SANITÀ

Il dr. Artale: “Chi vuole curare la stipsi con gli yogurt si rivolge a deficienti”

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 Il dr. Artale: “Chi vuole curare la stipsi con gli yogurt si rivolge a deficienti”

“Altro campo in cui si vendono fandonie è quello dei cosiddetti fermenti lattici… Si parte da principi attivi che non costano nulla e che sono venduti con un utile di migliaia di volte il valore iniziale”

Siamo giornalmente bombardati da pubblicità che promettono miracolose guarigioni da vari disturbi. Quanto c’è di vero in questi messaggi?

Fatto chiaro il concetto che in Italia i veri farmaci non possono essere pubblicizzati, si lascia il campo a tutto quello che farmaco non è. Le guarigioni miracolose non esistono quasi mai. L’unica forza risanatrice è quella della natura, per malattie di gravità minore. Il resto è determinato dai fantastici progressi dell’ultimo secolo nel campo farmacologico e medico chirurgico. Dietro un sintomo generico, come la stipsi, può nascondersi sia la più semplice banalità sia la più grave delle malattie. Chi promette miracoli in questo campo, vendendo semplici yogurt, si rivolge a minorati psichici. Altro campo in cui si vendono fandonie è quello dei cosiddetti fermenti lattici e quando si commercia sulla flora intestinale, ci si illude che introducendo germi spesso selezionati da feci umane e poi coltivati in appositi terreni, si possano modificare le condizioni di salute.

Cosa si nasconde dietro questo mercato?

Bisogna pensare che si parte da principi attivi che non costano nulla e che sono venduti con un utile di migliaia di volte il valore iniziale. Il cliente paga profumatamente la pubblicità, ottiene in cambio illusioni e un valore scientifico del prodotto che guarda più al Medioevo o all’Ottocento che alle fantasmagoriche realtà scientifiche tipiche di quest’epoca. E’ questo il campo che fa sognare ogni imprenditore: nessun investimento in ricerca, costo dei materiali pari a zero, margini eccezionali di guadagno, scarsa misurabilità dei risultati. In cambio di questi falsi e inefficienti rimedi vengono propinate insieme a spot pubblicitari anche trasmissioni televisive sponsorizzate.

Oltre ai prodotti alimentari “miracolosi”, anche tra i veri farmaci si nascondono delle bufale?

Famosa e datata la trovata di un’azienda italiana che vende come farmaco da banco, da decenni, una famosissima sostanza antinfiammatoria, antidolorifica, antifebbrile a un terzo del dosaggio che i medici utilizzano regolarmente, facendola pagare 37 centesimi a compressa. Una dose dello stesso farmaco, pari a tre volte la dose precedente, è venduta con un altro nome a 17 centesimi per compressa al pubblico. La stessa medicina con un altro nome, costa 1,11 euro come prodotto da banco oppure 17 centesimi in  una confezione raccomandata per l’uso medico. Fin quando consultare il proprio medico sarà gratuito, conviene sempre consigliarsi con lui e usare diversamente il proprio denaro.

Molti i messaggi pubblicitari anche contro inestetismi come la calvizie e la cellulite. C’è da crederci?

Da qualche anno è possibile fare qualcosa per limitare alcune forme di diradamento dei capelli. In genere questo è uno dei campi in cui si è speculato in passato a livello commerciale nella forma più ignobile. La cellulite non esiste, si tratta solo d’inestetismi del tessuto adiposo sottocutaneo, nessun prodotto o alimento può portare a una modifica dello stato estetico.

E per le promesse di dimagrimento?

Non esiste al momento alcun farmaco che possa agire da dimagrante. Tutti quelli esistenti sono stati ritirati perché pericolosi alla salute. Chiunque prometta o assicuri cose diverse mentisce, sapendo di mentire.

Al supermercato troviamo vari prodotti indicati contro le malattie cardiovascolari. Ci si può fidare?

Corretta e auspicabile la pubblicità sulla possibilità di curarsi agendo sull’alimentazione. Considerato che la maggior parte delle malattie che affliggono la popolazione siracusana è di tipo cardiovascolare e dipende dal sovrappeso e della mancanza di uno stile di vita corretto, è certissimo che solo una corretta alimentazione potrà modificare i quadri di patologie croniche che affliggono quasi la metà dei nostri anziani. Inutile pensare che alcuni olii siano più leggeri o più benefici del nostro olio di oliva. Gli olii hanno tutti nove calorie per grammo e l’olio nostrano è il migliore al mondo per qualità di acidi grassi. Appare, invece, carente sempre ogni informazione tendente a preferire una cucina gustosa ma adatta a ridurre le calorie. Persistono imperterrite le trasmissioni continue e multicanale dedicate alla cucina, quasi che mangiare fosse la cosa più importante della vita. Mentre dilaga l’obesità sia adolescenziale sia dell’età matura.

Quali e quante responsabilità da parte dell’industria farmaceutica e da certi professionisti accondiscendenti?

Ritengo che l’industria farmaceutica sia, a parità, più scusabile di un medico compiacente. Essa per principio insegue il fatturato e cerca di fare affari. Il problema sta nel fatto che la tutela della salute è regolata da principi innanzitutto etici. In breve quello che accade è conseguenza di mancati controlli o, meglio, di regolare aggiramento delle norme. Quando, invece, un medico, un farmacista, un operatore sanitario qualificato si fanno vettori di propaganda per rimedi di scarsa serietà o scientificità o, peggio, hanno interessi economici personali nel prescrivere alcuni rimedi (penso agli integratori alimentari spacciati come fossero farmaci), siamo nel campo di un’ignobile abitudine che ci ricorda vergogne miserabili come il comparaggio. Ci sarebbe da lavorare bene in questo campo se si vuole moralizzare il Paese e imporgli una svolta morale e scientifica.