Realizzato nel 2011 da un team di esperti in fisica e scienza delle comunicazioni del CNR e dell’Università, è durato fino al 2014 quando il proprietario, avv. Di Luciano, ha sciolto il contratto per morosità. Il prof. Monica: “La città istituisca un Premio scientifico Archimede”

 

Quando il 9 dicembre del 2011 si diede la notizia dell'apertura, in piazza Archimede, del primo museo dedicato al più celebre cittadino di Siracusa, quell'Archimede considerato da alcuni il più grande matematico di tutti i tempi, sembrò di essere veramente davanti a una svolta. Finalmente la città, fino a quel momento ingrata e irrispettosa del proprio figlio più famoso, si riappropriava del proprio passato e delle proprie eccellenze. Il primo passo per una diversa proiezione della proposta culturale aretusea, che prendendo le mosse da lontano, risalendo fino alle sue origini greche, proponeva, non solo alla e per la città, un progetto di valorizzazione e diffusione della cultura scientifica. L'ambizione di promuoversi addirittura come città della scienza del Mediterraneo; un volano anche per il settore turistico, la possibilità di dare linfa anche a quel turismo congressuale destagionalizzato che viene spesso evocato come il jolly per dare le ali all'economia della città.

Il museo multimediale e interattivo, pensato secondo i più moderni criteri di fruizione per stimolare la partecipazione dei visitatori di qualsiasi fascia d'età e, perché no, di differenziato livello culturale, con l'approccio 'hands on' tipico dei più moderni science centres internazionali, veniva realizzato da un team di esperti in fisica e scienza delle comunicazioni del CNR e dell’Università, in collaborazione con studiosi profondi conoscitori del lavoro del grande genio.

Ma era anche una scommessa, fortemente sostenuta dall'allora assessore regionale Fabio Granata, sulla reale possibilità di vedere operare insieme, nell'ottica di un profitto per l'intera collettività, fuori da interessi di bottega, pubblico e privato. Perché così si è realizzata l'operazione.

A raccontarlo Marco Bianucci, del CNR che ha partecipato al progetto, in una lunga interessante intervista che si può leggere integralmente sul sito ufficiale dell'Arkimedeion. In sintesi l'iniziativa, all'inizio degli anni duemila, viene promossa da Gaetano Mercadante, presidente di Novamusa del gruppo Thesauron (insieme di società attive, almeno fino a qualche tempo fa, nella promozione, in senso lato, del patrimonio culturale italiano pubblico e privato, presidente sempre Mercadante), che decide di partecipare a un bando POR della Regione Sicilia appoggiandosi, come partner pubblico e scientifico, all'Infm (Istituto Nazionale per la Fisica della Materia).

Creata ad hoc la società Agorasophia *(con sede legale a Acireale, consorziata con CNR e Novamusa SRL), di cui lo stesso Mercadante diviene presidente, superate diverse difficoltà, tra cui l'accorpamento dell'Infim al CNR, il problema diventa finanziario. Dice Bianucci (meglio che sia lui a dirlo): "Il ruolo del privato è stato sempre quello della concretezza, con la costante consapevolezza di quali fossero l'obiettivo e i tempi da rispettare. E quindi ha avuto una parte fondamentale nel risultato raggiunto. Risultato che abbiamo oggi nonostante quello che è successo relativamente al finanziamento pubblico, che non è stato poi erogato. Quest'ultimo fatto, nonostante abbia chiaramente cambiato radicalmente le prospettive e soprattutto la definizione economica del progetto, non ha scoraggiato la parte privata, la quale ha cercato un'alternativa che poi ha trovato, mostrando una forte capacità nel riuscire a reperire i fondi, gli appoggi e creare le circostanze per superare ostacoli che sembravano ormai insormontabili».

Parole che oggi non possono che generare amaro sarcasmo per lo scandalo eclatante che ha coinvolto Novamusa, con il presidente Mercadante accusato di aver intascato i proventi delle biglietterie dei musei e siti culturali gestiti dalla società per un ammontare di 40 milioni di euro.

E' forse questo il motivo per cui il museo - "la prima e unica struttura a carattere permanente nella regione Siciliana dedicata a celebrare il grande contributo che Archimede ha dato allo sviluppo della scienza moderna" - ha chiuso i battenti a novembre dello scorso anno dopo solo tre anni di attività? Il fatto avrebbe dovuto produrre scalpore in città, un'eco almeno pari a quella roboante con cui se ne salutava l'apertura nel ristrutturato Palazzo Pupillo, palazzo di interesse storico e per tanto dal 1961 sottoposto alla tutela della legge 1089 del 1939. Invece assolutamente nulla. Il telefono per le prenotazioni è staccato, disattivata la mail della società Agorasophia con cui i proprietari avevano stipulato nel giugno 2010 un contratto di locazione dalla durata di nove anni, tacitamente rinnovabile per altri nove, proprio perché nascesse la casa di Archimede.

Ecco il punto dolens: il canone d'affitto. L'avvocato Enrico Di Luciano contattato telefonicamente ha chiarito che il contratto è stato risolto perché da mesi la società aveva sospeso i pagamenti mensili. E tutte le macchine archimedee del museo? Restituite alla stessa.

Ormai vuote dunque le sale dell'esposizione e definitivamente tramontata la grande illusione, perché non è vero, come da opinione diffusa, che la ristrutturazione del palazzo fosse in qualche modo connessa alla realizzazione del museo, tant'è che ancora i proprietari non hanno neanche ricevuto i contributi regionali, né esistono convenzioni in questo senso che consentano di prevedere il ripetersi dell'esperienza.. "permanente". Un'autentica debacle!

Abbiamo chiesto un parere al professor Vincenzo Monica, tra gli animatori della Galleria Roma e organizzatore, nel 2011 e nel 2012, di una serie di conferenze sulla filosofia e la scienza di Archimede. "Abbiamo invitato docenti universitari, uomini di scienza, filosofi e storici. Abbiamo cercato di far capire che il metodo scientifico di Archimede si contrappose a una visione della scienza non razionale e ideologica, questa contrapposizione opera tutt’oggi negli ambienti scientifici e ha risvolti fondamentali sull’organizzazione della scienza e quindi della politica e dell’economia. Nel 2013 abbiamo poi collaborato con l’UMI (unione matematica italiana) ad organizzare qui a Siracusa il premio Archimede per gli alunni delle scuole secondarie superiori di tutt’Italia. Tra i conferenzieri erano presenti i più grandi matematici d’Italia".

Com'era organizzato l'Arkimedeion?

"L’organizzazione del museo, così come tutti i collegamenti tra le varie realtà scientifiche e non, erano fondamentalmente affidate a Manuela Arata, dirigente del CNR, oggi in pensione, e ottima organizzatrice di musei e festival scientifici.

La sua impostazione era orientata alla massima divulgazione, certe volte anche a scapito della precisione scientifica e storica, ma Lei stessa, in una conferenza da me tenuta presso la galleria Roma, chiarì che il suo compito era quello di mettere in moto l’interesse delle istituzioni locali e regionali. Sarebbe toccato ai cittadini e agli uomini di cultura della città proseguire per dare il giusto rilievo a uno scienziato che ritengo sia l’elemento di demarcazione tra scienza e semplice opinione.

Nel museo erano stati realizzati dei dispositivi che illustravano ai visitatori i campi di interesse di Archimede, permettevano la manipolazione di oggetti e creavano il piacere di verifiche dirette di alcune scoperte del matematico".

Quale valutazione dà delle iniziative sporadiche che ogni tanto cercano di onorare il grande scienziato?

"Sicuramente non è mai stata data importanza al pensiero filosofico-scientifico di Archimede, in parte per la difficoltà nel comprendere il linguaggio scientifico fortemente settoriale, in parte perché le iniziative sono state quasi sempre sponsorizzate con l’obiettivo di far divertire il maggior numero di persone, disinteressandosi dall’incentivare il pensiero critico tanto caro ad Archimede".

Quale potrebbe essere un progetto di museo della scienza qui a Siracusa?

"Ritengo che tutte le attività che possono portare guadagni attirano anche forti tentazioni speculative, in parte l'Arkimedeion ne è una dimostrazione e i cittadini siracusani che hanno tentato di collaborare con l’iniziativa spesso hanno pagato di tasca propria.

Sarebbe molto più facile, più economico e più indicato creare un premio scientifico rivolto a matematici, fisici e scienziati che con il diretto coinvolgimento delle università e del Ministero ogni due anni faccia diventare Siracusa la capitale scientifica del Mediterraneo, così come lo era ai tempi di Archimede".


 

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“Con sentenza del 19 gennaio del 2018 il Tribunale di Civitavecchia ha assolto con formula piena ed irrevocabile il dottor Gaetano Mercadante, presidente dell’Associazione Noovamusa, dall’accusa di appropriazionedegli introiti della quota degli incassi dei biglietti dei principali siti archeologici e museali siciliani. L’avvocato di Mercadante, con pec alla redazione del 28 giugno 2018, ha chiarito che “non c’è alcun collegamento tra le vicende che hanno coinvolto la società Agorasophia e il nome e la figura di Gaetano Mercadante”: “La Corte d’Appello di Catania ha deciso di dichiarare l’incompetenza del giudice ordinario sulla vicenda Arkimedeion, trattandosi di vertenza in cui sussiste la competenza del Collegio arbitrale, così come stabilito dalle parti”.