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La Civetta di Minerva, 30 giugno 2017

Abbiamo messo insieme alcuni vagoni ferroviari; li abbiamo attaccati ad un’allegra locomotiva e con questo profumato trenino abbiamo effettuato un tour turistico nel territorio di Melilli fotografandone gli scorci panoramici più ameni allo scopo di farne una brochure da affidare alle principali agenzie di viaggi della provincia per incentivare il turismo nel nostro accattivante territorio.  Di seguito le nostre foto con una descrizione dei luoghi di maggiore interesse naturalistico.

                                                 L’ingresso della discarica  “Aprile”

Ad integrazione del nostro paesaggio naturale, prive di recinzione perché chiunque possa godere della loro vista e fruire liberamente dell’amenità dei luoghi, tra pascoli e torrenti, un nutrito numero di discariche, in parte autorizzate ma per la maggior parte abusive, ove albergano rifiuti speciali, pericolosi e tossici provenienti dal petrolchimico di Siracusa o da altri siti inquinanti del territorio nazionale. Questo il panorama che possiamo godere dal nostro trenino effettuando un giro turistico nel territorio.

Il primo sito che si presenta ai nostri occhi è la discarica “Aprile” (categoria “C” – rifiuti speciali – nel 2005 posto sotto sequestro dalla Procura di Siracusa e i cui tempi di messa in sicurezza e bonifica sconfinano ormai nell’infinito. Qui sono stati conferiti rifiuti industriali speciali e tossici i quali, in buona parte, giacciono sotto la volta celeste sperando che l’intervento divino li sottragga all’assunzione da parte degli abitanti del territorio.

Il trenino sbuffa e ci porta più in là, dove accanto ad un campo arato prossimo alla semina, si profilano le bellezze naturali di una seconda discarica  “Aprile” (verrebbe da modificare l’antico detto “Aprile dolce dormire”  in  “Aprile amaro inquinare”).

 

Categoria B2 – rifiuti speciali pericolosi e non – Attiva dal 1992 al 1998 allorchè la Procura la mise sotto sequestro. Nel 2000 la commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti accertò che non sono state rispettate le prescrizioni dell’autorizzazione regionale. Qui sono stati depositati rifiuti ospedalieri e industriali pericolosi (liquidi e non) il cui percolato, come la nutella sul pane, venne “spalmato” sulla superficie della discarica, per cui nel 2004 il Ministero dell’ambiente ha inserito questo sito fra le aree contaminate e nell’accordo quadro del 2015 si è prevista (molto più pre-  che  vista ) la messa in sicurezza con prelievo del percolato e la copertura con telo (te lo-dico ma non lo faccio...).

Nel 1998 il ministero dell’Ambiente ha inserito tra i Siti d’interesse nazionale (Sin) anche il quadrilatero Priolo-Augusta-Melilli-Siracusa, stanziando fondi per la messa in sicurezza e la bonifica delle aree contaminate. Ma dopo lunghi anni di vana attesa questi luoghi attendono ancora il risanamento e incrementano indisturbati la contaminazione di suolo e della falda acquifera .

“La discarica Aprile non è stata inclusa fra i Sin. Ciò implica che non sono state fatte le perimetrazioni e i carotaggi per capire quali rifiuti sono stati scaricati quando era in attività e successivamente quando è stata abbandonata”. Pur essendo ancora oggi sotto sequestro, è accessibile a chiunque, i cancelli e le recinzioni sono state divelte. La discarica resta abbandonata e senza un piano di messa in sicurezza e di bonifica.

L’altra discarica Aprile è una ex cava convertita in deposito di rifiuti speciali. Nel 1998 la Provincia di Siracusa ha sospeso l’esercizio per raggiungimento della cubatura di smaltimento. Secondo la relazione redatta dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti del 2000, vi sono stati smaltiti rifiuti non autorizzati violando le prescrizioni regionali e ciò anche dopo la chiusura. La Procura di Siracusa ha quindi disposto il sequestro.

Sbuffa e fischia il trenino! Dove si va? Il nostro trenino della monnèzza ci porta a poca distanza dallo svincolo autostradale di Melilli, dove ci accoglie festoso un volo di gabbiani che si recano giornalmente in pastura in un sito dal simpatico nome COSTA GIGIA!

Ne respiriamo i miasmi disintossicando i nostri polmoni dall’aria tossica poco prima inalata passando sul viadotto di Santa Catrini ove sono stanziali le emissioni della Esso. Beh, in fondo meglio il fetore della monnezza che l’acre esalazione dei veleni industriali...

LA DISCARICA DI COSTA GIGIA

Il trenino si inerpica fra Augusta e Melilli e giunge in contrada “Sabbuci” ove siamo investiti da un’ondata di fetore flautolento che ci costringe all’apnèa. Che sarà mai ? Cadaveri putrefatti ? Scoli fognarii ? Noooo ! E’ l’ennesima discarica che va sotto il nome di “Discarica Morello”. In confronto a quello che capta la nostra mucosa nasale, la manzoniana peste di Milano è odor di lavanda. Povera gente, pensiamo, i proprietari dei terreni circostanti devono avere il callo alle narici per sopportare tutto ciò.

La discarica Morello

Ma sbuffa e fischia il trenino e risale verso nord:  eccoci nel tempio sacro della monnezza: la CISMA! Ed ecco quello che tutti possono vedere. Ma ne parleremo più diffusamente a settembre.

Francesco Perez, portavoce del gruppo ValorAbile che sulla sedia a rotelle hanno trasportato materiale e distribuito acqua e viveri ai volontari: “E’ stato bellissimo, c’era empatia fra tutti”. I numeri: 160 armati di rastrello, 25 associazioni, 900 ore di lavoro

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L’Autorizzazione è subordinata al rispetto delle condizioni dettate dal parere VIA espresso con D.D.G. n.874 del 18/11/2013 (modificato dal D.D.G. n.483 del 23/06/2014) e al rispetto dei limiti del parere di emissioni in atmosfera prot. 32740 del 09/07/2015.

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