CULTURA

Sarebbe assurdo non dedicare il Teatro Comunale a Salvo Randone

Sarebbe assurdo non dedicare il Teatro Comunale a Salvo Randone

Noto ha correttamente dedicato il proprio Comunale all’attrice Tina Di Lorenzo per dare un doveroso riconoscimento a una concittadina illustre. Randone è stato l’unico nostro concittadino autentico mostro sacro della scena, osannato da tutti i critici

Le sporadiche notizie riguardanti il Teatro Comunale ribadiscono la necessità di mettere consapevolmente l'accento sulla futura denominazione della struttura, per la  quale è impensabile possano esistere dubbi. D'altronde la vicina Noto ha correttamente dedicato il proprio Comunale al nome dell'esimia attrice Di Lorenzo per dare un doveroso riconoscimento a una concittadina illustre. E Siracusa? Anche qui non possono esistere dubbi di sorta, perché altisonante è il  nome del prestigioso attore siracusano Salvo Randone.

Emanuele Giliberti ha curato nel 1991 un libro, coi testi di Andrea Bisicchia e Chiara Vatteroni per i tipi di Ediprint, intitolato "Sal­vo Randone, le parole del   silenzio". A beneficio di chi non ricorda oppure non sa, ne estrapoliamo brevemente alcuni passaggi, non senza avere sottolineato che di Randone nel libro brillano anche le firme di autentiche autorità culturali come Gherardo Gherardi, Ugo Betti, Sandro De Feo, Leonardo Bragaglia, Mosca, Roberto De Monticelli, Ugo Ronfani. Chi sono costoro? Gente che ha fatto la storia della critica teatrale e della  drammaturgia, facendo così anche la storia del Teatro italiano.

In una intervista Randone ha dichiarato, tra 1'altro: "Nella vita la cosa più importante è non rimpiangere niente, non rinnegare niente. Ciampa, il protagonista del Berretto a  sonagli, dice che un uomo potrebbe vivere sino a duecento anni se i bocconi amari non  lo facessero fuori prima del tempo". Fece scalpore, ed è rimasto nella storia universale del Teatro, il gioco delle parti tra Randone e Gassman nel 1957 scambiandosi ogni sera i ruoli di Otello e di Jago. La  stampa scrisse le lodi per questi due "mostri sacri" impareggiabili.

E oggi Siracusa vorrebbe non ricordare un gigante siracusano come Salvo Randone  rinunciando a dedicargli un rinnovato Teatro Comunale? Meditate, gente: meditate...

 

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