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Piano Rifiuti del Comune, occorre una delibera di convalida

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Piano Rifiuti del Comune, occorre una delibera di convalida

Un siluro i rilievi dell’Ufficio legale della Regione, secondo il quale approvare l’atto non competeva alla Giunta ma al Consiglio, corredato dal capitolato e dal quadro economico di spesa. Reazioni mordaci dell’opposizione e dei malpancisti della coalizione di governo

E’ piombato come un siluro, a meno di un mese dalla chiusura della gara di appalto per il conferimento del servizio di igiene pubblica del comune di Siracusa, la notizia del parere dell’Ufficio Legale della Regione relativamente alla competenza del consiglio comunale o della giunta ad approvare “il piano di intervento”, previsto dalla legge regionale n.3 del 2013, propedeutico alla definizione della gara di appalto.

Per cercare di capire meglio, andiamo con ordine. Il piano di intervento del comune di Siracusa, approvato dalla sola giunta comunale, fu sottoposto all’Assessorato Regionale dell’Energia nall’approvazione del Consiglioei primi mesi del 2014 ed autorizzato da quest’ultimo ad aprile 2014 senza che nessuna obiezione fosse sollevata. Probabilmente, ricevendo i piani di intervento anche di altri comuni, qualche dubbio sulla reale procedura che i comuni dovevano seguire è venuto ai dirigenti dell’Assessorato Regionale Dell’Energia e dei Servizi di P.U e, per avere le idee più chiare, lo scorso novembre hanno chiesto all’Ufficio Legale della Regione un parere generale sulle competenze del Consiglio e della Giunta comunale ad approvare il “piano di intervento” e relativi atti di gara per la gestione del servizio rifiuti.

La risposta dell’Ufficio Legale è protocollata 27 novembre 2014 e cosi argomenta: “...la questione desta alcune perplessità in considerazione del fatto che, secondo una sentenza della Cassazione, il riparto di competenze tra consiglio comunale e giunta è retto dal principio secondo cui il primo (consiglio comunale) è chiamato ad esprimere gli indirizzi politici ed amministrativi di rilievo generale, che comprende atti, come gli acquisti, che non possono ritenersi, per loro intrinseca natura, come manifestazione di siffatti indirizzi, ma che vengono specificamente considerati fondamentali per il loro presumibile rilievo economico, e ne assegna la competenza alla giunta quando essi siano previsti espressamente in altri atti fondamentali del consiglio o ne costituiscano mera esecuzione”.

Quindi, in base a questa argomentazione “si ritiene competa al consiglio la determinazione di procedere all’affidamento, all’organizzazione e alla gestione del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti, secondo quando previsto dalla legge n.3/2013. La stessa disposizione prevede, però, che tale attività debba essere preceduta dall’approvazione di un piano di intervento, al quale sono annessi il capitolato e il quadro economico di spesa. Ne consegue che il consiglio nel deliberare l’affidamento, organizzazione, gestione del servizio, debba conoscere ed approvare tale piano ancorché, per la sua natura gestionale, sia stato predisposto dalla giunta. L’eventuale mancata sottoposizione di tale atto al consiglio lo inficerebbe, comunque, del vizio di incompetenza relativa, sanabile mediante l’adozione di una deliberazione di convalida”.

In base a tutto ciò risulta chiaro che l’Ufficio Legale della Regione attribuisce al consiglio comunale la competenza ad approvare il piano di intervento e richiede che i Comuni sanino questo vizio di incompetenza adottando una deliberazione di convalida. Ciò al fine di evitare che possano esserci dei reclami da parte delle società che saranno escluse dalla gara di appalto per il servizio di igiene pubblica.

Le argomentazioni e reazioni politiche sono state diverse. L’onorevole Stefano Zito, del movimento Cinque Stelle chiede al “sindaco Garozzo, all’assessore Coppa e a tutta la giunta, di considerare l’analisi fatta dall’Ufficio legislativo e legale della presidenza della Regione Siciliana, e sottoporre il piano di intervento e il bando sulla gestione dei rifiuti al voto del Consiglio Comunale di Siracusa. Il passaggio in Consiglio è un atto dovuto. La classe politica e dirigente del Comune di Siracusa non deve mettere a rischio le casse comunali con cause milionarie perchè Pantalone non può più pagare”. L’on. Vincenzo Vinciullo, deputato all’ARS, e i consiglieri comunali Fabio Alota e Salvatore Castagnino dichiarano che “un parere, quello dell’ufficio legislativo e legale della Regione, dimostra, ancora una volta, la pochezza e l’inconsistenza amministrativa di questa Giunta comunale. Pur non conoscendo il parere dell’Ufficio legislativo e legale, ma conoscendo la norma regionale, più volte avevamo invitato l’amministrazione comunale a portare in aula il Bando, in maniera tale che il Consiglio Comunale fosse chiamato ad esprimersi”.

Vinciullo, Alota e Castagnino prevedono delle conseguenze sulla gara di appalto dichiarando che “la cecità amministrativa, l’inconsistenza e la pochezza politica li hanno portati a compiere un altro atto che non potrà non essere censurato dalla commissione di gara, la quale non potrà procedere all’apertura dellebuste a meno che non voglia operare in modo e in senso opposto a quanto stabilito dal supremo interprete delle leggi regionali, cioè l’Ufficio legislativo e legale della Regione”.

A difesa, il sindaco, Giancarlo Garozzo, dichiara che “Il parere rilasciato dall’Ufficio legislativo e legale della Regione sul bando di igiene urbana arricchisce l’elenco dei misteri di un Ente (la Regione) che sembra incapace di fornire certezze sugli atti compiuti dai comuni. Si tratta di un atto interno, di cui veniamo a conoscenza oggi da fonti giornalistiche, sembrerebbe emesso su richiesta dell’Ufficio dell’energia e dei servizi di pubblica utilità che – aggiungendo mistero a mistero – ha approvato il nostro piano di intervento nell’aprile dello scorso anno e non ci ha mai comunicato alcuna modifica circa le procedure da seguire. Concludo evidenziando che il documento, da quanto abbiamo potuto verificare, riguarderebbe non solo Siracusa ma tutti i comuni che avevano in itinere un bando sul servizio di igiene urbana e che sembrerebbe sia concessa ai consigli comunali la possibilità di esprimersi anche successivamente alla pubblicazione delle gare. Passaggio questo al quale, se la circostanza sarà confermata, non ci sottrarremo”.