SANITÀ

Omaggio alla memoria di un medico insigne: il dottor Eduardo Ferrarini

Omaggio alla memoria di un medico insigne: il dottor Eduardo Ferrarini

In tanti ricordano la sua voglia instancabile di donare la sua sapienza e di dare fiducia a chi vacillava davanti all'enorme responsabilità di decidere della salute altrui

La figura del dottor Eduardo Ferrarini, maestro di medicina e di umanizzazione delle cure, è stata importante per il mio percorso di medico. Se ad alcune figure deteriori della mia storia professionale devo la forza di migliorarmi e di mettermi in discussione sempre, anche quando appaio presuntuosamente sicuro, a lui devo il modello irraggiungibile cui tendere. Non dimenticherò mai la sua umiltà nell'ammettere davanti al paziente di non capire e di non sapere, la sua disponibilità ad apprendere, anche dal più giovane dei medici che lo contornavano per far pratica, la sua voglia instancabile di donare la sua sapienza e di dare fiducia a chi vacillava davanti all'enorme responsabilità di decidere della salute altrui. Per comprendere meglio la tensione morale che muove le azioni devo aggiungere che il dottor Ferrarini è stato per tanti anni il medico di riferimento della mia famiglia di origine e mi ha curato più volte fin dall’adolescenza. Proprio i suoi modi e la sua figura hanno, poi, determinato in me la passione per lo studio della medicina.

Convinto, come sono, che le cose belle bisogna dirle alle persone quando sono in vita, ho deciso di pubblicare una mia missiva al dottor Ferrarini, spedita nel 1999, dopo una meravigliosa conferenza presso il nostro Ordine dei Medici, in cui l'insigne collega ci faceva partecipi del suo testamento spirituale e professionale. Fu così intenso e alto il suo discorso che non potei fare a meno, subito dopo, di scrivergli.

“Egregio dottore, poche volte nella vita sentii la necessità di rispondere per iscritto a un articolo, a una relazione. Oggi lo faccio per esternarle una turba di sentimenti che non posso e non voglio trattenere. Nella Sua lettura davanti all’assemblea dei colleghi, con la sua consueta umiltà, Lei ha dato anche al più indegno di noi, ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, un luminoso esempio professionale e morale. Da tutti, per quel che mi riguarda, ho ricevuto insegnamenti ed ho cercato di prendere il meglio. Da Lei, che pure non mi fu maestro, ho appreso tanto e non da medico ma da paziente. E’ vero, il paziente sa quando chi lo cura è un vero Medico. “Grazie per aver dato dignità a noi tutti facendoci partecipi del suo testamento spirituale e professionale. Grazie per aver indicato la via. Accolga l’augurio cordiale di buona salute e di prosperità professionale e intellettuale. Con devozione, Dino Artale.”

Mi piace ricordarlo alla cittadinanza, ai colleghi e alle persone che ha curato perché abbiamo tutti il bisogno di migliorarci e emulare dei modelli. Avrei voluto, negli ultimi anni della sua vita, vederlo spesso a guidare le nuove leve e i colleghi più giovani di lui, come è giusto che fosse per un padre della medicina siracusana. Avrebbe fatto bene a tutti noi e, chissà, forse, anche a lui.

 

Informazioni aggiuntive