Il professore Ugo Bardi ne “La Terra svuotata” dimostra l’esaurimento dei principali minerali e dei combustibili fossili e quindi quale sia il futuro dell’umanità, incapace di raggiungere un equilibrio dinamico per una società sostenibile.

Vi è un limite alla capacità umana di sfruttare il nostro Pianeta. Non si era mai verificata in centinaia di miliardi di storia planetaria la rapidità con cui stiamo operando per consumare le risorse. Il modello basato sulla maggiore velocità di estrazione possibile ci porta a dipendere totalmente da risorse insostituibili e non rinnovabili ed esponenzialmente a dissipare i minerali della costa terrestre.

E’ quanto sostiene il prof. Ugo Bardi autore de “ La Terra svuotata - Il futuro dell’uomo dopo l’esaurimento dei minerali -”. Un lavoro scientifico e sistemico in cui l’autore, attraverso le analisi dei cicli di vita, la resa energetica dei minerali (EROEI acronimo di Energy Return for Energy Invested), la gestione della domanda e lo studio dei picchi di consumi energetici (Picco di Hubbert e Picco di Campbell e Laherrere) dimostra l’esaurimento dei principali minerali e dei combustibili fossili.

Il prof. Bardi è attualmente docente di chimica presso l’Università di Firenze e precedentemente ha insegnato presso le Università di New York, Marsiglia, Berkeley e Tokio dove ha condotto studi che continuano ancora oggi sulle nuove tecnologie e  politiche energetiche e, assieme ad altri scienziati indipendenti, sulle riserve di petrolio mondiali ed il loro esaurimento. E’ autore di diverse pubblicazioni come “La fine del petrolio”, “Storia petrolifera del bel paese” con Giovanni Pancani e “ The Limits to Growth Revisited”. E’ stato ospite più volte della trasmissione televisiva scientifica “Scala Mercalli” condotta da Luca Mercalli.

Gli economisti descrivono il comportamento per cui una risorsa viene sfruttata più rapidamente di quanto non si possa riformare per “massimizzare la funzione utilità” ovvero i motivi per cui operano in modo da massimizzare il loro guadagno immediato. Che gli esseri umani si comportino in questo modo non è proprio una cosa positiva per la loro intelligenza. Questo tipo di atteggiamento è molto studiato sia dagli economisti, sia dagli psicologi. Gli economisti hanno un termine specifico per definirlo “scontare il futuro” (discounting the future). Questo termine indica che gli esseri umani tendono a dare un valore differenziato alle merci a seconda della loro disponibilità futura. Via via che qualcosa si fa più lontana dal tempo, si tende a considerarla meno interessante, ovvero a “svalutarla”. Questa tendenza a “scontare il futuro” è una delle ragioni principali per la quale continuiamo a sovrasfruttare le risorse,  ovvero il motivo per cui  non si tende ad accettare le conseguenze finali  ed a farci del male da soli.

E’ chiamata la “trappola di Hardin” ovvero la tendenza individuale ad appropriarsi delle risorse comuni, ma ciò porta al collasso poiché demolisce ogni tentativo di ottenere e mantenere una società sostenibile che si basa su risorse principalmente rinnovabili e ci impedisce di raggiungere un “equilibrio dinamico” in cui la popolazione e l’economia rimangono a livelli approssimativamente costanti e compatibili con il flusso di risorse che si possono produrre.

 

LA TERRA SVUOTATA di Ugo Bardi con prefazione di Luca Mercalli – Editori Riuniti –University Press