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  • Il limite di velocità

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    Succede che nella nostra strada statale 114 si continui a morire. Ora, ognuno di noi, di quelli che questa maledetta strada percorrono di tanto in tanto, si è accorto di una stravagante circostanza: il limite di velocità a 50 chilometri l'ora viene rispettato SOLO se ci sono i vigili i quali, si dà il caso, hanno l'obbligo di segnalare la loro presenza. E dunque, se ci sono i vigili si cammina lentamente, tutti in fila indiana, ordinati e rispettosi. Se i vigili non ci sono, allora si ricomincia a correre e superare.

    La cosa più insopportabile è che alcuni automobilisti deficienti pensano di uscire dalle ditte che si trovano su un lato della carreggiata e, attraversata tutta la strada, fregandosene delle doppie strisce, si immettono nella carreggiata opposta. I deficienti in questo modo inversione di marcia regolarmente ed in tutta sicurezza. Risparmiano un paio di chilometri, forse 3 minuti, e magari ci rimettono una vita. Un'intera vita.

    Io oggi sono addolorata per l'ennesima vita strappata, per l'ennesimo ragazzo rimasto spiaccicato per terra sulla 114. Addolorata ma sempre più arrabbiata perché tutto questo non succederebbe se ci fosse uno spartitraffico.

    Ma quanto può costare, uno spartitraffico? Ho fatto una velocissima ricerca, adesso che i potenti mezzi della rete lo consentono. Ebbene: un elemento di barriera da 6 metri circa in cemento armato costa (consegnato direttamente sul cantiere ANCHE IN ORARIO NOTTURNO) 390 schifosissimi euro.

    Vogliamo mettere le barriere per 3 chilometri? Il costo complessivo sarebbe 195 mila euro. Ora, se si considera che l'evasione dell'IMU a Siracusa si aggira intorno ai tre milioni di euro, ci si rende conto di quanto l'incapacità atavica della nostra amministrazione danneggi l'intera popolazione.

    In questo momento ci sono famiglie che stanno piangendo la morte di un ragazzo, morte dovuta alla scelleratezza certo di chi guida in maniera spericolata, dovuta all'assenza di seri e continui controlli repressivi, dovuta alla certezza di farla franca comunque e dovuta, anche, alla stoltezza dei nostri amministratori che risparmiano duecentomila euro e non si preoccupano del dolore di tante persone.

    Un'ultima considerazione voglio fare. Le famiglie si piangeranno i loro morti per tutta la vita, e non c'è dubbio. E il dolore di quelli che hanno provocato l'incidente, o di quelli che sono rimasti coinvolti nell'incidente, non è mai paragonabile al loro. Ma le coscienze stracciate per un sorpasso azzardato, per una manovra improvvisa, per la distrazione del cellulare o della sigaretta, per avere risparmiato un paio di chilometri, come si ricuciono?

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La storia militare della città è raccontata anche dalla più recente tra le opere erette in difesa della piazzaforte, vale a dire l’Hangar per i dirigibili, la cui costruzione è iniziata prima della “grande” guerra. La struttura è stata salvata grazie ad un intervento di restauro, tuttavia resta ancora inaccessibile a causa di pastoie di natura burocratica. L’associazione che ne ha curato la conservazione e garantito l’apertura al pubblico, è ancora in attesa che venga definito il nuovo affidamento. Nel frattempo il parco resta inaccessibile alla cittadinanza.

Negli ultimi anni diverse associazioni e molti studiosi sono intervenuti pubblicamente per richiamare l’attenzione delle Istituzioni preposte verso le condizioni degrado in cui versa il Castello, sognandone un recupero strutturale e funzionale ma, con più senso pratico, chiedendo che venga almeno evitato il rischio di crollo. Ovviamente, nessuno si mai mosso in tal senso ed a roboanti annunci non è mai seguito nulla di concreto. Nella foto, la torre bugnata che domina il primo dei due cortili interni del castello. Un pregevole esempio di fortificazione medievale.

È uno dei simboli della città. Anzi, forse Augusta non sarebbe mai stata fondata da Federico II di Svevia senza quelle ragioni di difesa del porto megarese per cui il Castello venne eretto nei primi decenni del 1200. Sono poche le tracce ben visibili dei fasti medioevali, tuttavia la struttura appare per dimensioni e per complessità architettonica, davvero pregevole. L’intervento di rafforzamento difensivo realizzato dagli Spagnoli nel corso del XVI secolo con la costruzione dei bastioni a mare, rischia di divenire solo un ricordo se non si interviene presto e nelle modalità adeguate, per scongiurare il rischio di crollo che ormai appare concreto.

Questa fotoinchiesta ci porta a riscoprire alcuni tra i principali monumenti di Augusta, testimoni di storia lunga quasi 800 anni, spesso travagliata da guerre e incursioni, e pronta ad affrontare un ulteriore temibile nemico: l'incuria. Da decenni si attendono seri interventi di restauro e di recupero funzionale della maggior parte delle strutture di interesse storico e culturale presenti in città e, quando qualcosa finalmente viene compiuto, il monumento resta chiuso. Cosi è accaduto ai forti "Garcia e Vittoria", così sta accadendo all'Hangar.

 

La copertina è dedicata a "Torre Avalos", un faro costruito su un bastione edificato dagli Spagnoli nel 1570, pensata per essere parte del complesso di fortificazioni erette a protezione della Piazzaforte. Oggi la si può ammirare soprattutto da quelle navi che attraversano l'imboccatura del Porto di Augusta. La struttura oggi è del tutto abbandonata a se stessa ed interventi di restauro e di recupero appaiono quanto mai urgenti. (foto: Luca Simone Bonaccorso, testo: Carmelo Di Mauro)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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