Una full immersion densa, carica di informazione e formazione quella tenuta qualche giorno fa ad Enna dalla Flc Cgil regionale che ha visto protagonisti Paolo Italia, segretario provinciale di Siracusa e coordinatore regionale Flc Cgil e il segretario regionale della Flc Cgil Sicilia, Adriano Rizza. “Formare i lavoratori sul tema della sicurezza – ci spiega Paolo Italia - è fondamentale perché agevola l’intera comunità educante. La formazione del lavoratore è spesso lasciata alla discrezionalità dei Dirigenti scolastici ma si ricordi che si tratta di un fondamentale adempimento contrattuale. Le due giornate sono state dedicate alla formazione delle Rappresentanze sindacali unitarie della Flc Cgil Sicilia che rivestono anche il ruolo di Rls, Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, figura prevista dall’art. 47 del L.vo 81 del 2008. L’ente formativo, leader nel settore, è l’Icotea che è una realtà consolidata in Sicilia ed oggi, in altre regioni”.

Resta il fatto che Siracusa, avanguardista in questo, ha già realizzato altri momenti di incontro per le Rsu della provincia negli ultimi anni. Come a dire che sulla pelle dei lavoratori della scuola, università, ricerca e alunni, la Flc Cgil non scherza con slogan propagandistici ma diviene protagonista attiva come dimostrano i dati: su 831 scuole siciliane i partecipanti sono stati circa 150 con qualche defezione da influenza.

“Gli investimenti sulla sicurezza nelle istituzioni scolastiche – continua Paolo Italia - sono pochi e le pastoie burocratiche infinite: troppi pareri, troppi visti spesso tolgono ai Dirigenti scolastici anche la volontà di provarci. Ci vogliono cabine di regia comunali e provinciali ed è necessario mettere in atto da subito un coordinamento che affronti seriamente il tema e investa su sicurezza e formazione. L’amministrazione regionale corre dietro ad altri problemi: basta ricordare che l’assessore Lagalla visitò il Quintiliano per il crollo del tetto quasi due anni fa. Nulla si è mosso e in quella scuola ci sono ancora le reti”.

Ma c’è un altro dato del quale la Flc Cgil può andare orgogliosa e che ha visto Paolo Italia in prima fila in questa battaglia: l’assunzione dal primo settembre dei Co.Co.Co. (ex collaboratori coordinati e continuativi) della scuola. Ricorderete la vicenda della quale la Civetta si è occupata: assunti con compiti e funzioni assimilabili a quelli degli assistenti amministrativi e tecnici tramite una procedura selettiva, quasi coercitiva, per titoli e colloqui, finalizzata all’immissione in ruolo, a decorrere dall’anno scolastico 2018/2019, erano divenuti part-time per sole 18 ore secondo quanto previsto dalla legge di bilancio 2018 con uno stipendio di 677,55 euro mensili (meno del reddito di cittadinanza) rispetto ai precedenti 1.100 circa e con l’impossibilità di accettare incrementi orari del proprio servizio. Un’offesa ed un danno perpetrato su lavoratori ormai indispensabili all’interno delle scuole ma pochi, troppo pochi, perché la politica si interessasse. Tra interpellanze e manifestazioni tutto sembrava fermo. La politica poi aveva creato un ulteriore squilibrio: a settembre 2019 erano stati assunti 226 lavoratori full time ma ben 553 unità di cui 400 circa siciliani e un centinaio della provincia di Siracusa, continuavano ad avere un contratto part time ed a stipendio ridotto. Dal primo settembre 2020, saranno assunti a 36 ore e completa retribuzione.

“Per troppo tempo questi lavoratori – aggiunge il coordinatore regionale Italia - sono stati lasciati indietro, mortificati e danneggiati: a settembre dello scorso anno, col decreto mille proroghe, sono state trovate le risorse di 12 milioni compensando l’ingiustizia perpetrata negli anni a danno degli ex Co.co.co. Adesso è legge in Gazzetta Ufficiale e finalmente si è chiuso un capitolo complesso e triste per i lavoratori e le loro famiglie. Adesso c’è in gioco la stabilizzazione degli ex Lsu e ci auguriamo non si compiano gli stessi errori e storture a cui abbiamo assistito con gli ex cococo”.

A Paolo Italia va riconosciuto il merito di non aver mai spento l’attenzione pungolando i politici e realizzando iniziative, come il 26 luglio dell’anno scorso, che vide a Siracusa protagonisti centinaia di lavoratori a confronto con Luigi Gallo, presidente commissione cultura e la battuta conclusiva del referente regionale lascia intendere che la Flc Cgil sarà ancora accanto ai lavoratori.

 

La Fondazione Archimede, Istituto tecnico superiore presente a Siracusa, che si occupa di formazione all’interno della vasta costellazione del turismo – forse più corretto dire dei “Turismi”, per le complesse dinamiche che muovono questa sfera dell’attività umana, che oltre che carattere “economico-produttivo”, è anche relazionale e di “esperienza umana”–, ha organizzato, per martedì 28 gennaio, un Convegno/Seminario sul tema «L’ospitalità extralberghiera. Opportunità di sviluppo per il territorio». È il primo di una serie di Seminari/Convegni – questo, più rivolto alle centinaia di piccoli/medi operatori che si muovono nel settore extralberghiero, cresciuto in modo pervasivo in questo decennio –, attraverso cui la Fondazione persegue la finalità di uscir fuori dalla mera declamazione della «centralità del turismo», per provare a interloquire con il vasto ambito di quanti, a più titoli, lavorano nel settore turistico e si interfacciano con essi – le Istituzioni di governo innanzitutto – con lo scopo di porre la Fondazione stessa come interlocutore decisivo per la formazione qualificata di un “personale” che opera in un segmento importante e complesso. Le intenzioni del Convegno – cui ne seguiranno a breve altri, su temi analitici e specifici – sono quelle di fare affermare una «logica di sistema», una “rete” di relazioni e di governo di un ambito economico-sociale che non fornisce mere “cose” – manufatti, merci, beni materiali, oggetti, ecc. –, bensì costruisce sì economia, ma articolando e veicolando relazioni, esperienze, “sapori”, immaginari immateriali, conoscenze, ecc. Pertanto, un segmento decisivo che presuppone un «governo complesso» che muove più interessi proprio perché eternamente in divenire, in movimento, in espansione, fortemente accelerato dai processi di globalizzazione dell’economia ma anche delle comunicazioni umane, dentro cui il tema del “viaggio” ha assunto da tempo – o forse l’ha avuta da sempre! – una forte connotazione “simbolica” e che in questo decennio – e sempre più nei prossimi decenni: queste le previsioni degli specialisti, si pensi al fatto che, per rinverdire un classico film degli anni ’60, «la Cina è vicina»! – ha conosciuto impennate notevoli, ponendosi come il “vettore economico-culturale” che più di altri corrisponde e risponde a quel plesso «Locale/globale» che costituisce, insieme, la logica culturale del nostro tempo ed anche la “sfida” economico-politica per la nostra realtà siciliana. Al centro di questo Convegno, già dal titolo, l’attenzione è rivolta agli operatori del settore “extralberghiero”: segmento che è cresciuto in modo pervasivo nel corso di questi 5-6 anni nella nostra provincia – per una duplice ragione: da una parte, l’espansione di una domanda di turismo mondiale – all’interno di un mondo più piccolo, vicino ed unificato dai processi globali – e, dall’altra, per gli effetti del web/internet che hanno reso “individuale”, singolare – diretto, immediato, in tempo reale – il legame tra i turisti e i “luoghi” dove estrinsecare il viaggio, l’esperienza, la curiosità. Tale processo ha spinto la nascita di network/piattaforme digitali (forti di grande intuito e grandi capitali) – come Booking, AirBnb, HomeAway, ecc. – che hanno rappresentato le nuove forme di “mediazione” tra miliardi di viaggiatori, da una parte e, dall’altra, milioni di soggetti (piccoli, medi, grandi, ecc.) che di fronte ad una tale domanda di turismo hanno radicalmente trasformato, messo in campo il proprio patrimonio immobiliare – case, ville, case di campagna, appartamenti nei centri storici e nei quartieri più appetibili, ecc. – destinandolo a luoghi ed attività “informali” di accoglienza, ospitalità, alberghi diffusi, costruendo relazioni, “inventandosi” anche – non esclusa qualche approssimazione organizzativa – un’attività, uno sbocco occupazionale, un’opportunità lavorativa.

È una diffusa realtà che, per necessità e dietro una propria insorgenza (i piccoli) e anche dietro legittime logiche di “profitto” si muove sia in forma “individuale” o associata – come impresa (media o grande), e che in Italia, in base alle norme attuali, può operare o in forma di impresa, rivolgendosi ai Comuni e altre Istituzioni (Scia e p. Iva, ecc.), oppure attraverso il cod. civile (“Locazioni brevi”, per turismo), entrando così in un “campo” normativo/legislativo/amministrativo che richiede una innovazione – molte nuove indicazioni e novità regolamentari sono nel frattempo intervenute –, una regolamentazione anche “informale”, meno burocratizzata, ed un diverso governo che sia in grado di ricomporre un ampio tessuto sociale ed esperienziale “in itinere”, che richiede (e rivendica, pena qualche disillusione o fallimento) la messa in campo di una “logica di sistema”, affinché questo vasto universo di persone, che in questi anni ha coagulato il punto di giuntura tra “bisogni” ed “interessi” (famiglie con figli disoccupati, proprietari di case o ville poco o nulla utilizzate; giovani che hanno risistemato 1-2 casette, ecc.), possa trovare un’adeguata sponda organizzativa-formativa-istituzionale, affinché attorno al turismo si esca dalla mera declamazione della sua centralità “economica”, per trovare la chiave di volta di un “governo complesso” di un segmento che nella nostra realtà provinciale presenta aspetti positivi, ma anche qualche limite, controtendenze, “vuoti”: che vanno colmati con una alta capacità delle Istituzioni di governo del territorio, della Regione e dello Stato.

A Priolo resta Giurisprudenza, a Mellili Scienze dell’Amministrazione Il rettore dell’Università, Cuzzocrea: “Ampliamo l’offerta!”

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Pillole di normativa per il personale della scuola: Docenti e ATA

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Nel numero precedente della Civetta (23/11/19) abbiamo pubblicato in prima pagina un articolo con cui si paventava il rischio di dimensionamento e perdita di autonomia per gli istituti Martoglio e Chindemi. Quel rischio è diventata purtroppo triste realtà e diamo quindi spazio alla nota a firma della RSU e del personale della scuola inviata all’Assessorato Regionale, al Provveditore agli Studi e al Sindaco di Siracusa

L’Istituto “Martoglio”, inserito nel piano regionale Aree a rischio in quanto, ubicato in una delle aree periferiche più delicate di Siracusa, è connotato da molteplici situazioni di svantaggio familiare e di devianza minorile e causa di demotivazione alla frequenza scolastica e di ogni forma di apprendimento. In questo ambiente, in totale assenza di presenza statale questo Istituto rappresenta l’unico presidio di legalità.

Il “Martoglio” è interessato dal Piano di dimensionamento in oggetto, in quanto non corrispondente ai criteri numerici previsti dal DPR 275/1999. Vorremmo, però, fare chiarezza su alcuni eventi che negli anni si sono succeduti e che hanno determinato l’impossibilità di questa Istituzione Scolastica a ricevere iscrizioni nel numero previsto per legge:

La non assegnazione del plesso di Via Calatabiano al “Martoglio” nonostante gli accordi intercorsi con l’Amministrazione Comunale;

La concessione dell’utilizzo dell’ultimo piano dell’Istituto “Martoglio” al CPIA di competenza Provinciale;

La chiusura del plesso di Via Giarre appartenente all’Istituto “Martoglio” non compensata dalla cessione del plesso di via Svizzera che si trova a pochi metri dall’Istituto “Martoglio”.

Negli anni passati i quartieri difficili della città erano dotati di più plessi, dislocati in ben 16 vie.

Ad oggi l’elenco delle strade si riduce alla metà circa, con ulteriore danno per la fragile condizione sociale delle zone periferiche.

Negli ultimi anni la politica portata avanti dall’Amministrazione Comunale ha determinato la riduzione del bacino di utenza dell’Istituto “Martoglio”, dando ad altri Istituti (distanti molti chilometri dalla zona) la possibilità di ampliare il proprio bacino d’utenza a danno del “Martoglio” che arranca a reperire le iscrizioni necessarie a mantenere l’autonomia, di conseguenza è sottoposta da anni a Reggenza.

Il 16/10/19, a mezzogiorno è pervenuta in istituto la comunicazione del dimensionamento, con la possibilità (in base al D. A. 4774/2019) per il Collegio dei Docenti di presentare al Provveditore una propria proposta ma con scadenza al 18/1019 (appena un giorno lavorativo!). L’interpretazione che veniva data di tale Decreto non lasciava nessuna speranza al “Martoglio”, la sua sorte era segnata: l’accorpamento era certo, non vi era scampo. Lo stesso Decreto prevedeva la possibilità per il Collegio dei docenti di scegliere l’Istituto con il quale preferiva essere accorpato, nonché di scegliere tra l’accorpamento o l’aggregazione.

L’agitazione che ne è seguita e il pochissimo tempo a disposizione non hanno dato l’opportunità ai docenti di valutare bene la situazione che, nella confusione e nel tentativo di evitare lo smembramento, hanno optato per l’aggregazione. Ovviamente il pensiero e la volontà del personale dell’Istituto andavano nella direzione opposta e quindi nei giorni seguenti è stato chiesto aiuto a politici e sindacati, senza ottenere risultati.

È corretto parteciparvi il tipo di lavoro eseguito nell’Istituto che ha sempre rifiutato l’appellativo di uso comune di “scuola a rischio”; gli alunni che lo frequentano hanno solo avuto la sfortuna di nascere e crescere in un contesto socio-economico svantaggiato e da molti deprivato anche dell’essenziale. I bambini sono stati abbandonati al loro destino da tutti, dalla politica in primis. Le uniche persone che si interessano del loro futuro, cercando di elevarli dalla loro condizione si trovano all’interno del “Martoglio”: insegnanti e personale ATA.

L’Istituto, infatti, ogni anno porta avanti numerosi progetti, oltre venti, nell’intento di dare ai ragazzi maggiori esperienze educative.

Inoltre sono stati stipulati accordi con ENTI e Istituzioni per la realizzazione di progetti finalizzati alla formazione dei docenti.

Nel corso degli anni migliorare le competenze di base e arginare il disagio sociale sono stati gli obiettivi prioritari di tutti i progetti extracurricolari, nei quali si è fatta molta attenzione all’inclusione, alla legalità, alla cittadinanza, allo sviluppo sostenibile e alla collaborazione attiva con il territorio. Si precisa che tale ampliamento dell’offerta formativa è riuscita a coinvolgere gli alunni meno motivati, facendoli crescere dal punto di vista umano.

Gli alunni, nel corso degli anni, hanno anche partecipato a numerosi concorsi spesso vincendoli.

La scuola cerca inoltre di portare avanti progetti ad hoc per cercare di orientare i ragazzi nello studio sin dalla scuola dell’infanzia. A tal fine quest’anno sono stati elaborati diversi progetti, come ad esempio “Le mani in pasta”, che intende far appassionare gli alunni alla scuola attraverso attività manuali, più consone ai loro bisogni.

È importante sottolineare che grazie alle attività realizzate nel corso degli anni e le politiche portate avanti dalla scuola quest’anno si sta registrando una percentuale di dispersione inferiore rispetto agli scorsi anni. Nel 2018 l’Istituto “Martoglio”, nel mese di Febbraio, è stato oggetto di un’ispezione da parte del NEV, il quale non ha rilevato irregolarità o lassismo da parte del personale dell’Istituto.

Riteniamo quindi che il ruolo di questo Istituto, nel contesto socio-ambientale nel quale si trova inserito e opera, sia insostituibile. Relegare il “Martoglio” a ruolo di plesso staccato ne ridurrebbe la capacità e la rapidità d’intervento, inoltre si perderebbe il contatto con le famiglie e di conseguenza ne verrebbe inficiata l’efficacia dell’azione.

Riteniamo indispensabile che la Pubblica Amministrazione mantenga un presidio di legalità e di aggregazione sociale di tale entità. Ci teniamo a ribadire che il “Martoglio” è l’unico presidio di legalità presente nella zona.

Il personale richiede con forza che vengano mantenute le promesse disattese da anni: e di conseguenza che gli vengano consegnati i plessi di Via Calatabiano e di Via Svizzera, rispondendo così ai criteri di territorialità e di equità di trattamento verso le diverse Istituzioni presenti nel Comune.

Firmato: la Rappresentanza Sindacale Unitaria e tutto il Personale della Scuola

Pillole di normativa per il personale della scuola. Incominciamo da ferie e permessi

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