"Non posso certo dichiararmi soddisfatta di un lavoro che è stato purtroppo molto condizionato dalle vicende interne ma ora sono interessata al futuro del PD"

Abbiamo raccolto le riflessioni di Carmen Castelluccio, all’indomani dell’Assemblea Provinciale del Partito Democratico che l’ha vista avvicendarsi con Alessio Lo Giudice.

 


Siamo arrivati all’assemblea provinciale dopo un travagliato percorso nel quale sul piano personale mi sono spesa con grande passione, spesso dovendo ricorrere a tanta pazienza, anche quando fatti, attacchi e argomenti meritavano ben altre risposte. Consapevole che era comunque importante raggiungere l’obiettivo di un percorso che potesse riportare il partito ad una gestione unitaria e dunque celebrare un momento che ci chiamava a decisioni importanti nell’interesse del PD ma, soprattutto, per dare slancio a quelle istanze di cambiamento, di buona politica e di buona amministrazione che i nostri militanti e i nostri elettori ci chiedono.

Ho vissuto le mie dimissioni con la sicurezza di aver lavorato con generosità e disinteresse verso il raggiungimento di obiettivi personali, con quello spirito che ha caratterizzato tanta storia di questo partito o almeno di quello a cui ho fatto sempre riferimento. Ci sono a volte dei passaggi nella propria vita politica che suggeriscono di fare un bilancio su ciò che si è fatto, su quanto si è soddisfatti del realizzato, di quanto si è stati coerenti con i propri valori. Devo dire, per quanto mi riguarda, che aver svolto il ruolo di segretaria provinciale in una condizione di divisione interna - sicuramente la più difficile nella storia del PD - ha molto limitato e condizionato il lavoro e il progetto da portare avanti.

Ho vissuto il disagio di un confronto faticoso, ancora pieno di riserve reciproche, con eccessi di modernismo e contemporaneamente visioni del partito, della politica e della società ormai superate. Non posso dunque dichiararmi soddisfatta di un lavoro che è stato purtroppo molto condizionato dalle vicende interne. Mi sono sforzata comunque, insieme ai componenti dell’esecutivo provinciale, che ringrazio per la collaborazione e per il loro sereno impegno, di seguire i circoli, analizzare problemi, ascoltare gli iscritti e affrontare le tante problematiche che emergevano dai vari territori. In molte realtà adesso è ora di decisioni importanti e per questo considero questa fase molto significativa: una vera sfida per tutti. La vera forza di un partito è l’unità, pur nella diversità di posizioni politiche. È un valore che deve essere interpretato in maniera saggia e senza arroganze, senza imposizioni ma piuttosto valorizzando la ricchezza di opinioni e saperi.

Non mi interessa guardare al passato, sono molto interessata ad essere protagonista del futuro di questo PD. Occorre ridare senso e dignità a quel modo di fare politica che abbiamo il dovere di interpretare al meglio e che i cittadini si aspettano da noi.

Ho accettato la proposta del segretario regionale Fausto Raciti di entrare nell’esecutivo regionale solo per dare una mano al nuovo PD che dobbiamo provare a costruire in Sicilia. Abbiamo tanto da recuperare: credo che la classe dirigente di questo partito, soprattutto a livello locale, deve essere capace di interpretare questa fase riuscendo con intelligenza a fondere storie vecchie e nuove, competenze consolidate e più moderne, offrendo all’elettorato e alle nostre comunità una proposta politica all’altezza delle sfide che sul piano economico e sociale riguardano anche il nostro territorio che fortunatamente ha tante risorse su cui puntare.

A settembre si eleggeranno gli organismi della città e il suo segretario: considero anche questo passaggio fondamentale e necessario per una politica in grado di affrontare al meglio la sfida del buon governo della città. Sarà un appuntamento nel quale misureremo la capacità di saperci rispettare e di riconoscere pari dignità a tutte le sensibilità del partito democratico.