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Sono sull'aereo che tra due ore atterrerà a Zurigo, meglio iniziare a scrivere se no poi le idee andranno perdute nel tempo come lacrime nella pioggia (cit. Roy Batty). La signorina mi avvisa che la “giacca per la vita” ovvero il giubbotto di salvataggio è sotto il sedile. Rifletto sul concetto “giacca per la vita” ce l’ho sotto il mio sedere, dovesse succedermi qualcosa: tatà giacca della vita, e risolvo tutto. Ma voi ce l'avete la giacca per la vita sotto il sedile? Io ho la mia personale in valigia, in stiva, ho raccolto le arance dai miei alberi e ho comprato la salsiccia, mia figlia vuole il sugo come quello della nonna, la salsiccia Svizzera non rende.

Bar dell'aeroporto ore 18:30, “Buonasera mi fa l'ultimo caffè grazie?” ride il barista, se lo sente dire sempre lì, e gli spiego che quello è proprio l'ultimo sapore di casa che vuoi portare con te. “Perché lì dove va non lo fanno il caffè?” mi chiede. “Signor barista, c'è ma non è lo stesso, costa 5 volte tanto e non ha lo stesso sapore

A saperlo ci mettevo altri 3 kg di arance nella valigia, era circa venti chili alla fine.

LIFE JACKET: tra 20 giorni torno per completare una parte di storia della mia vita, quindi coglierò le altre arance. Parto con serenità, stavolta tornerò presto.

Siracusa a Natale: il traffico non è stato stressante come in estate, buona parte dei cittadini automuniti gestiscono bene le precedenze in rotatoria, agli attraversamenti pedonali nessun passo avanti. Pozzo ingegnere invece è sempre una bolgia. Belle le luci, ogni strada illuminata in modo diverso, via Piave era spettacolare. 23 gradi il 25 dicembre, che bel bagno che ho fatto, grazie Siracusa. Ho visto come sempre i miei quattro concerti, quando ci sono io, mi dicono, pare ce ne siano tanti, lo dicono i miei amici siracusani, aspettano me per sapere che succede a Siracusa: djset, jazz, punk, rock, tutte le volte che scendo a Siracusa si suona, incontro le persone che suonano o ascoltano buona musica, facce ben conosciute e facce nuove, nuovissime, ventenni ai quali forse i genitori avranno raccontato dei concerti a Siracusa del Magna Grecia Festival, dei festival dell’Unità, degli ospiti internazionali che hanno suonato. L'energia non si è spenta, malgrado Siracusa sembri essere causa di cali energetici o sia generatrice di apatia cronica.

Invece c'è ancora chi vuole fare, agire, reagire, attorniata da apatici “lamentatori seriali”, lo sappiamo, ce ne sono tante di cose da risolvere. Siracusa è così è una strada statale in cui il limite è ben segnalato ogni 50 metri con una serie di cartelli novissimi, tutti dicono che devi andare a 50 km orari ma sulla statale il limite dovrebbe essere di 90 km/h, il limite di 50 quindi nessuno lo rispetta. Siracusa è una Ferrari con il freno a mano inserito, che poi non so se c'è il freno a mano nella Ferrari, ma a Siracusa sì, eccome: strada statale 115 Sud Occidentale Sicula, ma come fai a percorrerla a 50 km orari?

Se non ti tamponano, come minimo ti crolla un cornicione in testa per tutte le maledizioni che ti mandano se ti azzardi a rispettare i cartelli, che sono tantissimi, forza andate a Fontane bianche e contateli.

Io come al solito la vivo male questa mia bipolarità di automunita che rispetta pedissequamente i limiti svizzeri, e si sente poi a disagio a Siracusa, indecisa tra il rispetto, e le maledizioni.

In Svizzera 30 è 30, se in autostrada ti segnalano di andare all’improvviso a 40 è perché dovrai affrontare una curva che è scientificamente provato che se non la percorri a 40 voli nell’altra corsia. Ma a Siracusa? Come sono messi questi cartelli? In base a quale criterio?

E poi c’è Via dell’Unità che mi confonde, all’inizio c’è un cartello con luci arancioni intermittenti e limitatori di velocità, dossi. Tutto mi dice che devo stare attenta, andare piano, controllo elettronico della velocità, ma a quanto devo andare non lo so, non c'è scritto, non ne ho idea.

Ho deciso che il limite fosse di 30 km/h, ma mi superavano strafottenti. I dossi in fondo che cosa sono paragonati alle nostre buche? Un baffo ci fanno ai nostri ammortizzatori già allenati. Comunque le buche sono diminuite.

Me ne vado come sempre conservando nel cuore le cose belle, sono quelle che mi rimangono. Le cose brutte non me le porto, rimarranno pure lì finché ci saranno ancora persone brutte, quelle che non amano la propria città, quelli che hanno le case pulite ordinate ma la spazzatura la lasciano dove capita e non pagano le tasse picchì su spetti, quelli che rubano i ciclamini e le stelle di Natale da fioriere comuni perché così brutti dentro da doverla rubare la bellezza. Quelli che qualsiasi passo avanti è sempre un passo indietro, quelli assittati davanti all'uscio pronti a taliari i scappi novi da’ signora Cettina (talè talè chi s’accattau).

Io ho un sogno, I have a dream. I have a life jacket, una giacca che mi aiuta in caso di bisogno: una Siracusa che si ribelli e isoli tutti 'sti “tiratori di freni a mano” che proprio li additi per strada con l’indice puntato dicendogli: sceeemo, sceeemo, a tutti quelli che per avere una seggia sotto il sedere tirano freni e chiudono porte, mettono bastoni tra le ruote e poi s’assettano a taliare e se fai bene e hai successo devono denigrarti. Tutti quegli affetti chiaramente dalla sindrome di Procuste: (ricerca che vi invito a fare) capireste molto più su voi stessi e sui tanti Procuste, pericolosissimi, che vi circondano. Ho visto gente solidale fare tombole in armonia e gioia a piazza Santa Lucia, felice di contribuire ad aiutare.

Ho visto gente che cerca di far rivivere la musica live a Siracusa, ho partecipato come presentatrice e Dj ad un evento che è iniziato anni fa esattamente ad agosto 2012 in sordina, come festa tra amici, si chiamava “talìa ‘sta serata” ma sta diventando sempre più strutturato, nei limiti dei presupposti di questa festa che adesso si chiama “Accozzaglia”, una serata serena tra amici, senza competizione, in cui si ascoltano varie bands i cui componenti si mischiano, una bell’accozzaglia insomma, dispensatrice di buonumore, che quest’anno si è svolta stupendamente presso Ars Sonica, luogo votato agli eventi live.

Ho visto luci, ho visto cose che se i siracusani tutti imparassero a vedere e amare ne gioirebbero loro e il mondo intero. Ho visto cose che quando finalmente tanti “improsciuttatori di occhi” la smetteranno, saranno visibili a tutti, ho visto Tolo Tolo di Checco Zalone e Virzì, alla scena della cicogna avrei voluto averli vicini ed abbracciarli e ringraziarli per la genialità e delicatezza con le quali hanno trattato l’ascesa dei sentimenti razzisti in Italia, standing ovation!

Abbasso Procuste viva Siracusa e gli sfigati che sono nati lì.

(Se non avete visto il film, non potete capire, non ci provate nemmeno ad offendervi! Io sono siracusana, sempre!)  

 

 

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