CULTURA

Chiuse le mostre sulla prima guerra mondiale e sulle armi dal XV al XIX° sec

Chiuse le mostre sulla prima guerra mondiale e sulle armi dal XV al XIX° sec

Particolarmente ammirati palosci da caccia, brigantine, partigiane, lance dei guerrieri africani, scimitarre… custoditi nei sotterranei di Palazzo Bellomo

Grande successo di pubblico per la mostra sulla prima guerra mondiale che si è conclusa martedì nell’ex Convento di Sant'Agostino. Realizzata dal Ministero della Difesa in collaborazione con la Prefettura U.T.G. di Siracusa, era stata inaugurata il 29 gennaio con la lettura a tre voci di alcuni brani tratti da "Centomila gavette di ghiaccio", per la regia di Manuel Giliberti e grazie alle voci di Deborah Lentini, Carmelinda Gentile e Luigi Piccione.

Il 24 maggio 1915 l’Italia entrava nella Prima guerra mondiale, narrata dipinta filmata propagandata fotografata da artisti scrittori giornalisti fotografi cineasti. Raccontata dagli storici, vissuta da una nazione giovane che visse gli orrori dei gas, la vita di trincea – come non pensare ad Ungaretti? – provando ad affratellarsi, a creare una lingua e un immaginario comune a partire da quella che fu una tragedia.

I pannelli della mostra hanno ricostruito le vicende storiche, gli episodi bellici, descritto gli apparati militari e i nuovi ritrovati di morte, il clima dell’epoca, il dibattito politico, il ruolo delle donne, il costume, l’organizzazione della sanità, la protezione dei monumenti dalle offese delle armi grazie all’opera di Roberto Segre, il ruolo dei media – la radio, i giornali con le cronache e le vignette, i fumetti – fornendo allo spettatore un quadro del primo dei due conflitti globalizzati del Novecento.

Alla mostra sul primo conflitto mondiale è stata abbinata l’esposizione "Le armi dal XV al XIX secolo - L'armeria di Palazzo Bellomo": alcuni tesori poco noti della nostra Galleria Regionale mostrati al pubblico, che ha potuto ammirare palosci da caccia, brigantine, partigiane, lance dei guerrieri africani, scimitarre, pistole – come una bellissima  Bird&Ashmore – e un’armatura rinascimentale.

Oltre a visitare le due esposizioni di è potuto ammirare l’ex convento di Sant’Agostino, che ospita tra l’altro il Museo del Papiro: secondo quanto studiato, tra gli altri, da Lucia Acerra, i padri agostiniani sarebbero giunti a Siracusa nel V secolo grazie al vescovo Eulalio; l'ordine in città si sarebbe insediato nel 1504, quando era vescovo Fra Dalmazio di S. Dionisio. Nel 1592 furono ammessi in città e si stabilirono nella chiesa del Santo Sepolcro, dove, come dice il Privitera: "innalzarono il loro convento nel luogo più ameno e più bello, rimpetto a mezzogiorno, sovra il mare, vicino alla muraglia di città".

Le cosiddette leggi eversive del 1866 soppressero alcuni ordini religiosi e trasformarono ex luoghi di culto in edifici pubblici: il convento e la chiesa furono adattati per ospitare gli uffici dell'Intendenza di Finanza. Il convento, poi restaurato, ospitò le Guardie Demaniali ed oggi se ne può apprezzare la mirabile architettura – basti vedere il chiostro con il pozzo e le sale del Museo che vi si affacciano.

 

 

 

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