A livello individuale, nuovi stili di vita; formativo, creare gruppi di riflessione; imprenditoriale, sostenere le imprese sociali; associativo, dar forza alle associazioni ambientaliste; politico locale, regionale e nazionale

 

Siracusa Resiliente, giovane creatura della società civile siracusana, ha portato in porto questo primo ciclo di seminari che servivano all’approfondimento delle tematiche che stanno alla base del documento “Quale economia per una società più giusta?” che abbiamo approvato e divulgato da gennaio scorso.

Siamo partiti dalla riflessione che viviamo in un momento di grave crisi che non riguarda soltanto l’aspetto economico di cui tutti parlano, ma riguarda anche l’aspetto  ambientale, sociale e democratico.Quattro crisi che trovano alimento reciproco e che si incrementano contemporaneamente. Pensiamo che l’opinione pubblica e la politica si interroghino poco su queste quattro crisi e sulle risposte che dovrebbero essere messe in atto prima che sia troppo tardi.

Per questo abbiamo invitato quattro esperti (Marco Bersani, Maurizio Pallante, Tonino Perna e Leonardo Becchetti) che hanno confermato le nostre preoccupazioni, che ci hanno illuminato sui motivi che hanno causato e che perpetuano queste crisi e che ci hanno dato nuovi spunti per un lavoro ed un impegno politico in tal senso. E’ stato utile coinvolgere nel dibattito alcune voci critiche di sindaci, parlamentari, sindacati, rappresentanti delle forze produttive perché senza un dibattito schietto ma leale non potrà mai esserci il cambiamento e la reale sensibilizzazione della classe dirigente.

Non voglio ripercorrere in questo intervento i temi sollevati, La Civetta ne ha dato ampio risalto nei mesi scorsi e su Youtube si possono trovare le registrazioni integrali, ma vorrei solo segnalare che a queste 4 crisi sono anche collegate due problematiche che preoccupano molto l’opinione pubblica, il fenomeno dell’immigrazione di massa ed il terrorismo, che trovano risposte sempre più da “israelizzazione del territorio europeo”, cioè trovano risposte autoritarie, di guerra e di chiusura se non si riusciranno a trovare soluzioni per attenuare le 4 crisi suddette e se non si comincia a ragionare in termini di cittadinanza mondiale.

Elenchiamo ora le strade percorribili per potere continuare a dare il nostro contributo alla risoluzione di questo quadro così complesso:

1.     A livello individuale: a) promuovere un cambiamento culturale ed interiore che punti ad una scala di valori fondata sull’accoglienza, il rispetto, il dono, la partecipazione, la solidarietà: non ci può essere alcun cambiamento se non partiamo da noi stessi; b) acquisizione di nuovi stili di vita che punti sull’autoproduzione, il risparmio energetico, la sobrietà, l’adesione a Gruppi di acquisto solidale; c) il voto con il portafoglio acquistando solo in punti vendita che privilegiano le produzioni locali, il biologico, la condizione dei lavoratori, il sostegno ai paesi del Sud del mondo come la rete del commercio equo e solidale e che non abbiano al suo interno slot machine e scegliendo solo Banche che abbiano bilanci trasparenti, che non facciano speculazioni finanziarie e che finanziano progetti reali di sviluppo, solidarietà e di aiuto ai cittadini come la Banca Etica.

2.     A livello formativo e di animazione del territorio: a) nei comuni della nostra provincia, dove sarà possibile, creare dei gruppi di riflessione e di approfondimento su questi temi, anche per interagire con le amministrazioni locali per chiedere i cambiamenti possibili così come dopo specificato; b) chiedere uno spazio nelle scuole per dialogare con il corpo docente e con i ragazzi su tutte queste tematiche.

3.     A livello imprenditoriale sostenere le imprese sociali che puntano al rispetto dell’ambiente, al turismo sostenibile, all’inclusione sociale. In tal senso durante i seminari abbiamo ascoltato le esperienze dell’Arcolaio e di Terra di Pace.

4.     A livello associativo sostenere le iniziative delle associazioni ambientaliste che lottano per l’educazione dei cittadini per la salvaguardia e la buona fruizione dei nostri beni archeologici, architettonici ed ambientali, per la difesa del territorio contro i continui attacchi edificatori e per il sostegno delle istituzioni, come la Sovraintendenza, quando si mette a servizio dei nostri beni su menzionati; inoltre le iniziative di Associazioni come Libera da sempre schierata contro la corruzione e la mafia.

5.     A livello politico-amministrativo sostenere e stimolare le amministrazioni locali per scelte coraggiose ed innovative che puntino al rispetto dei beni comuni (acqua pubblica e le case dell’acqua, rispetto dei luoghi, rigenerazione urbana, mobilità, verde pubblico, spazi sociali etc.), al risparmio energetico (applicazione rigorosa delle certificazioni energetiche), alla partecipazione dei cittadini alla vita democratica e sociale della città, alla creazione di una moneta locale ed a politiche di inclusione sociale.

6.     A livello politico regionale chiedere una forte azione riformatrice in favore di una legge che permetta il riciclaggio dei rifiuti con la creazione di filiere produttive, di iniziative che favoriscano politiche energetiche innovative senza l’appiattimento sui combustili fossili e di politiche di reale integrazione di tutti i cittadini.

7.     A livello politico nazionale chiediamo una attenzione ed una capacità di affrontare le problematiche della finanza e delle banche (legge sulle transazioni finanziarie, distinzione chiara tra banche commerciali e banche di investimento, nuova politica di gestione del debito pubblico coalizzandoci con i paese del Sud Europa a partire dalla Grecia ed una reale vigilanza sugli investimenti in derivati che tanto danno hanno fatto alle casse dello Stato e degli enti locali), il rispetto per le banche popolari e di credito cooperativo, una politica energetica che dipenda sempre meno dai combustibili fossili ed infine il rispetto per i principi fondamentali della nostra carta costituzionale che non faccia mai venire meno la rappresentanza delle minoranze, l’equilibrio dei poteri e la reale partecipazione dei cittadini.

In queste direzioni si muoverà Siracusa Resiliente nei prossimi mesi nella speranza di sensibilizzare le coscienze dei cittadini e della politica per tentare di affrontare e risolvere problematiche che diventano di giorno in giorno sempre più complesse e drammatiche.

 

*Tati Sgarlata portavoce di Siracusa Resiliente