Donato Capece, segretario generale del sindacato autonomo di polizia penitenziaria: “Ogni direttore di struttura è convinto di poter fare quel che vuole, in Sicilia, e questo determina costanti violazioni dell’organizzazione del lavoro”

 

 

 

La Sicilia è tra le Regioni italiane con la più consistente presenza di detenuti (erano 5.852 il 30 maggio scorso nelle 23 carceri siciliane). Ma il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il cui Segretario generale Donato Capece era nell’Isola in questi giorni, “punta il dito” sul provveditore siciliano delle carceri Maurizio Veneziano.

Nel corso degli incontri con i dirigenti nazionali e regionali SAPPE della Sicilia è emerso che la posizione attendista e poco decisionista del provveditore Veneziano determina una cattiva gestione organizzativa nelle carceri di Gela, Caltanissetta, S. Cataldo, Augusta, Catania Bicocca, Enna”, spiega Capece. “Ci siamo rivolti a lui, in più occasioni, per chiedere il suo intervento proprio per queste sedi e non ha fatto nulla, lasciando nel caos organizzativo queste carceri. Ogni direttore di carcere è convinto di poter fare quel che vuole, in Sicilia, e questo determina pessime relazioni sindacali e costanti violazioni dell’organizzazione del lavoro. Non è possibile continuare così: per questo ho chiesto oggi stesso al Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, di inviare gli ispettori ministeriali al Provveditorato di Palermo e di avvicendare il dirigente responsabile, Veneziano”.

E le carceri, in Sicilia, restano affollate, nonostante talune rassicuranti dichiarazioni. “I numeri parlano più di mille chiacchiere”, prosegue Capece. “I detenuti in Sicilia il 30 maggio scorso erano 5.852 (5.721 uomini e 131 donne). Lo stesso giorno un anno fa, ossia il 30 maggio 2014, erano complessivamente 6.421. Quindi, in un anno, c’è stato un calo oggettivo di 569 detenuti: in Sicilia, insomma, almeno sul fronte penitenziario, non si è dimezzato alcunché! E si tenga conto che nel frattempo sono state varate 4 leggi cosiddette svuota carceri, una sulla messa in prova dei detenuti adulti ed un’altra sulla tenuità dei reati che in realtà non hanno svuotato un bel niente, come bene sanno i poliziotti penitenziari che lavorano negli istituti di pena in prima linea tra gente che tenta il suicidio, che si lesiona gravemente il corpo, che si picchia con altri carcerati e che aggredisce Agenti”.

"L'Amministrazione Penitenziaria siciliana sembra vivere in una realtà virtuale e non si rende evidentemente conto della drammaticità del momento, che costringe le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria a condizioni di lavoro sempre più difficili", conclude Capece. "Per queste ragioni ho chiesto al Ministro della Giustizia Orlando di inviare i suoi ispettori per verificare quel che denunciamo, valutando anche di assegnare un nuovo dirigente penitenziario – evidentemente con maggiori stimoli professionali – in Sicilia. Il SAPPE organizzerà un presidio permanente di protesta fino a quando rimarrà questo inaccettabile stato di cose”.