CULTURA

Nicolò Carnesi: “Mi piace pensare di far musica lunatica!”

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Nicolò Carnesi: “Mi piace pensare di far musica lunatica!”

L’artista elettronico di ‘Ho una galassia nell’armadio’, partendo dalla provincia palermitana, è diventato tra i principali interpreti della scena indie.” Sono una persona che ama seguire le proprie passioni e per farlo bisogna sacrificarsi. Ora sto scrivendo nuove canzoni”

Nicolò Carnesi, classe 1987. Segni particolari: folti ricci neri in testa, abbigliamento gotico, introverso. Originario di Villafrati (Pa), è uno tra i più giovani e principali interpreti della scena indie nazionale. Recentemente ospite dell’ultima tappa del Jack on tour a Catania. Con lui abbiamo parlato di giovani, di cultura e di sogni.

Quali sacrifici hai fatto, come hai cominciato e quando hai capito che questa poteva essere la tua strada, decidendo di lasciare la Sicilia per andare a vivere a Milano?

Non c’è un momento preciso in cui capisci quale sia la tua strada, per quanto mi riguarda avere dubbi su tutto mi aiuta a fare meglio. Sono decisamente un tipo di persona che ama seguire le proprie passioni e per farlo bisogna sacrificarsi, soprattutto quando si comincia in un paesino sperduto della Sicilia, e così ho fatto, prendendo decine di navi e percorrendo migliaia di chilometri, suonando in posti belli e in posti bruttissimi, conoscendo gente simpatica e gente antipatica, fa tutto parte della tua crescita personale e artistica. Successivamente ho scelto di stabilirmi a Milano per questioni pratiche e logistiche, ma anche per fare un’esperienza di vita differente.  

Solitamente il tuo stile è paragonato a quello di Battiato, o comunque è molto elettronico; sul palco del Jack on Tour, invece, ti abbiamo sentito molto più rock. Come nasce una canzone di Carnesi? Qual è la parte che prevale: quella rock, quella elettronica o quella del cantautore?

Quando scrivo non penso a uno stile preciso, mi faccio trasportare dalle idee e da quello che esce spontaneamente. I miei ascolti sono molto vari e sono una persona decisamente lunatica, spesso trasporto questa mia “lunaticità” nelle canzoni, mi piace pensare di far musica lunatica!

Partendo da due esempi mondiali: gli U2, che hanno regalato il nuovo album su iTunes, e Madonna, il cui disco è stato, invece, messo in rete illegalmente mesi prima dall’uscita; quanto internet e la sua diffusione musicale aiuta/danneggia un artista?

Di base penso che un musicista sia libero di fare quello che vuole, anche per quanto riguarda la modalità di distribuzione della propria musica, ritengo però che ci siano modi intelligenti e creativi per farlo. Per esempio Beck aveva distribuito il suo disco solo su spartito musicale e questo ha portato migliaia di persone a dare una propria interpretazione di quei brani; l’ho trovato geniale e creativo! Oppure i Radiohead che chiedevano un’offerta libera per il download di “In Rainbows”, ma con la possibilità di ascoltarlo nel loro sito gratuitamente… e questo in tempi non sospetti! Gli U2, secondo il mio punto di vista, hanno solo “obbligato” tutti a ritrovarsi il loro disco nella libreria di Itunes, l’ho trovato un po’ arrogante e senza una logica, se non quella promozionale. Penso che non abbia molto senso andare contro il progresso. Sicuramente le industrie discografiche hanno subito un duro colpo con l’avvento di Internet e degli mp3, ma la responsabilità è quasi tutta loro, che non sono andati incontro alle novità, ma hanno cercato, in tutti modi, di combatterle. Solo negli ultimi anni sta nascendo una convivenza che comincia pian piano a portare leggeri benefici, per esempio Spotify e affini, anche se siamo lontanissimi da una giusta ripartizione dei diritti. Di base sta tutto nella responsabilità, se mi piace ascoltare musica è giusto contribuire un minimo affinché essa possa prodursi e riprodursi e non parlo solo di acquistare dischi o ascoltarli legalmente, basta anche semplicemente andare ai concerti.

Quali artisti, sia contemporanei che del passato, ammiri maggiormente?

Sarebbe una lista lunghissima e sicuramente dimenticherei qualcuno, quindi per non rischiare evito il listone. Posso dirti che, fortunatamente, di continuo trovo nuovi stimoli negli artisti di oggi e in quelli del passato, non bisogna mai fermarsi pensando di avere scoperto tutto o che nessuno possa fare meglio di qualcun altro, è un continuo divenire, vivo nella speranza che qualcosa possa sorprendermi più di un’altra che lo aveva già fatto in passato.

Dopo Gli eroi non escono il sabato (2012) e Ho una galassia nell’armadio (2014), cosa vedi nel tuo futuro? Un nuovo album, un tour all’estero?

In questo momento sto lavorando a delle nuove canzoni, quindi sicuramente in futuro un album nuovo verrà fuori, a fine maggio farò qualche data all’estero.

Io e te siamo coetanei, io studio archeologia, tu vivi facendo musica, che poi è uno dei tanti rami della cultura. Ti senti fortunato di questo? Pensi che “con la cultura non si mangia” è una storia che c’hanno raccontato per non farci più credere ai sogni o bisogna solo essere cinici e andare fino in fondo per renderli veri?

Penso che fare quello che più ti piace sia una grande fortuna e, nei limiti del possibile, non bisogna arrendersi per far sì che si possa concretizzare, purtroppo però sta diventando sempre più difficile e non perché manca la materia prima. L’arte ha delle potenzialità economiche enormi, é una frase banalissima se si pensa al passato o ad altri paesi, ma ultimamente in Italia sembra non esserlo. Pensiamo agli artisti come ad una struttura, in passato questa struttura è stata in grado di trasformare questo Paese in uno dei più belli al mondo. Ciò ha permesso che ancora oggi ci siano benefici di natura economica, ma questa struttura aveva una sovra-struttura che permetteva la realizzazione delle opere. Oggi, a mancare, in grande maggioranza, è proprio quest’ultima, sicché è diventato difficilissimo produrre cultura e riuscire a vivere di essa.

E in ultimo, come vede un artista siciliano la Sicilia? Tra mafia e politiche spesso disastrose molti decidono di emigrare; nel frattempo il mondo musicale, soprattutto negli ultimissimi tempi, si sta popolando di giovani della nostra terra, dal grande successo dei MartaSuiTubi, ad Antonio Di Martino (con cui spesso collabori), Cassandra Raffaele, Levante, Colapesce, Roberta Gulisano. Siamo un “paradiso artistico culturale” come alcuni dicono?

Come spesso accade i posti un po’ “maledetti” tirano fuori il meglio ed il peggio delle persone, quelli che hai fatto sono esempi di come si può catalizzare un malessere verso qualcosa di positivo, non si combatte il brutto col brutto, sarebbe come fare zero più zero.

Ringraziamo Nicolò Carnesi per questa bella istantanea che ci ha offerto sul suo mondo, che, soprattutto nella nostra bella terra, è sempre più protagonista di un futuro migliore.