• La Civetta di Minerva: in edicola il nuovo numero di sabato 9 Novembre 2019

    Sostieni il nostro impegno: chiedilo in edicola. Per te è solo un euro, per noi un grande aiuto, per la realtà sociale un mezzo di informazione libero, unico e originale. Non fermiamo le poche voci che sono svincolate da chi decide cosa e quando bisogna sapere. L'informazione è potere. Riappropriamoci della capacità di avere un nostro strumento d'informazione. Ti aspettiamo!

  • In via Piave una sartoria fu visitata dal Duce…

    Era la più rinomata della città, forse l’unica al di fuori di Ortigia. Storie del quartiere Santa Lucia

  • L’inverno è alle porte e l’estate ancora dentro casa

    Con la temperatura di questo caldo mese di ottobre a Siracusa, i negozi in franchising esibiscono capi invernali. Ma il problema è la testa

  • Teresa Laterza: “Le mie sono un’emozione che cambia”

    Raccolta di aforismi, riflessioni e poesie edita da CTL Edizioni, copertina di Rosa Rosita Loiodice

  • Casa Monteforte di via Picherali, tra sequestri e dissequestri

    Lavori, ristrutturazioni, vendite: un guazzabuglio sempre più fitto. L’assessore Rita Gentile: “Ho consegnato tutto all’ufficio legale”

  • Medici di famiglia, un lavoro matto e disperato

    La Civetta di Minerva, 26 ottobre 2019

    Potrebbe anche essere giustificato che, alla fine del percorso lavorativo, più di qualcuno fra i medici italiani aspiri al pensionamento per cercarvi quelle gioie e quel riposo che tutti i tipi di lavoro, in tempi di crisi, vietano a chi deve tirare la carretta sempre più pesante e senza alcun riconoscimento economico. In questo preciso momento storico tutti quei medici che furono reclutati per dar vita al sistema sanitario nazionale, nato nel 1978, sono sulla via del pensionamento.

    A sentirli parlare fra loro prevale una disperazione per l’enormità dei carichi burocratici, ridicoli, borbonici, farraginosi che una classe di politici sempre meno preparata ed europea continua a caricare sulle spalle degli operatori. Persino chi avrebbe dovuto far tremare le fondamenta del sistema Italia, i teorici del “vaffa”, davanti alla macchina dello Stato che vacilla altro non fanno che aggravare la quotidiana tortura di chi deve mettere la propria faccia nel dire no ai cittadini.

    Certo è traumatico il passaggio dal “vaffa” al governo, affrontare una crisi senza perizia può far danni enormi ai pilastri dello stato sociale. Tutti i sistemi del welfare sono erosi dalla mancanza di denaro, sono scarnificati dalle mille pezze al sedere, inventate da chi deve far quadrare i conti. Quando le pezze sono troppe il tessuto liso si strappa e vedremo comparire le natiche e tutto il resto.

    A forza di stressare l’asino di bastonate alla fine questi si schianterà definitivamente al suolo. Così, in questi grami tempi di crisi senza uscita, la medicina di famiglia si vede costretta a far fronte ai no continui che vengono dalle amministrazioni dello Stato, compreso quei no che riguardano proprio ed anche la retribuzione degli stessi sanitari, ormai tra i meno pagati al mondo.

    Come reagiscono i cittadini ai tagli, alle liste d’attesa, alla crisi? Frequentare i blog di medicina generale è notevolmente istruttivo. Medici di famiglia molto motivati mettono in piazza la realtà di un lavoro duro e umile, le caratteristiche di un popolo che si caratterizza come distante da altre realtà politiche, economiche, sanitarie europee.

    Non vi è dubbio che l’Italia attraversi uno dei suoi momenti più difficili. Fra tutti i tipi di degrado quello sociale e culturale è fra i peggiori. Alcune realtà politiche, mediatiche, civiche ci mettono in condizione di far fallire secoli di progresso e di conquiste sociali. Basta considerare semplici fenomeni come il non rispetto della fila, l’uso ignobile dei media e dei social, l’ignoranza di ritorno e quella nativa, particolarmente dilagante in queste epoche. Aggiungete il crollo delle figure di riferimento, fra cui quella del medico, l’”uno vale uno” che, sommato alle pessime performance della scuola italiana che produce diplomati e laureati incapaci di leggere testi e capirli. per giustificare in parte quello che scorre sotto gli occhi di un medico di famiglia. Ormai le ore di studio non si contano più.

    Se la sanità pubblica declina e non offre le risposte, di certo le malattie fisiche e psichiche non diminuiscono. Anzi si moltiplicano. Assistiamo a una proliferazione di malattie mentali preoccupante. Le liste d’attesa bloccano il paziente e anche il medico di famiglia. La malattia spinge il paziente a usare e abusare dell’unica figura professionale gratuita che gli è offerta. Fra l’altro è l’unico professionista che non può trincerarsi dietro una lista d’attesa: deve ricevere tutti durante la giornata. Si vedono personaggi accedere in ambulatorio almeno tre volte a settimana, spesso pensionati, disoccupati, prevalentemente nevrotici alla ricerca di risposte che non è possibile avere da un semplice medico.

    Deleteria per il medico di famiglia è la correttissima abitudine all’ascolto attivo, dell’empatia col paziente. Queste sacrosante metodiche di cura si scontrano con il libero accesso alle cure gratuite. Se bisogna visitare trenta persone al giorno e si dedicano almeno trenta minuti a testa, ci vogliono quindici ore al giorno. Per non dire che gli adempimenti burocratici richiedono altrettanto tempo.

    Se non si riforma la durata del giorno in Italia, non si può risolvere il problema. Peggio accade se il medico ha una coscienza professionale che gli fa preferire la clinica alla burocrazia, per cui decide di stipendiare un dipendente per far da segretario. Oltre a dividere per due il suo misero stipendio non risolverà lo stesso il suo problema: il governo aumenta tutti i giorni le sue ore di lavoro e alcune figure fondamentali come l’infermiere e l’assistente sociale non potrà mai pagarsele. “Dulcis in fundo” l’italiano, quello sovranista, razzista, destrorso, nostalgico, non fa che approfittare dello stato sociale che le conquiste sindacali socialiste hanno portato a disposizione di tutti.

    Non c’è giornata che non ti venga un insegnante o un lavoratore che non ti chieda una “104” per un proprio congiunto, l’accompagnamento per i propri genitori al primo accenno di qualche dimenticanza senile, una pensione da anticipare perché si sostiene di non poter più lavorare. C’è sempre qualcuno che per ore cerca di convincere il proprio medico che è divenuto invalido quando il suo lavoro va male o l’ha perso. Tutti i siciliani agognano un’invalidità. Sono i medici che non lo vogliono capire!

    Quanto si possa resistere a queste piacevolissime abitudini italiane senza sparare rimane da approfondire!

  • Ho visitato il carcere di Volterra, attivo nell’attività teatrale

    A Piazza Armerina, che ho diretto provvisoriamente, grazie ai volontari abbiamo svecchiato la biblioteca

  • Un italiano adolescente su sette ha i volumi testicolari ridotti

    Cinque milioni di maschi italiani sono infertili. I dati forniti dal congresso nazionale di pediatria a Paestum

  • Il deposito Gnl e il l’inquinamento nel porto di Augusta

    Scaduto il termine per la presentazione delle manifestazioni di interesse, si dovrebbero avviare le procedure di gara per l’assegnazione dei lavori con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa; il tutto dovrebbe concludersi nei primi mesi del 2020

  • La testimonianza (amara) di una mamma adottiva ai tempi di Bibbiano

    Una pericolosissima strumentalizzazione politica ha prodotto una profonda sfiducia sul sistema degli affidi. Un bambino adottivo non arriva mai da solo, ma con una valigia che contiene la sua storia, le sue paure e la sua verità

News

La Civetta di Minerva: in edicola il nuovo numero di sabato 9 Novembre 2019

Attualità
REDAZIONE CIVETTA
Sabato, 09 Novembre 2019 11:42
Sostieni il nostro impegno: chiedilo in edicola. Per te è solo un euro, per noi un grande aiuto, per la realtà sociale un mezzo di informazione libero, unico e originale. Non fermiamo le poche voci che sono svincolate da chi decide cosa e quando bisogna sapere. L'informazione è potere. Riappropriamoci della capacità di avere un nostro strumento d'informazione. Ti aspettiamo!
leggi tutto

In via Piave una sartoria fu visitata dal Duce…

Siracusa
DUCCIO DI STEFANO
Venerdì, 08 Novembre 2019 09:12
Era la più rinomata della città, forse l’unica al di fuori di Ortigia. Storie del quartiere Santa Lucia
leggi tutto

L’inverno è alle porte e l’estate ancora dentro casa

Attualità
LORENA SPADA
Venerdì, 08 Novembre 2019 09:05
Con la temperatura di questo caldo mese di ottobre a Siracusa, i negozi in franchising esibiscono capi invernali. Ma il problema è la testa
leggi tutto

Teresa Laterza: “Le mie sono un’emozione che cambia”

Cultura
MARIA LUCIA RICCIOLI
Mercoledì, 06 Novembre 2019 10:46
Raccolta di aforismi, riflessioni e poesie edita da CTL Edizioni, copertina di Rosa Rosita Loiodice
leggi tutto

Casa Monteforte di via Picherali, tra sequestri e dissequestri

Siracusa
MARINA DE MICHELE
Mercoledì, 06 Novembre 2019 10:17
Lavori, ristrutturazioni, vendite: un guazzabuglio sempre più fitto. L’assessore Rita Gentile: “Ho consegnato tutto all’ufficio legale”
leggi tutto

Medici di famiglia, un lavoro matto e disperato

Sanità
DINO ARTALE
Martedì, 05 Novembre 2019 10:02
La Civetta di Minerva, 26 ottobre 2019 Potrebbe anche essere giustificato che, alla fine del percorso lavorativo, più di qualcuno fra i medici italiani aspiri al pensionamento per cercarvi quelle gioie e quel riposo che tutti i tipi di lavoro, in tempi di crisi, vietano a chi deve tirare la carretta sempre più pesante e senza alcun riconoscimento economico. In questo preciso momento storico tutti quei medici che furono reclutati per dar vita al sistema sanitario nazionale, nato nel 1978, sono sulla via del pensionamento. A sentirli parlare fra loro prevale una disperazione per l’enormità dei carichi burocratici, ridicoli, borbonici, farraginosi che una classe di politici sempre meno preparata ed europea continua a caricare sulle spalle degli operatori. Persino chi avrebbe dovuto far tremare le fondamenta del sistema Italia, i teorici del “vaffa”, davanti alla macchina dello Stato che vacilla altro non fanno che aggravare la quotidiana tortura di
leggi tutto

Un italiano adolescente su sette ha i volumi testicolari ridotti

Sanità
DINO ARTALE
Lunedì, 04 Novembre 2019 19:26
Cinque milioni di maschi italiani sono infertili. I dati forniti dal congresso nazionale di pediatria a Paestum
leggi tutto

Il deposito Gnl e il l’inquinamento nel porto di Augusta

Provincia
duccio
Lunedì, 04 Novembre 2019 12:25
Scaduto il termine per la presentazione delle manifestazioni di interesse, si dovrebbero avviare le procedure di gara per l’assegnazione dei lavori con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa; il tutto dovrebbe concludersi nei primi mesi del 2020
leggi tutto

La testimonianza (amara) di una mamma adottiva ai tempi di Bibbiano

Attualità
ALDO CASTELLO
Domenica, 03 Novembre 2019 22:55
Una pericolosissima strumentalizzazione politica ha prodotto una profonda sfiducia sul sistema degli affidi. Un bambino adottivo non arriva mai da solo, ma con una valigia che contiene la sua storia, le sue paure e la sua verità
leggi tutto

“In città 40 siti di verde pubblico usati come discariche”

Siracusa
FRANCESCO MAGNANO
Domenica, 03 Novembre 2019 22:52
Il neo assessore Andrea Buccheri: “Abbiamo un lavoro enorme da fare, abbiamo bisogno di tutti”. Differenziata, siamo al 32,44%, un record”
leggi tutto

Home

Gli “impresentabili” sono molti, molti di più che 14

Leggi tutto: Gli “impresentabili” sono molti, molti di più che 14

L'indignazione senza fine

La Civetta di Minerva, 29 aprile 2016

Questa volta non è stata la Magistratura italiana a suscitare l'indignazione generale, e la mia in particolare, ma quella norvegese. Già il fatto che il massimo della pena prevista in Norvegia fosse di 21 anni sembrava sconcertante; poi abbiamo scoperto che il galantuomo che ha ucciso 77 persone e, quindi, distrutto almeno 77 famiglie stesse in tre comode stanze, con tanto di vitto e alloggio, televisore e play station aveva veramente fatto rivoltare le budella. Adesso scopriamo che il trattamento riservato al tizio dalla Norvegia, ossia 5 anni di isolamento, è considerato "inumano" alla luce dell'art. 3 della Convenzione Europea sui diritti dell'uomo. Direi che quando è troppo è troppo.

Vorrei partire da una considerazione del tutto personale, per giungere ad una conclusione che, magari, è condivisa. E sia! Le pene non sono uguali per tutti. Intendo dire che, per esempio, tutte le sanzioni pecuniarie fisse sono inique, perché colpiscono più duramente i poveri. Per esempio: se entrare in auto in ZTL comporta una contravvenzione di cento euro, è chiaro che un uomo ricco potrà entrare ed uscire tutte le volte che vuole mentre uno povero dovrà starsene fuori. In questo modo, il divieto esiste solo per i poveri, mentre ai ricchi è concesso, pagando, di violarlo.

Lo stesso vale per gli arresti domiciliari: se è vero che la libertà è un bene prezioso per chiunque, è pur vero che trascorrere gli arresti domiciliari in una stanza di una misera casa popolare è ben diverso che trascorrerli in una villa con parco e piscina, per quanto possa essere afflittivo comunque non avere rapporti con gli altri.

Quello che intendo dire è che ognuno patisce un suo dolore personale mentre sconta la pena e ognuno ha una sua personalissima percezione della pena: della propria e anche di quella altrui. È di solare evidenza che una persona molto socievole, che ha una vita di società, che la sera va in discoteca e di giorno frequenta il mondo patirà di più l'essere isolata dagli altri rispetto ad una persona introversa, chiusa in se stessa, poco incline ai rapporti umani. Per questa ragione, una legge che imponga una sanzione pecuniaria fissa o una sanzione identica per ogni soggetto che delinque è una legge iniqua, ingiusta.

Ciò detto, che quel soggetto norvegese che ha trucidato 77 ragazzi, prendendoli uno ad uno e sparandogli alla testa, quella brava persona che entra in un'aula di tribunale facendo il saluto nazista senza alcuna vergogna, quella feccia che non mostra alcun segno di pentimento o rimorso... ecco, quel soggetto non può subire la stessa condanna di un altro, ma nei suoi confronti deve essere applicata una legge ragionevole, adeguata, commisurata al dolore che ha provocato, anche al fine di evitare di suscitare nei familiari dei ragazzi uccisi la voglia di vendicarsi personalmente ed infliggere al condannato la pena che lo Stato non gli commina.

Sono indignata per il trattamento che gli è riservato, per le tre stanze la tv ed il resto che sono negate a tante persone per bene che non hanno mai fatto del male a nessuno. Sono indignata per l'inadeguatezza della magistratura davanti a criminali di questa portata, la stessa magistratura che invece mostra tutta la propria forza davanti a miserabili ladri di biciclette. Sono indignata perché veramente diventeremo cittadini che non trovano il motivo per comportarsi secondo la legge, perché in fondo la sanzione, per molti, sarebbe una benedizione.

Sono indignata perché a certi delinquenti è garantita una vita più serena e meno disagiata che a tanti padri di famiglia che per anni si sono spezzati la schiena per ritrovarsi, poi, con un pugno di mosche in mano.

Azzeccagarbugli: adozioni gay, utero in affitto, eutanasia

Se andando all'estero puoi ottenere quello che in Italia è vietato, è chiaro che il divieto vale solo per chi non ha i mezzi per attraversare i confini

Leggi tutto: Azzeccagarbugli: adozioni gay, utero in affitto, eutanasia

L'azzeccarbugli - se lasciamo morire, la colpa è degli altri

Se lasciamo morire, la colpa è degli altri

Leggi tutto: L'azzeccarbugli - se lasciamo morire, la colpa è degli altri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Bar sotto il Mare

Un selfie con Escobar

CARMELO MAIORCA
Martedì, 22 Ottobre 2019 16:27

Sistema Amara, oltre la notizia

CARMELO MAIORCA
Domenica, 02 Giugno 2019 16:06

Cultura

Teresa Laterza: “Le mie sono un’emozione che cambia”

MARIA LUCIA RICCIOLI
Mercoledì, 06 Novembre 2019 10:46

Aldo Formosa: “Le mie commedie recitate persino a New York”

LELLA FLORIDIA
Sabato, 02 Novembre 2019 20:21

Michelle Messina Reale: “La Sicilia e Siracusa sono il mio rifugio”

MARIA LUCIA RICCIOLI
Sabato, 02 Novembre 2019 20:02

Dossier

Legge sull'acqua: in Commissione ok alla ripubblicizzazione

MARCO BERSANI
Giovedì, 21 Febbraio 2019 19:22

Sai 8 versò agli avv. Amara e Toscano quasi 3,3 milioni

MARINA DE MICHELE
Martedì, 22 Gennaio 2019 15:32

Processo Sai 8, col cerino in mano è rimasto solo l’AD Ferraglio

Marina De Michele
Domenica, 20 Gennaio 2019 08:26

Chi siamo

Continueremo a difendere l’ambiente, il multiculturalismo, il welfare, l’etica politica, a lottare contro ogni sfruttamento delle persone, delle città e dei territori, a sostenere la necessità di uno sviluppo economico coniugato con l’ecosostenibilità delle iniziative.

Privacy Policy Cookie Policy

Dove siamo


Viale Santa Panagia 136/H

Contattaci

Se ci vuoi supportare, chiamaci allo 3331469405 / 3337179937 o manda un'email a: redazione@lacivettapress.it / postmaster@pec.lacivettapress.it

Showcases

Background Image