Intervista a tutto tondo con il sindaco di Floridia, Orazio Scalorino: “Con il costo di 4 centesimi al litro e di 7 per quella frizzante c’è la fila di cittadini con le damigiane”. Bolletta della tari inviata oltre la scadenza di pagamento: “Un errore ma non è stata applicata la mora”

 

Intervista semiseria rilasciata dal sindaco Orazio Scalorino. Procedere a ritroso nel tempo è possibile pretenderlo dai cittadini? È opportuno che lo faccia l’Amministrazione, riesumando vecchie tradizioni scomparse? E, per evitare il rischio di essere defraudati della recuperata gestione pubblica dell’acqua, non sarebbe meglio muoversi adesso?

Signor Sindaco, certamente Ella sarà al corrente dell’incredibile invenzione che deve essere stata realizzata da qualche nostro concittadino. Può rivelarcene qualcosa?

(Con esitazione, dopo un sorriso… diplomatico). Spari la domanda successiva. Mi faccia capire a cosa stia alludendo.

Uno storico che, tra qualche migliaio di anni, ritrovi per caso una lettera recentemente inviata ai floridiani dal Comune che Ella amministra non potrebbe aver dubbi: da una semplice lettura del documento dedurrebbe che a Floridia sia stata inventata… la macchina del tempo e che i cittadini possano spostarsi a loro piacimento nel passato per… pagare, prima della scadenza, la tari, cioè la tassa sui rifiuti. Guardi qui: il Comune compila la richiesta di pagamento in data 28 maggio. La lettera è stata però inviata il 19 giugno, come risulta dal timbro apposto sulla busta. Perviene ai destinatari piuttosto rapidamente (a distanza di un solo giorno), ma questi scoprono che la scadenza della prima rata è fissata per il 16 maggio, abbondantemente trascorso, addirittura anteriore alla data (20 maggio) segnata sulla lettera di richiesta di pagamento. Evidentemente il Comune di Floridia sta certificando che nella cittadina di cui Ella è sindaco è possibile a chiunque fare un balzo indietro nel tempo per ottemperare alla richiesta entro il termine concesso.

(Ridendo di gusto). Trovo la cosa paradossale. Ma rispondo subito alla successiva domanda, che già credo di intuire: assicuro ai cittadini che non sarà applicata alcuna mora. Infatti, il termine di scadenza previsto nella bolletta non è perentorio. Gli uffici hanno avuto un ritardo nella consegna dei modelli di pagamento della tari. Certo la cosa è un po’ paradossale, ma fortunatamente non produrrà nessuna conseguenza negativa a carico del contribuente. Questo non è però un buon motivo per giustificare sviste come quella da lei rilevata e umoristicamente segnalatami, che di fatto riducono i margini di tolleranza (rispetto alla scadenza) per effetto di un ritardato invio della richiesta di pagamento. Insomma, chiedo io scusa per altri, sperando che la prossima volta non accada tutto ciò.

Passiamo ad altro argomento. La corsa dell’Ascensione o palio ippico Città di Floridia. Anche su questo c’è stato un pasticcio coi tempi. Se non la si è fatta in occasione della festa a cui era tradizionalmente associata, perché farla in altra data? E se la tradizione era stata abbandonata, probabilmente con buone motivazioni, perché riesumarla? Se era necessario richiamarla in vita, perché riproporla in forma striminzita? Solo otto cavalli, se non andiamo errati. E non era meglio, se proprio la si voleva riesumare, conferirle maggiore dignità, spostandola presso il vicino ippodromo e nobilitandola in tal modo? Ella è informata del disappunto di molti cittadini che risiedono nella parte del Corso ingabbiata dalle transenne? Era proprio il caso di ripristinare la corsa ippica?

Abbiamo deciso di celebrare il palio in data diversa dalla festa dell’Ascensione perché, nonostante ogni anno, da quando mi sono insediato, abbiamo presentato il progetto con il dovuto anticipo, quest’anno, dopo una serie di dinieghi, abbiamo ricevuto risposta da parte del comitato provinciale per i pubblici spettacoli; ma solo nel mese di giugno, quindi dopo la festa. Inoltre, in merito alle tradizioni, il gran premio ippico dell’Ascensione ha sempre rappresentato un momento importante per la vita della comunità floridiana. Purtroppo nel tempo il palio aveva subito delle degenerazioni. Quando venne sospeso, nel 2006, le motivazioni furono più che valide e io non avrei mai consentito una mattanza come quella. Per ottenere a distanza di quasi 10 anni l’autorizzazione da parte della questura e da parte del comitato per i pubblici spettacoli, costituito presso la prefettura con l’ausilio di un tecnico nominato dal ministero dell’agricoltura e di un veterinario, abbiamo dovuto necessariamente rivedere il percorso ed abbiamo dovuto adottare una serie di misure di tutela sia per i cavalli che per i fantini e per gli spettatori. Inoltre abbiamo dovuto adottare una serie di misure di sicurezza con le forze dell’ordine.

Insomma, è stato un percorso tortuoso e complicato, ma abbiamo ottenuto un risultato importante non solo per il rispetto delle nostre tradizioni, ma anche per le ragioni economiche legate al palio. Non c’è dubbio che la sistemazione del percorso ha procurato dei disagi alla viabilità e agli abitanti del corso Vittorio Emanuele, ma credo che sia tollerabile un minimo sacrificio di qualche giorno per riportare Floridia al centro dell’attenzione della Sicilia. Quello di Floridia infatti è il palio di Sicilia. Ho ricevuto tantissimi attestati di stima da parte di numerosi sindaci siciliani nei cui comuni un tempo si correva il palio. È un momento importante per la Sicilia, nel senso che abbiamo aperto uno spiraglio anche per gli altri comuni dell’isola.

Rispettiamo il suo punto di vista, che non condividiamo. E passiamo ad altro argomento. Servizio idrico. Ella ha da sempre sostenuto, con convinzione, la necessità di un ritorno alla gestione pubblica del servizio idrico. E l’ha realizzata. Grazie. Ma non ritiene che oggi sia opportuno esercitare sul Parlamento regionale qualche forte pressione affinché la legge in itinere sia quanto più possibile immune dal combinato disposto con la renzianissima norma che rischia di determinare la cessione delle gestioni pubbliche al gestore (privato, in provincia, per scelta di Garozzo) che eroga il servizio ad oltre il 25% degli utenti del territorio facente parte dell’ATO? Non crede che sia opportuno e necessario promuovere un altro convegno sull’acqua per mettere in guardia i parlamentari regionali del territorio e far loro sentire la pressione dei sindaci coraggiosi che avete salvaguardato e riconquistato la gestione pubblica? Anche su questo c’è un problema di tempo da considerare. Intervenire dopo che la legge regionale avrà disposto un numero di ATO da cinque a nove (come recita il testo attuale) sarà impossibile.

Io faccio il sindaco di Floridia, non sono un parlamentare regionale e non ho dei canali preferenziali per poter parlare col presidente Renzi. Pertanto mi limito a svolgere, nell’ambito delle competenze riconosciutemi dalla legge, il ruolo di sindaco. Da sindaco avevo detto in campagna elettorale e scritto nel mio programma che avrei fatto di tutto per ritornare alla gestione diretta e pubblica del servizio idrico. Nonostante le difficoltà e grazie a delle mere coincidenze (come il fallimento di Sai8), siamo riusciti ad ottenere una legge che, nelle more della futura disciplina di riordino del servizio, ci ha consentito di riacquistare i nostri impianti.

Successivamente ho adottato una delibera di riduzione delle tariffe idriche che, tuttavia, deve essere concordata con l’AEEG, attraverso una complessa procedura burocratica e un complicatissimo calcolo per la determinazione della stessa, che tiene conto di svariati fattori. Tuttavia un primo obiettivo lo abbiamo ottenuto, riducendo il costo degli allacci alla rete idrica che, se con Sai8 costavano ai cittadini più di 300 euro, con la nostra gestione pubblica sono scesi a 75 euro. Inoltre, per noi la battaglia dell’acqua ha avuto un orizzonte più ampio. Abbiamo installato a Floridia 2 case dell’acqua (una terza sarà collocata da qui a poco nel quartiere Marchesa), che hanno avuto un successo inaspettato.

L’acqua floridiana è ottima da bere e questo ci ha consentito di ottenere un ulteriore duplice risultato. Innanzitutto la fruibilità della nostra acqua ha consentito un risparmio alle famiglie floridiane che la utilizzano: l’acqua naturale, così come microfiltrata e refrigerata dalle case dell’acqua, costa 4 centesimi al litro e quella frizzante 7 centesimi al litro. Ciò ha comportato anche una modifica del mercato dell’acqua che viene venduta presso gli esercizi commerciali, i quali sono stati costretti a ridurre i costi dell’acqua in bottiglia a vantaggio dei cittadini floridiani. Quindi il risultato è che a Floridia, in tutti i sensi, l’acqua costa meno. Tra qualche mese vi saprò dire qual è stato il risparmio complessivo delle famiglie floridiane. Il secondo risultato raggiunto è stato quello di aver messo i cittadini nelle condizioni di produrre meno plastica. Comunque, per quanto ci riguarda, la battaglia dell’acqua continua…

Dalla sua risposta ci sembrerebbe di capire che ella non ritiene opportuno e necessario promuovere un altro convegno sull’acqua per mettere in guardia i parlamentari regionali del territorio. Peccato. Se la legge regionale risulterà congegnata in modo tale da offrire il destro alla norma di accorpare le gestioni in capo alla società che conta più del 25% di utenze nell’ambito, tutto sarà stato inutile.

Un convegno a Floridia sarebbe significativo. Magari a settembre. Io rimango sempre della mia idea: l'acqua deve essere gestita dal comune direttamente. Per questo mi sono battuto da semplice cittadino e, a maggior ragione, lo sto facendo da sindaco.