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La Civetta di Minerva, 14 ottobre 2016

L’Italia, e non la sola Roma, può permettersi il lusso di rinunziare alle Olimpiadi?

La sindaca Raggi, col conforto del suo movimento, ha sentenziato che le Olimpiadi fanno male a Roma. È meglio tappare le buche delle strade di Roma; e poi si rubano un sacco di soldi e poi ancora restano impianti sportivi sbagliati e che vanno in malora: queste le motivazioni della Raggi. Questa è vigliaccheria, e chi ha paura di amministrare non può avere la responsabilità di una città.

Sono miliardi che si perdono; è ricchezza che se saputa amministrare va un po’ a tutti; a cominciare dagli operai che debbono costruire impianti e villaggio olimpico, alle imprese che appalteranno i lavori, alla città che ospiterà migliaia e migliaia di persone che partecipano o che assistono alle olimpiadi.

Un pizzico di cinismo non guasta; la Raggi ha paura che ci sia qualcuno che rubi soldi; e questo può essere vero, ma lei che ci sta a fare se non controlla? E poi non è fisiologico che dove ci sono grandi opere pubbliche c’è sempre chi cerca di approfittarsene? In epoca assai lontana l’argomento entrò nella storia con le Verrine di Cicerone.

Gli impianti che restano inutilizzati: ma sta qui l’impronta che deve dare un sindaco; scegliere il luogo dove farli costruire: tutte le periferie del mondo sono assetate di centrali che possano catalizzare la socialità e quindi provocare la crescita sociale e culturale degli abitanti dei quartieri dormitorio.

Le buche della città; ammesso che non ci siano soldi per aggiustarle è preferibile che resti una buca ma che abbiano anni di lavoro assicurato quelli che debbono stare attenti per evitare la buca.

Per governare ci vuole la cultura del buon governo, che impone innanzi tutto il coraggio delle proprie azioni; in caso contrario si ha quel nulla e quel fermo che ci diedero le maestrine e i ragionieri che divennero sindaci subito dopo tangentopoli degli anni ’90. Sindaci che bloccati dalla paura svolsero unicamente la normale amministrazione e tradirono le aspettative di crescita dei concittadini che li avevano eletti: vennero mandati a casa a furor di popolo cinque anni dopo senza lasciar traccia nella vita dei loro paesi.

Io se fossi il sindaco di Siracusa davanti al rifiuto della Raggi avrei lanciato anche provocatoriamente la candidatura di Siracusa ad ospitare le olimpiadi: la Mazzarona ha trent’anni che attende strumenti per crescere, ai suoi giovani potrebbero aprirsi altre prospettive oltre quella di spacciare droga.

Duramente giudicata dalla Corte d’Appello la coassegnazione di un sostituto al dott. Bisogni da parte del Capo della Procura subito dopo due esposti dell’avv. Amara. “L’unica colpa del pm era stata quella di pestare i piedi all’avvocato e allo stesso Rossi”

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