CULTURA

“Si chiamava Gesù” chiude “Noto d’inverno” l’1 aprile a Santa Caterina

  • Stampa

“Si chiamava Gesù” chiude “Noto d’inverno” l’1 aprile a Santa Caterina

Il regista: “Sono le musiche di Fabrizio D’Andrè il leit-motiv al copione”. La trama: personaggi storicamente accertati e altri inventati raccontano la figura di Cristo

“Si chiamava Gesù”è uno spettacolo ideato e scritto daEmanuele Puglia, con brani tratti da “La Buona Novella” di Fabrizio De Andrè, con l’attrice Carmela Buffa Calleo ed Emanuele Puglia, che è anche il regista, con gli splendidi arrangiamenti di Gianluca Cucchiara e le scene e costumi di Giuseppe Andolfo. Lo spettacolo chiude la fortunata programmazione culturale e di eventi “Noto d’Inverno” organizzata dal comune di Noto.

Un ottimo modo per salutare la stagione invernale e prepararsi in maniera alquanto insolita alla Pasqua. “Si chiamava Gesù” andrà in scena presso la chiesa di Santa Caterina a Noto mercoledì 1 aprile in due orari, 18.00 e 20,30. Lo spettacolo nasce da molteplici stimoli artistici, culturali e professionali. In sintesi, sono due le direttive principali attraverso le quali prende forma: la visione poetico-musicale, contemporanea, laica e pur sempre rispettosa della figura del Cristo di Fabrizio De Andrè; e quella altrettanto poetica, spirituale, ma non iconografica di un grande poeta e scrittore vicino al sentimento religioso quale è Gibran Kalin Gibran, da cui lo spettacolo trae ispirazione grazie all’opera “Gesù figlio dell’uomo”.

Dall’unione di queste due espressioni d’arte ne nasce una terza, miscelandone, adattandone, integrandone copiosamente le parole e i contenuti, creando così un “oratorio” di grande suggestione e intensità emotiva. Il risultato è una bella prova d’attore (i due interpreti, sempre in scena, affrontano tutti i personaggi con la recitazione e il canto) nella quale parole e musica fluiscono senza soluzione di continuità per un'ora e mezza di intense emozioni.

Come tiene a sottolineare il regista: “sono ovviamente  le musiche del grande cantautore scomparso, arrangiate e rielaborate con rispetto e originalità da Gianluca Cucchiara, a fare da leit-motiv al copione, che si sviluppa attraverso il  susseguirsi dei racconti dei tanti personaggi che si avvicendano ed è sottolineato dal sapiente ed elegante gioco dei costumi curato, insieme all’impianto scenico, da Giuseppe Andolfo e al raffinato disegno luminoso cucito sulla piéce dalla regia. In una sorta di “dietro le quinte” della versione ufficiale tramandataci dai Vangeli (canonici e apocrifi) della vicenda terrena del “figlio di Dio”, ogni personaggio offre il proprio punto di vista  manifestando passioni, emozioni, reazioni accomunabili a quelle di tutti gli uomini d’ogni tempo e d’ogni luogo.

La “trama” (se così la si vuol chiamare) si sviluppa attraverso le “testimonianze” circa la figura del Cristo da parte di personaggi storicamente accertati (Pilato, Caifa, il sommo sacerdote Anna, ecc) o appartenenti alla tradizione religiosa (Giuseppe, Maria, Giuda, Barabba, Simone di Cirene, il “Ladrone”...)”. Al suo interno vi sono però anche personaggi del tutto ideati dall'autore, come Nathaele, un giovane coetaneo di Maria infante; Susannah, un'amica di Maria sin dall'adolescenza; Aisha, la madre di uno dei bambini soppressi nella strage di Erode, i quali evocano, senza che Questi appaia mai, Gesù.

“Si chiamava Gesù” vede la luce nel 2005 e, allora, ad interpretare i ruoli femminili era l'attrice e cantante Annalisa Cucchiara. Lo spettacolo, in quell'edizione, ebbe poche ma fortunate e memorabili repliche. Poi il sodalizio Cucchiara-Puglia si sciolse e, vista l'oggettiva difficoltà nel trovare un'interprete che fosse all'altezza della prova, lo spettacolo rimase per anni nel cassetto. Ma nel 2012 l'autore (nonché regista e interprete) ha trovato in Carmela Buffa Calleo la nuova musa artistica che lo ha convinto a rispolverare il progetto il quale ha tratto dalla formazione così composta nuova linfa e slancio. Lo spettacolo ha, per così dire, ri-debuttato nell'estate 2012.