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	<title>Alex Zanotelli &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
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		<title>T-TIP / TISA: &#8220;Nuove bestie appaiono all’orizzonte&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alex Zanotelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Dec 2014 21:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura generale]]></category>
		<category><![CDATA[TTIP]]></category>
		<category><![CDATA[TISA]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuove bestie appaiono all’orizzonte: il Partenariato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti, nell’acronimo inglese T-TIP e l’Accordo per il Commercio dei servizi, nell’acronimo inglese TISA. Due trattati pericolosissimi, purtroppo poco conosciuti dal grande pubblico, perché porteranno alla privatizzazione dei servizi. Il T-TIP creerà la più grande area mondiale di libero scambio fra le economie &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;"></span></h2>
<h2 style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Nuove bestie appaiono all’orizzonte: il Partenariato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti, nell’acronimo inglese T-TIP e l’Accordo per il Commercio dei servizi, nell’acronimo inglese TISA. Due trattati pericolosissimi, purtroppo poco conosciuti dal grande pubblico, perché porteranno alla privatizzazione dei servizi.</span></h2>
<p>  <span id="more-5213"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;"><strong>Il T-TIP creerà la più grande area mondiale di libero scambio fra le economie degli USA e della UE, che rappresentano metà del PIL mondiale e il 45% dei flussi commerciali</strong>. Le <strong>trattative per creare il T-TIP sono partite in tutta segretezza nel luglio 2013 a Washington</strong> e sono condotte da pochi esperti della Commissione Europea e del Ministero del Commercio USA. Obama vuole firmare il Trattato entro il 2015.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">“Il Trattato più importante del mondo”, proclama il Sole 24 ore. Lo è infatti per i poteri economico-finanziari mondiali. Secondo De Gucht, commissario per il commercio UE, <strong>il Trattato offrirà all’Europa due milioni di posti di lavoro in più, 119 miliardi di euro di PIL che equivale a 545 euro in più all’anno per ogni famiglia. Per di più, ci sarà un incremento del 28% delle vendite di prodotti europei negli USA e dell’1% del PIL, nel giro di dieci anni.</strong> <strong>La realtà, invece, è tutt’altra!</strong> Il T-TIP è un negoziato stipulato senza la partecipazione dei cittadini.<strong> E’ un vero e proprio golpe da parte dei poteri economico-finanziari che governano il pianeta.</strong> E’ la vittoria delle lobby(multinazionali e banche), che hanno a Bruxelles quindicimila agenti e tredicimila a Washington, stipendiati a fare pressione sulle istituzioni.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><strong>Infatti il Trattato indebolisce il principio di precauzione vigente in Europa in relazione ai nuovi prodotti, elimina le sanzioni in caso di abusi relativi ai diritti sociali e ambientali, mira a una progressiva privatizzazione di tutti i servizi pubblici</strong>, a sottomettere gli Stati a una nuova legislazione a misura di multinazionali ed infine trasferisce la risoluzione delle controversie tra imprese private e poteri pubblici a strutture di arbitrato privato tramite il cosiddetto ISDS(Individual State Dispute Settlement) .”Questa è una rivoluzione nelle procedure usate per risolvere i contenziosi tra privati e Stati”, dichiara Marcello de Cecco su La Repubblica, un quotidiano che spesso sulle sue pagine inneggia al Trattato. E continua:” E’ un’innovazione giuridica che serve a <strong>limitare drasticamente la sovranità degli stati, favorendo le grandi multinazionali.</strong>”</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><strong>Il Trattato inoltre avrà pesanti ricadute sul mondo del lavoro aggirando le norme del diritto dei lavoratori</strong> proclamato dall’ILO, svuotando le normative per la protezione dei lavoratori, ma anche ridimensionando il diritto di contrattazione collettivo.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Quest’area di libero scambio USA -UE, creata dal T-TIP, sarà protetta dalla NATO, che peraltro già investe 1.000 miliardi di dollari all’anno in armi!</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><strong> L’altra Bestia, ancora più minacciosa della prima, è il TISA (Trade in Services Agreement)- Accordo per il Commercio dei servizi.</strong> Il settore dei servizi è il più grande per posti di lavoro nel mondo e produce il 70% del prodotto interno lordo: solo negli USA rappresenta il 75% dell’economia e genera l’80% dei posti di lavoro nel settore privato. Su questo ghiotto bottino, i rappresentanti di una cinquantina di Stati (UE, USA, Canada, Australia, Giappone…) si stanno ritrovando in totale segretezza nell’ambasciata australiana a Ginevra, dal 15 febbraio 2012 per un accordo sul “commercio dei servizi” (sic!). Si è venuti a conoscenza di questo grazie a Wikileaks. I testi dell’accordo rimangono segreti. <strong>Scopo fondamentale di questo accordo è accelerare la privatizzazione di tutti i servizi pubblici e impedire qualsiasi forma di riappropriazione pubblica di un’attività privatizzata(sic!).</strong> Il TISA impedirebbe i monopoli pubblici (educazione nazionale) e i fornitori esclusivi di servizi anche a livello regionale e locale (per esempio le municipalizzate per i servizi idrici).</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Tutto questo avviene nel più totale silenzio, anzi con l’impegno degli stati a non rivelare nulla di questa trattativa fino a cinque anni dopo la sua approvazione. Anche con il TISA, i governi vorrebbero concludere le trattative entro il 2015.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Come cittadini non possiamo accettare l’arrivo di queste Bestie che consegneranno l’Europa e il mondo alle logiche del mercato. <strong>“E’ l’autonomia assoluta dei mercati e della speculazione finanziaria”, che Papa Francesco bolla con tanta forza.</strong> Solo una vasta protesta di massa in tutta Europa potrà sgominare il T-TIP e il TISA. Nel 1998 noi europei siamo riusciti a sconfiggere il MAI (Accordo multilaterale sugli Investimenti), che è quasi la copia del T-TIP. Abbiamo vinto dicendo MAI al MAI! Possiamo fare altrettanto con il T-TIP e il TISA.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Già è in atto una mobilitazione in Italia fatta da un network di un centinaio fra associazioni di consumatori, sindacati e reti agricole con un sito molto informato. (<a href="https://www.stop-ttip-italia.net/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.stop-ttip-italia.net</a>)</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">I capi di Stato europei sono già preoccupati per la crescente ostilità contro questi Accordi. Ne hanno parlato al vertice del G20 a Brisbane(Australia). <strong>E il più convinto sostenitore di questi trattati l’abbiamo in casa. Il governo Renzi.</strong></span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Carlo Calenda, vice-ministro per lo sviluppo economico nel governo Renzi e responsabile dell’Italia per il T-TIP, insiste perfino di includere nel Trattato il controverso meccanismo di risoluzione tra investitori e Stato, il cosiddetto ISDS, fortemente voluto dagli USA.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><strong>“Il T-TIP- afferma la Susan George-è un assalto alla democrazia, alla classe lavoratrice, all’ambiente, alla salute e al benessere della cittadinanza.</strong> L’unica risposta possibile dinanzi a questo attacco è alzarsi dal tavolo, chiudere la porta e lasciare la sedia vuota.” E’ questo quello che chiediamo al governo Renzi.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><strong> Mentre alla Conferenza Episcopale Italiana(CEI) chiediamo di esprimersi su questi Trattati.</strong> La commissione degli episcopati della comunità Europea (COMECE) ha sottolineato che il T-TIP “solleva una serie di problemi e controversie proprio perché <strong>la Chiesa deve far sentire la voce dei più deboli e dei più poveri in Europa e nel mondo, nella misura in cui saranno interessati dall’accordo di libero scambio.</strong>” I vescovi europei hanno deciso di preparare un documento per gli eurodeputati. Ma dovranno farlo in fretta se vogliono arrivare in tempo. Perché i vescovi italiani non potrebbero fare lo stesso? Questo darebbe tanta forza alle comunità cristiane, all’associazionismo di ispirazione cristiana a congiungersi con il grande movimento di opposizione a questi trattati. </span></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Uniti possiamo farcela!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"> Ma dobbiamo muoverci perché i poteri forti vogliono chiudere la partita al più presto possibile.</span></p>
<p><strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"> Diamoci da fare perché vinca la Vita.</span></strong></p>
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