Alle critiche manifestate da vari settori per la nomina dell’assessore nipote dell’on. Gino, i suoi estimatori replicano che conosce bene la macchina amministrativa e sa ad esempio come sostituire una gomma bucata con la ruota di scorta

 

La recente nomina ad assessore del consigliere comunale del Pd Alfredo Foti ha scatenato una serie di illazioni, allusioni, prolusioni e persino allucinazioni fra cui l’avvistamento di un vero ectoplasma volteggiante nella notte vicino alla cosiddetta “casa dei fantasmi” lungo la strada per Fontane Bianche. Ma andiamo con ordine. L’incarico al PiDdo Foti era  stato preceduto - meno di 24 ore prima - dalle dimissioni di un altro PiDdo: Liddo Schiavo che le aveva così motivate: “Finalmente ho preso la decisione che meditavo da molto tempo: mi tolgo una “d” e da adesso non mi chiamo più “Liddo” ma “Lido” Schiavo e apro uno stabilimento balneare con ombrelloni, sedie a sdraio, pedalò e mi mettu i peri a moddu finu a settembre”. Così poi non è stato per la nomina a presidente dell’assemblea provinciale nel nuovo PD unitario.

Al posto sua, sorpresona (si parlava di questo Fotingresso in giunta appena da un anno) il sindaco fantasista oriundo siracusano Gian Karl Gar Garoz ha pertanto nominato l’amico Alfredo, al quale sono state assegnate le deleghe per occuparsi di Infrastrutture e Urbanistica, Pianificazione Territoriale, Tutela del Paesaggio, Legalità e Trasparenza, ad libitum e ad minchiam!…  A quelli come noi che non conoscono i film che lui abbia fatto, prima e dopo l’ingresso nel Pd del post-tutto e del post su facebook, i suoi estimatori replicano che conosce bene la macchina amministrativa e sa ad esempio come sostituire una gomma bucata con la ruota di scorta.

Del resto alle amministrative di due anni fa è stato rieletto per la seconda volta in consiglio comunale, risultando il più votato fra i candidati di tutti i partiti. Ovviamente per merito esclusivamente personale e non certo perché, e solo casualmente, è parente dell’ex onorevole evergreen-diccì-eccì-salute Luigi Foti detto Gino. Nell’albero genealogico di famiglia potrebbe non far parte dello stesso ramo. L’ottuagenario don Luigi è infatti del ceppo Nacchio, mentre Alfredo (forse, c’ù sapi) è dei “cu nicchi nacchi i cassateddi i pasqua”, ossia: chi ha dato ha dato chi ha avuto ha avuto…. scurdammuce u passatu simme i Napule paisà… ma anche di Siracusa.

Sempre al Comune, nel frattempo si è liberato un posto, per l’esattezza quello di capo di gabinetto del sindaco fino a qualche giorno fa ricoperto dal dinamico Giovanni Cafeo, pure lui un PiDdo fotiano con scappellamento renziano. Cafeo, in un primo momento, aveva lasciato ad intendere che rinunciava all’incarico di chef de cabinet del major Gian Karl perché troppo impegnato nell’attività palermitana di componente PiDdo della segreteria regionale del Pd of Sicily- ciuri ciuri ova ruri. Ma era un’innocente bugia, motivata dall’innata riservatezza e dallo stile british che distingue l’uomo Cafeo dall’uomo di Neanderthal. In realtà l’indomani si è saputo che Cafeo si è dimesso dopo avere ricevuto un “avviso di conclusione indagine” per un’inchiesta giudiziaria risalente al 2011 e al 2012, nella quale – perdinci e perdindirindina – è accusato di truffa in concorso con altre 6 persone. Si tratterebbe di una storia di false rendicontazioni presentate al Comune (durante la precedente amministrazione Visentin) da associazioni che avrebbero ricevuto dall’ente contributi a loro progetti per complessivi 26 mila euro. Cafeo risulta indagato in qualità di socio dell’associazione Tazebao.

La vicenda è certo incresciosa e il buon Giovanni potrebbe interessarsene sia come autorevole componente della segreteria regionale del partito, sia come altrettanto onorevole componente del triumvirato di saggi nominato dal Pd siracusano, seppure non si è capito a quale pro, a quale qui-pro-quo e financo a quale qui-quo-qua.