La Procura della CdC del Lazio lo aveva accusato di aver provocato un clamoroso buco nella gestione del Cirps, chiamandolo a risarcire 3 milioni 835 mila euro. Ma l’attuale consulente del CGA nella vicenda delle 71 villette ha dimostrato che, tra dare e avere, i conti sono a posto

 

Un grattacapo in meno per l'ingegnere Vincenzo Naso, nominato consulente tecnico dal CGA di Palermo nella vicenda della AM Group srl (società della famiglia Frontino che vorrebbe edificare un grande complesso edilizio nell'area vincolata dell'Epipoli, nei pressi delle mura dionigiane): con sentenza del 18 giugno scorso la Corte dei Conti lo ha infatti assolto, insieme al professore Stefano Grego, nelle rispettive qualità di direttore e vicedirettore del CIRPS, da ogni responsabilità di una gestione "non conforme ai principi di legalità, veridicità e trasparenza degli atti e delle procedure, tali da garantire il mantenimento dell’equilibrio economico e finanziario dell’ente", così come invece contestato dalla procura regionale del Lazio della stessa Corte.

Tradotto in euro: l'ipotesi di un danno erariale pari a 4.793.681 da ascriversi per l’80% all’ingegner Naso e per il restante 20% al professor Grego, in relazione alle diverse posizioni di responsabilità.

Una vicenda complessa che ha preso le mosse dai lavori di una commissione tecnica interna voluta dall'ex rettore dell'Università La Sapienza (dove Naso e Grego esercitano la loro professione) Luigi Frati, che già dal 2011 aveva evidenziato quelle che riteneva anomalie nella gestione del bilancio del Centro.

In realtà le tre commissioni tecniche incaricate, da quel momento in poi, di verificare tali presunte 'irregolarità amministrativo-contabili' non hanno espresso pareri conformi.

Se infatti la prima del 2011 aveva segnalato "una situazione di forte squilibrio nella gestione finanziaria, tale da compromettere la sostenibilità economica dell’attività di ricerca e progettuale gestita dal Centro medesimo" e, dato il "consistente disavanzo", aveva indotto a predisporre un primo piano di rimborso (1.472.685 euro per recuperare le anticipazioni erogate al Centro da parte dell'Università La Sapienza), al contrario la seconda, pur prendendo atto dell’indebitamento del CIRPS nonché della delicata situazione di cassa, non ha riscontrato la supposta distrazione di fondi e ha invece ritenuto l’ammontare dei residui attivi, vantati sulla scorta di finanziamenti per progetti di ricerca, nettamente superiore all’ammontare dei residui passivi.

Per la Commissione la situazione di disavanzo indicata nella prima relazione non rappresentava “né un disavanzo di competenza né di cassa bensì un indice di solvibilità, fotografato al novembre 2011, da interpretare in chiave economico patrimoniale e non secondo i criteri della contabilità finanziaria pubblica”. Concludeva quindi che quanto contestato dalla prima Commissione non era che "frutto di equivoci, difetti di istruttoria ed errori di valutazione: il disavanzo di bilancio era dovuto all’erroneo conteggio dei residui attivi iscritti a bilancio, relativi a crediti dell’Ente nei confronti di soggetti pubblici finanziatori".

Evidentemente non convinta, nel febbraio 2013 l'Università la Sapienza ha però deciso di affidare a una nuova Commissione "il costante monitoraggio della situazione finanziaria del CIRPS". Ebbene, nel luglio successivo anche la terza Commissione ha relazionato sulla regolarità della gestione contabile del CIRPS e sulla sua sostanziale solvibilità a fronte dei debiti contratti per anticipazioni. In sostanza non è emersa che una 'normale' situazione di difficoltà di cassa (non di competenza) del Centro, costretto, soprattutto a causa dei ritardi nei pagamenti da parte degli Enti pubblici finanziatori, a far ricorso ad anticipazioni bancarie su regolari fatture emesse e ad anticipazioni di cassa da parte dell'Università in relazione ad oneri derivanti da contratti di ricerca e borse di studio. Nessuna irregolarità contabile o malversazione nella gestione dell’Ente e piuttosto una situazione di equilibrio economico-finanziario con conseguente insussistenza del danno erariale, dunque.

Secondo l'ingegner Naso (relazione presentata nel gennaio 2014) i 9.084.547 euro relativi a progetti e convenzioni in corso e alle somme residue da ricevere dalla Regione Lazio (per la quale il Centro aveva anticipato per il progetto 'Polo Idrogeno' ben 3.600.000 euro) avrebbero progressivamente consentito di far fronte al passivo di 7.892.885 euro relativi tanto ad ordini, impegni e contratti professionali quanto al residuo piano di rientro verso La Sapienza e agli anticipi bancari da Unicredit. Così l'ingegnere ha spiegato le difficoltà del Centro: "Negli ultimi anni, a causa della carenza di liquidità degli Enti pubblici finanziatori, il CIRPS ha subìto le conseguenze sfavorevoli dei ritardi nei pagamenti delle attività di ricerca finanziate da parte di soggetti pubblici, quali il MIUR e la Regione Lazio; per garantire la prosecuzione delle attività di ricerca sovvenzionate nonostante il grave ritardo nella liquidazione delle somme ad esso spettanti, il CIRPS è stato costretto a ricorrere ad anticipazioni di cassa e a prestiti reperiti presso istituti bancari (anticipo fatture relative alle somme spettanti in relazione ai progetti finanziati da soggetti pubblici: in particolare, dalla Regione Lazio per il progetto “Polo Idrogeno”). Tale situazione di transitoria crisi di liquidità, generata non da una gestione finanziaria imprudente, ma dal ritardo nella corresponsione di importanti quote di finanziamenti pubblici, non ha intaccato l’equilibrio economico-finanziario dell’Ente, la cui situazione di bilancio è stata costantemente caratterizzata da un rilevante avanzo di bilancio.

Eppure, nonostante le stesse relazioni delle Commissioni largamente liberatorie, data forse anche la circostanza di una documentazione "con forti incongruenze" come evidenziato da una delle Commissioni, la procura del Lazio ha egualmente ritenuto di avviare il procedimento contro l'ingegnere Naso e il professor Grego con un atto di citazione depositato il 3 marzo 2015 nell'assunto che la situazione debitoria del Centro non potesse essere determinata solo da fattori esterni: "E' invece significativa, sotto il profilo della responsabilità, la decisione di procedere ad un'articolata gestione di iniziative in assenza di adeguate coperture finanziarie; le anticipazioni richieste all’Università Sapienza e alla banca UNICREDIT hanno aggravato la situazione contabile del Centro; in conseguenza delle scelte gestionali, il CIRPS non è più stato in grado di far fronte agli impegni presi e risultano avviate diverse procedure esecutive". Una situazione di cassa a fine 2013 pari a € 176.739 a fronte di debiti verso terzi per € 1.944.406 e, in particolare, un'esposizione bancaria con l'Unicredit per € 5.534.976 (nel settembre 2012 la seconda Commissione tecnica già metteva a verbale: "Il CIRPS ha comunque concretamente avviato le necessarie azioni di recupero crediti, sia verso la Regione Lazio, sia verso altri soggetti, riscontrando i primi segnali significativi" ma, da quanto emerge dalla sentenza della Corte dei Conti, è del 10 giugno 2015 il ricorso per decreto ingiuntivo contro la Regione Lazio per € 2.563.648, quindi a processo ormai pressoché concluso).

E comunque, quasi a dimostrazione delle proprie granitiche certezze, il 19 maggio successivo la Procura ha depositato ancora, insieme a due verbali della commissione tecnica del dicembre 2014 dai quali emergeva "una complessa attività istruttoria in corso tra la Commissione, l’Università Sapienza e la Direzione del CIRPS" proprio sulle questioni sub judice, un'ulteriore relazione della stessa Commissione relativa alla situazione contabile del CIRSP al 31 dicembre 2014 nella quale si lamentava "la difficoltà di valutare il credito IVA del CIRPS, di conoscere le somme effettivamente incassate e sostenute dal Centro relativamente a due progetti, nonché l’aggiornamento delle posizioni debitorie nei confronti di Unicredit e di soggetti terzi", e si segnalava che i rendiconti degli esercizi 2011 e 2012 e una relazione contenente l’esame del bilancio al 31.12.2013 erano rimessi "all’esame dei competenti organi di Sapienza … per i debiti riscontri e valutazioni di merito": ancora in sospeso quindi.

Di tutt'altro avviso i giudici della Corte dei Conti che, nella sentenza che ha assolto i due professori, hanno sostenuto che: "allo stato degli elementi critici introdotti dalla Procura, non è dato rilevare la sussistenza di un danno erariale certo ed attuale, ovvero inferire se l’attuale squilibrio di cassa del CIRPS sia attribuibile a irregolarità gestionali della Direzione del Centro (peraltro non indicate in maniera specifica), ovvero sia mera conseguenza del ritardo nei pagamenti delle attività di ricerca finanziate da parte di soggetti pubblici, cui il CIRSP si è trovato a dover far fronte, ricorrendo ad anticipazioni di cassa e a prestiti presso istituti bancari, al fine di garantire comunque la prosecuzione dell’attività istituzionale. Invero, la natura meramente interlocutoria delle verifiche contabili in corso e il perdurante monitoraggio sul raggiungimento degli obiettivi previsti nel piano di rientro dall’esposizione debitoria, i consistenti avanzi di gestione certificati dalla società di revisione RSM per il periodo in esame (tuttora in attesa di valutazione critica da parte degli organi competenti della Sapienza), i ricorsi per decreto ingiuntivo contro la Regione Lazio, l’assenza di contestazioni specifiche della Procura su specifici fatti di gestione, costituiscono elementi che conducono a ritenere non provata la pretesa accusatoria, con conseguente rigetto della domanda".

Da qui appunto l'assoluzione.

Cosa è il CIRPS

Presieduto dall’ing. Naso, collabora con Cnr ed Enea e si avvale di 300 tra docenti, ricercatori e tecnici e 50 esperti altamente specializzati. Coordina reti di eccellenza a livello internazionale

Il CIRPS è un Centro Interuniversitario di Ricerca Per lo Sviluppo sostenibile nato nel 1988 in cui sono ufficialmente rappresentate le Università di Cassino, Viterbo "Della Tuscia", Lecce, Macerata, Palermo, Perugia, "Sapienza" Università di Roma, Sassari e Torino.

Il Centro collabora con Cnr ed Enea, insieme al Cirps consortium, a sua volta costituito nel novembre 1998 per iniziativa de “La Sapienza” proprio nell’interesse del CIRPS tra la stessa  Sapienza e la società Belga Services Techniques Globaux a cui è subentrata nel 2007 la società Interconsulting S.r.l.

L’Università "La Sapienza" detiene la maggioranza assoluta del Consorzio e il Rettore nomina due propri rappresentanti, scelti tra i professori di ruolo dell’Università, afferenti al C.I.R.P.S. I due rappresentanti dell’Università sono membri del consiglio di amministrazione, uno di questi ricopre la funzione di Presidente.

Afferiscono al centro 300 docenti, ricercatori e tecnici appartenenti ai nove atenei italiani aderenti alla struttura, oltre ad altri 40 docenti, ricercatori e tecnici appartenenti ad atenei non ancora direttamente aderenti, e a ulteriori 50 esperti ad alto livello di specializzazione non appartenenti al mondo universitario ma coinvolti in progetti promossi, coordinati o svolti dal Centro.

Il C.I.R.P.S. coordina e partecipa a reti di eccellenza, progetti di ricerca e attività di sviluppo locale a livello internazionale, e svolge la sua attività attraverso collaborazioni e accordi con Università, Centri di ricerca, Aziende ed Istituzioni nazionali ed internazionali.

Il professore Vincenzo Naso lo presiede dal 2010: è stato infatti riconfermato per il triennio 2012-2015.