SANITÀ

Creme contro le rughe, trattamenti anti-età, rassodanti spacciano illusioni

  • Stampa

Creme contro le rughe, trattamenti anti-età, rassodanti spacciano illusioni

Quando le mode, alimentate da tv e network, parlano al somaro presuntuoso che è in noi.Chi assicura effetti farmacologici con gli integratori afferma cose false

Il fenomeno del successo commerciale degli integratori dovrebbe essere preoccupante in una nazione che vede un grande aumento della povertà e una progressiva riduzione delle gratuità delle cure mediche. A norma di legge, un integratore non può vantare azioni farmacologiche né indicazioni per curare sintomi riferibili a malattie umane. In effetti, si tratta di alimenti speciali, le cui quantità non supera i pochissimi grammi o meno. Il costo di queste sostanze che integrano l’alimentazione può raggiungere diverse migliaia di euro il chilo. Altro capitolo molto delicato, da governare con chiarezza, è quello degli integratori che contengono sostanze estratte dalle piante. Erroneamente si pensa che le piante non siano pericolose come i farmaci sintetizzati chimicamente. Oggi si può affermare esattamente la cosa opposta. Piante usate da millenni si sono dimostrate anche pericolose quando, per la prima volta, si sono valutate con metodi scientifici validi e riconosciuti universalmente (trials clinici controllati). Per fortuna la cosa che avviene più frequentemente è quella che tutte le cosiddette azioni terapeutiche, ipotizzate e vantate, si dimostrano inconsistenti, quando osservate e giudicate con l’occhio imparziale della vera scienza.

Per assurdo è da considerare più sicuro un farmaco che viene dalla chimica, perché è uno solo, piuttosto che un rimedio vegetale dove possono essere migliaia i principi attivi contenuti, dei quali solo uno o più sono conosciuti e studiati e gli altri rimangono sconosciuti. Inutile precisare che nel mondo vegetale sono milioni le sostanze chimiche biologiche contenute e, tra questi, farmaci e veleni potentissimi. Ne sapeva abbastanza Socrate ventiquattro secoli fa, quando per morire scelse la cicuta, un piccolo elegante arbusto che cresce anche da noi.

Potrei qui cominciare a elencare un elenco di famose sostanze di derivazione naturale, adesso in testa ai consumi pseudo sanitari italiani, che non solo non hanno superato nessuno studio clinico controllato e validato scientificamente ma si sono dimostrate inutili, dannose, controproducenti. Se lo facessi, accadrebbe qualcosa che mi è già successa e subirei una serie di reazioni tendenti a delegittimarmi scientificamente.

Mi fa piacere ricordare che in Italia, da quarant’anni, si disinveste nella ricerca di nuovi farmaci e si costringono regolarmente a espatriare in tutto il mondo i nostri ricercatori, che nessuno vuole retribuire. Accade così che tutta l’attività dei cosiddetti imprenditori nel campo farmacologico si restringa a commercializzare vitamine obsolete, enzimi e coenzimi, frutto di convinzioni fallaci e tendenziose di biologia e metabolismo cellulare vecchie di cinquant’anni. Sono stati rispolverati improbabili effetti curativi attribuiti per credenze e tradizioni, anche medievali, a erbe e oligoelementi.

Di fatto la maggior parte degli integratori fa riferimento a concetti scientifici illusori, non controllati. Ancor più preoccupante è la considerazione, più che fondata, che il progettista della composizione dell’integratore, spesso, non è neanche un medico, ma un farmacista, un ex informatore scientifico del farmaco, un allevatore di bovini o un agricoltore arricchito, un semplice imprenditore che diversifica i suoi investimenti. Può commercializzare il suo integratore aspettando una risposta a una lettera che dovrà inviare al Ministero della Salute con la composizione dell’integratore. Se, entro novanta giorni, non riceve nessuna notizia, si trova con la sua creatura (considerata un modo di integrare una dieta) già inserita in un Registro degli integratori: nessun controllo sul prodotto, nessuna valutazione degli effetti diversi dall’integrazione alla dieta.

Quello che fa male ai veri esperti di farmacologia e ai veri medici è il vedere specialisti nelle più varie discipline mediche o chirurgiche prescrivere a veri malati carissimi integratori piuttosto che farmaci o gli uni e gli altri.

Il danno qui è molteplice. Spesso i malati hanno consultato diversi medici e accedono a uno specialista di livello apicale per gli insuccessi terapeutici riportati in precedenza. Ricevere un’integrazione alimentare piuttosto che un farmaco o un intervento chirurgico suona da presa per i fondelli o da inconfessabili attitudini del medico a credere alle favole e ad alimentarle. La terza ipotesi, cioè avere interessi personali a prescrivere integratori alimentari a carissimo prezzo per motivi economici, in combutta con gli imprenditori che commercializzano gli integratori, mi fa orrore solo a prenderla in considerazione. Anche se a pensar male a volte si indovina, andreottianamente ragionando, confido per principio nel giuramento di Ippocrate dei miei colleghi.

In sintesi, esprimo il mio dissenso preoccupato per quest’aspetto della prescrizione medica e per il consumo in auto prescrizione che continua a lievitare per gli integratori. Chiunque assicura effetti farmacologici con gli integratori afferma cose false (nessun integratore riporta sulla confezione effetti sulla salute delle persone che non siano di prevenzione di pseudo malattie)

Guardo con grande sospetto ai medici che curano malattie con alimenti a carissimo prezzo. Se questi medici sono in buona fede, devono essere rivalutati professionalmente con un esame che ne comprovi la preparazione scientifica in forma valutativa.

In generale, quando non ci siano cure validate per alcune affezioni minori (basti pensare alle varie forme di malattie virali delle vie aeree, come i raffreddori) bisognerebbe avere l’onestà intellettuale di dichiararlo agli ammalati. Stessa cosa per le malattie degenerative come l’artrosi o i danni alle cartilagini articolari. Come le favole belle, amate tanto dagli italioti di bocca buona, le creme contro le rughe, i trattamenti anti-età, le lozioni per la ricrescita dei capelli, i rassodanti di seni e glutei, anche gli integratori ci parlano d’ignoranza e di vendita d’illusioni.

Uno splendido mercato in crescita! Peccato che vada dalla parte opposta agli interessi sanitari di un paese europeo che viaggia velocissimamente verso il terzo mondo.

Per non dire che i recenti dieci milioni di poveri italiani con il prezzo di un integratore farebbero la spesa per una settimana.