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L’Hangar per dirigibili di Augusta e il suo parco: una storia infinita

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ATTUALITÀ

L’Hangar per dirigibili di Augusta e il suo parco: una storia infinita

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L’Hangar per dirigibili di Augusta e il suo parco: una storia infinita

Il Comune non risponde all’associazione di volontari che si dicono disposti a realizzare, a proprie spese e sotto la supervisione dell'Ufficio Tecnico, la recinzione dell'area da interdire.Tutto dice che i commissari, ormai a fine mandato, hanno deciso di non scegliere

Il parco dell’Hangar di Augusta è un complesso unico al mondo. Meta di studiosi, è stato visitato da esperti per le sue caratteristiche costruttive; ha suscitato attenzione da parte di  tecnici che, in risposta a un bando europeo, presentarono, a suo tempo, un  progetto di recupero del monumento che porta anche la firma dell’ex rettore della facoltà di architettura di Firenze. L’Hangar gode di un parco annesso: un vero polmone verde che per un breve periodo fu aperto al pubblico grazie a un’associazione di volontariato appositamente costituitasi, che consentì di far vivere alla città questo bene. Migliaia di cittadini avevano preso l’abitudine di frequentare il luogo, anche con bambini, all’aria aperta; vi si sono realizzate una serie di iniziative che hanno permesso a molti di godere di uno spazio libero, mediamente attrezzato, per uscire dalla gabbia della città senza avere la necessità della “villetta al monte”.

In seguito alla rivitalizzazione di un’area che sembrava destinata all’oblio e al degrado, dopo la  dismissione da parte dell’aeronautica militare, si pensò di costituire una onlus per utilizzare i contributi dei cittadini tramite il 5 per mille e gestirla, visto che il Comune non aveva intenzione di farlo. Con lentezza ma con regolarità, molti concittadini sottoscrissero questa scelta consentendo all’associazione di volontariato di ottenere i fondi per rendere via via più godibile quello spazio. Poi, come accade per le cose che interessano tutti e non gruppi ristretti, il Comune iniziò un lento disinteresse non rinnovando la convenzione e lasciando scadere la concessione governativa; si è giunti infine alla chiusura di tutto il parco consegnandolo all’abbandono.

Subentrato il Commissario regionale, dopo le dimissioni dell’Amministrazione, già nel 2013, si pose il problema della gestione e di riottenere la concessione del  parco dell’Hangar. Dopo molte sollecitazioni e non poche interruzioni amministrative, tra cui il subentro della triade prefettizia, nel giugno 2014 il Comune ottiene il rinnovo della concessione demaniale, a titolo gratuito, per un solo anno (scadenza luglio 2015).

Il 4 agosto 2014, in occasione di un convegno  sulla “progettualità cittadina” organizzato dal Circolo Unione di Augusta, il Prefetto,  Carmela  Librizzi,  nel  suo intervento, annunciò che il parco, grazie ad una nuova  convenzione con l’Associazione di volontariato che ne aveva assicurato la fruizione, sarebbe stato prossimamente riaperto. Da quel momento comincia una nuova storia: qualcuno minaccia denunce se non viene indetta una gara per l’affidamento in gestione, di conseguenza il Comune ritorna sui suoi passi e opta per indire un Avviso Pubblico.

Il 14 agosto la Commissione Straordinaria emette un Avviso Pubblico per la selezione di una organizzazione di Volontariato per la gestione in convenzione del Parco dell'Hangar Dirigibili di Augusta, con scadenza il 15 settembre. L’affidatario, oltre a collaborare nella tutela del complesso monumentale dell'Hangar, avrebbe dovuto garantire, attraverso la realizzazione di percorsi di visita posti in sicurezza, la fruizione  del parco. 

L’Avviso viene poi prorogato per ben 2 volte, prima con scadenza al 30 settembre poi al 31 ottobre:  e ancoraoggi non si procede alla conclusione del procedimento amministrativo. Si giustifica il ritardo con la necessità di interdire una parte del luogo per motivi di sicurezza e si asserisce che il procedimento amministrativo si può ritenere concluso solo dopo la realizzazione di opere di salvaguardia .Questo ha bloccato ogni cosa.

Appare evidente che l'Amministrazione Comunale è entrata in un circolo vizioso che si può così sintetizzare: non è possibile concludere il procedimento per individuare un'associazione che realizzi i percorsi di visita in sicurezza perché prima l'Amministrazione deve realizzare i percorsi di visita in sicurezza che consentano di concludere tale procedimento (ossia, la causa coincide con l’effetto!).

Così accade che nel parco, senza alcun controllo, entrano, senza alcuna autorizzazione, “soggetti terzi” che mettono a rischio ciò che, nel tempo, è stato fatto dalla vecchia gestione.

Intanto l’affare si complica a causa di persone che, seppur prive dei titoli necessari, minacciano il RUP (responsabile unico del procedimento) di denuncia per non poter accedere all’area a causa di una interdizione che comprende  il cancello di ingresso. E così anche per questa zona del territorio si rischia l’oblio, come per il Parco del Mulinello, costato 5 milioni di euro alla comunità, l’area dei forti Garsia e così via…

Intanto l’associazione di volontariato interessata cerca di dare una mano e, al fine di contribuire comunque alla riapertura del sito, nonostante l’assurda situazione di stallo, consapevole che,  per le difficoltà finanziarie in cui versa il Comune, la recinzione non potrà  essere realizzata, si propone di realizzare, a proprie spese e sotto la supervisione dell'Ufficio Tecnico, la recinzione dell'area da interdire. Ciononostante, nessuna risposta!

La sensazione che si fa strada è che i commissari abbiano scelto di non scegliere, per non avere grane ed aspettare la conclusione del loro mandato ormai prossimo. Forse verrà un altro commissario e, forse, la storia ricomincerà: una storia infinita. In molti ci chiediamo se questo modo di procedere non sia censurabile anche penalmente.