Entro nella struttura CIAO e mi viene incontro un festoso e festante gruppo di ragazzini sorridendomi. Si respira un’aria nuova rispetto a quella di fuori. Tutti sono impegnati. Si presenta Giorgio, capelli bianchi e viso anch’esso sorridente, che mi spiega chi sono i maristi.

Siamo una congregazione religiosa presente in 80 paesi specialmente nel 3° mondo. La confraternita è nata 200 anni fa in Francia dopo la rivoluzione francese con la missione principale nella formazione dai piccoli ai più grandi. Oggi abbiamo scuole di ogni grado anche università e sai quanti studenti divenuti poi importanti sono venuti da noi?

Non so

Ti dico solo un cognome che conoscerai certamente: i fratelli Mattarella! Qui siamo in 4 che gestiamo il centro, 2 religiosi fra cui io proveniente da Giuliano in Campania e 2 laici. Per parlare più in dettaglio di questa struttura ti mando dalla nostra missionaria spagnola la laica Rosa.

È così che incontro Rosa una giovane, anche lei sempre con lo stesso sorriso in viso e mi chiedo: sarà una prerogativa della congregazione?

Cosa mi dice Rosa?

Noi abbiamo scelto questa vita, ma da laici, rimanendo sullo stesso piano dei religiosi come Giorgio ognuno nel suo specifico ambito di lavoro. Questo centro è nato un anno fa, ma come confraternita eravamo già presenti a Siracusa dal 2016 nei campi d’accoglienza con un progetto deciso per l’emergenza esistente. Lì erano presenti 4 fratelli che poi sono andati via. Poi è nata questa struttura come punto di riferimento sul territorio in collegamento con altre associazioni, Onlus, ecc.

Voi laici avete più libertà?

Certamente, ci sono quelli che decidono di chiudere la loro esperienza missionaria dopo dei progetti, alcuni vanno via anche per sposarsi.

E tu hai intenzione di farlo?

Rosa si fa una bella risata e poi in un italiano in cui si sente maggiormente la provenienza spagnola:

Non è mia intenzione e poi dovrei avere tempo per conoscere qualcuno, allora rimango single e non ci penso. Sai ho una grande passione per i bambini.

Quante le persone che assistite?

Abbiamo 80 adulti che vengono per lezioni d’italiano, 25 per consulenze giuridiche, 20 bambini per la scuola, 8 iscritti a un corso d’informatica e 4 al corso d’inglese, poi altri vengono occasionalmente per varie richieste come la compilazione di curriculum. Inoltre, abbiamo anche case alloggio e il vescovo ci ha aiutato su questo.

Siete aperti a tutti?

Si, vogliamo farlo sapere che CIAO è a disposizione di tutti non solo a minori stranieri. Anche perché il nostro progetto lo cambiamo verificando le esigenze locali. Ad esempio abbiamo trovato le famiglie dei minori dove i bambini parlano perfettamente l’italiano mentre i genitori no per cui ci siamo attrezzati a ciò nell’aprire dei corsi speciali per adulti.

Intanto bambini si avvicinano a Rosa per fargli vedere i loro disegni e altri solo per sorridere.

Avete portato tanta allegria in questo quartiere!

Si e vogliamo continuare a farlo questo ci dà tanta gioia.

SCHEDA

COS’È IL CENTRO INTERCULTURALE DI AIUTO E ORIENTAMENTO

Dopo il naufragio del 3 ottobre 2013, governo italiano aveva deciso di rafforzare il dispositivo nazionale per il pattugliamento del Canale di Sicilia autorizzando l’Operazione Mare nostrum, missione militare ed umanitaria con il compito di prestare soccorso per impedire il rinnovarsi di tragedie simili; l’aumento massivo degli sbarchi già dai primi mesi del 2013 aveva già fatto porre una maggiore attenzione alla realtà siracusana e accendere i riflettori sul porto di Augusta, con l’arrivo di molti minori stranieri non accompagnati e di adulti, accolti e smistati poi tutta Italia.

Varie organizzazioni internazionali iniziarono ad interessarsi maggiormente al nostro territorio, in primis quelle ecclesiastiche: a Siracusa arrivarono tre suore scalabriniane, di cui una albanese (suor Angelina) e una brasiliana (suor Teresiña), oltre ai maristi, che garantirono assistenza al porto di Augusta e la presenza di volontari laici pronti ad impegnarsi per tre anni spendendo le proprie competenze specifiche per attività di sostegno e accompagnamento ai migranti.

CIAO è sorto come centro di riferimento finanziato dai padri maristi, radicato nella realtà del territorio: tra le attività proposte e attuate, le consulenze, i corsi di artigianato, il potenziamento di inglese e italiano, il digital storytelling, il protocollo d’intesa con il Centro Provinciale per l’Istruzione per gli Adulti “Alberto Manzi” di Siracusa, il doposcuola e laboratori per bambini, lezioni di computer, orientamento amministrativo-lavorativo, corsi, mostre, partenariato e rete con altri enti come AccoglieRete, ARCI, Cesvi e Arcidiocesi di Siracusa (che ha sostenuto ed accompagnato l’apertura di un laboratorio di sartoria in via monsignor Carabelli, “Derick fashion”; l’idea, nata grazie al progetto 8xmille “Liberi di partire, liberi di restare” a cura delle suore missionarie di San Carlo Borromeo Scalabriniane in sinergia con la Caritas diocesana di Siracusa, Progetto Policoro, lo sportello lavoro “Labor ergo Sum” e l’associazione Padre Massimiliano Maria Kolbe, ha permesso al sarto nigeriano Federick e alla sua famiglia, accolti dalla comunità parrocchiale Maria Ss.ma Addolorata di Grottasanta guidata da padre Felice con il sostegno dei fedeli, di aprire la sartoria avviando anche una partnership commerciale con il negozio “Le Divise” per la realizzazione di abiti tradizionali e divise lavorative), Impact HUB, OXFAM, Proxima e Fondazione di comunità Val di Noto, nel segno dell’accoglienza e dell’integrazione.

Al momento è in corso di sistemazione il terzo appartamento – queste case rappresentano un tassello importante per l’accoglienza e l’avviamento all’autonomia dei migranti – che accoglie minori, spesso studenti e quindi lavorativamente non attivi, e maggiorenni non in grado di sostenere un affitto con il solo reddito lavorativo – pensiamo alle difficoltà abitative anche ai fini del rinnovo del permesso di soggiorno, nell’ottica del nuovo decreto sicurezza.

Gentile (assessore): L’Amministrazione sostiene e promuove integrazione e volontariato

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“Aiutiamo meglio i senzatetto, puntando all’anima più che ai soldi”. I suoi incontri, a Siracusa, con tre uomini diversi l’uno dall’altro

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Simona Cascio (sportello per i diritti, Arci): “Scene di disperazione ma tutto ciò che possiamo fare è offrire loro ospitalità per aiutarli e accompagnarli in questo delicato momento”

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Eccesso di welfare, i quattromila ospiti hanno drenato cento milioni l’anno. Nella struttura ogni neo mamma ha avuto corredino, scaldavivande, carrozzina, passeggino e ovetto, per tutti corsi di decoupage e di danza moderna, persino l’aria condizionata negli alloggi: ben più degli italiani poveri

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Domenico Sapuppo, dal recupero crediti (“lavoro noiosissimo”) all’assistenza nello sportello legale (“me ne innamorai subito”) e anche a tutore di minori stranieri

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