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	<title>Marina De Michele &#8211; Antonio Andolfi &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
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		<title>Augusta, il porto della protesta: il blocco del cargo Sunaid X e la mobilitazione dei comitati per la pace e pro-Palestina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele - Antonio Andolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 18:05:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il 26 ottobre 2026, per oltre sei ore dall’alba, due barche a vela della Global Sumud Flotilla hanno bloccato l’accesso al porto commerciale di Augusta alla nave cargo portoghese Sunaid X (di 129 metri), denunciando il trasporto di materiali dual-use destinati alla base USA di Sigonella e a sostegno delle operazioni militari statunitensi e israeliane. &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 26 ottobre 2026, per oltre sei ore dall’alba, due barche a vela della Global Sumud Flotilla hanno bloccato l’accesso al porto commerciale di Augusta alla nave cargo portoghese Sunaid X (di 129 metri), denunciando il trasporto di materiali dual-use destinati alla base USA di Sigonella e a sostegno delle operazioni militari statunitensi e israeliane. A terra, in concomitanza con l&#8217;azione in mare, i comitati per la pace e i movimenti pro-Palestina hanno allestito un presidio davanti al porto commerciale di Augusta per sostenere il blocco e ribadire il no alla militarizzazione del territorio e all&#8217;uso logistico dello scalo. Via radio, gli attivisti a bordo hanno avvertito il cargo che il porto era bloccato e che i lavoratori non avrebbero scaricato il materiale. Per oltre sei ore Guardia Costiera e Guardia di Finanza hanno condotto una lunga mediazione senza ricorrere a un intervento coercitivo immediato, minacciando l&#8217;azione di forza solo verso le 11:30, quando la nave è ripartita a tutta velocità scortata in porto dalle motovedette. Questa gestione delle forze dell&#8217;ordine ad Augusta differisce nettamente dal duro intervento avvenuto a Livorno il 22 ottobre, conclusosi con il sequestro di tre barche e undici denunce.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-44263 size-medium" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2025-10-02-at-13.39.57-300x282.jpeg" alt="" width="300" height="282" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2025-10-02-at-13.39.57-300x282.jpeg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2025-10-02-at-13.39.57.jpeg 680w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L&#8217;episodio del 26 ottobre si inserisce in una lunga continuità di mobilitazioni ad Augusta. Già il 26 aprile 2026 una sessantina di imbarcazioni della Flotilla erano salpate proprio dal porto di Augusta per Gaza con le vele dipinte e bandiere palestinesi, denunciando il genocidio in corso alla presenza della referente nazionale Maria Elena Delia. Il 5 ottobre 2026 le reti &#8220;Catanesi solidali con il popolo palestinese&#8221; e &#8220;Restiamo umani&#8221; avevano promosso un presidio chiedendo di bloccare l&#8217;uso delle basi e delle infrastrutture di Augusta, Sigonella e Muos. Inoltre, il porto di Augusta è da anni centro delle proteste dei comitati territoriali &#8220;No Muos&#8221; e &#8220;No Sigonella&#8221;, che contestano il transito di navi militari e a propulsione nucleare, i nuovi pontili militari e il ruolo dell&#8217;area nei conflitti armati.</p>
<p>Tra le figure di spicco legate alle mobilitazioni nel porto di Augusta figurano Maria Elena Delia (portavoce italiana della Flotilla), Tony La Piccirella, Saif Abukeshek e Thiago Avila (membri del direttivo internazionale della Flotilla imbarcatisi o attivi nello scalo siciliano), affiancati dai vari attivisti italiani e internazionali (provenienti da Spagna, Grecia e Regno Unito) e dalle realtà locali dei comitati per la pace.</p>
<p>Per cui sulla questione del genocidio a Gaza la posizione ufficiale del governo italiano rimane assente, anzi complice, mentre nel giugno 2026 una commissione indipendente delle Nazioni Unite ha concluso che la guerra condotta dal governo Netanyahu ha assunto i contorni del &#8220;genocidio&#8221;, con attacchi che hanno preso di mira intenzionalmente i bambini palestinesi.</p>
<p>È così che l&#8217;Italia, a differenza di altri paesi europei, ha scelto di non fare niente. Sul piano operativo, ciò comporta che la continuità è garantita dal mantenimento delle relazioni militari e logistiche, compreso il transito di materiali attraverso basi come Sigonella.</p>
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