L'EURO-CIVETTA di Simona Saraceno

Immigrazione. Parte l’operazione UE Mos Maiorum: contrasto al traffico illegale o retata?

Immigrazione. Parte l’operazione UE Mos Maiorum: contrasto al traffico illegale o retata?

Pensata e lanciata in velocità, l’iniziativa congiunta di schedatura degli immigrati irregolari ad opera delle polizie degli Stati Membri solleva qualche perplessità. Anche a Bruxelles, dove è partita un’interrogazione parlamentare.

Non è l’alternativa a Mare Nostrum, ma coinvolge l’Agenzia Frontex. Ancora una nuova definizione, che tradotta significa “Il costume degli antenati”, per una nuova azione dell’Unione Europea volta alla gestione dei flussi migratori.

Inizia proprio oggi, Mos Maiorum, a poco più di un anno dalla (prima) strage di Lampedusa, e si conclude il prossimo 26 ottobre: iniziativa del Consiglio Ue coordinata dalla Direzione centrale dell'immigrazione e della polizia di frontiera del Ministero dell'Interno italiano e in collaborazione con Frontex, a cui sono invitati a partecipare tutti i Paesi UE. Sulla carta, Mos Maiorum mira a indebolire i gruppi criminali che gestiscono il traffico illegale dei migranti verso l'Ue e si focalizzerà sulla raccolta di informazioni e dati, a scopi investigativi e di intelligence, sulle principali rotte dei migranti e sulle reti dei trafficanti all’interno dello Spazio Schengen e alle frontiere.

In parole più chiare, l’obiettivo è la costruzione di un mega-database ad uso del Consiglio in cui saranno registrate le informazioni anagrafiche e tutti i dettagli sugli spostamenti (percorsi, tempi del viaggio, denaro corrisposto ai trafficanti) degli immigrati presenti sul territorio (compreso, ovviamente, quello italiano). I risultati saranno presentati nell’ambito del Consiglio stesso il prossimo 11 dicembre.

Da qualche parte, però, sorge il dubbio che quest’operazione possa trasformarsi in un blitz. E succede proprio nel circondario delle istituzioni Ue: in Parlamento Europeo quattro eurodeputate PD (Silvia Costa, Cecile Kyenge, Elly Schlein e Patrizia Toia) trasformano la perplessità in un’interrogazione scritta in cui chiedono al Consiglio che il Parlamento riceva informazioni sulle procedure di attuazione di Mos Maiorum con riferimento particolare alle modalità d'impiego delle banche dati Schengen e alle tutele assicurate ai diritti fondamentali dei migranti coinvolti e sugli esiti dell’operazione stesso (ad oggi non è previsto alcun momento di confronto con il Parlamento).

“Come autorità di bilancio – si legge inoltre nell’interrogazione – il Parlamento chiede di essere informato sul ruolo svolto da Frontex”. Certo è che per capire di cosa si tratta non ci vorrà molto. E insieme ai migranti, i primi a rendersene conto saranno i cittadini italiani e siciliani, specialmente.

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