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Il Comune di Siracusa premia i dipendenti: 539 mila euro!

Il Comune di Siracusa premia i dipendenti: 539 mila euro!

Per aver ammodernato (sic!) la burocrazia municipale. L’ente locale è munifico col proprio personale ma non riesce a fronteggiare la povertà dei cittadini. Delle 1056 domande di contributo, ne sono state evase 607. Alla Caritas e al Pantheon le mense dei tanti disperati in città

Nemmeno il profeta Isaia, maledicendo Sodoma, avrebbe immaginato le tante ingiustizie  consumate  a Siracusa  contro la povera gente. A sentire i vecchi abitanti di questa città, bisogna tornare indietro almeno di sessant’anni per ritrovare la povertà che oggi si vede a Siracusa. Assistiamo sempre più frequentemente a scene degne di certe metropoli  terzomondiste. L’assalto ai bidoni dell’immondizia è il dato più appariscente, quello più facile da vedere. Metallo o cartone da poter rivendere. Stuoli di giovani di colore cercano invece abbigliamento dismesso, distrattamente buttato nella spazzatura. La raccolta ha fine solo per iniziare la ricerca di un posto dove passare la notte. In gruppetti, una dolorosa corte dei miracoli alla Victor Hugo si dirige verso i ripari che possono dare un minimo di sicurezza.

A Siracusa, in via Filisto, vi è un primo centro dove i senza tetto possono passare la notte. Si tratta di un ricovero per sole dieci persone in cui la Caritas garantisce un rifugio fino alle otto del mattino. Una convenzione con il Comune che sostiene le spese, circa 50.000 euro l’anno: viene assicurata la prima colazione, poi, in ragione delle possibilità, si racimola qualcosa per la cena. La casa di “Sara e Abramo”, invece, a costo zero per la municipalità, offre un rifugio a 15 persone.

Una goccia nel mare. Com’è noto, il crollo occupazionale ha decretato il collasso economico di migliaia di persone nella nostra provincia. Ma specialmente in città, colpa forse di una più debole  rete di solidarietà, si vede una miriade di persone assaltare le parrocchie. Ormai non c’è veramente modo d’aiutare queste moltitudini di poveri. Se a qualcuno sembrassero esagerazioni le cose che stiamo affermando, invitiamo a recarsi, alle dieci del mattino, davanti alla mensa del Pantheon. Un bigliettino elimina code cerca di evitare la ressa tra gli ospiti che da più di un decennio, senza nessuna interruzione, lì mangiano due pasti al giorno. Difficile stabilire se sono più assidui i cittadini italiani o quelli stranieri, il dato certo è il numero degli ospiti.

Tantissimi giunti in ritardo non avranno modo di mangiare. Verso sera, lungo viale Ermocrate, parte la triste processione di  tanti senza tetto verso lo scalo ferroviario di via Columba.  Qui si riversano per lo più stranieri. Un brik di vino, per chi può, rappresenta la cena. Chi possiede la macchina dopo la mezzanotte si reca al parcheggio Talete. Posteggiando nell’area più distante dall’accesso cerca un minimo di riparo. Ora, chi scrive si rende conto che questa triste rappresentazione potrebbe anche apparire un tantino romanzata. Diamo allora qualche dato fornitoci dai servizi sociali delle politiche sociali.

I dati di cui disponiamo sono relativi al primo semestre del 2014. Di questi dispone l’assessorato. Peccato che non li abbiano ancora aggiornati al 31/12. Ma questi abbiamo! Vediamoli assieme: a fronte di 1056 domande di contributo economico, ne sono state evase 607. 415 domande di uomini e donne soli, liquidate 253; 125 richieste di contributo ‘tetto soccorso’, liquidate 47. Le domande prive di contratto di locazione non vengono prese in esame. Peccato che le persone in tale grave necessità non riescono a farsi affittare un immobile.     

Abbiamo chiesto all’assessore Liddo Schiavo un suo parere circa la sofferenza economica in città. “Dall’ultimo dato Istat, risulta che la nostra provincia è tra le quindici più povere nel Paese – risponde -. Ora è ovvio che da solo il comune non può sicuramente riuscire ad aiutare la moltitudine di persone sempre più impoverite da questa crisi. Pensiamo solo ai 650 sfratti che si registrano in città. Continuiamo a ripetere quanto sia necessaria l’istituzione di un progetto di vita individualizzato. Aiuti economici individuali sì, ma solo se a fronte di un impegno del cittadino bisognoso profuso in favore della collettività. Senza un progetto per la persona, ogni  possibile aiuto perde di qualsiasi significato. Bisogna che la persona umana si riconosca in una dimensione di pubblica utilità”.

Potevamo concludere così questo nostro spaccato sulla povertà siracusana; per più nulla aggiungere. Ma il nostro lettore ben conosce la nostra indole redazionale. Andiamo allora a vedere perché poi, a fronte delle richieste dei più fragili cittadini, non si riesce a soddisfare la metà delle richieste. Partiamo dai costi complessivi. In Assessorato Politiche Sociali vi sono in totale 46 dipendenti. Essi sono così distribuiti: 25 in Assessorato e 21 nelle Circoscrizioni, presso gli uffici dei Servizi Sociali. Quarantasei dipendenti quindi; eppure gli assistenti sociali sono soltanto nove. La legge indica un rapporto tra assistente sociale e cittadino di uno ogni 5000 abitanti. A Siracusa ne servirebbero ben 25.

Eppure ne abbiamo nove. Evidentemente vi è un’indiscutibile carenza di organico. Tutto questo non può che ricadere sulla qualità del servizio sociale. E’ indubbio che in questa città, a detta degli esperti, le politiche sociali operino solo sull’emergenza. E’ infatti assolutamente inesistente ogni progetto di prevenzione del disagio sociale, ad esempio. I quartieri più a rischio rappresentano  una replica costante di arresti e scarcerazioni, violenza e sopraffazioni.  Intanto abbiamo 46 dipendenti. Forse se si fosse proceduto ad assunzioni mirate, oggi avremmo un congruo numero di assistenti sociali e meno dipendenti generici, poco utili ad una previdente politica sociale.

Eppure i denari da investire nel contrasto alla povertà sono facili da intercettare. Basterebbe evitare ad esempio di  far piovere premi di produzione sui dirigenti comunali e sul personale di Palazzo Vermexio. Vi diamo un’idea. Con determinazione n.416 del 30/12/2104, a firma del dirigente responsabile del personale e della gestione delle risorse umane, dr. Rosario Pisana, si è provveduto al riconoscimento della liquidazione di un fondo destinato all’ammodernamento di procedure quali lo snellimento, la trasparenza e l’efficienza  dei sistemi burocratici. Ora che i cittadini siracusani siano poco reattivi lo sappiamo dai tempi di Ierone, ma da qui a definirli fessi ne corre. Eppure è proprio così.

Sappiate cari concittadini che arrivare a dare 539.000 euro di premi ai dirigenti e ai dipendenti comunali, meritevoli di aver ammodernato la burocrazia municipale, equivale a considerare i cittadini dei poveri mentecatti. Mezzo milione di euro di premio ad impiegati e dirigenti  stipendiati  con tredici mensilità. Poi però la povera gente che elemosina un aiuto ai servizi sociali la si caccia come appestati.  

 

 

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