Stefano Zito (M5S): “Vigileremo sull'eventuale campagna di sostituzione dei contatori d'acqua, impossibile senza il consenso scritto dell'utente, sugli aumenti tariffari e sulle spese eventualmente sostenute dal Comune per lavori di manutenzione a carico della Siam”

 

Un lavoro lungo e accurato quello degli attivisti del Movimento 5 Stelle per far emergere alcune criticità della nuova gestione del servizio idrico a Siracusa da marzo affidato alla nuova società costituita da Onda Energia srl insieme alla spagnola Dam srl: la SIAM srl.

Il movimento segnala in particolare tre aspetti che avranno, a loro giudizio, un impatto pesantissimo sulle tasche dei già stremati contribuenti siracusani che pagano tasse salatissime per servizi inesistenti.

SIAM starebbe iniziando una campagna di sostituzione dei contatori dell’acqua per la quale verrebbe addebitato nella prossima fattura sia il costo di acquisto che quello di sostituzione dello stesso contatore, ovviamente maggiorato del margine di utile che la SIAM si deve riservare per svolgere tale attività. Ma secondo i 5 Stelle l'Autorità Garante per l'energia (art. 11 della deliberazione del 28.12.1999) stabilisce che la sostituzione del contatore può avvenire solo con il consenso scritto del cliente che, dopo aver preso visione dei consumi registrati al momento della sua sostituzione, li sottoscrive. E’ evidente pertanto che questa attività si starebbe svolgendo senza un consenso degli utenti e che tale intervento stia contravvenendo alla deliberazione dell’Autorità.

Inoltre, per quanto riguarda la fatturazione, SIAM starebbe contabilizzando in fattura un conguaglio che, non è relativo al periodo intercorrente dall’inizio della gestione SIAM, il primo marzo ad oggi, ma antecedente al 2015, relativo al periodo della gestione ad interim del comune, conguaglio che quindi andrebbe caricato sulle casse comunali.

E ancora una terza anomalia: il dubbio, per ora è tale, che la SIAM abbia intenzione di porre a carico del Comune di Siracusa eventuali interventi di investimento per sostituzioni di macchine/apparecchiature. Su questo aspetto, particolarmente controverso, alcuni giorni fa, attivisti del movimento insieme al Portavoce Regionale Stefano Zito, si sono recati presso gli impianti di depurazione di Contrada Canalicchio, gestito dalla SIAM, per un incontro chiarificatore.

Da evidenziare preliminarmente, che nel contratto di stipula dell’affidamento, sottoscritto in data 13/02/2015 tra il Comune di Siracusa e i rappresentanti della nuova società affidataria, è chiaramente indicato tra gli obblighi inderogabili della nuova società (clausola a) dell’art.1 del contratto) la presentazione di un piano di investimenti straordinario delle reti e degli impianti. E, ad abundantiam, nel successivo articolo 4) si ribadisce che la nuova società si faccia carico di ogni spesa di manutenzione ordinaria e straordinaria per mantenere il perfetto stato di uso, previa comunicazione alla stazione appaltante ed assenso limitatamente alle manutenzioni straordinarie.

Punto cruciale dell’articolo 4 è che ogni intervento di manutenzione ordinaria e straordinaria ammortizzato non comporti aggravio per il bilancio comunale.

Tutto ciò, secondo i partecipanti all'incontro, andrebbe in contraddizione con quanto dichiarato da personale della SIAM per il quale l'azienda sarebbe contrattualmente impossibilitata ad effettuare qualsiasi tipo di investimento tecnico per migliorie impiantistiche.

Sarebbe emerso, che nel caso sia necessario un intervento per sopravvenute necessità, (sostituzioni di pompe, tubazioni, valvole, strumentazioni), su richiesta di SIAM, il Comune potrebbe finanziare l’investimento, caricando quindi sulle casse comunali, e conseguentemente sulla collettività, l’importo di tale investimento con evidente mancata applicazione di una delle clausole contrattuali.

"C’è da registrare su questo aspetto - precisa Stefano Zito - un’anomala attività tecnica svolta dal Comune che, durante la gestione transitoria, ha visto caricare sul proprio bilancio voci di spesa per interventi di manutenzioni che certamente non erano configurabili come semplici attività di manutenzione ordinaria. Il Comune stesso infatti, avrebbe prelevato dai propri capitoli di spesa, ingenti somme per l’acquisto di ricambi, sostituzioni di macchine, acquisti di tubazioni e valvolame, per decine e decine di migliaia di euro".

Tali interventi di manutenzione, che già la fallimentare gestione SAI 8 avrebbe dovuto prevedere, sono stati effettuati, durante la gestione del tutto temporanea e straordinaria, proprio dal Comune di Siracusa, soprattutto nel periodo immediatamente successivo all’affidamento del servizio idrico integrato alla SIAM. Pertanto, ritengono gli attivisti, se da una parte tali operazioni risulterebbero in piena contraddizione con quanto successivamente stipulato, secondo cui sarebbe dovuta essere la nuova società ad occuparsi di “ammodernare” ove possibile e ove necessario gli impianti, dall'altra va ricordato che la stessa SIAM, presentandosi con lo slogan, “Si assunzioni, no investimenti”, aveva già chiuso ad un eventuale revisione del parco infrastrutturale, contraddicendo in toto l’articolo 1 del contratto sottoscritto.

"E’ chiaro - chiosa il M5S - che la dinamicità e la rapidità con la quale il Comune è intervenuto in più casi, e con propri fondi, appare, ai più, strana, e quantomeno fuori luogo. Non dimentichiamoci che, proprio nel contratto di stipula tra le parti, nella clausola c) dell’art. 1) si fa riferimento all’assunzione di 2 Dirigenti all’epoca in servizio alla SOGEAS, che risulterebbero essere stati anche Consulenti del Comune di Siracusa, proprio durante il periodo di gestione transitoria del Servizio. E’ evidente che tale attività di Consulenza abbia senza dubbio portato all’individuazione di quelle criticità infrastrutturali di cui tutti erano a conoscenza, ma nello stesso tempo, ci si chiede se tali criticità, invece di essere caricate sul bilancio comunale, potevano essere direttamente operate dalla nuova società SIAM con fondi propri”.

Chiaramente questo non è un aspetto secondario, poiché l’aver caricato investimenti sul Comune ha certamente recato aggravio sulle case comunali, e ha favorito la nuova società che, in virtù di queste scelte, si sarebbe trovata a non dover sostenere ingenti spese manutentive, con il conseguente beneficio di trovarsi in bilancio più utili di quelli eventualmente previsti.

In tutta questa vicenda, certamente, a farne le spese è il cittadino ed il contribuente siracusano che, a differenza della SIAM, ha sostenuto di tasca propria sia i costi diretti della bollettazione che quelli, indiretti, delle spese sostenute dal Comune nel periodo di gestione transitoria. E vale anche ricordare che, non essendo società pubblica, la SIAM non ha l’obbligo del pareggio di bilancio, bensì il mandato di massimizzare la remunerazione per i suoi azionisti".

Queste in sintesi le perplessità del M5S a cui si chiedono delle risposte:

- Non è chiaro se eventuali riparazioni di macchine e/o sostituzioni di parti di impianto siano da considerarsi investimento e quindi vadano caricate sulle casse comunali o debbano essere gestite direttamente con i fondi della SIAM.

- Nel caso in cui ogni intervento tecnico ordinario (sia esso di riparazione, che di sostituzione tal quale di apparecchiatura) fosse caricato sulle casse comunali, ci si chiede di quali aspetti tecnici, a parte quelli di conduzione degli impianti e di amministrazione del personale, si farebbe carico la SIAM.

- Se qualsiasi attività tecnica di sostituzione, riparazione, eventuale ammodernamento tecnico di un qualsiasi componente tecnico dell’impianto fosse effettuato dal Comune, è fuori dubbio che i costi relativi verrebbero ovviamente caricati sui contribuenti.

"Nel caso qualsiasi attività sopra citata fosse gestita dal Comune a spese dei contribuenti, a beneficiarne non sarebbe la collettività, che si vedrebbe caricata sia dei costi diretti della bollettazione che dei costi indiretti sostenuti dall’Amministrazione, ma sarebbe SIAM la sola a beneficiarne, traendo vantaggio quindi da misure di “finanziamento” adottate dal Comune stesso.

Alla luce di queste considerazioni ci chiediamo, che senso ha avuto l'affidamento ai privati del Servizio Idrico Integrato a Siracusa?"