Ultimi giorni dell’interessante mostra dell’inglese Elizabeth Atkinson, del tunisino Ramzi Harrabi e dell’ortigiano Salvatore Accolla nella chiesa di Gesù e Maria di via Capodieci nel centro storico di Siracusa. “Incredibile: un musulmano che fa riaprire una chiesa cristiana”

 

Chiesa di Gesù e Maria, via Capodieci, di fronte alla Galleria Regionale di Palazzo Bellomo. Un piccolo gioiello siracusano da (ri)scoprire. Anche per un altro motivo: fino all’11 luglio sarà ancora possibile visitare la mostra organizzata da Intercultural Studies Center, inaugurata  l’11 giugno scorso con un concerto interetnico: titolo, UPROOTED – All’insegna della coesistenza. Ad esporre sono gli artisti Elizabeth Atkinson, inglese, Ramzi Harrabi, tunisino, e Salvatore Accolla, siracusano di Ortigia.

Coesistenza è inclusione, comunione di esperienze, pacifico scambio.Una statua dell’Addolorata, di nero ammantata, sembra avvolgere col suo sguardo le opere dedicate al dramma dei migranti.

Diverso il tocco dei tre pittori, ma comune la sensibilità: la Atkins più delicata, eterea, riscopre in Ortigia la fanciullezza e un senso diremmo mitico dell’umanità, fresco, pre-logico, mentre Harrabi concettualizza il viaggio dei migranti con pennellate accese e decise, inquiete e ricche di energia come la sua musica, che mescola tradizione araba e sonorità “occidentali”. Salvatore Accolla, il nostro “naïf” ortigiano, offre colori e forme che sono ospitate sia sui marciapiedi che nelle gallerie: ormai riconoscibili le sue barche, i suoi gatti e le sue personali “ridipinture” di opere celebri.

È proprio Ramzi Harrabi ad accoglierci. Scherza con la scrittrice Giusy Càfari Panìco e l’attore e regista Corrado Calda – “Mica votate Salvini?” – e risponde alle loro e alle nostre domande “Ho messo anche il rosa nei quadri per significare la speranza. Il rosa rappresenta i sogni dei migranti”, “Incredibile: un musulmano che fa riaprire una chiesa cristiana”, “Certo che c’è il sole nei quadri sulle traversate: quattro, cinque giorni in mare, il sole picchia e brucia. Chi sbarca è bruciato, specialmente se è bianco. Tutti arrivano bruciati”.

Si schermisce quando ci complimentiamo con lui, si intristisce quando pensa ai leghisti – “Uno per uno sono brave persone, è la massa che preoccupa e spaventa: non si cavalcano le paure della gente” – si illumina quando parliamo di musica – oltre a dipingere e a scrivere poesie Ramzi Harrabi compone e riprende la tradizione araba: ricordiamo almeno il lavoro inciso insieme alla poetessa americana Patti Trimble“Hello Heaven! Poems from Arabic Sicily”, in cui rivivono i versi dei poeti arabi di Sicilia, in primis Ibn Hamdis.