglia di fare. La fame forse.</em>” </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;">Anche <b>Valeria</b> racconta delle ragioni che l’hanno spinta, già da piccola, a voler andare via: “<em>La prima volta che sono andata via avevo solo 16 anni, quindi la scelta non era legata né allo studio né al lavoro. Era più una voglia di scoperta: sentivo il bisogno di vedere qualcosa di nuovo, di uscire un po’ dal mio giro di amici a Siracusa e conoscere persone diverse. Ho fatto un’esperienza interculturale in Belgio, ma in realtà lo stato in sé contava poco: nella mia lista c’erano anche Canada, Spagna e Grecia. Quello che cercavo era davvero </em><em>andare via</em><em>.</em>” E aggiunge, riflettendo sulle opportunità di lavoro: “<em>Lo dico sinceramente, facendo un lavoro nel campo digitale, sapevo che al Sud — e in particolare in Sicilia — le opportunità sarebbero state quasi nulle. </em><em>Anche oggi, pur avendo una posizione interessante nel campo della Data Science e della Business Intelligence, non potrei mai svolgerla a Siracusa (</em><em>fisicamente</em><em>): le aziende che investono in questo ambito sono davvero poche</em>.”</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;"><b>Qual è stata la riflessione che ti ha fatto scegliere di tornare? E come ti senti adesso?</b></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;"><b>Leucò</b>: “<em>Il motivo per cui sono tornata è stato dovuto al fatto che dopo aver passato quasi un decennio fuori dall’Italia ed essendomi adattata, ambientata e fusa con la cultura inglese, ho sentito il bisogno di tornare alle origini. Di ritrovare la </em><em>me italiana</em><em>. Uno dei motivi in particolare di scelta nel tornare a Siracusa è stato prendere in considerazione di avere già una casa dove poter abitare, una città sul mare da vivere, e un gruppo di amici d’infanzia che piano piano rientrava. E mi ritengo privilegiata e fortunata ad avere la possibilità di poter vivere in questo posto e di aver trovato qua un lavoro.</em>” </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;">Anche <b>Bianca</b> riflette sul suo processo interiore: “<em>Sentivo un forte senso di insoddisfazione lontana da casa, ero costantemente alla ricerca </em><em>del lavoro giusto</em><em>, vivevo nella speranza che questo avrebbe cambiato il mio senso di vuoto. Poi ho capito che quella sensazione era mancanza. Una mancanza che ho negato a me stessa di provare per anni, perché pensavo che il desiderio di tornare potesse coincidere con il fallimento di tutti i miei sogni. Che assurdità essere portati a pensare una cosa simile, rendersi conto di quanto siamo vittime di questo sistema malsano. Ho ascoltato il mio desiderio di tornare, ho accolto la paura e ad oggi sono così felice di aver preso questa decisione. Ho trovato lavoro in poco più di un mese, ho di nuovo una routine familiare e mi sento a casa come non succedeva da tempo.</em>” </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;">E <b>Lidia</b> racconta: “<em>Dal punto di vista filosofico e romantico, è che, dopo essere stata in Palestina per la prima volta, feci un lavoro sulla turistificazione di Ortigia, e per la prima volta mi capitò di parlare con uno dei ragazzi che fu mandato via dalle case popolari in Ortigia negli anni ’90 e che mi disse che lui lavorava per il diritto al ritorno, insomma per poter ricomprare la casa da cui la madre era stata sfrattata. E questo mi fece tornare in mente tanto altro che avevo vissuto in Palestina qualche mese prima, e mi ha fatto aprire diverse riflessioni sul fatto che io mi fossi concentrata tanto e per il mio periodo di università e di studi su ciò che avviene al di là del Mediterraneo, ed è quello che ancora faccio occupandomi di migrazioni, Medioriente, tratta del Mediterraneo. Realizzai che non mi ero mai soffermata su quello che avveniva nel mio luogo, nella mia casa. E questa è stata la riflessione romantica che mi ha spinto a tornare. Quella invece meno romantica ma che secondo me ha anche un suo valore è quella economica: non potevo più permettermi di mantenere una casa a Roma e poi ero molto, molto stanca di vivere fuori dal mio luogo, e pensavo che potessi portare qualcosa, avendo appreso e maturato quella che sono grazie all’esperienza fuori. Volevo e voglio restituire</em>.” </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;">La stanchezza di essere lontane emerge come un comune denominatore. <b>Carlotta</b> la definisce: “<em>La stanchezza dettata dall’accollarsi numerosi traslochi ogni volta, la stanchezza di dover ricreare un tessuto sociale nuovo mentre quello che hai lasciato giù va avanti e tu ti perdi pezzi (non potendo ancora essere in due posti nello stesso momento), la stanchezza di avere il tempo contato ogni volta</em>.” E riflette sul fatto che “<em>Tornare è una necessità. Dopo tutti quegli anni passati a non avere radici fisiche ma a idolatrare e quasi gelosamente custodire il ricordo del Sud, di casa, quella primaria, quella che ti ha costretto poi ad andare via, voler tornare è inevitabile. È un sentimento ancestrale, atavico, un ritorno che sa di futuro per realmente cercare di capire quanto delle mie conoscenze acquisite, capacità e millantate esperienze posso traslare in questo posto da cui tutto è partito. È difficile per me capire come mi sento, perché è contraddittorio come sempre quando parlo o penso a Siracusa. Da un lato, sono entusiasta perché sto tornando: lascio le valigie, provo a dare a questo posto una chance per davvero. Dall’altro non si possono ignorare alcuni campanelli d’allarme sociali o economici che influenzano la volontà e stanno lì a dire: &#8216;</em><em>ma cu tu fa fari</em><em>?&#8217; Però, la voglia di riscatto, la curiosità verso un posto che io penso di conoscere</em>.” </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;"><b>Michela</b>: “<em>Nell’ultimo anno prima del mio rientro ho iniziato a sentire un desiderio profondo di tornare nella mia terra, ma non solo per le tre settimane d’estate o i dieci giorni di Natale. Proprio come a 18 anni avevo sentito il bisogno di andare via. A un certo punto mentre vivevo a Barcellona ho sentito l’urgenza di tornare, stavolta per un tempo più lungo.” </em>E aggiunge:<em> “Quasi come se fosse un segno del destino è stata proprio la Sicilia a chiamarmi indietro, offrendomi un’opportunità lavorativa in un centro interculturale, che ancora va oltre le mie aspettative. Un lavoro che sento ancora oggi come una missione e una priorità, non solo professionale, ma umana. In una regione da cui ogni anno emigrano circa 15.000 persone, tornare per me rappresenta un atto rivoluzionario. O comunque io vivo questa decisione come scelta (anche) politica. In questi anni di restanza qui sto assistendo a un bel fermento: giovani che tornano e persone di fuori che, invece, decidono di investire tempo, risorse ed energie non per sfruttare e lucrare su questa terra, ma per rigenerare</em>.”</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;"><b>Pensi che sia stato necessario andare via per comprendere meglio il luogo da cui vieni?</b></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;"><b>Valeria</b>: “<em>Assolutamente sì. Se non fossi andata via probabilmente sarei rimasta arrabbiata con la mia città, con tutto quello che non funzionava e che da adolescenti sembra insopportabile. </em><em>Stare fuori mi ha fatto apprezzare cose che prima davo per scontate o che nemmeno notavo. </em><em>Mi sono resa conto che certe emozioni, una certa serenità, solo qui riesco a provarle davvero. Ma per capirlo dovevo allontanarmi. Adesso vedo con occhi diversi tutto quello che questa terra ha da offrire: il mare, i legami familiari, il calore umano, anche solo camminare per strada e avere ricordi ad ogni angolo, incontrare qualcuno per caso… Poter vedere i miei genitori o mia sorella senza dover pianificare tutto mesi prima è un lusso. E non me ne sarei resa conto se non avessi vissuto altrove.</em>” </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;">Sulla stessa scia, <b>Leucò</b> osserva: “<em>È stato assolutamente necessario essere partita per poi essere rientrata e rendermi conto della bellezza e delle energie che questa terra emana. Della rarità della sua natura e della sua storia. Sono molto felice di vivere qua. Penso di aver trovato un giusto </em><em>balance</em><em> anche se questa città delle volte non si rende conto del potenziale che ha e spesso mancano infrastrutture come musei contemporanei, cinema in lingua originale, centri culturali ed eventi. Credo si stia risvegliando anche grazie al rientro di tanti di noi e questo mi rende felice</em>.” </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;">Anche <b>Lidia</b> fa appello al concetto di necessità: “<em>Per me è stato necessario andare via per capire meglio me stessa. Il posto da cui provenivo lo conoscevo già molto bene. Il problema è che questo luogo ti tarpa un po’ le ali, soprattutto se sei donna. E quindi in questi termini avevo bisogno di andarmene per conoscere me stessa e quindi poi poter tornare qua con una diversa consapevolezza.</em>” </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;"><b>Bianca</b>: “<em>Credo che avere la possibilità di fare un’esperienza fuori, anche breve, aiuti sotto tanti punti di vista. Come ogni cosa, anche la propria terra andrebbe osservata dall’esterno per poter avere uno sguardo più lucido e distaccato su pregi e difetti che la contraddistinguono.</em><b> </b><em>Non penso però sia necessario, ma consigliabile per avere la capacità di elaborare un pensiero più ampio sulle cose</em>.” </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;">Su una nota simile la risposta di <b>Michela</b>: “<em>Se si ha la possibilità, penso che allontanarsi dal luogo in cui si è cresciuti— anche solo per un periodo — sia un’esperienza utile. E solo conoscendo ciò che è </em><em>altro rispetto a noi, possiamo davvero comprendere chi siamo.” </em>E aggiunge una riflessione importante<em>: “Ho studiato cooperazione internazionale durante la triennale e poi migrazioni internazionali alla magistrale. All’inizio mi immaginavo in qualche periferia del mondo, in prima linea con qualche ONG. Col tempo e tanta decostruzione mi sono resa conto che non era necessario andare per forza a fare la white savior<a class="sdfootnoteanc" href="#sdfootnote3sym" name="sdfootnote3anc"><sup>3</sup></a></em><em> in Africa o in Asia per poter essere d’aiuto a una determinata causa. Anche qui, in Sicilia, una delle tante frontiere d’Europa, c’è molto, troppo, da fare e purtroppo pochi sono quelli che rimangono. Paradossalmente penso di aver iniziato a comprendere davvero il posto da cui vengo non tanto quando ero via ma da quando sono tornata. Ho iniziato a leggere e riconoscere la Sicilia come margine, certo più privilegiato di altri, ma pur sempre periferia d’Europa. E come ci insegna <strong>Bell Hooks</strong>, il margine non è solo uno spazio di esclusione, ma anche uno spazio di resistenza, un punto di osservazione radicale da cui è possibile immaginare alternative.<a class="sdfootnoteanc" href="#sdfootnote4sym" name="sdfootnote4anc"><sup>4</sup></a></em>”</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;"><b>Per considerarsi una ‘donna libera’ è necessario lasciarsi il Sud alle spalle? </b></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;">A quest’ultima domanda, <b>Carlotta</b> dichiara: “<em>Non penso. Io ho la convinzione che le donne meridionali portino con loro e dentro di loro quel fuoco, quel magma, quella forza esplosiva di potersi definire libere e di lottare ancora di più contro quello stereotipo di clausura meridionale.</em>” </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;"><b>Bianca</b>: “<em>Io parlo da una posizione privilegiata, libera già in partenza. Vengo da una famiglia che mi ha dato la possibilità di studiare, di scegliere per il mio futuro. Credo che per avere una risposta a questa domanda serva chi davvero non ha potuto scegliere di andare via. Penso però che ‘dover lasciare il sud alle spalle’ sia un’estremizzazione ormai non più necessaria.</em>” </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;"><b>Valeria</b>: “S<em>e non avessi avuto la possibilità di lavorare da remoto, la mia libertà &#8211; intesa come indipendenza economica &#8211; sarebbe stata sicuramente limitata. Purtroppo, questa forma di libertà non è ancora così facile da conquistare al Sud. Fatta questa premessa, però, mi sento di dire con forza che no, non è affatto necessario lasciare il Sud per sentirsi libere. Da un punto di vista sociale, certo, qui ci sono ancora molte barriere e pregiudizi, spesso più radicati che altrove. Ma proprio per questo sento che vivere qui mi permette di contribuire in modo concreto: dal confronto quotidiano con tecnici, operai, architetti per la ristrutturazione della mia casa, al dialogo con il commercialista o altri professionisti. Ogni interazione diventa anche un’occasione di scambio e a volte di piccola rivoluzione.</em>” </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;"><b>Leucò</b>: “<em>Io mi sento una donna libera per fortuna, che sia al Sud o al Nord o altrove. Credo che l’aver vissuto in posti diversi mi abbia formato come persona singola e all’interno di tanti contesti. Magari al Sud delle volte ci sono degli stereotipi ancora da scardinare, forse sentiti più fortemente che in luoghi come in UK, dove femminismo e </em><em>politically correct</em><em> sono più sviluppati, ma credo che se non siamo noi a portare questi cambiamenti, chi di meglio può farlo?</em>” </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><b>Michela</b>: “<em>Assolutamente no. Questa è una visione imposta dal femminismo egemonico, borghese, bianco e del Nord del mondo, che spesso ci fa credere che per essere davvero emancipate dobbiamo allontanarci dal Sud. Come se le donne del Sud non potessero essere libere, come se la libertà fosse possibile solo altrove o con altri schemi. È la stessa logica, con una narrazione diversa, che viene applicata nei confronti delle donne musulmane o di altri contesti subalterni ritenuti ‘arretrati’ da uno sguardo coloniale e paternalista. E invece no. (…) È stato proprio il Sud, e il processo di decostruzione dei valori patriarcali, capitalisti e coloniali che lo hanno storicamente oppresso, a permettermi di sentirmi una donna libera. Non ho dovuto lasciare il Sud alle spalle: ho dovuto, semmai, attraversarlo criticamente, comprenderlo, e da lì ripartire.</em>” E le parole di <b>Lidia</b></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;">, infine, riecheggiano: “</span><em><span style="font-family: georgia, palatino, serif;">Per considerarsi una donna libera, per la mia esperienza personale, bisogna anche avere il coraggio di tornare al Sud, di essere donne al Sud. Per me questo è stato un grande gesto di libertà: non avere paura di tornare. E per me è stata anche una rivendicazione: cioè, io torno, e torno per quella che sono. Quindi per me è questo, non è lasciarlo alle spalle, ma anzi… Prenderlo di petto.”</span> </em></span></span></p>
<p align="justify"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-30944" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/ca69788c-8ad3-4016-b32d-7b1600f212ce-247x300.jpeg" alt="" width="247" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/ca69788c-8ad3-4016-b32d-7b1600f212ce-247x300.jpeg 247w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/ca69788c-8ad3-4016-b32d-7b1600f212ce-865x1050.jpeg 865w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/ca69788c-8ad3-4016-b32d-7b1600f212ce-768x932.jpeg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/ca69788c-8ad3-4016-b32d-7b1600f212ce.jpeg 895w" sizes="(max-width: 247px) 100vw, 247px" /></p>
<p align="justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: georgia, palatino, serif;">Francesca O. Giuliano è nata e cresciuta a Siracusa. È una scrittrice, sociologa, ricercatrice e formatrice. Vive tra Parigi e Siracusa, impegnata in progetti di scrittura e di ricerca all’intersezione tra gli studi postcoloniali, di genere e di migrazioni. Nel 2023, ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie, <i>Nostalgia eremita.</i></span></p>
<div id="sdfootnote1">
<p class="sdfootnote"><span style="font-size: 12pt; font-family: georgia, palatino, serif;"><a class="sdfootnotesym" href="#sdfootnote1anc" name="sdfootnote1sym">1</a> Claudia Fauzia e Valentina Amenta, <i>Femminismo Terrone. Per un’alleanza dei margini</i>, Edizioni Tlon, 2024. </span></p>
</div>
<div id="sdfootnote2">
<p class="sdfootnote"><span style="font-size: 12pt; font-family: georgia, palatino, serif;"><a class="sdfootnotesym" href="#sdfootnote2anc" name="sdfootnote2sym">2</a> Vito Teti, <i>La restanza</i>, Einaudi editore, 2022.</span></p>
</div>
<div id="sdfootnote3">
<p class="sdfootnote"><span style="font-size: 12pt; font-family: georgia, palatino, serif;"><a class="sdfootnotesym" href="#sdfootnote3anc" name="sdfootnote3sym">3</a> Si definisce <i>white saviour</i> una persona bianca che aiuta persone non bianche con ostentazione o per motivi considerati egoriferiti, per esempio l’essere ammirato.a, l’avanzare nella propria carriera, il considerare le persone non-bianche come inferiori o incapaci di evolvere se non grazie all’aiuto prestato da persone bianche.</span></p>
</div>
<div id="sdfootnote4">
<p class="sdfootnote"><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><a class="sdfootnotesym" href="#sdfootnote4anc" name="sdfootnote4sym">4</a> Bell Hooks, <i>Elogio del margine,</i></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"> Giangiacomo Feltrinelli, 1998.</span> </span></span></p>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>È il dr. Giuseppe Mirabella il nuovo referente territoriale del Movimento 5 Stelle a Siracusa. E inizia dall’ambiente</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2025/04/14/e-il-dr-giuseppe-mirabella-il-nuovo-referente-territoriale-del-movimento-5-stelle-a-siracusa-e-inizia-dallambiente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Andolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Apr 2025 12:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste-Questioni]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[pd]]></category>
		<category><![CDATA[g. Conte]]></category>
		<category><![CDATA[p. Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[referendum Cgil]]></category>
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					<description><![CDATA[Ultimamente il Movimento 5 Stelle a Siracusa ha designato Giuseppe Mirabella, laureato in economia, imprenditore nel settore delle rinnovabili, nuovo referente territoriale della città (per il resto della provincia lo è Fabio Fortuna). Il suo è il primo incarico politico in assoluto e allora come non chiederle del perché abbia deciso di mettersi in gioco &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ultimamente il Movimento 5 Stelle a Siracusa ha designato Giuseppe Mirabella, laureato in economia, imprenditore nel settore delle rinnovabili, nuovo referente territoriale della città (per il resto della provincia lo è Fabio Fortuna).</p>
<p><strong>Il suo è il primo incarico politico in assoluto e allora come non chiederle del perché abbia deciso di mettersi in gioco assumendosi questa responsabilità? </strong></p>
<p>È stata una scelta presa con spirito di servizio. Sono uno che ha sempre diffidato della politica e dei politici. Ritengo che la politica vada maneggiata con attenzione perché rischia di inquinare i rapporti umani. Per molti anni non sono andato a votare pensando fosse inutile. Con il tempo ho maturato l’idea che sia comunque importante partecipare. Il Movimento ha avuto un ruolo in questo. Oggi, il fatto che abbia vinto la destra ha avuto la conseguenza di avere i Ministri dell’Economia e delle Infrastrutture che sono della Lega Nord e per noi siciliani ciò cambia sul territorio e qualità della vita. A livello locale ho cominciato, circa dieci anni fa, a collaborare con il gruppo di Siracusa da “tecnico” per questioni relative ai rifiuti e alle rinnovabili, il mio settore professionale. Nel 2018 Paolo Ficara mi propose come assessore designato all’Ambiente nell’ambito della candidatura di Silvia Russoniello a Sindaco. Nel 2020 e 2021 sono stato consulente per l’attività parlamentare di Filippo Scerra. Intanto con Giuseppe Conte il Movimento ha assunto una fisionomia più vicina al mio sentire. Ha preso le distanze da Di Maio che non apprezzavo e successivamente anche da Grillo. Ho stimato Grillo per tutto ciò che è riuscito a compiere, ma non ho condiviso il rifiuto di alleanza con Bersani quando questo era possibile, ed ultimamente era diventato una specie di mina vagante. Con Conte ci si è schierati in maniera netta nel campo progressista e da qui la mia adesione più convinta. Un’altra motivazione è stata quella dell&#8217;esito delle ultime amministrative. È stato un peccato che una forza politica presente in Italia e che a Siracusa ha un peso rilevante, alle amministrative non sia riuscita neanche a superare lo sbarramento. Penso che tutta la città ne risenta, indipendentemente dalle idee politiche. Questo lo voglio ribadire, perché i 5 Stelle sono altro rispetto alla “politica per la politica”. C’è un modo di fare della politica locale che è concentrato a far credere che tutto vada bene, poi all&#8217;ombra vi sono scambi e spartizioni finalizzati a mantenere le posizioni. In questo modo chi si occupa davvero delle esigenze reali del territorio? Rispetto a questo noi non vogliamo rassegnarci né fermarci alle sole lamentele.</p>
<p><strong>Come vi state organizzando per il nuovo assetto del Movimento? </strong></p>
<p>Intanto faremo leva su quello che abbiamo, quindi su due esponenti politici a livello nazionale e regionale (Filippo Scerra e Carlo Gilistro) oltre ad altri. Stiamo lavorando su grandi temi che riguardano il territorio per fare proposte concrete. A breve si eleggeranno alcuni responsabili che all’interno del gruppo territoriale si occuperanno, di formazione, giovani e progetti. L’intenzione è quella di prendere in mano determinate situazioni e approfondirle. Nei gruppi sono in discussione temi come sanità pubblica, decoro urbano e rifiuti, ambiente e rinnovabili, politiche giovanili e per la cultura, cura dei quartieri periferici, sviluppo del turismo sostenibile, problematiche relative al caro vita. Sappiamo che qui c&#8217;è già un livello di povertà crescente. Per cui i problemi sono amplificati al massimo. Noi stiamo cercando di valutare quali possono essere per la cittadinanza delle misure che potrebbero favorirla. Per esempio la prima che abbiamo proposto e che speriamo venga adottata è un&#8217;esenzione alla Tari per Isee molto bassi. Un’altra proposta è sul caro bollette. C’è stata una misura interessante promossa a livello nazionale che è quella del reddito energetico. È stato veramente un peccato che qui a Siracusa il Comune non si sia prodigato ad aprire uno sportello informativo. È un&#8217;opportunità che viene data ai cittadini con Isee sotto 15.000 € di avere un impianto fotovoltaico totalmente gratis, ma a Siracusa non lo sapeva nessuno. Siamo stati noi a livello privato a far girare la voce, riuscendo ad aiutare una ventina di famiglia, ma è veramente un peccato perché queste risorse come al solito andranno in altre province, dove le amministrazioni locali sono più efficienti.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-30719 size-medium" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/5s-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/5s-300x225.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/5s-1024x768.jpg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/5s-768x576.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/5s-1536x1152.jpg 1536w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/5s.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><strong>Avete le risorse umane necessarie per un’organizzazione di questo tipo? </strong></p>
<p>Si sono avvicinate a noi diverse persone per darci una mano. Noi non abbiamo vincoli, non abbiamo scheletri nell&#8217;armadio e abbiamo una diversa modalità, più libera nell’approcciarci alla politica. Siamo per la cittadinanza attiva il Movimento è nato per loro e qui avranno l’opportunità reale di portare le loro istanze direttamente in Consiglio Comunale, non per interposta persona, né per delega. Sto già pensando a come potrebbe essere la squadra che presenteremo alle prossime elezioni comunali. Vorrei raggiungere un obiettivo importante con un gruppo di persone valide e preparate.</p>
<p><strong>C’è bisogno di formazione e di contatti non solo con partiti, ma anche con altre realtà della società civile secondo voi? </strong></p>
<p>Dal punto di vista della formazione i 5 Stelle offrono l&#8217;opportunità a tutti gli iscritti di partecipare a delle iniziative di formazione online di altissimo livello. Per quanto riguarda il rapporto con le associazioni è quello che mi interessa maggiormente: ormai sono le associazioni a sostenere in maniera più autentica le istanze della cittadinanza, piuttosto che i partiti che spesso hanno interessi trasversali diversi.</p>
<p><strong>Qual è il vostro giudizio sulle prossime elezioni provinciali? </strong></p>
<p>Non osserviamo qualità nelle proposte. La mia sensazione è che già i giochi erano fatti da tempo. Addirittura quando si insediò nella giunta del Comune di Siracusa il gruppo di Giuseppe Carta già allora s’erano poste le basi per avere un candidato espressione del sindaco. Sono cose che non attengono alle reali problematiche del territorio. La questione è molto importante perché la Provincia ha una quota dell’Aeroporto di Catania che sarà venduto e quindi i capitali che avrà per le mani il Presidente della Provincia saranno ingenti, oltre a questo la politica locale, dopo aver tradito l’esito del referendum sull’acqua pubblica decidendo di mettere il servizio in mano ai privati, potrà decidere gli incarichi da assegnare per la gestione della società.</p>
<p><strong>L’8 e il 9 giugno si votano i quattro referendum della Cgil oltre a quello sulla cittadinanza. Voi avete dato la vostra adesione al comitato promotore. Come volete muovervi? </strong></p>
<p>Ci muoveremo in linea con l&#8217;orientamento nazionale a sostegno di questo referendum. Organizzeremo dei gazebi uno domenica 27 aprile in Piazza Santa Lucia.</p>
<p><img decoding="async" class="alignright wp-image-30720 size-full" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/gazebo5s.jpg" alt="" width="800" height="451" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/gazebo5s.jpg 800w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/gazebo5s-300x169.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/gazebo5s-768x433.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p><strong>La manifestazione del Movimento del 5 aprile a Roma è stata un successo. Cosa lo ha determinato? </strong></p>
<p>Penso che abbia avuto un risultato positivo perché il tema stava veramente a cuore a tanta gente ed è stata una manifestazione sana, pulita, mossa da propositi positivi. Difatti hanno partecipato moltissimi anche non del Movimento, persone che alle ultime politiche hanno votato per altri partiti inclusi quelli di destra, o chi non votava da anni. Quando sono importanti le istanze e se ne condividono i valori, si partecipa a prescindere. Inoltre quella richiesta partiva da un politico credibile come Conte. Ciò dava più valore. Molti da Siracusa non sono riusciti a raggiungere Roma e anche per questo mi piacerebbe riproporre una cosa del genere qui in Provincia provando a coinvolgere le realtà pacifiste, i partiti e le associazioni.</p>
<p><strong>C’è stata il raduno contro la violenza sulle donne. Voi come Movimento avete aderito? </strong></p>
<p>Ho partecipato come 5 stelle e mi ha fatto piacere vedere tante donne, anche giovani e uomini riuniti. È stato davvero un bel segnale. È importante riuscire a realizzare queste iniziative. Noi ci impegneremo nel riguadagnare la fiducia dei tanti cittadini delusi o rassegnati. E insieme a chi vorrà lavoreremo per proporre e realizzare progetti e idee valide per migliorare la nostra città.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>“Delitti di Lago 4”: ecco la sesta antologia dedicata ai laghi. Un’iniziativa di successo</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2020/07/07/delitti-di-lago-4-ecco-la-sesta-antologia-dedicata-ai-laghi-uniniziativa-di-successo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Lucia Riccioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 08:17:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Civetta legge]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste-Questioni]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[premio Giallo Stresa]]></category>
		<category><![CDATA[Mariano Sabatini]]></category>
		<category><![CDATA[Delitti di lago 4]]></category>
		<category><![CDATA[Ambretta Sampietro]]></category>
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					<description><![CDATA[L’estate è la stagione dei viaggi per eccellenza, viaggi che rappresentano lo stacco, l’evasione, la fuga. Nell’attesa di capire come potremo spostarci in sicurezza data la situazione sanitaria, viaggiamo con i libri, i vascelli dell’immaginazione secondo la felice immagine di Emily Dickinson. “La Civetta di Minerva” vi propone la lettura di una raccolta di racconti, &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’estate è la stagione dei viaggi per eccellenza, viaggi che rappresentano lo stacco, l’evasione, la fuga. Nell’attesa di capire come potremo spostarci in sicurezza data la situazione sanitaria, <strong>viaggiamo con i libri, i vascelli dell’immaginazione</strong> secondo la felice immagine di Emily Dickinson. “La Civetta di Minerva” vi propone la lettura di <strong>una raccolta di racconti, “Delitti di lago 4”</strong> (per i tipi di Morellini editore), accomunati da un’ambientazione precisa e particolare, quella del lago appunto.<br />
Ne parliamo con <strong>la curatrice Ambretta Sampietro</strong>.</p>
<p><strong>Ci racconti com&#8217;è nata l&#8217;iniziativa, giunta alla quarta edizione.</strong></p>
<p>L’idea di pubblicare racconti ambientati sui laghi è nata nel 2012. Avevo ideato e organizzato il <strong>premio Giallo Stresa</strong> dedicato a racconti gialli ambientati sul lago Maggiore con l’intento di invitare gli autori a visitare Stresa e il lago per meglio conoscerne le loro bellezze e raccontarle. Erano pervenuti circa un centinaio di racconti, parecchi molto belli ma solo uno, il vincitore, veniva pubblicato sul Giallo Mondadori. Di lì l’idea di raccoglierne alcuni in un’antologia. Così era uscita “<em>Delitti d’acqua dolce</em>”, edita da Lampi di Stampa curata insieme a Luigi Pachì, grazie all’editore Mariano Settembri che aveva subito apprezzato il progetto. Nel 2013 era uscito “<em>Giallolago</em>” per Eclissi e dal 2015 quattro antologie della serie “<em>Delitti di Lago</em>” edite da Morellini Editore. I “delitti di lago” sono diventati una collana che comprende anche dei romanzi e sono amati da librai e lettori, tra i quali turisti stranieri che conoscono l’italiano ma non abbastanza da affrontare la lettura di un romanzo, e che trovano nel racconto la giusta dimensione. “Delitti di Lago 4” è la sesta antologia dedicata ai laghi per un totale di <strong>120 racconti pubblicati</strong> finora.</p>
<p><strong>“La Civetta di Minerva” è un periodico siracusano. Siracusa è una città di mare e in Sicilia la dimensione lacustre è tipica di zone più interne o paludose. Ci dica delle suggestioni di questa ambientazione così tipica.</strong><br />
La Sicilia è una regione splendida dove sono stata in vacanza recentemente e dove conto di tornare appena possibile. Voi avete il mare, località splendide e incontaminate, città barocche, magnifiche spiagge e siti archeologici importantissimi ma non avete le montagne della catena alpina e i ghiacciai. I laghi prealpini, per cui c’è anche un progetto di proporli come siti Unesco, hanno la particolarità di trovarsi ai piedi di alte montagne ed essere alimentati da fiumi che sgorgano da loro. Sono circondati da vegetazione rigogliosa con magnifiche fioriture e hanno colori mutevoli a secondo della stagione, del colore degli alberi e del cielo. I laghi hanno mille sfumature di colore nel corso della giornata, dal celeste pallido al nero della notte passando per il blu intenso, il verde, il grigio, il rosa all’ora del tramonto e il bianco nelle rare giornate di nebbia. I laghi prealpini sono molto amati e conosciuti dai turisti stranieri che provengono da tantissime parti del mondo, purtroppo poco conosciuti dagli italiani. Offrono tanti tipi di vacanza, da quella balneare alle passeggiate nei sentieri tra i boschi di castagni che offrono viste mozzafiato, alla mondanità elegante di Stresa, Arona, Locarno, Lugano e Como, all’esperienza di navigare sulle sue acque e raggiungere le varie località via acqua. I laghi ospitano anche eventi di fama internazionale cito tra tutti il Locarno Film Festival.</p>
<p><strong>Prossime edizioni e progetti futuri: può anticiparci qualcosa?                                      </strong>“Delitti di lago 4” è appena uscito, non siamo ancora riusciti ad organizzare una presentazione dal vivo. I racconti sono piaciuti molto a chi li ha già letti, del resto gli autori sono tutti bravissimi e alcuni molto noti. Mi sto dedicando al <strong>nuovo premio letterario Scritture di Lago</strong> di cui sono curatrice. Il tema è la letteratura di lago, con una sezione per i romanzi editi dal 1 gennaio 2018 ambientati sui laghi di tutta Italia e una per racconti inediti ambientati sui laghi prealpini. Il premio è stato voluto da Banca Generali Private, ha sede a Como e gode di importanti patrocini internazionali. Credo nel valore della letteratura come veicolo di turismo, del resto molti turisti americani erano venuti a visitare Stresa e le Isole Borromee dopo aver letto “Addio alle armi” di Ernest Hemingway. </p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-18366 aligncenter" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2020/07/cover-delitti-di-lago-4-stesa-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2020/07/cover-delitti-di-lago-4-stesa-300x211.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2020/07/cover-delitti-di-lago-4-stesa.jpg 765w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>“La Civetta di Minerva” ha colto al volo le impressioni di <strong>Mariano Sabatini</strong>, tra le penne più prestigiose presenti nella raccolta (basti citare “<em>L&#8217;inganno dell&#8217;ippocastano</em>”, Adriano Salani Editore, 2016, vincitore Premio Flaiano e Premio Mariano Romiti opera prima 2017 e “<em>Primo venne Caino</em>”, vincitore Premio Internazionale di Letteratura Città di Como 2018, Premio Logos Cultura Milano International 2018 e Premio Letterario Giallo Ceresio 2019, entrambi editi da Adriano Salani Editore). <br />
<strong>Come sei stato coinvolto nel progetto?</strong> <br />
Ambretta Sampietro me lo ha chiesto sul palco del Premio Giallo Ceresio, dove con “Primo venne Caino” mi sono aggiudicato il primo posto facendo onore al titolo, e non ho saputo dirle di no. In tanti mi chiedono racconti per ogni tipo di antologie, ma spesso il progetto non mi convince. In questo caso mi ha sedotto l’idea del lago e poi il fatto che i proventi fossero destinati in beneficenza. Avevo un racconto abbozzato che nasceva dal mio passaggio per una manifestazione letteraria con l’indimenticabile Elda Lanza sull’Isola Maggiore del Lago Trasimeno, posto davvero magico. Così mi sono messo al lavoro e in breve ho mandato il testo. Mi fa piacere che una persona a me cara, che s’intende di letteratura come pochi, lo abbia collocato addirittura tra Agatha Christie e Henry James.</p>
<p><strong>Qual è la tua idea di lago e come la colleghi al giallo/ noir?</strong><br />
Non ho una grande esperienza lacustre, anche se il lago mi seduce forse più del mare, per le sue atmosfere in apparenza quiete che inclinano alla senilità. E come questa stagione della vita, sotto il pelo dell’acqua si nascondono inquietudini, sommovimenti, correnti contrastanti, vortici… ecco che il collegamento alle atmosfere crime viene immediato. A Porto Ceresio ho visto molte case chiuse, con l’acqua che arrivava agli attracchi fin sotto i portici. Lì la fantasia ha cominciato ad agitarsi, a scalpitare. Il mio racconto è su un’antica dimora nobiliare trasformata in residenza per anziani, dove viene trovata morta la direttrice; donna conturbante e volitiva, con delle forbici nella schiena. Il resto a chi vorrà leggere! Ce n’è per tutti i gusti, con racconti di autori eterogenei e bravissimi.</p>
<p>Dunque, buon viaggio, spostamento fisico o pellegrinaggio mentale che sia, a tutti. <br />
Magari sulle sponde di un lago.</p>
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		<title>I Diari della Fase 2. La Ripresa  L’anello di Melissa e l’inganno delle illusioni… fuori dalla nostra porta</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2020/05/09/i-diari-della-fase-2-la-ripresa-l-anello-di-melissa-e-l-inganno-delle-illusioni-fuori-dalla-nostra-porta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anonimo Ariostesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2020 10:46:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste-Questioni]]></category>
		<category><![CDATA[I Diari della Fase 2]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Ricordate la maga Melissa, che consegna a Ruggiero il famoso anello magico, con il quale il prode cavaliere non vede più nella maga Alcina la dolce fanciulla dagli occhi neri e dalla pelle color latte che lo tiene legata a sé nell’isola incantata coi dolci piaceri dell’amore, ma una vecchia sdentata, spelacchiata e laida &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Ricordate la maga Melissa, che consegna a Ruggiero il famoso anello magico, con il quale il prode cavaliere non vede più nella maga Alcina la dolce fanciulla dagli occhi neri e dalla pelle color latte che lo tiene legata a sé nell’isola incantata coi dolci piaceri dell’amore, ma una vecchia sdentata, spelacchiata e laida da cui fuggire in groppa a Rabicano? </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Quel salvifico anello magico che svela il vero volto della realtà che sta intorno a noi dovremmo ormai tenerlo al dito ogni volta che mettiamo un piede fuori casa. Ci accorgeremmo che il mitico regno di Alcina nasconde un inganno: i fastosi conviti, gli sfavillanti monili e le sete damascate altro non sono che vane illusioni, capaci di tenerci lontano da una sobria felicità. Dietro la porta di casa, Alcina è in agguato</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>I Diari della Fase2. La Ripresa Io ho scelto il silenzio. Torno a prendere le distanze. A misurare il tempo e lo spazio con grande leggerezza e consapevole gentilezza</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2020/05/08/i-diari-della-fase2-la-ripresa-io-ho-scelto-il-silenzio-torno-a-prendere-le-distanze-a-misurare-il-tempo-e-lo-spazio-con-grande-leggerezza-e-consapevole-gentilezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Guarino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2020 14:07:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste-Questioni]]></category>
		<category><![CDATA[I Diari della Fase 2]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; &#8220;Ci sono luoghi al mondo dove pi&#249; che le regole &#232; importante la gentilezza&#8221; &#232; il titolo di un libro (bestseller) di Carlo Rovelli. &#200; una frase che a fine marzo ho trascritto (velocemente) e messo in borsa. Non perch&#233; dovessi uscire ma perch&#233; dovevo restare a casa. Non sapevo per quanto, non sapevo &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">&ldquo;Ci sono luoghi al mondo dove pi&ugrave; che le regole &egrave; importante la gentilezza&rdquo;</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;"> &egrave; il titolo di un libro (bestseller) di Carlo Rovelli. &Egrave; una frase che a fine marzo ho trascritto (velocemente) e messo in borsa. Non perch&eacute; dovessi uscire ma perch&eacute; dovevo restare a casa. Non sapevo per quanto, non sapevo come. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Trascriverla mi ha dato coraggio. Mi ha fatto sentire un puntino, ma che insieme a tanti puntini evidenziava uno stato, dava forma alle giornate.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Poi &egrave; arrivato il 4 maggio. Mi sono ritrovata (come tutti) alla Fase 2. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Ho letto su che cosa (e come) si deve fare finito il lockdown, ma mi sento confusa. E parecchio.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;"> Il giorno che potevo uscire ho rimandato tutto. Mi ha assalito uno stato mentale che avevo bisogno di interpretare, ma non ne avevo voglia. E ho rimandato la mia uscita. Al giorno dopo. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Per me la Fase 2 era il passaggio da eseguire per preparare un dolce. Ora &egrave; fare quello che facevo prima, ma in modo diverso. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Non serve il rossetto, ma per abitudine (e molta vanit&agrave;) l&rsquo;ho messo per poi imbrattare la mascherina nuova e bianca. Fa niente! Mi sono ricordata che un po&rsquo; tutte noi siamo Bridget Jones.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Mi &egrave; chiesto di assumere nuovi comportamenti. Con queste mascherine devo indovinare le espressioni, immaginare i sorrisi. Fondamentale &egrave; il distanziamento sociale. &Egrave; una brutta espressione. E poi anche un comportamento che mi irrigidisce dentro. Da adulta ho imparato la bellezza di un abbraccio, la profondit&agrave; di una carezza. Ora ci sono i congiunti. Oddio. &Egrave; una parola vecchia. E poi i congiuntini (prendo in prestito questa parola, che mi ha fatto ridere molto, da Andrea, lui sa perch&eacute;), i piccolini della famiglia. E potrei continuare. Perch&eacute; quello che accade con il linguaggio &egrave; interessante. Ma sono i comportamenti che contano.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">E torno alla vita quasi normale perch&eacute; qualcuno ha detto che la Fase 2 non &egrave; &ldquo;liberi tutti&rdquo;. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Quindi torno a leggere, a rassettare casa, a cucinare. Timidamente guardo il calendario per ipotizzare un appuntamento dal parrucchiere e dall&rsquo;estetista. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">E lavoro. Non ho mai smesso. La didattica a distanza ha cambiato ritmi e colore alle lezioni. &Egrave; stancante. Mi manca lo sguardo dei miei studenti. E non so mai se ho finito di lavorare, perch&eacute; devo sempre rivedere qualcosa, programmare, rispondere a una mail per la correzione di un compito. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Meno male che posso tornare a leggere. Questo s&igrave;. Ho avuto tempo di leggere. Me lo sono creato. Me lo ha chiesto lo spirito di sopravvivenza. E voglio averlo ancora.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Faccio una pausa. Vado in terrazza e scatto una foto. Ritaglio un pezzo di cielo. Cielo e nuvola. Questo resta per ora, una foto, una stretta al cuore di quelle che la vita dissemina. Mi mancano le passeggiate domenicali, i tanti chilometri percorsi.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Siamo in un momento epocale. L&rsquo;economia, la sanit&agrave;, le leggi che regolano un lavoro giusto ed equo per tutti possono essere ripensate. Ce n&rsquo;era bisogno prima, ce n&rsquo;&egrave; bisogno adesso. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Cambiate le parole dovrebbe cambiare la testa, avevo scritto a proposito della quarantena. E lo penso ancora. Non credo che saremo migliori di prima. O meglio. Dipende da ciascuno di noi. Io posso solo dire che ho scelto il silenzio. Per difendermi dalla paura (c&rsquo;&egrave; sempre un motivo per averne). Per capire me stessa e un po&rsquo; (forse) anche chi mi sta attorno.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Torno al silenzio. A prendere le distanze. A misurare il tempo e lo spazio con grande leggerezza e consapevole gentilezza.</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>I Diari della Fase 2. La Ripresa &#8211;  3, 2, 1… via! Libera tutti per festeggiare la Fase 2</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2020/05/07/i-diari-della-fase-2-la-ripresa-3-2-1-via-libera-tutti-per-festeggiare-la-fase-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Orlando Meloni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2020 18:37:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste-Questioni]]></category>
		<category><![CDATA[I Diari della Fase 2]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Un silenzio raggelante ha affettato il condominio quando &#232; partito il conto alla rovescia della fase due, ma per fortuna avevo gi&#224; ultimato la vestizione. Stivali da cowboy con zeppe di ferro e filo spinato alle caviglie, casco e protezioni tipo Rollerball su tuta acetata, magliettina di Italia &#8216;90. E mi sono messo in &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt 1px; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Un silenzio raggelante ha affettato il condominio quando &egrave; partito il conto alla rovescia della fase due, ma per fortuna avevo gi&agrave; ultimato la vestizione. Stivali da cowboy con zeppe di ferro e filo spinato alle caviglie, casco e protezioni tipo Rollerball su tuta acetata, magliettina di Italia &lsquo;90. E mi sono messo in posa plastica, pronto a scattare. Concentrato e teso come Pietro Mennea alle Olimpiadi.</span></p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt 1px; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">3, 2, 1&hellip; via! Libera tutti.</span></p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt 1px; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Nemmeno un grande felino avrebbe raggiunto il pianerottolo con un balzo di uguale destrezza, ma il mio dirimpettaio &egrave; gi&agrave; l&igrave;, davanti alla porta dell&rsquo;ascensore. Lo stendo con una gomitata al mento ed entro nella cabina passando sopra il suo corpo esanime.</span></p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt 1px; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Arrivato al piano terra scavalco i corpi del ragionier Capodicasa e del geometra Forzisi, stretti in mortale abbraccio, le mani dell&rsquo;uno sul collo dell&rsquo;altro, e punto la mia utilitaria. Ma la vedova Cannata, temutissima professoressa di latino e greco in pensione dal 1915, si frappone fra me e l&rsquo;autoveicolo brandendo la sua stampella, a cui ha fissato in qualche modo una falce.</span></p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt 1px; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">&ldquo;Dammi le chiavi della macchina&rdquo;, mi dice con occhi socchiusi e un ghigno.</span></p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt 1px; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Non ci penso due volte e mi produco in una scivolata su tibia e perone, alla Claudio Gentile, quindi mi rialzo e in un attimo sono dentro la macchina.</span></p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt 1px; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Inserisco la chiave e&hellip; primo, secondo tentativo, niente, la batteria &egrave; andata. Mi guardo intorno e a pochi metri da me c&rsquo;&egrave; la Cinquecento del dottor Falsaperla, che giace con il capo sul volante e una freccia che gli spunta dalla base del collo. Il dottor Falsaperla prima di tirare le cuoia &egrave; riuscito a chiudersi dentro l&rsquo;abitacolo. Ma non mi perdo d&rsquo;animo e faccio saltare il cofano della Cinquecento con la stampella della professoressa a mo&rsquo; di leva; nel giro di pochi minuti ho una batteria nuova fiammante.</span></p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt 1px; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Ingrano la marcia e parto a razzo.</span></p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt 1px; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Non arrivo a fare la prima curva, per&ograve;, che ho subito dietro la spider del signor Tringali, con gli occhiali a specchio e la capote abbassata, che mi sperona da dietro cercando di buttarmi fuori strada. Il signor Tringali non sa delle <em>bolas</em> artigianali che mi sono costruito in casa durante la quarantena, altrimenti non sorriderebbe in quel modo e soprattutto non avrebbe tirato gi&ugrave; il tettuccio. Senza pensarci due volte scaglio la mia arma, che si avvolge attorno al volto del malcapitato, e sgaso a tavoletta sfrecciando davanti al bar Sbrechis; dietro di me la spider va a sbattere contro un cassonetto dell&rsquo;indifferenziata ed esplode come nei film americani.</span></p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt 1px; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Do una sterzata violenta per evitare di finire contro un lampione e dopo aver fatto su due ruote il giro attorno alla rotonda di piazza della Repubblica atterro con le ruote posteriori sui piedi dell&rsquo;avvocato Perdichizzi, che per&ograve;, un attimo prima di svenire, sguinzaglia la sua muta di pitbull.</span></p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt 1px; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Accelero ancora e, pur con due cani agganciati al parafango posteriore e uno che ha sfondato il finestrino e cerca di addentare la mia spalla sinistra, supero con un balzo il serpentone spartitraffico di viale Paolo Orsi guadagnando secondi preziosi. Affronto il rettilineo alla velocit&agrave; di circa 170 km orari, procedendo a zig zag tra le macchine rovesciate e abbandonate, e tiro il freno a mano un centinaio di metri prima della mia meta. Con quattro giravolte mi ci fermo davanti in un ouverture di copertoni, freni e pistoni sfrigolanti, sicuro di essere arrivato per primo. Ma l&rsquo;odore della libert&agrave; ha attirato molti altri siracusani e mi tocca mettermi in coda in attesa del mio turno. Tutto sommato ci sono solo seicentoquindici macchine prima di me. Giusto qualche ora d&rsquo;attesa e potr&ograve; festeggiare la Fase 2 con un super magic burger e triple onion chips.</span></p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt 1px; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Ah&#8230; che bella la libert&agrave;. Ci eravamo dimenticati il suo sapore.</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Piazza d’Armi: Dal container riciclato, “trasparente”, allo Stomachion</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2018/10/01/piazza-d-armi-dal-container-riciclato-trasparente-allo-stomachion/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Oct 2018 17:12:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste-Questioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lacivettapress.it/2018/10/01/piazza-d-armi-dal-container-riciclato-trasparente-allo-stomachion/</guid>

					<description><![CDATA[Zito M5S: &#8220;Fuorviante il bando dell&#8217;Agenzia del Demanio, confusa e contraddittoria l&#8217;istruttoria della Soprintendenza. La relazione storico artistica vieta nuove costruzioni&#8221; &#160; Dopo un lungo lavoro di acquisizione ed esame dell&#8217;ampia documentazione che ha segnato l&#8217;iter di realizzazione del bar di Piazza d&#8217;armi, il deputato del M5S Stefano Zito studia il da farsi per apportare &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><em><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Zito M5S: &ldquo;Fuorviante il bando dell&rsquo;Agenzia del Demanio, confusa e contraddittoria l&rsquo;istruttoria della Soprintendenza. La relazione storico artistica vieta nuove costruzioni&rdquo; </span></em></strong></p>
<p>  <span id="more-11198"></span>  </p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Dopo un lungo lavoro di acquisizione ed esame dell&rsquo;ampia documentazione che ha segnato l&rsquo;iter di realizzazione del bar di Piazza d&rsquo;armi, il deputato del M5S Stefano Zito studia il da farsi per apportare eventuali modifiche legislative allo scopo di evitare che future concessioni di beni culturali possano produrre effetti negativi come quelli che hanno contrassegnato la vicenda siracusana, un danno non solo per la pubblica amministrazione ma per la stessa attivit&agrave; imprenditoriale privata.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Perch&eacute; non c&rsquo;&egrave; alcun dubbio: se l&rsquo;Agenzia del Demanio avesse concordato con la Soprintendenza le previsioni del bando prima di emanarlo, non solo oggi non avremmo una struttura che gi&agrave; si &egrave; chiesto di riportare al progetto originario (e non si capisce come potrebbe avvenire se non smontandola quasi integralmente) ma lo stesso concessionario, a conoscenza dei vincoli vigenti sull&rsquo;area (gli stessi che anche la Soprintendenza sembra aver disatteso), avrebbe (forse) potuto pensare a un intervento diverso, compatibile con il pregio del sito.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">&Egrave; questa la conclusione di un report dettagliato (ma non completo perch&eacute; a breve ne seguir&agrave; un altro) dei vari passaggi che hanno segnato l&rsquo;iter di concessione dell&rsquo;area pubblicato sul nostro sito, a disposizione dei lettori pi&ugrave; pazienti.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Qui ne indichiamo solo i passaggi salienti; non pi&ugrave; ipotesi e illazioni ma informazioni desunte dagli atti messi insieme dal M5S.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Quando l&rsquo;Agenzia del Demanio decide di dare in concessione l&rsquo;area antistante il Castello Maniace, prima indicata come dall&rsquo;ampiezza di 2.400 mq e poi di 5.000, per un canone annuo irrisorio, lo fa senza nulla concordare con la Soprintendenza. E le indicazioni sembrano non tenere in alcun conto l&rsquo;elemento fondamentale: Piazza d&rsquo;armi dal 2008 (D.D.S. n. 6903) &egrave; stato riconosciuto quale bene culturale, con tutto ci&ograve; che tale qualifica comporta, dopo un&rsquo;istruttoria della Soprintendenza stessa tutta fondata su una relazione storico artistica che non dovrebbe lasciare adito a incertezze. &ldquo;Nell&rsquo;area facente parte della perimetrazione vincolo non &egrave; consentita la realizzazione di nuove costruzioni o modifica e qualsiasi intervento edilizio deve essere destinato alla migliore fruizione del sistema difensivo e valorizzazione del prospiciente complesso monumentale&rdquo;. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Eppure, l&rsquo;Agenzia prevede</span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;"> da subito che possano esserci </span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">&ldquo;luoghi di ristoro, bar e ristoranti, spazi commerciali e spazi espositivi, laboratori artigianali&rdquo; </span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">con un richiamo del tutto blando a generici principi di &ldquo;reversibilit&agrave;, ridotta invasivit&agrave; degli interventi e compatibilit&agrave; con i valori storici&rdquo;,</span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;"> e addirittura si prospetta per il concessionario la </span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">possibilit&agrave; di realizzare interventi &ldquo;non [&hellip;] totalmente removibili&rdquo; e di chiedere &ldquo;eventuali variazioni d&rsquo;uso o di destinazione urbanistica&rdquo; secondo le ordinarie procedure previste dalla legge.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">&ldquo;Le indicazioni del Demanio sono cos&igrave; vaghe da non consentire alla P.A. di effettuare le valutazioni di propria competenza &ndash; commenta Stefano Zito -. Per il rilascio dell&rsquo;autorizzazione &egrave; necessario proprio un giudizio preventivo sulla congruit&agrave; della destinazione d&#8217;uso proposta in relazione alle esigenze di conservazione e di fruizione pubblica del bene, e sulla compatibilit&agrave; della stessa con il carattere storico artistico del bene medesimo. La Soprintendenza, nella fase istruttoria, ha chiesto, come avrebbe dovuto, chiarimenti&#8221;?</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">In realt&agrave;, va in scena la commedia degli equivoci. La Soprintendenza, per mesi (cos&igrave; fino all&rsquo;ottobre del 2017), si muove e impartisce prescrizioni come se </span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">la destinazione d&rsquo;uso proposta dal Demanio siasolo quella di &ldquo;ospitare eventi culturali e/o celebrativi nonch&eacute; stand per attivit&agrave; ricettive in generale&rdquo;, destinazione che viene ritenuta &ldquo;compatibile con la natura del bene in oggetto &#8230; non in contrasto con la precedente&rdquo;. Tra le prescrizioni, rivelatrice la sesta: &#8220;Le eventuali strutture da installare (evidentemente gli stand, ndr) siano temporanee e abbiano i requisiti di reversibilit&agrave; e siano di dimensioni tali da non invadere la visuale prospettica del Castello Maniace&rdquo;. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">E il Dirigente Generale del Dipartimento regionale dei Beni Culturali, l&#8217;11 luglio 2017, recependo in tutto e per tutto i contenuti (destinazione d&rsquo;uso e prescrizioni) del parere della Soprintendenza, autorizza la concessione ex art. 57 bis.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">A fine agosto, il privato, unico partecipante alla gara e provvisoriamente individuato quale aggiudicatario gi&agrave; a fine maggio, trasmette agli uffici di Piazza Duomo la documentazione relativa al progetto di valorizzazione dell&rsquo;area. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Il progetto, che dovrebbe essere quello originario presentato all&#8217;Agenzia del Demanio, prevede s&igrave; un bar, in via indicativa nella posizione in cui oggi lo ritroviamo, ma descritto come &#8220;un container riciclato&#8221; con aperture su tutti i lati per renderlo &#8220;trasparente&#8221; nei confronti del paesaggio circostante, con funzioni anche di infopoint.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Quando <strong>il 16 ottobre 2017</strong>, dopo un mese e mezzo dalla ricezione dei documenti, la Soprintendenza scrive: &#8220;Questa Soprintendenza, esaminati gli elaborati grafici a corredo della suddetta richiesta, ritenuto che quanto fornito non &egrave; sufficiente per esprimere parere di competenza, chiede alla S.V. di voler integrare quanto gi&agrave; corredato, con elaborati grafici contenenti quote altimetriche, misure e dettagli costruttivi di quanto in progetto&rdquo;, deve necessariamente aver capito che si tratta di una destinazione d&rsquo;uso almeno in parte differente da quella autorizzata a giugno con prescrizioni.</span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">Il 23, con una propria nota, detta ulteriori prescrizioni dando sostanzialmente per scontata la possibilit&agrave; di eseguire le opere previste nel progetto di valorizzazione, incluso quindi il chiosco in prossimit&agrave; dell&rsquo;ingresso.</span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">&ldquo;Nella corrispondenza intercorsa nell&rsquo;autunno del 2017 fra le diverse amministrazioni, in nostro possesso, non c&rsquo;&egrave; traccia di richieste, informazioni, inerenti alla compatibilit&agrave; dell&rsquo;intervento, immaginato dal privato,</span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">con il carattere storico e artistico dell&rsquo;ex Piazza d&rsquo;Armi&rdquo; &ndash; osserva Stefano Zito.</span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">Nella concessione del 28 novembre 2017 alcune delle prescrizioni dettate ad ottobre scompaiono, altre vengono modificate: si dimentica di aver impartito regole per il posizionamento di eventuali palcoscenici &ldquo;a tutela della visibilit&agrave; del Castello Maniace&rdquo; o dell&rsquo;esistenza di un corridoio largo 4 mt sui lati sud e ovest (riconosciuto dal 2003 alla Soprintendenza dal Demanio) per &ldquo;consentire il libero accesso al Castello Maniace, per esigenze di fruizione, uso, manutenzione e/o conservazione del monumento stesso&rdquo; &#8211; passaggio ritenuto anche dai Carabinieri funzionale ad agevolare l&rsquo;assolvimento dei propri compiti istituzionali -, spazi ora occupati dal prato. </span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">Una concessione che appare contraddittoria quando contempla per il privato, da una parte, l&rsquo;obbligo </span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">di realizzare gli interventi previsti dalla proposta progettuale (dunque anche il bar), dall&rsquo;altra di rispettare, a pena di possibile decadenza, le prescrizioni e condizioni previste dal D.D.G. 3249/2017 (tra cui la sesta, sopra citata, che consente l&rsquo;installazione solo di strutture temporanee e reversibili). &ldquo;In giurisprudenza la distinzione tra i concetti di temporaneit&agrave; e reversibilit&agrave; &egrave; pacifica&rdquo; &ndash; chiosa Zito.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">I primi di gennaio 2018, il concessionario chiede alla Soprintendenza l&rsquo;autorizzazione ad eseguire i lavori in Piazza d&rsquo;armi presentando finalmente il progetto ispirato allo Stomachion archimedeo &#8211; &ldquo;un involucro specchiante&hellip; realizzato in scatolari metallici presaldati con elementi di copertura in fenolico, rivestiti da vetro riflettente temprato, e ancorato al suolo attraverso delle zavorre prefabbricate in CA&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">&ldquo;Non riteniamo che il cambio di destinazione d&rsquo;uso fosse impossibile a termini di legge ma sicuramente la Soprintendenza avrebbe dovuto valutare la compatibilit&agrave; di tale destinazione e dell&rsquo;intervento edilizio proposti con il carattere storico e artistico del bene, tenendo conto dei limiti espressamente previsti dalla relazione alle attivit&agrave; sullo stesso realizzabili. Che si tratti di una nuova costruzione lo scrive proprio il concessionario e la stessa Soprintendenza, a ottobre, aveva espressamente escluso che si potesse occupare l&rsquo;area ovest della piazza, per poi a febbraio prescrivere comunque le caratteristiche di precariet&agrave; e reversibilit&agrave; per i manufatti da realizzare.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif; color: black;">Per tutto ci&ograve;, per sollecitare una valutazione pi&ugrave; approfondita in merito alla legittimit&agrave; dell&rsquo;intero iter procedimentale, presenteremo un&rsquo;interrogazione parlamentare e, attraverso il supporto della deputazione nazionale, una modifica legislativa per far s&igrave; che le procedure ad evidenza pubblica, finalizzate al trasferimento dei beni culturali, risultino sin dal loro avvio (cio&egrave; gi&agrave; in fase di redazione della disciplina di gara) incanalate lungo i binari tracciati dalle autorit&agrave; preposte alla tutela&rdquo;. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif; color: black;"><a href="https://www.lacivettapress.it/2018/10/01/piazza-d-armi-dalla-documentazione-la-conferma-di-cosa-non-e-andato-dal-container-riciclato-aperto-per-dissolversi-nel-contesto-allo-stomachion/">Piazza d&rsquo;Armi: dalla documentazione la conferma di cosa non &egrave; andato Dal container riciclato, aperto per &ldquo;dissolversi&rdquo; nel contesto, allo Stomachion</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Piazza d’Armi: dalla documentazione la conferma di cosa non è andato Dal container riciclato, aperto per “dissolversi” nel contesto, allo Stomachion</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2018/10/01/piazza-d-armi-dalla-documentazione-la-conferma-di-cosa-non-e-andato-dal-container-riciclato-aperto-per-dissolversi-nel-contesto-allo-stomachion/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Oct 2018 17:03:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste-Questioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lacivettapress.it/2018/10/01/piazza-d-armi-dalla-documentazione-la-conferma-di-cosa-non-e-andato-dal-container-riciclato-aperto-per-dissolversi-nel-contesto-allo-stomachion/</guid>

					<description><![CDATA[Zito M5S: &#8220;Fuorviante il bando dell&#8217;Agenzia del Demanio, confusa e contraddittoria l&#8217;istruttoria della Soprintendenza. La relazione storico artistica vieta nuove costruzioni&#8221; &#160; Situazione sospesa in Piazza d&#8217;Armi, dopo la decisione provvisoria del Tar di Catania del 12 settembre scorso, che di fatto ha consentito al concessionario di continuare la propria attivit&#224; imprenditoriale almeno fino alla &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><em><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Zito M5S: &ldquo;Fuorviante il bando dell&rsquo;Agenzia del Demanio, confusa e contraddittoria l&rsquo;istruttoria della Soprintendenza. La relazione storico artistica vieta nuove costruzioni&rdquo; </span></em></strong></p>
<p>  <span id="more-11196"></span>  </p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Situazione sospesa in Piazza d&rsquo;Armi, dopo la <strong>decisione provvisoria del Tar di Catania del 12 settembre scorso</strong>, che di fatto ha consentito al concessionario di continuare la propria attivit&agrave; imprenditoriale almeno fino alla prossima udienza dell&rsquo;11 ottobre. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">La stagione &egrave; &#8220;quasi&#8221; salva, ma nulla &egrave; stato ancora chiarito. Anzi restano irrisolte tutte le presunte &ldquo;anomalie&rdquo; che, sollevate nei mesi scorsi da alcuni critici irriducibili (in primis l&rsquo;avvocato Salvo Salerno), oggi appaiono di fatto accertate dalla corposa documentazione che, attraverso le istanze di accesso avanzate da diverse parti, &egrave; stata faticosamente acquisita.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">&#8220;Abbiamo deciso di non unire la nostra voce alle molte che hanno, in alcuni casi meritoriamente e correttamente, segnalato le anomalie pi&ugrave; evidenti &#8211; commenta il deputato regionale del M5S Stefano Zito -. Sarebbe stato ribadire quanto andava via via emergendo e abbiamo invece preferito &#8220;vedere le carte&#8221;, cercare di capire quale meccanismo si sia inceppato anche per verificare se ci siano strumenti efficaci di &#8220;dissuasione&#8221; per il futuro, per non incorrere di nuovo, e ancora, in procedure che alla fine producono un danno tanto per l&#8217;amministrazione quanto per il privato&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">In effetti, dai documenti raccolti viene progressivamente fuori una verit&agrave; che dovrebbe fare riflettere e finalmente indicare la filiera delle responsabilit&agrave;.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Come in tutti lavori seri di ricostruzione &egrave; indispensabile partire dagli inizi.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Piazza d&rsquo;armi &egrave; un bene culturale, con tutto ci&ograve; che tale qualifica comporta, e come tale viene riconosciuto nel <strong>luglio 2008</strong> (D.D.S. n. 6903) all&rsquo;esito di un&rsquo;istruttoria, curata dalla Soprintendenza, dalla quale risulta che il bene, realizzato nel 1630, &egrave; di propriet&agrave; del Demanio dello Stato &ndash; Ramo Difesa Esercito, all&rsquo;epoca con destinazione d&rsquo;uso &ldquo;civile&rdquo;. E gi&agrave; <strong>nell&rsquo;agosto 2003</strong>, una porzione del piazzale &#8211; una sorta di corridoio ad L, dall&#8217;ampiezza di 4 mt, che si sviluppa sulla destra dell&#8217;ampia area, prima perpendicolare e poi parallelo rispetto al fronte del Castello &ndash; era stata consegnata dall&rsquo;Agenzia del Demanio alla stessa Soprintendenza.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Un particolare importante come si vedr&agrave;.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Il primo vulnus</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">, il primo tassello di questo cavallo di Troia che assedia e conquista Piazza d&rsquo;Armi, &egrave; proprio il bando per la concessione dell&#8217;area cos&igrave; come proposto dall&#8217;Agenzia del Demanio. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">L&rsquo;ampio piazzale viene trattato alla stregua di un qualsiasi bene da riqualificare. Se ne dimenticano le peculiarit&agrave; e nell&rsquo; &ldquo;information memorandum&rdquo;, allegato all&rsquo;avviso di gara, non solo si ammette da subito la realizzazione di </span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">&ldquo;luoghi di ristoro, bar e ristoranti, spazi commerciali e spazi espositivi, laboratori artigianali&rdquo; </span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">con un richiamo del tutto blando a generici principi di &ldquo;reversibilit&agrave;, ridotta invasivit&agrave; degli interventi e compatibilit&agrave; con i valori storici&rdquo;,</span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;"> ma si prospetta anche la possibilit&agrave; per il concessionario</span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;"> di realizzare interventi &ldquo;non [&hellip;] totalmente removibili&rdquo; e di chiedere &ldquo;eventuali variazioni d&rsquo;uso o di destinazione urbanistica&rdquo; secondo le ordinarie procedure previste dalla legge.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">In questa prima fase &#8211; <strong>primi mesi del 2017</strong> -, <strong>l&#8217;Agenzia agisce motu proprio </strong>e, dopo aver gi&agrave; pubblicato il bando di gara e la relativa documentazione, si limita a comunicare agli uffici di piazza Duomo l&rsquo;intenzione di affidare in concessione il bene. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Infatti, correttamente, la Soprintendenza replica, evidenziando i rischi derivanti dal suo mancato pre-coinvolgimento tempestivo, e invita l&rsquo;Agenzia a modificare l&rsquo;avviso di gara &ldquo;inserendo la preventiva acquisizione della fattibilit&agrave; delle proposte da parte della Scrivente&rdquo;. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Ma in aprile l&#8217;Agenzia glissa: la Soprintendenza potr&agrave; esprimere il parere di competenza in sede di procedimento di autorizzazione allaconcessione in uso. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Intanto, nello stesso mese, si emenda il primo (marchiano) errore: </span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">viene modificato sia l&rsquo;avviso di gara che l&rsquo;Information Memorandum dove l&rsquo;area oggetto di concessione risultava avere una superficie di 2.400 mq e non di 5.000 mq come sar&agrave; poi assegnata. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Questo errore ha influito sulla gara? Nello specifico, per esempio, sulla determinazione dell&rsquo;importo minimo del canone annuo di concessione (fissato in 5.000 euro) da offrire a pena di esclusione dalla procedura? </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Aperta la gara, entro la<strong> data stabilita del 2 maggio</strong> <strong>perviene una sola offerta</strong>, ritenuta dall&#8217;Agenzia completa e corretta. Il<strong> 24 </strong>la stessa Agenzia invia all&#8217;Assessorato e alla Soprintendenza la richiesta di autorizzazione alla concessione in uso del bene culturale ex art. 57 bis del D.Lgs. n. 42/2004, disposizione in base alla quale, prima del trasferimento della disponibilit&agrave; del bene, le autorit&agrave; preposte alla tutela devono essere informate sia sull&#8217;uso a cui esso verr&agrave; destinato che sulla sua successiva conservazione e valorizzazione. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Nella richiesta del demanio invece &ndash; dove inaspettatamente troviamo una critica alla &ldquo;destinazione d&rsquo;uso in atto&rdquo;, del &ldquo;lounge bar con distribuzione di bevande alcoliche&rdquo;, ritenuto poco confacente alla valenza culturale del sito (sic!) -, non vengono indicate &ldquo;le misure necessarie ad assicurare la conservazione del bene&rdquo;; ci si limita a ricopiare le previsioni dell&rsquo;avviso, rimandando tutto a quanto sar&agrave; indicato nelle proposte progettuali presentate dai partecipanti alla gara. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">A stento sono riportati gli obiettivi di valorizzazione che si intendono perseguire ma soprattutto, al punto relativo all&#8217; &ldquo;indicazione della destinazione d&#8217;uso prevista&rdquo;, si scopiazza qua e l&agrave; semplicemente l&rsquo;&ldquo;information memorandum&rdquo; &#8211; peraltro omettendo proprio la parte, pi&ugrave; concreta, in cui si allude alla prospettata destinazione commerciale. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">&ldquo;Ma cos&igrave; non si &egrave; consentito alla P.A. di effettuare le valutazioni di propria competenza in sede di procedimento ex 57 bis &ndash; commenta Stefano Zito -. Occorre ricordare che l&rsquo;art. 55 comma 3-bis prevede, quale condizione per il rilascio dell&rsquo;autorizzazione, proprio un giudizio preventivo sulla congruit&agrave; della destinazione d&#8217;uso proposta in relazione alle esigenze di conservazione e di fruizione pubblica del bene, e sulla compatibilit&agrave; della stessa con il carattere storico artistico del bene medesimo. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">A fronte delle indicazioni cos&igrave; vaghe dell&rsquo;Agenzia del Demanio sarebbe stata opportuna una integrazione in fase istruttoria con una richiesta di chiarimenti &#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">E arriviamo cos&igrave; al <strong>secondo vulnus</strong>. Cosa, in realt&agrave;, autorizza la Soprintendenza? </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Sulla base degli elementi di giudizio a disposizione, la destinazione d&rsquo;uso proposta dal demanio sembra consistere, o almeno in questo senso &egrave; stata interpretata dall&rsquo;Amministrazione,solo nell&rsquo; &ldquo;ospitare eventi culturali e/o celebrativi nonch&eacute; stand per attivit&agrave; ricettive in generale&rdquo;, destinazione che la Soprintendenza non ha difficolt&agrave; a ritenere &ldquo;compatibile con la natura del bene in oggetto &#8230; non in contrasto con la precedente&rdquo;. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">E infatti impartisce le prescrizioni al cui rispetto &egrave; subordinata la gestione del bene. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Tra queste anche la sesta: &#8220;L</span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">e eventuali strutture da installare (evidentemente gli stand, ndr) siano temporanee e abbiano i requisiti di reversibilit&agrave; e siano di dimensioni tali da non invadere la visuale prospettica del Castello Maniace&rdquo;. E il Dirigente Generaledel Dipartimento regionale dei Beni Culturali cos&igrave;, l&#8217;11 luglio 2017, recependo in tutto e per tutto i contenuti (destinazione d&rsquo;uso e prescrizioni) del parere della Soprintendenza, autorizza la concessione ex art. 57 bis.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Con istanza registrata <strong>il 31 agosto</strong>, l&rsquo;aggiudicatario trasmette alla Soprintendenza la documentazione relativa al progetto di valorizzazione dell&rsquo;area ottenuta in concessione e, in base agli atti acquisiti, si direbbe che solo ora l&rsquo;ente di piazza Duomo ne prenda visione.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Di quale progetto si tratta? Dovrebbe essere quello originario presentato all&#8217;Agenzia del Demanio. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">&Egrave; previsto il bar, in via indicativa nella posizione in cui oggi lo ritroviamo, ma descritto come &#8220;un container riciclato&#8221; con aperture su tutti i lati per renderlo &#8220;trasparente&#8221; nei confronti del paesaggio circostante, con funzioni anche di infopoint.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Ormai la Soprintendenza non pu&ograve; pi&ugrave; non sapere e infatti, <strong>il 16 ottobre 2017</strong>, dopo un mese e mezzo dalla ricezione dei documenti, scrive: &#8220;Questa Soprintendenza, esaminati gli elaborati grafici a corredo della suddetta richiesta, ritenuto che quanto fornito non &egrave; sufficiente per esprimere parere di competenza, chiede alla S.V. di voler integrare quanto gi&agrave; corredato, con elaborati grafici contenenti quote altimetriche, misure e dettagli costruttivi di quanto in progetto&rdquo;.</span></p>
<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-11195" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2018/10/images_-aa2_Soprintendenza2-675x350.jpg" alt="" width="675" height="350" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2018/10/images_-aa2_Soprintendenza2-675x350.jpg 675w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2018/10/images_-aa2_Soprintendenza2-675x350-300x156.jpg 300w" sizes="(max-width: 675px) 100vw, 675px" /></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">E qui il <strong>terzo definitivo vulnus. </strong></span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">Nel progetto trasmesso a fine agosto alla Soprintendenza si parla espressamente di un chiosco/area chiosco-bar/servizi permanenti; e si specifica che il chiosco &ldquo;verr&agrave; ubicato in prossimit&agrave; dell&rsquo;ingresso&rdquo;. &Egrave; a questo punto evidente che la destinazione d&rsquo;uso proposta dall&rsquo;aggiudicatario &egrave; diversa, almeno in parte, da quella autorizzata.</span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">&ldquo;Sebbene tale circostanza avrebbe dovuto indurre la Soprintendenza ad interrogarsi sulla compatibilit&agrave; dell&rsquo;intervento, immaginato dal privato, con il carattere storico e artistico dell&rsquo;ex Piazza d&rsquo;Armi, la questione appare del tutto estranea alla corrispondenza intercorsa nell&rsquo;autunno del 2017 fra le diverse amministrazioni&rdquo; &ndash; chiarisce Stefano Zito.</span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">Alla richiesta dell&rsquo;Agenzia del Demanio di comunicare nel dettaglio eventuali esigenze legate alla disciplina del flusso veicolare e alla successiva gestione, da parte del concessionario, delle attivit&agrave; all&rsquo;interno del piazzale, la Soprintendenza si limita ad indicare alcune prescrizioni, ulteriori rispetto a quelle gi&agrave; previste dall&rsquo;autorizzazione dell&rsquo;11 luglio 2017, che ritiene necessario &ldquo;inserire&rdquo; &#8211; si immagina &#8211; nella concessione. </span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">Dispone, in particolare, che, sui lati ovest (ora c&rsquo;&egrave; un prato!) e sud della piazza, venga lasciato libero &ldquo;da istallazioni, eventi, attivit&agrave;&rdquo; un corridoio di larghezza non inferiore a 4 mt che avrebbe dovuto essere &ldquo;in qualsiasi momento utilizzabile per le esigenze di fruizione, uso e manutenzione e/o conservazione del Castello Maniace&rdquo; e riservato esclusivamente a tal fine. </span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">Si forniscono poi puntuali indicazioni sul posizionamento di eventuali palcoscenici &ldquo;ai fini della tutela delle migliori condizioni di visibilit&agrave; del monumento&#8221;. Al contempo viene sostanzialmente data per scontata la possibilit&agrave; di eseguire le opere previste nel progetto di valorizzazione, incluso quindi il chiosco in prossimit&agrave; dell&rsquo;ingresso.</span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">Vale la pena di evidenziare che gi&agrave; precedentemente <strong>la sezione del Comando dei Carabinieri</strong>, preposta alla tutela del patrimonio culturale, <strong>aveva informato l&rsquo;Agenzia del Demanio delle</strong> <strong>sistematiche criticit&agrave; registrate</strong> in occasione della realizzazione di eventi in Piazza d&rsquo;Armi tali da creare &ldquo;situazioni al limite della gestibilit&agrave;, soprattutto in termini di sicurezza, in prossimit&agrave; dei due varchi (Est e Ovest) di ingresso al sito&rdquo;, suggerendo, anche perch&eacute; funzionale ad agevolare l&rsquo;assolvimento dei propri compiti istituzionali, di mantenere costantemente libero da impedimenti e/o barriere un corridoio di transito lungo i lati est, sud e ovest del piazzale.</span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">Ad ogni modo, a dispetto delle raccomandazioni della Soprintendenza sulla necessit&agrave; che il rapporto contrattuale con l&rsquo;aggiudicatario fosse regolato secondo le indicazioni dalla stessa impartite, e malgrado le rassicurazioni fornite in proposito dall&rsquo;Agenzia del Demanio, di alcune delle prescrizioni summenzionate </span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">nella concessione del 28 novembre 2017 non v&rsquo;&egrave; traccia (per esempio, quella sul posizionamento del palcoscenico e a tutela della visibilit&agrave; del Castello Maniace); di altre la traccia c&rsquo;&egrave;, ma &egrave; appena percepibile (l&rsquo;obbligo di lasciare libero il corridoio di accesso al Castello di cui si &egrave; detto si stempera nel pi&ugrave; generico impegno del concessionario a &ldquo;consentire il libero accesso al Castello Maniace, per esigenze di fruizione, uso, manutenzione e/o conservazione del monumento stesso&rdquo;).</span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">Una concessione che, peraltro, appare contraddittoria</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;"> quando contempla per il privato, da una parte, l&rsquo;obbligo </span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">di realizzare gli interventi previsti dalla proposta progettuale (dunque anche il bar), dall&rsquo;altra di rispettare, a pena di possibile decadenza, le prescrizioni e condizioni previste dal D.D.G. 3249/2017 (tra cui la sesta, sopra citata, che consente l&rsquo;installazione solo di strutture temporanee e reversibili).</span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">Cos&igrave; commenta il deputato del M5S: &ldquo;Sia dal punto di vista edilizio che da quello paesaggistico, in giurisprudenza &egrave; pacifico che un&#8217;opera &egrave; temporanea esclusivamente quando &egrave; realizzata per soddisfare esigenze che con assoluta evidenza risultino temporanee; non possono, invece, essere considerati manufatti precari quelli destinati ad una utilizzazione perdurante nel tempo, funzionali a soddisfare esigenze stabili nel tempo, a nulla rilevando la potenziale rimovibilit&agrave; della struttura. </span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">Come &egrave; possibile allora assumere l&rsquo;impegno a installare solo strutture temporanee e reversibili ed insieme obbligarsi a realizzare un chiosco che, malgrado la sua possibile rimovibilit&agrave;, &egrave; deputato ad un utilizzo reiterato nel tempo </span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">e non a soddisfare fini contingenti? Mistero della concessione&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">L&rsquo;<strong>1 dicembre 2017</strong> l&rsquo;Agenzia del Demanio consegna il bene e il <strong>21 </strong>d&agrave; al concessionario il nulla osta a presentare, agli &ldquo;enti preposti per il rilascio delle relative autorizzazioni&rdquo;, il &ldquo;progetto di riqualificazione dell&rsquo;area in oggetto indicato, trasmesso in data 21 dicembre u.s.&rdquo;, lo stesso progetto, si presume, che sar&agrave; presentato dopo poche settimane alla Soprintendenza per ottenere l&rsquo;autorizzazione a realizzare l&#8217;intervento sul bene culturale ex art. 21.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Come scrive l&rsquo;Agenzia del Demanio, &ldquo;permangono le destinazioni d&rsquo;uso di cui al progetto presentato in sede di bando di gara&rdquo; (gi&agrave; &ndash; lo ripetiamo &#8211; il progetto originario prevedeva la realizzazione di un&rsquo;area bar/chiosco) ma cambia la struttura del bar, non pi&ugrave; il &ldquo;chiosco realizzato mediante un container riciclato ecc.&#8221; bens&igrave; quella che oggi vediamo.</span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; color: black;">&#8220;Pu&ograve; sembrare paradossale &#8211; chiarisce Stefano Zito &#8211; ma non &egrave; nelle modifiche della struttura la vera anomalia bens&igrave; nel fatto che, nonostante la destinazione d&rsquo;uso del nuovo progetto sia la stessa di quello originario, non &egrave; questa la destinazione che sarebbe stata presa in considerazione, e perci&ograve; consentita, nel corso del procedimento ex art. 57 bis. In quel procedimento, &egrave; il caso di ribadirlo, la Soprintendenza non </span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">sembra aver <span style="color: black;">valutato la compatibilit&agrave; della realizzazione del bar con le caratteristiche di Piazza d&rsquo;armi, ma l&rsquo;uso della stessa per &ldquo;ospitare eventi culturali e/o celebrativi nonch&eacute; stand per attivit&agrave; ricettive in generale&rdquo;.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Il <strong>27 dicembre 2017</strong> viene costituita la Senza Confine S.r.l., destinata a subentrare nel rapporto concessorio all&rsquo; &ldquo;Associazione interculturale comunit&agrave; euro afro asiatica del turismo&rdquo; (sebbene negli atti successivi le due entit&agrave; continuino a sovrapporsi). </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Quindi, i primi di gennaio, il concessionario chiede alla Soprintendenza l&rsquo;autorizzazione ad eseguire i lavori in Piazza d&rsquo;armi presentando un progetto che prevede la costruzione di un&rsquo;area ristoro ispirata allo Stomachion archimedeo e costituita da &ldquo;un involucro specchiante&hellip; realizzato in scatolari metallici presaldati con elementi di copertura in fenolico, rivestiti da vetro riflettente temprato, e ancorato al suolo attraverso delle zavorre prefabbricate in CA&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">&ldquo;Si propone di fatto, almeno per una parte del bene culturale, il mutamento della destinazione d&rsquo;uso autorizzata &ndash; spiega il deputato Zito -. Una richiesta verosimilmente possibile &#8211; l&rsquo;art. 21, comma 4, la contempla espressamente: &ldquo;<em>il mutamento di destinazione d&#8217;uso dei beni medesimi &egrave; comunicato al Soprintendente per le finalit&agrave; di cui all&#8217;articolo 20, comma 1</em>&rdquo; &#8211; ma che avrebbe dovuto spingere la Soprintendenza a una valutazione sulla compatibilit&agrave; della destinazione d&rsquo;uso e dell&rsquo;intervento edilizio proposti con il carattere storico e artistico del bene. Il fatto che il 23 febbraio la Soprintendenza, nello specifico la sezione &ldquo;Beni architettonici, Storico-artistici&rdquo;, abbia autorizzato l&rsquo;intervento non pu&ograve; che suscitare perplessit&agrave;&rdquo;. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">La relazione storico-artistica, redatta dalla Soprintendenza stessa nel corso dell&rsquo;istruttoria che ha portato alla verifica dell&rsquo;interesse culturale del bene e facente parte integrante del decreto conclusivo di quel procedimento (D.D.S. n. 6903 del 2 luglio 2008 comunque richiamato nella citata autorizzazione), afferma espressamente che &ldquo;nell&rsquo;area facente parte della perimetrazione vincolo non &egrave; consentita la realizzazione di nuove costruzioni o modifica e qualsiasi intervento edilizio deve essere destinato alla migliore fruizione del sistema difensivo e valorizzazione del prospiciente complesso monumentale&rdquo;. La relazione, in altre parole, individua all&rsquo;interno della pi&ugrave; ampia categoria degli interventi edilizi quello di nuova costruzione per escluderlo dal novero delle attivit&agrave; consentite nell&rsquo;area.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Commenta ancora Zito: &ldquo;Ammesso e non concesso che tale circostanza non precluda gi&agrave; in radice l&rsquo;assentibilit&agrave; dell&rsquo;intervento proposto dal concessionario (e da lui stesso qualificato come &ldquo;nuova costruzione&rdquo;), tale circostanza rendeva necessario, quanto meno, </span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">che la Soprintendenza giustificasse la propria decisione con una motivazione esaustiva che non si riducesse alla formula di stile &ndash; che invece si legge nell&rsquo;autorizzazione &ndash; secondo cui &ldquo;trattasi di provvedimenti compatibili con la natura del bene e che i medesimi rientrano tra quelli ammissibili ai fini della tutela di competenza di questo Ufficio&rdquo;, una sorta di tautologia che evidentemente non dice nulla di concreto sulle valutazioni effettuate dall&rsquo;amministrazione. </span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">La Soprintendenza appare contraddittoria verso se stessa anche perch&eacute; a ottobre aveva espressamente escluso che si potesse occupare l&rsquo;area ovest della piazza e perch&eacute; autorizza la realizzazione di un bar e intanto prescrive che &ldquo;i manufatti da realizzare abbiano caratteristiche di precariet&agrave; e reversibilit&agrave; e che, allo scadere della concessione, vengano rimossi&rdquo;. Come visto, il concetto di precariet&agrave; &egrave; ben chiaro nella giurisprudenza, non possono esservi fraintendimenti&rdquo;. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Una procedura con molte ombre quindi. Con responsabilit&agrave; che sembrano equamente condivise tra Agenzia del Demanio e Soprintendenza, distratte &ndash; sembra di poter dire &ndash; nell&rsquo;assolvere le proprie specifiche funzioni, ineludibili a fronte della valenza storico culturale del bene sul cui uso e fruibilit&agrave; si andava a decidere. E non c&rsquo;&egrave; alcun dubbio sul fatto che, se l&rsquo;Agenzia del Demanio avesse concordato con la Soprintendenza le previsioni del bando prima di emanarlo, non solo oggi non avremmo una struttura che gi&agrave; si &egrave; chiesto di riportare al progetto originario (e non si capisce come potrebbe avvenire se non smontandolaquasi integralmente) ma lo stesso concessionario, a conoscenza dei vincoli vigenti sull&rsquo;area (gli stessi che anche la Soprintendenza ha disatteso), avrebbe (forse) potuto pensare a un intervento diverso, compatibile con il pregio del sito.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif; color: black;">&ldquo;Il M5S, a fronte di tali e tante anomalie, non ritenendo sufficienti le conclusioni dell&rsquo;attivit&agrave; ispettiva dell&rsquo;Assessorato, intende presentare un&rsquo;interrogazione parlamentare per sollecitare una valutazione pi&ugrave; approfondita in merito alla legittimit&agrave; dell&rsquo;operato degli attori </span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">dell&rsquo;iter procedimentale <span style="color: black;">che vanno tutti richiamati a un&rsquo;osservanza non solo formale, &ldquo;burocratica&rdquo;, bens&igrave; sostanziale, oggettiva, delle proprie competenze, del proprio ruolo, che deve avere quale primario obiettivo la tutela del bene pubblico &ndash; afferma il deputato Zito -. In questo senso, proporremo, anche attraverso il supporto della deputazione nazionale, una modifica legislativa per far s&igrave; che le procedure ad evidenza pubblica, finalizzate al trasferimento dei beni culturali, risultino sin dal loro avvio (cio&egrave; gi&agrave; in fase di redazione della disciplina di gara) incanalate lungo i binari tracciati dalle autorit&agrave; preposte alla tutela&rdquo;.</span></span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La rete creata da Longo e Calafiore per incastrare l’avv. D’Alessandro e l’ing. Fortunato</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2018/08/04/la-rete-creata-da-longo-e-calafiore-per-incastrare-l-avv-d-alessandro-e-l-ing-fortunato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Aug 2018 16:31:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste-Questioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lacivettapress.it/2018/08/04/la-rete-creata-da-longo-e-calafiore-per-incastrare-l-avv-d-alessandro-e-l-ing-fortunato/</guid>

					<description><![CDATA[Denunce e accuse infamanti (estorsione corruzione falso ideologico) contro chi si &#232; opposto. Questo l&#8217;uso strumentale del diritto che ha piegato Siracusa per oltre un decennio &#160; Non si sono mai fermati davanti a nulla. E sin da quando la loro azione &#232; diventata spregiudicata, non pi&#249; moderata, diciamo pi&#249; carsica, hanno affiancato all&#8217;azione amministrativa &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><em><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Denunce e accuse infamanti (estorsione corruzione falso ideologico) contro chi si &egrave; opposto. Questo l&rsquo;uso strumentale del diritto che ha piegato Siracusa per oltre un decennio</span></em></strong></p>
<p>  <span id="more-11115"></span>  </p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Non si sono mai fermati davanti a nulla. E sin da quando la loro azione &egrave; diventata spregiudicata, non pi&ugrave; moderata, diciamo pi&ugrave; carsica, hanno affiancato all&rsquo;azione amministrativa quella delle denunce e delle accuse infamanti: estorsione corruzione falso ideologico. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">E per ognuna di queste fattispecie potremmo portare esempi emblematici (rimandiamo al nostro archivio).</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Ma essendo in discussione in queste ore la richiesta di rinvio a giudizio del sostituto procuratore Giancarlo Longo (in buona compagnia), vogliamo ricordare, anzi ricostruire, uno dei pi&ugrave; clamorosi tentativi di intorbidire le acque, di creare &ldquo;artatamente apparenti elementi indiziari&rdquo; da parte di chi, a Siracusa, ha evidentemente creduto in una perpetua impunit&agrave;: quello del procedimento orchestrato</span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">nel novembre 2013 contro l&rsquo;avvocato Nicol&ograve; D&rsquo;Alessandro, legale di fiducia del Comune di Siracusa nella vicenda Open Land, e l&rsquo;ingegnere Emanuele Fortunato, dirigente dell&rsquo;Ufficio Urbanistica. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Per concorso nel reato di falso ideologico, ascritto a loro carico, nell&rsquo;udienza del 25 ottobre 2016, era stato chiesto dal pm il rinvio a giudizio, istanza per&ograve; non accolta dal gup Michele Consiglio che anzi li aveva assolti,</span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">con formula ampiamente liberatoria, per insussistenza del fatto.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Un procedimento che si &egrave; comunque definitivamente concluso solo di recente, il 24 maggio scorso, quando il procuratore generale presso la Corte d&rsquo;Appello di Catania, Giuseppe Meliad&ograve;, ha rinunciato all&rsquo;impugnazione proposta dal procuratore capo di Siracusa Francesco Paolo Giordano.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">A originare il tutto, nel 2013, l&rsquo;esposto dei legali dell&rsquo;Open Land, Giuseppe Calafiore e Mario Fiaccavento, contro la determina nr. 54/13 con la quale il Comune attestava che nulla era dovuto a titolo di risarcimento danni e ci&ograve; a seguito dei lavori svolti dall&#8217;Ufficio Speciale istituito dallo stesso Comune proprio per decidere la via da intraprendere.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">In quei giorni le sedute del Consiglio Comunale erano infuocate, il clima in citt&agrave; incandescente.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Chi spingeva per il pagamento immediato delle somme richieste a risarcimento danni, cos&igrave; come stabilito dalla sentenza n.605 del 2013 del CGA, 19 milioni di euro (sentenza che oggi sappiamo viziata da gravissime irregolarit&agrave;) &ndash; protagonista assoluta la consigliera Simona Princiotta, cliente e grande estimatrice dell&rsquo;avvocato Giuseppe Calafiore, sostenuta dal deputato Giuseppe Zappulla &ndash; e chi suggeriva prudenza; attacchi ai funzionari del Comune ritenuti colpevoli di decisioni sbagliate, e in particolare nel mirino proprio l&rsquo;ingegnere Fortunato che si vedeva costretto a smentire l&rsquo;esistenza di atti falsi a lui riconducibili; ventilate ipotesi di pre-default del Comune e di un possibile coinvolgimento personale dei consiglieri cos&igrave;, di fatto, implicitamente intimiditi se si fossero opposti al pagamento; l&rsquo;evocazione di possibili ricorsi alla Corte dei Conti e ancora, accuse all&rsquo;avvocato Nicol&ograve; D&rsquo;Alessandro che, dopo aver percepito &ldquo;200 mila euro di onorari&rdquo;, non si presentava in aula a dar spiegazioni accampando &ldquo;la riservatezza di un&rsquo;ipotetica strategia difensiva&rdquo; (quella che in realt&agrave; ha salvato il Comune). </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Il sindaco Garozzo e la Giunta erano nell&rsquo;occhio del ciclone, sottoposti ad un accerchiamento anche mediatico.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Ebbene, solo oggi, possiamo sapere cosa sia realmente accaduto allora, nel 2013, nel chiuso del Palazzo di Giustizia. Nella richiesta di rinvio a giudizio del sostituto Longo e altri 16, che si discute a Messina, Longo viene infatti accusato di aver percepito, grazie a &ldquo;pi&ugrave; azioni esecutive del medesimo disegno criminoso ed anche in tempi diversi&rdquo;, denaro ed altre utilit&agrave; a lui conferite dagli avvocati Amara e Calafiore &ldquo;per compiere o aver compiuto atti contrari ai propri doveri d&#8217;ufficio&rdquo;, allo scopo di &ldquo;favorirli nell&#8217;ambito di procedimenti penali, civili e amministrativi di interesse degli stessi&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Scrive la dottoressa Monica Marino, gip di Messina: &ldquo;In concorso tra loro, Longo e Calafiore ponevano in essere atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere l&#8217;ing. Fortunato e l&#8217;avv. D&#8217;Alessandro a revocare la determina nr. 54/13 e ad assumere valutazioni favorevoli ad Emmea &hellip; in ordine alla concessione edilizia rilasciata dallo stesso Comune di Siracusa a beneficio di Emmea (conferitaria del ramo di azienda avente ad oggetto il centro commerciale Fiera del Sud, ceduto da Open Land), concessione gi&agrave; qualificata come illegittima dal Giudice Amministrativo&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Come in altri procedimenti penali, &ldquo;artatamente&rdquo; venivano costituiti &ldquo;apparenti elementi indiziari&rdquo; a carico di D&rsquo;Alessandro e di Fortunato dopo la denuncia presentata da Gibilisco Rosa (qualche giorno fa sottoposta anche lei a misure cautelari), rappresentante legale dell&rsquo;Emmea assistita dall&#8217;avvocato Calafiore, anche avvalendosi dell&rsquo; &#8220;integrazione&#8221; di una denuncia, sempre della Gibilisco, riferibile ad un diverso e gi&agrave; esistente procedimento penale assegnato al pm Campisi. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Cos&igrave; Longo, in ragione di tale integrazione, &ldquo;provvedeva ad acquisire copia di una consulenza tecnica &ldquo;ideologicamente falsa&rdquo; redatta da Verace Mauro&rdquo; (consulente nominato dallo stesso Longo per altro procedimento), relativa alla regolarit&agrave; edilizia del centro commerciale di Epipoli e contenente dati non veritieri; a disporre l&#8217;identificazione del Fortunato (in tal modo portato a conoscenza della minaccia) e l&#8217;acquisizione a pi&ugrave; riprese degli atti dell&rsquo;Ufficio Speciale (determina nr. 54/13 in originale; verbali dei lavori; relazione riservata dell&#8217;avv. D&#8217;Alessandro); infine (dopo aver &#8220;separato&#8221; la posizione degli ulteriori indagati) formalizzava nei confronti dell&#8217;ing. Fortunato e dell&#8217;avv. D&#8217;Alessandro l&#8217;avviso di conclusione delle indagini preliminari (una copia del quale veniva rilasciata all&#8217;avv. Calafiore su richiesta di questi) ed il successivo esercizio dell&#8217;azione penale&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">&ldquo;A me interessa ci&ograve; che i magistrati scrivono a questo proposito &ndash; commenta l&rsquo;ingegnere Fortunato raggiunto telefonicamente -: &ldquo;Evento non verificatosi per cause indipendenti dalla volont&agrave; degli indagati&rdquo; (Longo, Calafiore e tutti gli altri), non avendo noi ceduto a tali pressioni. Ma non ho mai disperato che le cose andassero per il verso giusto&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">All&rsquo;indomani dell&rsquo;assoluzione in primo grado il sindaco Giancarlo Garozzo, esprimendo la propria soddisfazione, concludeva: &ldquo;Oggi &egrave; anche la giornata del silenzio e della vergogna per quanti in questi mesi hanno blaterato in giro: onorevoli, consiglieri comunali e non. La regia &egrave; unica. Spero che un giorno, presto, qualcuno sappia metterla in evidenza. Sono convinto che siamo solo all&rsquo;inizio&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">E siamo cos&igrave; al 4 agosto 2018. </span></p>
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		<title>Open Land, Emmea, Cisma, consulenze infedeli: si ricompone il mosaico di anni</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2018/08/01/open-land-emmea-cisma-consulenze-infedeli-si-ricompone-il-mosaico-di-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Aug 2018 14:56:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste-Questioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lacivettapress.it/2018/08/01/open-land-emmea-cisma-consulenze-infedeli-si-ricompone-il-mosaico-di-anni/</guid>

					<description><![CDATA[Domani, 2 agosto, a Messina l&#8217;udienza preliminare per la richiesta di rinvio a giudizio di Longo e altri 16. Si procede separatamente per Amara e Calafiore &#160; &#200; stata fissata per domani, avanti al Tribunale di Messina, l&#8217;udienza preliminare per la richiesta di rinvio a giudizio di CENTOFANTI Fabrizio DE MICHELI Gianluca FERRARO Alessandro GUASTELLA &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><em><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Domani, 2 agosto, a Messina l&rsquo;udienza preliminare per la richiesta di rinvio a giudizio di Longo e altri 16. Si procede separatamente per Amara e Calafiore</span></em></strong></p>
<p>  <span id="more-11111"></span>  </p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">&Egrave; stata fissata per domani, avanti al Tribunale di Messina, l&#8217;udienza preliminare per la richiesta di rinvio a giudizio di CENTOFANTI Fabrizio DE MICHELI Gianluca FERRARO Alessandro GUASTELLA Giuseppe LONGO Giancarlo MIANO Sebastiano NASO Vincenzo PACE Salvatore Maria PERRICONE Francesco &#8220;Corrado&#8221; VENEZIA Davide VERACE Mauro AMBROGIO Ornella RAPISARDA Davide COLTRARO Giambattista SCIUTO Riccardo GASTALDI Bruno CIRASA Giuseppe (si proceder&agrave; invece separatamente nei confronti degli avvocati Amara Piero e Calafiore Giuseppe).</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Diverse le vicende richiamate nelle 32 pagine redatte dalla dottoressa Monica Marino, gip di Messina, ma gran parte dei reati, segnalati dal pubblico ministero Antonio Carchietti, si collega alla vicenda del centro commerciale di Epipoli.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">A operare negli uffici della Procura il sostituto procuratore Giancarlo Longo; a ispirarlo gli avvocati Giuseppe Calafiore, pi&ugrave; in primo piano, insieme all&rsquo;avvocato Piero Amara, nell&rsquo;interesse del gruppo imprenditoriale Frontino; a muoversi secondo mandato, come marionette, i molti consulenti, sollecitati a produrre una serie di atti &ldquo;ideologicamente falsi&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">E si ricompone cos&igrave; il mosaico le cui tessere, sparse in anni e anni, solo alcuni (avvocati dello studio Giuliano e di Legambiente e successivamente del Comune, insieme a noi della Civetta &ndash; consentiteci questa, legittima, autocitazione) hanno potuto, o voluto, individuare via via che si svolgevano i fatti. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Un sistema impossibile se non si fosse studiato questo meccanismo quasi perfetto, un automatismo che ha funzionato anche in altre occasioni; semplice in fondo nel suo ingranaggio e possibile nell&rsquo;assenza del controllo che i procuratori capo succedutisi nel tempo avrebbero dovuto esercitare; un obbligo da assolvere anche se non ci fossero state le segnalazioni degli avvocati, della stampa, di quegli stessi magistrati che ora compaiono tra le persone offese. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Il ruolo di Longo (come di altri prima di lui) &ndash; ormai lo sappiamo &#8211; era quello di &ldquo;<em>autore formale o sostanziale di atti giudiziari materialmente e ideologicamente falsi</em>&rdquo;, libero com&rsquo;era di auto assegnarsi i procedimenti di indagine che potessero consentire &ldquo;<em>all&#8217;associazione</em>&rdquo; di assumere informazioni in ordine ad indagini in corso, assegnate ad altri pubblici ministeri; di creare artatamente indizi non veri grazie a opportune consulenze affidate a &ldquo;tecnici&rdquo; compiacenti che potessero smentire le ricostruzioni accusatorie prospettate in seno ad inchieste condotte da altri magistrati; anche di acquisire &ldquo;<em>elaborati tecnici ideologicamente falsi, suscettibili di proficuo uso da parte degli avvocati Amara e Calafiore in altre sedi (procedimenti penali, amministrativi, giurisdizional-amministrativi e civili)</em>&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">E a distribuire le prebende messe a disposizione dai due avvocati veniva chiamato Alessandro Ferraro (dazioni dirette di contante o versamenti presso diversi sportelli bancari per Longo come per giudici del CGA &ldquo;<em>allo scopo di conseguire una determinazione favorevole nell&#8217;ambito dei contenziosi amministrativi pendenti al C.G.A. e relativi alle imprese &#8220;Open Land&#8221; (contro il comune di Siracusa) ed &#8220;AM Group&#8221; (contro la Soprintendenza ai beni Culturali di Siracusa) e in particolare una indebita sovrastima nella quantificazione del risarcimento reclamato dalle imprese ricorrenti</em>&rdquo;. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Ma Ferrraro, secondo il pm e il gip, era altres&igrave; in grado di &ldquo;<em>condizionare mediante pressioni e minacce i pubblici funzionari coinvolti nei procedimenti amministrativi di interesse per i clienti di Amara e Calafiore allo scopo di consentire a costoro il conseguimento dell&#8217;utilit&agrave; finale; </em>nonch&eacute; di minacciare magistrati impegnati in determinati procedimenti e indagini<em> rendendoli edotti della circostanza che era stata avviata &#8211; ed era ancora in corso &#8211; una attivit&agrave; di &#8220;dossieraggio&#8221; avente ad oggetto le relazioni, le frequentazioni e le abitudini dei predetti magistrati, </em>e ancora<em> di presentare denunce ideologicamente false, atte a generare procedimenti penali finalizzati alla precostituzione di elementi indiziari idonei a contrastare l&#8217;attivit&agrave; di indagine svolta in diversi procedimenti (iscritti presso le Procure di Siracusa e Milano)</em>&rdquo; o, possiamo aggiungere noi, disposto a calunniare, accusando direttore e vicedirettore della Civetta di estorsione con lo scopo di intimidire e mettere cos&igrave; il bavaglio all&rsquo;unica voce, insieme a Magma, pronta a svelare i misfatti.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">A supporto, a fare da cassa di risonanza, &ldquo;<em>destinatario di pagamenti da parte di Amara Piero, con il compito di divulgare, mediante articoli di stampa del periodico &#8220;Il Diario&#8221; (in taluni casi redatti direttamente da Amara), reiterate affermazioni di natura diffamatoria in danno dei magistrati Bisogni Marco e Pagano Tommaso</em>&rdquo;, c&rsquo;era Giuseppe, detto Pino, Guastella. Anche lui pronto a gettare fango &ldquo;distese le spanne&rdquo; su noi della Civetta, insieme ad altri che ora fanno finta di aver dimenticato offese e oltraggi.</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">L&rsquo;Open Land per il centro commerciale sull&rsquo;Epipoli, l&rsquo;Emmea per il programma costruttivo a ridosso delle mura dionigiane, la discarica Cisma, la rete delle consulenze infedeli: se domani ci sar&agrave; il rinvio a giudizio, queste vicende torneranno a sgranarsi, come un rosario blasfemo, sotto i nostri occhi. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
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