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	<title>Attività sportive &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
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		<title>Fiaccole olimpiche: mostra di &#8220;Alexandria&#8221; a Siracusa</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/05/04/fiaccole-olimpiche-mostra-di-alexandria-a-siracusa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Lucia Riccioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 21:52:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Attività sportive]]></category>
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					<description><![CDATA[Sabato 2 maggio alle ore 11, presso il sito espositivo dell&#8217;associazione &#8220;Alexandria &#8211; cultura e sviluppo del Mediterraneo&#8221; in via Cavour 57/B a Siracusa, è stata inaugurata la mostra &#8220;Fiaccole olimpiche&#8221;. L&#8217;associazione, grazie a Vincenzo Pennone, appassionato e preparato storico dello sport (ricordiamo almeno le pubblicazioni &#8220;Terra d&#8217;atleti&#8221;, &#8220;Un uomo di rigore&#8221;, la biografia di &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Sabato 2 maggio alle ore 11, presso il sito espositivo dell&#8217;associazione &#8220;Alexandria &#8211; cultura e sviluppo del Mediterraneo&#8221; in via Cavour 57/B a Siracusa, è stata inaugurata la mostra &#8220;Fiaccole olimpiche&#8221;.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-40327 size-large" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/1000330888-591x1050.jpg" alt="" width="591" height="1050" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/1000330888-591x1050.jpg 591w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/1000330888-169x300.jpg 169w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/1000330888-768x1365.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/1000330888-864x1536.jpg 864w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/1000330888-1152x2048.jpg 1152w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/1000330888-scaled.jpg 1440w" sizes="(max-width: 591px) 100vw, 591px" /></p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;associazione, grazie a Vincenzo Pennone, appassionato e preparato storico dello sport (ricordiamo almeno le pubblicazioni &#8220;Terra d&#8217;atleti&#8221;, &#8220;Un uomo di rigore&#8221;, la biografia di Concetto Lobello scritta con Gaetano Sconzo e Umberto Teghini curata da Rosario Lo Bello e prefata da Gianni Minà, la prefazione a &#8220;Siciliani a cinque cerchi&#8221; di Francesco Nania, oltre ad innumerevoli articoli e convegni), custodisce e tenta di valorizzare il materiale documentale, emerografico e fotografico di cui è in possesso e che incrocia, come in questo caso, con quello di altri archivi: tra i documenti in mostra infatti vi sono degli inediti tratti dagli archivi personali di Vincenzo Fazzino, già presidente del C.O.N.I., e di Concetto Lo Bello, mitico arbitro di calcio.</p>
<p style="text-align: left;">Ma ecco le parole del “<em>Rapporto Ufficiale della XVII Olimpiade &#8211; C.O.N.I.”</em>:<em> &#8220;</em>… Alle ore 20,30 del 18 agosto il Fuoco sbarcò a Siracusa ricevuto dal Presidente della Regione Siciliana e prese terra nei pressi della Fonte Aretusa. Da Siracusa il tracciato della staffetta fu ricalcato su quello già percorso dagli antichi Greci all’epoca in cui fondarono le colonie e gli stabilimenti che nel loro insieme raggiunsero tanto splendore da meritare la denominazione di Magna Grecia…”</p>
<p>Così nel 1960, con gli echi degli antichi riti greci legati alle Olimpiadi e a quello Zeus Olimpico il cui tempio, un tempo maestoso, è ridotto a sole due colonne, toponimo conosciuto dai Siracusani, ma purtroppo avanzo pressoché abbandonato di un passato mitico.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-40326 size-large" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/1000330911-1-1024x576.jpg" alt="" width="618" height="348" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/1000330911-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/1000330911-1-300x169.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/1000330911-1-768x432.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/1000330911-1-1536x864.jpg 1536w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/1000330911-1-2048x1152.jpg 2048w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/1000330911-1-scaled.jpg 2560w" sizes="(max-width: 618px) 100vw, 618px" /></p>
<p>Emozionante visionare i tracciati del percorso della fiamma olimpica a Siracusa, sfogliare i giornali dell&#8217;epoca, immaginando le gesta degli atleti antichi e quelli del recente passato.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40328 size-large" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/1000330913-591x1050.jpg" alt="" width="591" height="1050" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/1000330913-591x1050.jpg 591w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/1000330913-169x300.jpg 169w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/1000330913-768x1365.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/1000330913-864x1536.jpg 864w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/1000330913-1152x2048.jpg 1152w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/1000330913-scaled.jpg 1440w" sizes="(max-width: 591px) 100vw, 591px" /></p>
<p style="text-align: left;">Oltre a vario materiale relativo allo sbarco a Siracusa della fiaccola dei Giochi del ’60, la mostra presenta documenti relativi agli “<em>ultimi tedofori</em>”, partendo dai Giochi di Londra del 1948 con John Mark fino a Sydney 2000 con Cathy Freeman; pensando agli ultimi giochi invernali, è presente anche una terza sezione dedicata a vari tedofori dei Giochi Invernali, da Cortina 1956 a Nagano 1998, e un’ultima, tipicamente siracusana, con immagini di tedofori dei Giochi del 2006 e 2026.</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.sport24h.it/wp-content/uploads/2026/04/f177f590-b065-4720-888d-95d853f3f37e.jpeg.webp" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>SPORT A SIRACUSA MENTRE NEL CALCIO SI PIANGE NEL RUGBY SI GIOISCE</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/02/04/sport-a-siracusa-mentre-nel-calcio-si-piange-nel-rugby-si-gioisce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe De Salvo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 10:31:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport news]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Società sportive]]></category>
		<category><![CDATA[Attività sportive]]></category>
		<category><![CDATA[XV Sud Est]]></category>
		<category><![CDATA[Rugby serie B]]></category>
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					<description><![CDATA[Mentre cresce l&#8217;ansia per la posizione in classifica del Siracusa calcio in serie C, non ci si accorge che la città Aretusea ha un altra squadra che invece accumula successi e in un ben più prestigioso campionato, la serie B. Sono i paradossi di un mondo sportivo dove conta solo il calcio, l&#8217;unico sport che &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre cresce l&#8217;ansia per la posizione in classifica del Siracusa calcio in serie C, non ci si accorge che la città Aretusea ha un altra squadra che invece accumula successi e in un ben più prestigioso campionato, la<strong> serie B.</strong></p>
<p>Sono i paradossi di un mondo sportivo dove conta solo il calcio, l&#8217;unico sport che muove una vera e propria industria economica già a partire dalle serie minori.</p>
<p>Il resto della galassia sportiva vive di briciole, di bruscolini come direbbe Renzo Arbore.</p>
<p>Eppure nel nostro capoluogo esiste una buona società, con una storia pluridecennale, che da semplice matricola sta disputando un&#8217;eccellente stagione nella seconda serie nazionale.</p>
<p>In realtà è una franchigia, come si dice in gergo Rugbistico, <strong>un sodalizio tra le squadre di due province, Siracusa e Ragusa</strong>, che rappresentano un intero territorio. Il suo nome è <strong>XV Sud Est</strong>, e tra le sue fila giocano atleti che cercano di coniugare allenamenti, partite, lavoro e vita familiare. E che la domenica si spostano a Ragusa, perché a Siracusa non c&#8217;è ancora un campo regolamentare dove poter disputare le partite del campionato di <strong>Rugby di serie B</strong>.</p>
<p>Non si tratta di professionisti strapagati, ma di appassionati, che durante la settimana tornano ai rispettivi lavori e che sono disposti a sudare e a fare sacrifici per uno sport rude e duro, ma che ha delle regole ben precise, ferree con, alla base, il rispetto l’avversario e soprattutto per l’arbitro.</p>
<p>Giocano uno sport bisfrattato, sconosciuto ai più, ma che meriterebbe una differente considerazione da parte dei Siracusani, per i valori che insegna, perchè al contrario di altre realtà è possibile andare a vedere una partita con l&#8217;intera famiglia, anche con i nonni, senza preoccuparsi di possibili scontri tra tifoserie e cosa non da poco, perché l&#8217;accesso agli stadi è completamente gratuito.</p>
<p>Ed <strong>in attesa del nuovo campo di gioco</strong>, in costruzione nella nuova area sportiva del Viale Epipoli, gli atleti del XV Sud Est continuano a viaggiare verso Ragusa ed a macinare successi, con una invidiabile <strong>terza posizione in classifica</strong>.</p>
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		<item>
		<title>LA FIAMMA OLIMPICA AL PARCO ARCHEOLOGICO? NO, AL TALETE</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2025/12/13/la-fiamma-olimpica-al-parco-archeologico-no-al-talete/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Dec 2025 07:09:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Attività sportive]]></category>
		<category><![CDATA[comune siracusa]]></category>
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					<description><![CDATA[Mercoledì 17 la Fiamma olimpica dei Giochi Invernali di Milano Cortina 2026 passerà anche per alcune strade cittadine. La prima volta è stata nel 1960. In occasione delle Olimpiadi di Roma di quell’anno la Fiaccola olimpica arrivò dalla Grecia proprio a Siracusa per poi proseguire il suo viaggio verso Roma per l&#8217;accensione del braciere olimpico. &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: medium;">Mercoledì 17 la Fiamma olimpica dei Giochi Invernali di Milano Cortina 2026 passerà anche per alcune strade cittadine. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: medium;">La prima volta è stata nel 1960. In occasione delle Olimpiadi di Roma di quell’anno la Fiaccola olimpica arrivò</span> <span style="font-size: medium;">dalla Grecia proprio a Siracusa per poi</span> p<span style="font-size: medium;">roseguire il suo viaggio verso Roma per l&#8217;accensione del braciere olimpico. A trasportarla fu l’Amerigo Vespucci, “</span><span style="font-size: medium;"><i>la nave più bella del mondo</i></span><span style="font-size: medium;">”, e a prenderla in consegna quel 18 agosto 1960, primo tedoforo in terra italiana, l&#8217;arbitro siracusano <strong>Concetto Lo Bello</strong>, un momento storico per la città, celebrato anche con manifestazioni successive per ricordarlo (</span><span style="color: #0563c1;"><u><a href="http://www.ilsiracusano.com/la-fiaccola-olimpica-lemozione-59-anni-rivissuta-alla-marina/" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-size: medium;">http://www.ilsiracusano.com/la-fiaccola-olimpica-lemozione-59-anni-rivissuta-alla-marina/</span></a></u></span><span style="font-size: medium;">)</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="color: #0563c1;"><u><a href="https://patrimonio.archivioluce.com/luce-web/detail/IL5000058926/2/siracusa-arrivo-della-fiaccola-olimpica.html&amp;jsonVal" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-size: medium;">https://patrimonio.archivioluce.com/luce-web/detail/IL5000058926/2/siracusa-arrivo-della-fiaccola-olimpica.html&amp;jsonVal</span></a></u></span><span style="font-size: medium;">=</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: medium;">La <strong>Fondazione Milano Cortina 2026</strong> ha ora deciso che la fiaccola attraverserà 29 Comuni siciliani tra cui, nella nostra provincia, oltre al capoluogo, Pachino, Noto, Avola, Priolo, Augusta, Lentini.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;">“<span style="font-size: medium;"><i>Un percorso straordinario che attraverserà l’intero Paese, esalterà lo spirito italiano e unirà con il passaggio di ogni singolo tedoforo il territorio e le comunità locali, in un momento di grande celebrazione nazionale</i></span><span style="font-size: medium;">”. 63 giorni di viaggio, 60 tappe in Italia e 12mila chilometri da percorrere toccando tutte le 110 province della penisola,</span> <span style="font-size: medium;">più di 10.000 tedofori che si passeranno la Fiamma Olimpica in una staffetta che culminerà ogni sera con l&#8217;accensione del braciere nella città di tappa. Un viaggio che è già iniziato il 26 novembre 2025 a Olimpia, con l’accensione del sacro fuoco, e da Roma, il 4 dicembre.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: medium;">Con questo eccezionale percorso si è voluto anche rendere omaggio al grande patrimonio storico culturale del nostro Paese che vanta il maggior numero di <strong>siti UNESCO al mondo, ben 60.</strong></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: medium;">8 i siti UNESCO coinvolti in Sicilia. La fiaccola infatti il 15 dicembre percorrerà tra le varie tappe il parco archeologico di Selinunte, i mosaici romani della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, la Valle dei Templi ad Agrigento.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Inevitabile pensare quale sito di partenza a Siracusa il Teatro Greco</strong>, l’Ara di Ierone,</span> <span style="font-size: medium;">l&#8217;Anfiteatro Romano, le Latomie del Paradiso, l&#8217;Orecchio di Dionisio, la Grotta dei Cordari, insomma il Parco archeologico! Cosa altrimenti? Da dove la Fiaccola dovrebbe muovere per poi arrivare in Ortigia “</span><span style="font-size: medium;"><i>cuore storico di Siracusa, esempio di integrazione tra architettura greca, romana, medievale e barocca</i></span><span style="font-size: medium;">” e concludere il suo percorso in un luogo simbolo, quale potrebbe essere la grande Piazza d’Armi del Castello Maniace? </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Nient’affatto</strong>. La partenza è prevista alle ore 17 angolo via <strong>Luigi Cadorna – viale Teocrito!</strong> </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: medium;">La Fiaccola ignorerà del tutto il Parco Archeologico, la causa prima della designazione della città a sito Unesco. Passerà da piazza Euripide, il Pantheon, piazza Marconi, la piazza antistante (!) la statu(ett)a di Archimede, porta Marina, largo Aretusa, piazza Duomo, Forte Vigliena e San Giovannello. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: medium;">E dove finirà il suo itinerario? In piazza Nazario Sauro, proprio <strong>di fronte all’Ortea Palace Hotel</strong>, “ingresso principale” viene specificato, dove ci sarà uno spettacolo a cura del Liceo Coreutico Tommaso Gargallo.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: medium;">Ma chi ha mai scelto questo percorso che offende l’identità e la storia della città più importante della classicità?</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: medium;">Ammesso, e non concesso, che tutto sia stato deciso dall’altra parte dello stivale, quando</span> <span style="font-size: medium;">a marzo scorso la “<strong>Fondazione Milano-Cortina 2026</strong>” ha presentato l’itinerario alla Giunta Italia, qualcuno ha fatto notare che si trattava di un percorso ‘grigio’, anonimo, insignificante, e che ben altri luoghi simbolo avrebbero dovuto essere ‘visitati’ dalla Fiamma olimpica, presentata quale “</span><span style="font-size: medium;"><i>simbolo di unità e di pace</i></span><span style="font-size: medium;">”, portatrice di un “</span><span style="font-size: medium;"><i>messaggio universale che trascende confini e differenze, invitando ogni persona a partecipare a un evento di assoluta rilevanza globale</i></span><span style="font-size: medium;">”?</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;">“<span style="font-size: medium;"><i>Il suo passaggio rappresenta, infatti, i valori fondamentali del movimento olimpico, incarnando i sentimenti di Amicizia, Pace, Speranza e Spirito di Squadra</i></span><span style="font-size: medium;">” si legge nel comunicato della Fondazione. I valori che noi ritroviamo nell’aura del Parco Archeologico, che respiriamo ogni anno nello splendido emiciclo del Teatro Greco (quando non è palcoscenico di spettacoli pop), non certamente all’angolo di viale Teocrito, o davanti alla statu(ett)a di Archimede all’ingresso di Ortigia, o al Talete!</span></span></p>
<p align="justify">
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le incoerenze del Talete</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2025/09/29/le-incoerenze-del-talete/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carmelo Maiorca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2025 18:06:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Ortigia]]></category>
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		<category><![CDATA[Ass. Giuseppe Gibilisco]]></category>
		<category><![CDATA[Ortea Palace Hotel]]></category>
		<category><![CDATA[Russotti Spa]]></category>
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					<description><![CDATA[Iniziati i lavori per trasformare la terrazza del parcheggio in una sorta di parco giochi sportivo. Il progetto viene eseguito, in accordo col Comune di Siracusa, dalla Russotti Spa proprietaria dell’Ortea Palace Hotel, utilizzando le somme comunque dovute dalla suddetta società per il pagamento degli oneri di urbanizzazione. Nel frattempo non si hanno notizie di &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Iniziati i lavori per trasformare la terrazza del parcheggio in una sorta di parco giochi sportivo. Il progetto viene eseguito, in accordo col Comune di Siracusa, dalla Russotti Spa proprietaria dell’Ortea Palace Hotel, utilizzando le somme comunque dovute dalla suddetta società per il pagamento degli oneri di urbanizzazione. Nel frattempo non si hanno notizie di interventi programmati all’interno della struttura che a chi vi parcheggia, in gran parte turisti, si presenta malridotta e trascurata.</p>
<p>Ieri mattina (domenica 28 settembre) c’erano soprattutto i giovani e i giovanissimi atleti della sezione giovanile Fiamme Oro di pugilato, i loro allenatori e dirigenti e un po’ di curiosi sulla terrazza del parcheggio Talete per “BeActive”, che la sera prima era stata rinviata a causa della pioggia.</p>
<p>Si è trattato di una manifestazione organizzata dal Comune di Siracusa per la Settimana Europea dello Sport, che ogni anno coinvolge molte città europee “per promuovere i valori sani dello sport e l’importanza di avere stili di vita sani attraverso l’attività fisica”.</p>
<p>Il sindaco Francesco Italia sulla sua pagina social aveva invitato i cittadini a partecipare, scrivendo “In attesa che la terrazza del parcheggio Talete si trasformi, come sta già avvenendo, in un grande playground per diverse attività fisiche, venite a scoprire insieme a noi la BeActiveNight! SportinCittà”.</p>
<p>Il playground (letteralmente “parco giochi) cui fa riferimento il sindaco è il “villaggio sportivo multidisciplinare” per il quale sono da poco iniziati i lavori con la dicitura, riportata nel cartello di cantiere, di “Progetto per la riqualificazione della copertura del parcheggio Talete”.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33511 size-medium" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/t-2-184x300.jpg" alt="" width="184" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/t-2-184x300.jpg 184w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/t-2.jpg 550w" sizes="(max-width: 184px) 100vw, 184px" /><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33513 size-medium" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/t-3-300x163.jpg" alt="" width="300" height="163" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/t-3-300x163.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/t-3.jpg 720w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33514 size-medium" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/t-7-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/t-7-300x225.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/t-7-1024x768.jpg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/t-7-768x576.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/t-7-1536x1152.jpg 1536w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/t-7.jpg 2000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33515 size-medium" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/t-1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/t-1-300x225.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/t-1-1024x768.jpg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/t-1-768x576.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/t-1-1536x1152.jpg 1536w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/t-1.jpg 2000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33522 size-medium" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/t-5-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/t-5-300x222.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/t-5.jpg 720w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Progetto che prevede la realizzazione di un campo da basket; di un pumptrack (particolare circuito per ciclisti che lo percorrono non pedalando ma mediante lo slancio generato dai movimenti del corpo); di uno spazio per il calisthenics (in italiano calistenico) che sarebbe un sistema di allenamentobasato su esercizi ginnici a corpo libero; dell’area attrezzi fitness; di una scivola in acciaio, dell’area di accesso al mare; di panchine e vasi in metallo; dell’impianto d’illuminazione; di un chiosco (non è specificato se preposto alla vendita di generi alimentari o altro).</p>
<p>L’impresa esecutrice è la Russotti Gestioni Hotels Spa che a Siracusa è proprietaria dell’Ortea Palace, il lussuoso e imponente hotel cinque stelle ricavato qualche anno fa dalla ristrutturazione dell’ex Palazzo delle Poste situato nelle vicinanze del parcheggio.</p>
<p>L’importo dei lavori è di 373.499, 73 euro “la cui copertura finanziaria trova fondamento nelle somme dovute dalla succitata società per oneri di urbanizzazione” in base all’accordo sottoscritto tra il Comune e la Russotti.</p>
<p>In sostanza, la società alberghiera invece di versare direttamente alle case comunali le somme dovute per gli interventi edilizi e gli altri costi di urbanizzazione riguardanti l’Ortea Palace Hotel, si è impegnata a utilizzare le stesse somme provvedendo all’esecuzione degli attuali lavori per la “riqualificazione della copertura del parcheggio Talete”.</p>
<p>L’idea di crearvi un villaggio sportivo permanente venne lanciata dal sindaco e dall’allora assessore allo Sport, Giuseppe Gibilisco, un anno fa subito dopo la conclusione del G7 Agricoltura con annesso Expo DivinAzione, fortemente voluto dal ministro Lollobrigida, durante il quale il tetto del controverso parcheggio ospitò una serie di attività sportive e ricreative.</p>
<p>Poi lo scorso aprile l’annuncio della firma del contratto tra il Comune e la società Russotti, e un paio di settimane fa l’avvio della prima fase dei lavori.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33516 size-medium" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/t-6-226x300.jpg" alt="" width="226" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/t-6-226x300.jpg 226w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/t-6.jpg 720w" sizes="(max-width: 226px) 100vw, 226px" /><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33517 size-medium" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/t-8-226x300.jpg" alt="" width="226" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/t-8-226x300.jpg 226w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/t-8.jpg 720w" sizes="(max-width: 226px) 100vw, 226px" /><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33518 size-medium" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/t-12-242x300.jpg" alt="" width="242" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/t-12-242x300.jpg 242w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/t-12.jpg 720w" sizes="(max-width: 242px) 100vw, 242px" /><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33519 size-medium" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/t-14-300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/t-14-300x223.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/t-14.jpg 720w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><img decoding="async" class="alignnone wp-image-33520 size-medium" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/t-13-300x264.jpg" alt="" width="300" height="264" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/t-13-300x264.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/t-13.jpg 720w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Nel frattempo, nel “mondo di sotto” del Talete, all’interno di quella lunghissima colata di cemento armato (che da quando apparve quasi trent’anni fa venne giustamente definita un ecomostro), dentro il parcheggio vero e proprio a coloro che vi posteggiano le proprie vetture, in prevalenza turisti, gli ambienti si presentano brutti, trascurati, malridotti, sporchi come attestano le foto che abbiamo scattato. Pavimenti sconnessi, bucherellati, rattoppati; colonne portanti lesionate e mura screpolate, così come parti del soffitto; infiltrazioni d’acqua in alcuni punti, con allagamenti verificatisi dopo i (rari) temporali di forte intensità.</p>
<p>Occorrono interventi di ristrutturazione e di ripulitura generale che evidentemente non vengono considerate delle priorità; di certo secondarie rispetto al “mondo di sopra” del Talete.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>AUDACE CERIGNOLA SIRACUSA 3-1. Dal vantaggio all’eclissi</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2025/09/08/audace-cerignola-siracusa-3-1-dal-vantaggio-alleclissi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Moschella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2025 06:51:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Attività sportive]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Siracusa Calcio  ]]></category>
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					<description><![CDATA[dal nostro inviato speciale IL COMMENTO Porta male la luna di sangue al Siracusa. Dopo 65 minuti ben giocati, il crollo fisico e tattico. Quarta prestazione fotocopia per gli azzurri. L’Audace un po’ come il Monopoli vince dí furbizia e di esperienza grazie anche al fatto di non presentare lacune tattiche ed individuali. Ventuno falli &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-size: 10pt;"><em>dal nostro inviato speciale</em></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: large;"><b>IL <span style="font-size: 14pt;">COMMENTO</span></b></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: large;">Porta male la luna di sangue al Siracusa. Dopo 65 minuti ben giocati, il crollo fisico e tattico. Quarta prestazione fotocopia per gli azzurri. L’Audace un po’ come il Monopoli vince dí furbizia e di esperienza grazie anche al fatto di non presentare lacune tattiche ed individuali. Ventuno falli del Cerignola contro i nove del Siracusa. Il gioco di Turati ha già fatto notizia nel girone C e quindi, a volte, agli avversari basta un lancio di quaranta metri per mandare l’attaccante a rete. Inoltre, quello del Siracusa è un gioco molto dispendioso e un calo fisico negli ultimi trenta minuti è inevitabile. Agli avversari basta aspettare.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: large;"><b>LE PAGELLE</b></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: large;"><b>Bonucci</b></span><span style="font-size: large;">: incolpevole sui tre gol, si produce in un’altra uscita coraggiosa evitando un gol. Nessun errore con la palla nei piedi. Preclude possibili ripartenze ritardando i suoi rilanci dal fondo campo. VOTO: 6</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: large;"><b>Puzone: </b></span><span style="font-size: large;">prova incolore, si propone raramente come incursore, quando lo fa, all’inizio, sciupa una buona occasione. È uno dei quattro che guardano Emmausso pareggiare e riaprire la partita. VOTO:5</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: large;"><b>Iob: </b></span><span style="font-size: large;">cresce in personalità, svaria dentro il campo, recupera qualche pallone ma, probabilmente, deve ancora dare il meglio di sé.VOTO:6</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: large;"><b>Pacciardi</b></span><span style="font-size: large;">: </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: large;"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-32814" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/223091e5-46f6-40ce-a74c-75553b16c2bd-240x300.jpeg" alt="" width="240" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/223091e5-46f6-40ce-a74c-75553b16c2bd-240x300.jpeg 240w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/223091e5-46f6-40ce-a74c-75553b16c2bd-840x1050.jpeg 840w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/223091e5-46f6-40ce-a74c-75553b16c2bd-768x960.jpeg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/09/223091e5-46f6-40ce-a74c-75553b16c2bd.jpeg 1080w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" />gioca dí esperienza, fino allo 0 a 0 registra con una certa sicurezza una difesa altissima. Se il Cerignola, nel primo tempo, segna tre gol in fuorigioco il merito è in gran parte suo. Si spegne nel secondo e perde in velocità i duelli con Cuppone, autore di una doppietta. Ha il merito di realizzare il gol del momentaneo vantaggio, riprendendo con precisione una corta respinta del portiere. Si impappina nell’azione del possibile gol del 2-0. Ancora a corto di preparazione. VOTO: 5 </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: large;"><b>Bonacchi: </b></span><span style="font-size: large;">il migliore del reparto difensivo. Nel primo tempo l’intesa con Pacciardi fa ben sperare, ma poi paga le difficoltà del suo compagno di reparto. VOTO: 5,5</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: large;"><b>Limonelli: </b></span><span style="font-size: large;">la sua presenza in campo si sente, non si risparmia, cuce il bel palleggio azzurro del centrocampo, ogni tanto spegne la luce e fa venire meno la sua proverbiale continuità. VOTO:6,5</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: large;"><b>Candiano: </b></span><span style="font-size: large;">Limonelli entra spesso nella sua zona di competenza e gli toglie spazi di regia. Partita onesta, senza lampi di creatività. Da lui ci si aspetta dí più. VOTO: 6,5</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: large;"><b>Contini</b></span><span style="font-size: large;">: buon primo tempo, poi partecipa alla sbandata collettiva che regala la vittoria al Cerignola: 6</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: large;"><b>Guadagni: </b></span><span style="font-size: large;">il migliore nel primo tempo dove da sfoggio di tutte le sue qualità: velocità, dribbling, combattività. Sfiora il gol all’inizio con un bel pallonetto. Come col Casarano, nel secondo tempo fa perdere le sue tracce. VOTO:6</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: large;"><b>Capanni:</b></span><span style="font-size: large;"> impegna la difesa avversaria per tutta la partita, combatte dando la sensazione di crescere sotto il profilo della forma fisica e correndo in modo più sciolto. VOTO:6</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: large;"><b>Valente</b></span><span style="font-size: large;">: oggi il migliore. Preciso, continuo, gioca per la squadra senza mai lasciarsi prendere dalla voglia di strafare. Calcia una punizione che sfiora il gol. VOTO:7</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: large;"><b>Morreale, Frisenna, Zanini, Di Paolo, Falla</b></span><span style="font-size: large;">: entrano per tamponare la crisi ma aggiungono solo confusione tattica senza sostanza. Dei tre è il solo Morreale a mostrare un po’ di inventiva e a rendersi utile.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: large;"><b>Turati: </b></span><span style="font-size: large;">affronta una squadra che nel campionato precedente ha sfiorato la serie B</span><b> </b><span style="font-size: large;">insistendo col suo modulo</span><b> </b><span style="font-size: large;">tattico e senza apportare alcuna correzione per proteggere una difesa ancora approssimativa. La squadra lavora tanto durante la settimana e lo segue in questo suo percorso tattico innovativo e ricco di novità. Solo quando avrà disponibile tutta la rosa in buone condizioni potrà giudicarsi il suo operato. Fino adesso ha avuto tante attenuanti. D’ora in avanti il bel gioco comincerà a non bastare. VOTO:6</span></p>
<p align="justify"><em><span style="font-size: 10pt;">foto dai siti web</span></em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;INCREDIBILE CASO DEI CONTRIBUTI DEL COMUNE DI SIRACUSA</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2024/09/21/lincredibile-caso-dei-contributi-del-comune-di-siracusa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Salvo Baio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Sep 2024 18:38:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Disabilità sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Società sportive]]></category>
		<category><![CDATA[Attività sportive]]></category>
		<category><![CDATA[siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[contributi]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Italia]]></category>
		<category><![CDATA[progetti disabili]]></category>
		<category><![CDATA[associazioni sportive]]></category>
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					<description><![CDATA[Che fine hanno fatto i contributi sportivi straordinari  del 2021? Per rispondere  è necessaria una premessa.  Ai primi di marzo di quest&#8217;anno,  La Civetta dà notizia di una delibera del 23 dicembre 2022 con cui la Giunta comunale incarica il competente ufficio di predisporre un avviso pubblico per ripartire alle associazioni dilettantistiche 20 mila euro &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="gmail_attr" dir="ltr"><strong>Che fine hanno fatto i contributi sportivi straordinari  del 2021?</strong></div>
<div dir="ltr"></div>
<div class="gmail_attr" dir="ltr">Per rispondere  è necessaria una premessa.  Ai primi di marzo di quest&#8217;anno,  La Civetta dà notizia di una <strong>delibera del 23 dicembre 2022</strong> con cui la Giunta comunale incarica il competente ufficio di predisporre un <strong>avviso pubblico</strong> per ripartire alle <strong>associazioni dilettantistiche 20 mila euro</strong> per l&#8217;attività sportiva svolta nel 2021.</div>
<div class="gmail_attr" dir="ltr"><strong>Il 29 dicembre viene impegnata la somma  e dopo 421 giorni</strong>, festivi compresi, viene <strong>finalmente pubblicato l&#8217;avviso</strong> con i criteri di partecipazione cui devono attenersi le associazioni sportive e le modalità di suddivisione dei contributi.</div>
<div class="gmail_attr" dir="ltr"></div>
<div class="gmail_attr" dir="ltr"><strong>Un anno e due mesi</strong> per approntare un avviso pubblico ha dell&#8217;incredibile, un tempo enorme che evidenzia l&#8217;inefficienza dell&#8217;Amministrazione comunale.  Non sono sotto accusa i funzionari, che magari sono oberati di lavoro, ma i responsabili politici, assessore allo Sport per primo, che non seguono l&#8217;iter delle pratiche e non segnalano agli uffici le priorità.</div>
<div dir="ltr">
<div>Siamo  quasi  arrivati a fine settembre e <strong>non un solo euro dei 20 mila stanziati è stato dato</strong>. Gli uffici sono ancora alle prese con la graduatoria delle società aventi  diritto ai contributi. <strong>Nel frattempo la Giunta Italia ha aumentato le tariffe per la fruizione  degli impianti sportivi della Cittadella</strong>.</div>
<div></div>
<div>Da notare che <strong>nei propri atti l&#8217;Amministrazione parla di ruolo sociale ed educativo dello sport</strong>, di sostegno ai progetti di innovazione sociale con particolare riferimento all&#8217;inclusione nella pratica sportiva di persone diversamente abili. Tutte <strong>belle parole, smentite però dai  fatti </strong> che sono quelli che contano per le associazioni sportive, le quali hanno notevoli difficoltà a sostenere i costi crescenti per pagare gli spazi, gli allenatori, le trasferte, eccetera. Recentemente un gruppo numeroso di <strong>società sportive dilettantistiche ha protestato pubblicamente </strong> contro l&#8217;aumento delle tariffe deliberato dalla Giunta Italia che potrebbe costringerle a chiudere.</div>
<div>Naturalmente non saranno i ventimila euro di contributi, spalmati in chissà quanti sodalizi sportivi, a risolvere i problemi dello sport dilettantistico siracusano, ma questa non è una buona ragione per ritardarne sine die l&#8217;erogazione.</div>
<div>Quando sarà finalmente approvata la graduatoria,  sapremo in che modo sono stati  applicati i criteri, per la verità molto generici, previsti dal bando e il nome delle società beneficiarie, ma come abbiamo sottolineato a marzo l&#8217;aver destinato  ai progetti innovativi <strong>per i diversamente abili un contributo massimo di duemila euro su ventimila (appena il dieci per cento) è un pessimo segnale</strong>.</div>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>CITTADELLA DELLO SPORT, LA NUOVA GIUNTA ITALIA RICOMINCIA DALL&#8217;AUMENTO DELLE TARIFFE MA TACE SULLA GESTIONE DEL COMPLESSO IMPIANTISTICO</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2024/04/04/cittadella-dello-sport-la-nuova-giunta-italia-ricomincia-dallaumento-delle-tariffe-ma-tace-sulla-gestione-del-complesso-impiantistico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Salvo Baio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2024 17:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Società sportive]]></category>
		<category><![CDATA[Attività sportive]]></category>
		<category><![CDATA[comune siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadella dello Sport]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco Italia]]></category>
		<category><![CDATA[assessore gibilisco]]></category>
		<category><![CDATA[società sportive dilettantistiche]]></category>
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					<description><![CDATA[Il primo atto della nuova giunta Italia sulla Cittadella dello Sport è stata una delibera con la quale vengono aumentate significativamente le tariffe a carico delle associazioni sportive dilettantistiche che fruiscono degli impianti, aumenti giustificati dall&#8217;assessore allo Sport, Peppe Gibilisco, con gli elevati costi di gestione. La lievitazione delle tariffe sportive fa il paio con &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="default-style">Il primo atto della nuova giunta Italia sulla Cittadella dello Sport è stata una delibera con la quale vengono <strong>aumentate significativamente le tariffe a carico delle associazioni</strong> sportive dilettantistiche che fruiscono degli impianti, aumenti giustificati dall&#8217;assessore allo Sport, <strong>Peppe Gibilisco</strong>, con gli elevati costi di gestione. La lievitazione delle tariffe sportive fa il paio con l&#8217;incremento delle <strong>tariffe per i servizi cimiteriali</strong>, con l&#8217;<strong>IMU oltre il 10 per cento</strong> e dunque si inquadra in una politica che, come suol dirsi, mette le mani nelle tasche dei cittadini.</p>
<div dir="ltr">
<div class="gmail_quote">
<div dir="ltr">
<div class="gmail_quote">
<div dir="ltr">
<div class="gmail_quote">
<div dir="ltr">
<div class="gmail_quote">
<div dir="ltr">
<div>Tuttavia il caso della Cittadella è quello più emblematico perché incide sul valore sociale ed educativo, prima ancora che agonistico,  dello sport.  Inoltre <strong>non viene detto se la gestione degli impianti sportivi resterà pubblica</strong> o se invece, a causa dei costi di gestione, si intende ritornare alla vecchia (e disastrosa)  idea della privatizzazione che per quasi quattro anni è stata il chiodo fisso, e anche il tallone di Achille, dell&#8217;allora assessore allo Sport, Francesco Italia. Quell&#8217;esperienza è infatti finita in tribunale dando vita ad un <strong>contenzioso milionario, di cui si sono perse le tracce, tra il Comune e il gestore</strong> degli impianti.</div>
<div>Una brutta storia che ha inizio con un avviso di gara che configura una grave violazione della legge. Il principio fondante dell&#8217;avviso è l&#8217;articolo 15 della legge 9/2016 secondo il quale l&#8217;<strong>ente locale può dare in gestione, senza alcun onere a proprio carico, un impianto sportivo a condizione che il beneficiario si accolli tutte (tutte!)  le spese</strong> per la sua riqualificazione. Senonché la manina che predispone il capitolato prestazionale inserisce una generosa clausola in base alla quale per i primi tre anni di gestione le spese di utenza per luce e gas vengono suddivise a metà tra Comune e gestore, in palese contrasto col principio previsto dalla legge che, come detto,  esclude oneri a carico dell&#8217;ente locale.</div>
<div><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-24010" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/10/Salvo-Baio-850x500-1-300x176.jpg" alt="" width="300" height="176" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/10/Salvo-Baio-850x500-1-300x176.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/10/Salvo-Baio-850x500-1-768x452.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/10/Salvo-Baio-850x500-1.jpg 850w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<div>A conti fatti questo scherzetto costa al Comune  al luglio del 2020 la bellezza di <strong>oltre 650 mila euro</strong> in quanto il gestore, pur avendo beneficiato contra legem del dimezzamento degli oneri, non paga neanche il 50 per cento a proprio carico, approfittando della &#8220;<strong>distrazione&#8221; di amministratori e funzionari che in tre anni non si accorgono di nulla</strong> e non impongono neanche la voltura dei contratti di fornitura di luce e gas che restano intestati al Comune, il quale  incoscientemente  paga tutto.</div>
<div>Visti i precedenti da brividi,  sarebbe pertanto rovinoso un ritorno all&#8217;idea di &#8220;privatizzare&#8221; la gestione degli impianti sportivi.  Allo sport va data la stessa importanza, se non maggiore,  di altri servizi resi alla cittadinanza. E&#8217; impensabile che i costi di gestione siano finanziati, sia pure non in toto,  con gli aumenti delle tariffe a carico delle piccole associazioni sportive (che fanno enormi sacrifici per resistere) e quindi delle famiglie degli atleti.</div>
<div>L&#8217;assessore Gibilisco, uomo di sport, ha annunciato che il Comune &#8220;sta ultimando il <strong>progetto per trasformare la piscina piccola</strong> della Cittadella in una semi olimpica e quindi rifare anche gli spogliatoi. Investiremo una somma vicina al milione di euro&#8221;. Buona notizia, ma  quando inizieranno i lavori?  Il buon Gibilisco non c&#8217;entra, ma quando sento dire &#8220;stiamo ultimando&#8221;, &#8220;investiremo&#8221; divento scettico.</div>
<div>A parte i singoli interventi, che hanno una loro importanza,  credo che l&#8217;<strong>Amministrazione Italia dovrebbe far sapere  quale politica  dello sport intende seguire e in che modo pensa di gestire gli impianti.</strong></div>
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		<title>Nei funerali in chiesa non c’è nulla che giustifichi il chiasso da stadio o da megaconcerto rock. La morte esige silenzio</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2020/01/10/nei-funerali-in-chiesa-non-c-e-nulla-che-giustifichi-il-chiasso-da-stadio-o-da-megaconcerto-rock-la-morte-esige-silenzio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Duccio Di Stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jan 2020 18:51:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività sportive]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci vorrebbe un influencer per indurre a rispettare la voglia di raccoglimento degli amici &#160; Si sente parlare, sempre pi&#249; spesso, di questi nuovi mestieri, di queste nuove figure che i tempi moderni &#8211; velocissimi &#8211; portano in auge. E se non ci uniformiamo corriamo il rischio di fare la fine dei triceratopi, e cio&#232; &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><em><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Ci vorrebbe un influencer per indurre a rispettare la voglia di raccoglimento degli amici </span></em></strong></p>
<p>  <span id="more-12585"></span>  </p>
<p>&nbsp; </p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Si sente parlare, sempre pi&ugrave; spesso, di questi nuovi mestieri, di queste nuove figure che i tempi moderni &ndash; velocissimi &#8211; portano in auge. E se non ci uniformiamo corriamo il rischio di fare la fine dei triceratopi, e cio&egrave; di estinguerci prima del tempo. Una di queste figure non pu&ograve; che essere l&rsquo;<em>Influencer. Un&nbsp;</em></span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Marketing_di_influenza" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;, serif; color: black;">influencer </span></em></strong></a></span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">&egrave; una persona che sui social network gode di particolare&nbsp;popolarit&agrave; o autorit&agrave;, in virt&ugrave; della quale &egrave; in grado di influenzare i suoi <em>follower</em> o amici, che dir si voglia. Egli &egrave; considerato&nbsp;infatti un esperto in un particolare argomento, per cui ci&ograve; che dice viene ascoltato attentamente ed &egrave; in grado di orientare e definire le decisioni di chi lo segue. In genere attivo sui social network, da Twitter a Facebook passando per YouTube, dove ha raccolto&nbsp;numerosi seguaci.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Ma poi, dalle varie foto di amici o pseudo tali che ancora questi social portano in navigazione lungo gli sconfinati canali del web, ci arriva pure una foto come questa che vi abbiamo riportato. Non era facile carpire un&rsquo;immagine cos&igrave; poetica, antica e moderna allo stesso tempo. Un&rsquo;immagine da copertina, da dossier sociologico e culturale: una madre, come tante altre, come qualsiasi donna che ama i propri figli, che gioca, li controlla, li accudisce, cercando di non far loro mancare la sua protezione senza per&ograve; privarli del loro libero spazio d&rsquo;espressione. Non si riesce a distogliere lo sguardo da lei. Una meraviglia, un attimo che racconta una vita e che dura una vita. Generazioni diverse, un documentario sull&rsquo;amore che cambia ma rimane vivo, nonostante tutto il resto. Nonostante il treno dell&rsquo;esistenza sfrecci veloce senza nemmeno darci il tempo di mettere bene a fuoco le immagini che riusciamo appena a scorgere dal finestrino. Le vite si intrecciano e il filo conduttore &egrave; la continuit&agrave; delle proprie radici, l&rsquo;orgoglio delle nostre identit&agrave;, il peso e la consistenza della nostra terra. Facendosi beffe del nuovo che avanza, dell&rsquo;<em>outfit </em>corrente, dell&rsquo;essere fashion, trendy, stylo e chi pi&ugrave; ne ha pi&ugrave; ne metta. Facendosi soprattutto beffe delle influenze imperanti. Degli influencer, appunto. Bella, fiera dei suoi insegnamenti, mai paga dei vari cambiamenti, orgogliosa del suo vestire, elegante nella sua fierezza di donna tutta d&rsquo;un pezzo. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Donna d&rsquo;altri tempi? E che vuol dire d&rsquo;altri tempi? Perch&eacute; questi che stiamo vivendo che tempi sarebbero? I tempi dove si chiudono i porti lasciando in mare ciurme di disperati in attesa che tra una rissa e un&rsquo;altra in Parlamento si decida sul loro destino? Oppure tempi dove alla fine di un (purtroppo frequente) funerale di qualche giovane perito sul maledetto asfalto del sabato sera, non solo non si rispetta il silenzio &#8211; da sempre inteso come momento di rispetto e di raccoglimento &#8211; ma addirittura si intonano cori da stadio o si accendono fumogeni e fuochi d&rsquo;artificio? E allora sapete che c&rsquo;&egrave;? Che a noi piacevano di pi&ugrave; <em>quei tempi. </em>Quei tempi dove alla sacralit&agrave; del silenzio si dava quell&rsquo;importanza e quel rispetto che certi momenti richiederebbero. Perch&eacute; davanti alla <em>solenne quiete </em>della morte, </span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">l&rsquo;unico atteggiamento adeguato &egrave; quello del silenzio, del silenzio pensoso e rispettoso.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Che poi, questo silenzio &#8211; oramai da tutti temuto e bandito perch&eacute; non contemplato nelle faccine che sui social evidenziano le nostre reazioni ai post &#8211; cos&rsquo;era e cosa rappresentava esattamente nel primitivo registro comunicativo dell&rsquo;Uomo Sapiens? Il silenzio &egrave; definito solitamente nei vocabolari in termini negativi, come <em>assenza</em> o privazione: assenza di rumore, di suoni, di voci, di parole, di emissioni sonore. Quindi l&rsquo;opposto del parlare, del produrre suoni o rumori. Il silenzio sembra cos&igrave; associato all&rsquo;idea di astensione da qualche cosa, che &egrave; appunto l&rsquo;azione umana, la <em>poiesis</em> sul mondo, il fare dal nulla. E quindi il silenzio fa paura. Perch&eacute; la gente pensa che stare insieme voglia dire parlare, e che i vuoti siano di conseguenza momenti da riempire. Altrimenti diventano imbarazzo, panico. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Noi invece riteniamo che a volte stare in silenzio &egrave; pienezza, &egrave; condividere l&rsquo;essenziale. E del resto in determinati momenti della vita (o della <em>non vita</em>) il silenzio rimane l&rsquo;unica condizione possibile che ti permette di condividere e di vivere pienamente quello stato con te stesso. E solo con te stesso. Con te stesso e con la tua coscienza. Con quella pienezza che la coscienza comporta e richiede. Ed &egrave; proprio questo forse che spaventa di pi&ugrave;. Perch&eacute; non siamo pi&ugrave; abituati a rimanere soli con noi stessi, visto come tutti quanti siamo presi dal &ldquo;dividere&rdquo; con centinaia di utenti pure quella pizza che ci apprestiamo a gustare. Abbiamo una tremenda paura di sentire quell&rsquo;acqua calma che sale dentro, che si muove lenta, con un ritmo simile al battito del cuore. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Ma cosa c&rsquo;&egrave; di pi&ugrave; intimo da regalare, a qualcuno che ci ha lasciato per sempre, del battito del nostro cuore? Nulla, credo. Ed &egrave; cos&igrave; che bisognerebbe salutare i nostri cari che sono passati a miglior vita. Ed ogni altra manifestazione, specie se fastidiosa, molesta, rumorosa, lasciamola dentro una curva da stadio o su una bancarella del mercato. Non trasciniamola all&rsquo;interno di una chiesa. Perch&eacute;, piaccia o no, che vi si creda o meno, quello resta un sito che storicamente sancisce una sacralit&agrave;, una devozione.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">La morte &egrave; un grande mistero. La morte esige silenzio, raccoglimento, riflessione.<br /> Davanti alla morte non c&rsquo;&egrave; nulla che giustifichi il chiasso: bisogna avere un animo ben volgare per pensare che la si possa salutare come si fa all&rsquo;ingresso dei calciatori nello stadio, o a quello dei cantanti rock in qualche megaconcerto all&rsquo;aperto. E allora, cari <em>influencer,</em> fatevi sentire &#8211; voi che tanto contate oggigiorno &#8211; fatevi sentire voi affinch&eacute; si ponga fine allo scempio dei botti da funerale. Perch&eacute; ne subiamo sin troppi, di botti, nella vita, e va rispettato invece il dolore di chi a quella tragedia &egrave; sopravvissuto. Sopravvissuto come un fantasma&hellip; Un fantasma nudo e muto!</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Cinquantini, vespe e motorini, quando finisce un amore</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2019/06/08/cinquantini-vespe-e-motorini-quando-finisce-un-amore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Duccio Di Stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Jun 2019 13:52:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Attività sportive]]></category>
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					<description><![CDATA[Vi si sono coagulati per decenni libert&#224;, passione, disobbedienza, seduzione. Ma per sentirsi autonomi oggi i giovani preferiscono lo smartphone &#160; La Civetta di Minerva, 1 giugno 2019 Negli Anni 70, 80 e 90 i ragazzi aspettavano con ansia il 14&#176; compleanno: salire sul primo &#8220;cinquantino&#8221; li faceva entrare nel mondo dei grandi. In quel &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><em><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Vi si sono coagulati per decenni libert&agrave;, passione, disobbedienza, seduzione. </span></em></strong><strong><em><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Ma per sentirsi autonomi oggi i giovani preferiscono lo smartphone</span></em></strong></p>
<p>  <span id="more-12134"></span>  </p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">La Civetta di Minerva, 1 giugno 2019</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Negli Anni 70, 80 e 90 i ragazzi aspettavano con ansia il 14&deg; compleanno: </span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">salire sul primo <em>&ldquo;cinquantino&rdquo;</em> li faceva entrare nel mondo dei grandi. In quel periodo sulle strade italiane viaggiavano 700.000 motorini. Oggi poco pi&ugrave; di 20.000. Vien spontanea la domanda del perch&eacute; le due ruote non sono pi&ugrave; l&rsquo;oggetto del desiderio dei nostri figli. Questione di moda, di ansie, di patenti. E soprattutto di smartphone. I parcheggi davanti alle scuole oggi sono popolati di fantasmi, come uno scenario post-bellico. Moto e motorini, quando va bene, si contano sulle dita di una mano: Ma allora, cosa diamine &egrave; successo? Cosa ha fatto sparire quella frenesia che avevamo tutti (io il primo) di riuscire a mettere finalmente sotto il sedere quelle novelle selle da cowboy che ci facevano sentire tanto John Wayne dei giorni nostri?</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Succede che <strong>per la prima volta dal Dopoguerra la moto non &egrave; pi&ugrave; al centro degli interessi</strong> e delle passioni dei giovani.&nbsp;Negli ultimi sessant&rsquo;anni tutte le generazioni si sono specchiate almeno una volta nel serbatoio di una moto. Quello in lamiera quando l&rsquo;auto era inaccessibile; quello in alluminio quando col benessere la moto diventa svago, status, libert&agrave;. Infine quello in plastica dello scooter fatto per affrontare citt&agrave; sempre pi&ugrave; congestionate. A quanto pare &egrave; di plastica anche l&rsquo;erede (e il carnefice) del motorino. Per la generazione iGen lo smartphone &egrave; il mezzo di trasporto che percorre tutte le strade dell&rsquo;evasione, dell&rsquo;emancipazione, della curiosit&agrave;. Se per&ograve; speriamo che, senza motorino, i ragazzi siano almeno pi&ugrave; al sicuro, ci sbagliamo di grosso.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">La moto nasce come mezzo di trasporto a basso costo</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">. Necessario, negli Anni 50, al padre di famiglia per recarsi al cantiere o in fabbrica. Nelle citt&agrave;, uscite martoriate dalla guerra, sullo sfondo delle gru, la Lambretta e la Vespa comprate a cambiali sono state l&rsquo;icona della speranza nel futuro, decantate ed esaltate persino dai grandi registi di Hollywood. Ben presto alle due ruote guarda, con sempre crescente desiderio, la fascia di et&agrave; pi&ugrave; giovane. Sono gli anni del boom economico. Dall&rsquo;America maccartista soffia un vento di libert&agrave; e di ribellione che percuote i giovani con la musica rock e irrompe nel cinema &ndash; quello con un&rsquo;unica sala puzzolente di fumo e i sedili di legno scomodi come pi&ugrave; non si pu&ograve; &ndash; con l&rsquo;immagine di Brando<em>, Il Selvaggio</em>, a cavalcioni su una Triumph Thunderbird. Cambia tutto. E cambia velocemente</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">La moto, <strong>oltre che essere il primo mezzo di trasporto proprio, diventa un simbolo dell&rsquo;identit&agrave; giovanile</strong>. L&igrave; si coagulano libert&agrave;, passione, disobbedienza, seduzione. L&rsquo;ora X scatta a quattordici anni: con il cinquantino si fa il primo passo fuori dalla prigione domestica. &Egrave; impellente questa voglia di libert&agrave;, di sottrarsi al controllo dei genitori. </span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Al mondo degli adulti si invidia infatti solo quella, l&rsquo;indipendenza, e si ha fretta di conquistarla. In amore la moto &egrave; il terzo incomodo tra lui e lei: cos&igrave; il pi&ugrave; delle volte la storia finisce e Mogol vi scrive un capolavoro: Nel &rsquo;75 il ventenne coi pantaloni a zampa e i capelli sugli occhi si dichiara a lei che ama un altro offrendo in cambio di un s&igrave; la cosa pi&ugrave; cara che possiede, la &laquo;<em>Motocicletta 10 Hp&hellip; mi costa una vita&hellip; per niente la darei&#8230;&raquo;</em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">La moto e la musica si sono sempre accompagnate all&rsquo;interno della simbologia&nbsp;</span></strong><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">di quegli anni</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;"> animati dai sentimenti e dai movimenti giovanili. Francesco Guccini si specchia nel serbatoio della sua Moto Guzzi. Mick Jagger sulla copertina di Rolling Stones si circonda di BSA. In rotta col conformismo, il capitalismo e le ipocrisie, il protagonista di Easy Rider cerca un mondo dove vivere senza vincoli a bordo di una Harley e sulle note di Born to be Wild. La cosa pi&ugrave; singolare &egrave; che la moto<strong>&nbsp;</strong>in questi sessant&rsquo;anni &egrave; cambiata radicalmente rimanendo tuttavia partner fissa di tutte le diverse giovent&ugrave;. Nulla, se non la presenza costante delle due ruote, accomuna la nostra generazione a quella in cui tutto ci&ograve; che &egrave; disturbante di colpo si carica di tensione violenta. I nostri padri occupavano la scuola e &#8211; dopo un corteo o qualche manifestazione &#8211; si medicavano i lividi. Poi si trovavano dall&rsquo;amico meccanico a comprare i pezzi di ricambio dello Zundapp KS o della KTM GS 125.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">E noi per nulla al mondo invece ci saremmo voluti sporcare&nbsp;</span></strong><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">di grasso le Timberland nel box</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">, sotto il poster del <em>Che</em> con la sua Norton. Le nostre moto erano perfette, cos&igrave; come le nostre vite. I parcheggi delle scuole strabordavano di motorini. Tanto che, nella ricreazione, venivano usate a mo&rsquo; di seggioline per accovacciarvisi e addentare il nostro panino con la <em>paesanella.</em>&nbsp;La caduta del muro di Berlino e il benessere diffuso alteravano la percezione della realt&agrave; pronta a sfociare in Tangentopoli. Fuori da scuola, all&rsquo;uscita, nell&rsquo;ingorgo di moto e motorini, si faceva il programma del pomeriggio. Ci si ritrovava in piazza, sempre seduti sui nostri <em>stalloni fumanti</em> e poi, casco in testa male allacciato, ci abbassavamo la visiera. E via! </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Era anche l&rsquo;unico modo di sentirci conformi, di condividere le stesse note</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">, di vivere la stessa avventura. Invece di parlarsi al cellulare ci si affiancava (incoscientemente) l&rsquo;un l&rsquo;altro per chiacchierare in tempo reale, <em>on the road. </em>Quante ginocchia sbucciate la mattina, quando in ritardo si sfrecciava verso la scuola, e si prendeva male quella curva resa viscida e saponosa dall&rsquo;umidit&agrave; della notte, finendo dritti sull&rsquo;asfalto. Il casco da una parte, lo zaino dall&rsquo;altra, ma ci si rialzava e di nuovo su, si rimontava sul nostro prode destriero. Alla <em>prof</em> della prima ora poco importava, <em>Avanti marsch&hellip; </em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Ricordo pagine indimenticabili di quelle avventure su due ruote</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">. Intere colonne di motorini sfrecciavano il sabato sera in direzione Fontane Bianche, nelle afose serate estive, e lo stesso motorino poi finiva per essere anche <em>l&rsquo;appendice</em> della serata, si trasformava cio&egrave; prima in pizzeria, perch&eacute; ci offriva l&rsquo;appoggio per i nostri jeans mentre si consumava quel trancio di pizza preso al volo, e poi &ndash; per i pi&ugrave; fortunati &ndash; si tramutava in <em>alcova </em>per coloro che riuscivano a continuare in modo pi&ugrave; piacevole la serata, magari assiepati nel lungo spiaggia con la ragazzina di turno. E quante gare di solidariet&agrave; si vedevano su quelle strade quando a qualche malcapitato finiva la miscela e i suoi <em>pard </em>dovevano prodigarsi per trainarlo allungandogli un braccio.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Ma allora che &egrave; successo oggi? Come mai questo cambio epocale</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;"> di sogni, desideri e costumi? </span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Mia figlia, che ha gi&agrave; compiuto i 14 anni, non ha minimamente cominciato a lavorarmi ai fianchi come avevo fatto io con mio padre e nemmeno ha iniziato il conto alla rovescia dei giorni che mancavano per avere il motorino. Un altro discorso invece per il telefonino. Per quello si! E credo non si tratti neanche del salutare dissenso dal genitore che gli ha fatto respirare moto fin dalla culla. No. &Egrave; un fatto generazionale: anche quest&rsquo;anno le richieste di patente sono calate dell&rsquo;8,5%.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Pu&ograve; aver contribuito l&rsquo;obbligo del patentino per ciclomotori</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">, diventato legge nel 2004. Ma gli esami, in particolare a 14 anni, scoraggiano e diventano un sogno solo per quelli che hanno una passione autentica. La verit&agrave; tocca la cultura della sicurezza: i nostri genitori, cresciuti in moto senza casco, quando si &egrave; trattato dei propri figli, hanno vissuto con sollievo l&rsquo;obbligatoriet&agrave; e la diffusione delle prime rudimentali protezioni. Forse per questo non sono stati ansiosi quando assaporavamo, nel fiore dell&rsquo;adolescenza, i primi scampoli di libert&agrave;.&nbsp;Era un periodo in cui si riversavano nelle strade 700.000 cinquantini sfumacchianti ogni anno (dato che ha tenuto fino ai primi anni Duemila), capitanati da frotte di MBK Booster. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Ma allora le vie erano meno frequentate, in testa avevamo poco pi&ugrave; di una &ldquo;scodella&rdquo; legata in qualche modo e <strong>nel cuore c&rsquo;era il sogno ben saldo della Honda 125</strong>.&nbsp;Oggi i cinquantini venduti sono 23.000 all&rsquo;anno (dato del 2017), il pi&ugrave; richiesto &egrave; il Piaggio Liberty 4T con tremila pezzi. Questo significa che pi&ugrave; di mezzo milione di ragazzi sono stati inghiottiti in meno di vent&rsquo;anni (anche) dalle rinnovate ansie dei loro genitori, persuasi, al pari dei figli, che al giorno d&rsquo;oggi il telefonino sia una scelta irrinunciabile mentre la prima moto solo un&rsquo;altra fonte di preoccupazione. Con poche centinaia di euro in fin dei conti si ottiene il duplice risultato di proteggere i figli dai rischi della strada e di spegnere il loro desiderio di autonomia. Peraltro molto pi&ugrave; costoso.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Cos&igrave; lo smartphone resta al primissimo posto nei desideri </span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">(o delle necessit&agrave;) dei giovani. &Egrave; successo che nella vita dei millennials, nati in un periodo di recessione, poich&eacute; irrompe violentemente Internet con la forza e le conseguenze di uno tzunami. E diventa compulsivo l&rsquo;utilizzo della tecnologia e dei social per combattere le fragilit&agrave; e le insicurezze. Che sentono non essere solo le loro, di fragilit&agrave; e insicurezze, ma anche della famiglia, della societ&agrave;, dello Stato. La Rete &egrave; accogliente. &Egrave; il mondo in una mano. L&igrave; si ritrovano, si sentono liberi. Possono viaggiare con un clic. Possono essere s&eacute; stessi ma anche inventarsi.<strong>&nbsp;La Rete &egrave; un enorme Barbapap&agrave;</strong> che prende tutte le forme e, in cui, pi&ugrave; di ogni cosa, si desidera piacere per non essere scartati dai coetanei. Chi ha inventato il like con il pollice in su o in gi&ugrave; &egrave; un genio del male: alimenta la voglia di affermarsi condividendo immagini, storie, racconti ma anche frustrazioni. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Questa generazione nasce abituata a condividere tutto. Anche l&rsquo;automobile e lo scooter</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">. Sparisce il senso del possesso a discapito del piacere. Tutto &egrave; in compartecipazione, forse anche le emozioni. Lo sconforto che proviamo nel vedere i parcheggi delle scuole vuoti ha stanato una verit&agrave; ben pi&ugrave; sconfortante: sui nostri ragazzi iperconnessi soffia il vento della precariet&agrave; permanente, il pi&ugrave; grande inceneritore di sogni. Ed &egrave; normale che il primo a cadere sia stato tutto quello che ha rappresentato per noi &#8211; e per l&rsquo;intero Novecento &#8211; la moto&hellip; &ldquo;<em>tutta cromata, &egrave; tua se dici si&hellip;&rdquo;</em>. </span></p>
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		<title>Per strada un vecchio pallone che rotola, rotola…</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2019/06/02/per-strada-un-vecchio-pallone-che-rotola-rotola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Duccio Di Stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jun 2019 14:15:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Attività sportive]]></category>
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					<description><![CDATA[&#200; quanto accade pi&#249; o meno ogni pomeriggio, da circa un paio di mesi, in piazzetta dei Mergulensi, tra via dei Santi Coronati e via Montalto &#160; La Civetta di Minerva, 18 maggio 2019 Quattro bancali in legno, una rete di recinzione e &#8211; ovviamente &#8211; un pallone. Basta poco per ottenere un campo da &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><em><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">&Egrave; quanto accade pi&ugrave; o meno ogni pomeriggio, da circa un paio di mesi, in piazzetta dei Mergulensi, tra via dei Santi Coronati e via Montalto</span></em></strong></p>
<p>  <span id="more-12091"></span>  </p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">La Civetta di Minerva, 18 maggio 2019</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Quattro bancali in legno, una rete di recinzione e &ndash; ovviamente &#8211; un pallone</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">. Basta poco per ottenere un campo da calcio. Anzi, pochissimo. Basta poco per tirare due calci a un pallone, per sentirsi dei piccoli Messi o Cristiano Ronaldo, per abbandonare qualunque pensiero e soprattutto per mettere da parte gli smartphone. Questo &egrave; quanto accade pi&ugrave; o meno ogni pomeriggio, da circa un paio di mesi, in piazzetta dei Mergulensi, tra via dei Santi Coronati e via Montalto.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">E tutto ci&ograve; potrebbe presentare delle <strong>belle note poetiche nell&rsquo;immaginario dei <em>millenials </em>che tornano a giocare in strada</strong>, se quel campo immaginario e quella rete di delimitazione non fosse nata per interdire il passaggio nelle vicinanze di una casa pericolante. Una palazzina in pietra abbandonata da tempo, a rischio di crollo, che gi&agrave; da tempo &egrave;, o forse era, sotto l&rsquo;occhio dell&rsquo;amministrazione comunale. Ma ogni volta che ci capita di passare da l&igrave; tornano in mente certi pomeriggi che passarli a giocare nei cortili e nelle strade era considerato non solo una cosa normale, bens&igrave; un grande privilegio. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Altro che casa pericolante. Perch&eacute; <strong>quando si trattava di un vecchio pallone che rotolava, non c&rsquo;erano divieti e rischi che tenevano</strong>. E allora andava bene tutto, i cortili diventavano coacervi di pura vita. Si potevano chiamare aie, <em>baggi</em>, <em>cuttigghi, puzzu luce</em>, col brecciolino, mattonati, pietrosi, polverosi, erano comunque dei veri e propri contenitori di eternit&agrave;. Quante ginocchia graffiate scivolando su un pallone di gomma sempre sgonfio. Storie consumate lontane dal mondo dei &#8220;grandi&#8221;. Infanzia che si dilatava nei confini di quattro cantoni, delimitati da un vecchio aratro abbandonato. Giocando e vivendo nei nostri angoli segreti, dove in un attimo si era al &#8220;Bernabeu&#8221;. E i sogni l&igrave; creati, li lasciavamo volare un attimo prima&nbsp;che la calura estiva ce li inghiottisse, facendoli sciogliere dalla sua indolente afa. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Ritornano cos&igrave; in mente viaggi di fantasia persi, smarriti, senza pi&ugrave; il tempo di rincorrerli</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">. Voci, urla, strepiti, risate, vagiti nati a rallegrare l&#8217;anima. Infiniti pomeriggi, ora colorati da arcobaleni, ora inzuppati dalla pioggia. Cortili di ricordi, cortili di memorie, cortili di vita vera. E allora, ripensandoci, forse &egrave; meglio lasciarli giocare ancora un altro po&rsquo; tranquilli, quei ragazzi della piazzetta dei Mergulensi, perch&eacute; il gioco vale la candela. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">S&igrave;, perch&eacute; la palla &egrave; forse il primo gioco che veniva e viene ancora oggi regalato</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;"> ai figli maschi. E con la palla tornano quei brividi a fior di pelle che in realt&agrave; non erano mai andati via. Sono sempre rimasti l&igrave;. Il calcio in strada rinasce infatti, ancor oggi, ogni volta, in ogni parte del mondo, perch&eacute;&nbsp;quando un bambino ci gioca, per&nbsp;strada<strong>, </strong>con porte improvvisate, il calcio allora diventa davvero di tutti. Anche chi vi scrive aveva circa 9 anni quando col cugino pi&ugrave; grande si and&ograve; al De Simone &#8211; allora ancora Vittorio Emanuele III&deg; &#8211; per la prima volta. Ma fino ad allora il nostro unico rapporto col calcio era infatti quello che giocavamo noi, per strada, nei cortili e nelle piazze. Addirittura certe volte si usava la parte laterale delle automobili posteggiate considerandola la linea di porta. Da ruota a ruota, cio&egrave;. Praticamente i tiri o si paravano, o nel peggiore dei casi &#8211; oltre al gol preso &#8211; al malcapitato portiere toccava pure il compito d&#8217;infilarsi sotto a mo&#8217; di gatto per recuperare il pallone. Con la concreta possibilit&agrave; che lo si trovava scoppio dopo appena un paio di reti segnate. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Si cominciava la mattina presto d&rsquo;estate, quando nel cielo le nuvole danzavano</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;"> ancora leggere al soffio pavido di una lieve brezza mattutina. E la gioia e la complicit&agrave; che si aveva con tutti coloro che con noi condividevano quelle lunghe giornate di calcio in strada non la si pu&ograve; fotografare con gli smartphone di oggi, ma se si chiudono gli occhi, forse, un po&rsquo; la si pu&ograve; rivedere.&nbsp;&nbsp;</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Grandi storie ma anche storie di tutti i giorni</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">. Il calcio di strada ci insegnava prima di tutto il rispetto per l&rsquo;avversario e l&rsquo;importanza delle regole. E ovunque per le strade anche oggi, se rotola ancora un pallone, il calcio si trasforma in un mezzo per educare, in uno strumento sociale per&nbsp;aiutare i ragazzi dei quartieri pi&ugrave; sfortunati&nbsp;a mediare, a cercare un&rsquo;alternativa alla violenza. &Egrave; cos&igrave; da sempre, soprattutto in Sudamerica ma &ndash; perch&eacute; no &ndash; pu&ograve; essere ancora cos&igrave; pure nelle nostre disastrate periferie. Perch&eacute; il calcio di strada diventa il calcio di tutti. E allora chiunque vi gioca, come per magia, diventa uguale agli altri. Senza alcuna distinzione sociale o etnica. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">E pure tanti campioni, ora osannati e pluridecorati, l&igrave; in strada sono diventati giocatori</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">. Anche perch&eacute; per giocare in strada le regole sono semplici. Attraverso il dialogo, regolato col pari e dispari, di due componenti che si scelgono le squadre. Si fanno le porte (bastano due sassi) e via. Il gioco &egrave; fatto. E poi &egrave; bello alla fine prolungare quel pomeriggio con gli allegri e sfottenti resoconti e coi commenti finali. La potenza del dialogo attraverso il calcio. L&rsquo;unica lingua universale. E quindi a volte non farebbe male ritornare tutti un po&rsquo; bambini. Per ritrovare quella leggerezza che ci faceva danzare sulle nuvole, che ci faceva prendere un vecchio bidone del detersivo per lavatrici, aggiustarlo con delle foglie di fico e degli arbusti secchi, in modo che fosse adatto e pronto a portarci sin sulla luna. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Quel senso di leggera libert&agrave; che ci faceva sentire imbattibili</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">. Bastava alzarsi, attraversare il cortile investito da quel fascio potente e accecante di luce solare, raggiungere i compagni che erano gi&agrave; l&igrave;, pronti per rendere ogni momento una magia. E cos&igrave; non c&rsquo;era pi&ugrave; alcuna paura, ci si trasformava insieme negli uomini delle streghe, quelli che si appollaiano sui tetti e tengono compagnia ai gatti aspettando che i giganti dormano. I cattivi pensieri dei pi&ugrave; forti, il punto nevralgico dei vetri infrangibili, quelli che sanno mandare in mille pezzi le paure e le preoccupazioni che i grandi provavano invano a trasferirci nella speranza di frenarci.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">La vita era una bellissima donna senza artifizi</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">, con qualche ruga d&#8217;espressione appena accennata e gli occhi talmente limpidi da attrarre irrimediabilmente e allo stesso tempo stesso fare soggezione.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">E quando qualcosa c&#8217;investiva e provava a turbare quella leggerezza di spirito, si saliva sul motobecane bianco e il cuore ritornava pieno di speranza e di progetti, perch&eacute; c&#8217;era da credere a tante di quelle cose che ci sembrava d&#8217;avere l&#8217;eternit&agrave; nel petto.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Ora nel petto ci sono fiori di cardo e lana di vetro</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">, ma con un po&#8217; di coraggio s&#8217;ingoiano e ci si guarda in uno specchio di consapevolezza, con la capacit&agrave; di scorgere qualcosa di puro nascosto dove neppure immaginavamo potesse essere rimasto e miracolosamente illeso, indenne da ogni dolore. Forse &egrave; questa alla fine la bellezza di quei giochi in strada. Forse, dopotutto, &egrave; questo il senso dell&#8217;esistere.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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