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Pillole di normativa per il personale della scuola: Docenti e ATA

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Nel numero precedente della Civetta (23/11/19) abbiamo pubblicato in prima pagina un articolo con cui si paventava il rischio di dimensionamento e perdita di autonomia per gli istituti Martoglio e Chindemi. Quel rischio è diventata purtroppo triste realtà e diamo quindi spazio alla nota a firma della RSU e del personale della scuola inviata all’Assessorato Regionale, al Provveditore agli Studi e al Sindaco di Siracusa

L’Istituto “Martoglio”, inserito nel piano regionale Aree a rischio in quanto, ubicato in una delle aree periferiche più delicate di Siracusa, è connotato da molteplici situazioni di svantaggio familiare e di devianza minorile e causa di demotivazione alla frequenza scolastica e di ogni forma di apprendimento. In questo ambiente, in totale assenza di presenza statale questo Istituto rappresenta l’unico presidio di legalità.

Il “Martoglio” è interessato dal Piano di dimensionamento in oggetto, in quanto non corrispondente ai criteri numerici previsti dal DPR 275/1999. Vorremmo, però, fare chiarezza su alcuni eventi che negli anni si sono succeduti e che hanno determinato l’impossibilità di questa Istituzione Scolastica a ricevere iscrizioni nel numero previsto per legge:

La non assegnazione del plesso di Via Calatabiano al “Martoglio” nonostante gli accordi intercorsi con l’Amministrazione Comunale;

La concessione dell’utilizzo dell’ultimo piano dell’Istituto “Martoglio” al CPIA di competenza Provinciale;

La chiusura del plesso di Via Giarre appartenente all’Istituto “Martoglio” non compensata dalla cessione del plesso di via Svizzera che si trova a pochi metri dall’Istituto “Martoglio”.

Negli anni passati i quartieri difficili della città erano dotati di più plessi, dislocati in ben 16 vie.

Ad oggi l’elenco delle strade si riduce alla metà circa, con ulteriore danno per la fragile condizione sociale delle zone periferiche.

Negli ultimi anni la politica portata avanti dall’Amministrazione Comunale ha determinato la riduzione del bacino di utenza dell’Istituto “Martoglio”, dando ad altri Istituti (distanti molti chilometri dalla zona) la possibilità di ampliare il proprio bacino d’utenza a danno del “Martoglio” che arranca a reperire le iscrizioni necessarie a mantenere l’autonomia, di conseguenza è sottoposta da anni a Reggenza.

Il 16/10/19, a mezzogiorno è pervenuta in istituto la comunicazione del dimensionamento, con la possibilità (in base al D. A. 4774/2019) per il Collegio dei Docenti di presentare al Provveditore una propria proposta ma con scadenza al 18/1019 (appena un giorno lavorativo!). L’interpretazione che veniva data di tale Decreto non lasciava nessuna speranza al “Martoglio”, la sua sorte era segnata: l’accorpamento era certo, non vi era scampo. Lo stesso Decreto prevedeva la possibilità per il Collegio dei docenti di scegliere l’Istituto con il quale preferiva essere accorpato, nonché di scegliere tra l’accorpamento o l’aggregazione.

L’agitazione che ne è seguita e il pochissimo tempo a disposizione non hanno dato l’opportunità ai docenti di valutare bene la situazione che, nella confusione e nel tentativo di evitare lo smembramento, hanno optato per l’aggregazione. Ovviamente il pensiero e la volontà del personale dell’Istituto andavano nella direzione opposta e quindi nei giorni seguenti è stato chiesto aiuto a politici e sindacati, senza ottenere risultati.

È corretto parteciparvi il tipo di lavoro eseguito nell’Istituto che ha sempre rifiutato l’appellativo di uso comune di “scuola a rischio”; gli alunni che lo frequentano hanno solo avuto la sfortuna di nascere e crescere in un contesto socio-economico svantaggiato e da molti deprivato anche dell’essenziale. I bambini sono stati abbandonati al loro destino da tutti, dalla politica in primis. Le uniche persone che si interessano del loro futuro, cercando di elevarli dalla loro condizione si trovano all’interno del “Martoglio”: insegnanti e personale ATA.

L’Istituto, infatti, ogni anno porta avanti numerosi progetti, oltre venti, nell’intento di dare ai ragazzi maggiori esperienze educative.

Inoltre sono stati stipulati accordi con ENTI e Istituzioni per la realizzazione di progetti finalizzati alla formazione dei docenti.

Nel corso degli anni migliorare le competenze di base e arginare il disagio sociale sono stati gli obiettivi prioritari di tutti i progetti extracurricolari, nei quali si è fatta molta attenzione all’inclusione, alla legalità, alla cittadinanza, allo sviluppo sostenibile e alla collaborazione attiva con il territorio. Si precisa che tale ampliamento dell’offerta formativa è riuscita a coinvolgere gli alunni meno motivati, facendoli crescere dal punto di vista umano.

Gli alunni, nel corso degli anni, hanno anche partecipato a numerosi concorsi spesso vincendoli.

La scuola cerca inoltre di portare avanti progetti ad hoc per cercare di orientare i ragazzi nello studio sin dalla scuola dell’infanzia. A tal fine quest’anno sono stati elaborati diversi progetti, come ad esempio “Le mani in pasta”, che intende far appassionare gli alunni alla scuola attraverso attività manuali, più consone ai loro bisogni.

È importante sottolineare che grazie alle attività realizzate nel corso degli anni e le politiche portate avanti dalla scuola quest’anno si sta registrando una percentuale di dispersione inferiore rispetto agli scorsi anni. Nel 2018 l’Istituto “Martoglio”, nel mese di Febbraio, è stato oggetto di un’ispezione da parte del NEV, il quale non ha rilevato irregolarità o lassismo da parte del personale dell’Istituto.

Riteniamo quindi che il ruolo di questo Istituto, nel contesto socio-ambientale nel quale si trova inserito e opera, sia insostituibile. Relegare il “Martoglio” a ruolo di plesso staccato ne ridurrebbe la capacità e la rapidità d’intervento, inoltre si perderebbe il contatto con le famiglie e di conseguenza ne verrebbe inficiata l’efficacia dell’azione.

Riteniamo indispensabile che la Pubblica Amministrazione mantenga un presidio di legalità e di aggregazione sociale di tale entità. Ci teniamo a ribadire che il “Martoglio” è l’unico presidio di legalità presente nella zona.

Il personale richiede con forza che vengano mantenute le promesse disattese da anni: e di conseguenza che gli vengano consegnati i plessi di Via Calatabiano e di Via Svizzera, rispondendo così ai criteri di territorialità e di equità di trattamento verso le diverse Istituzioni presenti nel Comune.

Firmato: la Rappresentanza Sindacale Unitaria e tutto il Personale della Scuola

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