Antonio Gelardi, direttore della Casa Circondariale: “Gli apporti da enti, istituzioni, fondazioni, ma la solidarietà che non ti aspetti è di una parlamentare siracusana. Un detenuto albanese ha abbellito le pareti della sala colloqui e di alcuni corridoi” 

 

 

Antonio Gelardi, instancabile e dinamico direttore della casa Circondariale di Augusta, ci ha spesso raccontato delle numerose e ammirevoli iniziative realizzate nel suo istituto.

 

Direttore, ma come fate a realizzare tutte queste iniziative? Dove li trovate i soldi?

Qualche tempo fa un’amica ci introdusse al concetto di crowdfunding,  proponendoci fra l'altro un corso on line. Il corso, purtroppo, non lo abbiamo tenuto ma abbiamo fatto nostro il concetto, riadattandolo un po': crowdfunding = chiedere soldi - o altre utilità - a tutti per svolgere attività risocializzanti. E cosi abbiamo iniziato a raccogliere fondi per realizzare eventi come concerti, spettacoli teatrali, cene galeotte, ecc., chiediamo soldi a enti, istituzioni, fondazioni, a chi può, ma con discrezione.

E sono arrivati? Bastano?

Diciamo che ce li facciamo bastare, non sempre e non tutti rispondono ma in compenso a volte ci capita di ricevere contributi spontaneamente e privatamente. E' il caso di quelli forniti, per esempio, da una persona molto sensibile che sicuramente si schernirebbe ad essere citata e quindi diciamo solo che è' un avvocato, una parlamentare, e mettiamo solo le iniziali S.A.

L'anno scorso in occasione della festa per il suo compleanno chiese agli ospiti intervenuti di non portare regali - le nostre case già sono piene di oggetti, disse giustamente – proponendo di devolvere offerte a favore di due progetti: uno di Emergency, e l’altro per la Casa Reclusione di Augusta.

Un bellissimo gesto di solidarietà

Sì, e soprattutto inaspettato, che noi abbiamo naturalmente molto apprezzato e messo a frutto. Con la somma ricavata abbiamo potuto comprare colori, pennelli e quant’altro serviva per dare avvio a un progetto di abbellimento degli ambienti del carcere.

Ci parli di questo progetto

Un’iniziativa affidata interamente ad A. B., detenuto albanese di cui già abbiamo scritto, particolarmente dotato in arte pittorica e che si era già occupato di decorare alcuni ambienti dell'istituto. Questa volta abbiamo scelto di pitturare le pareti della “sala colloqui”. Quei locali erano stati oggetto di lavori edili riguardanti la rimozione dei muri divisori (in attuazione di una delle indicazione della Corte Europea per i Diritti dell'Uomo a seguito della condanna dello Stato Italiano di cui si è tanto parlato e che è stata oggetto di un messaggio alle Camere da parte del Presidente Napolitano) e abbisognavano di un intervento di abbellimento. Si è, pertanto, dato il via alla creazione dei murales che riportano immagini tratte da varie foto scattate in giro .

Ora l'opera è quasi completata: le immagini adornano sale e corridoi, alcune raffigurano finestre e balconi, come segno di apertura al mondo, altre raffigurano paesaggi evocativi. Sono tutte coloratissime e “rendono gli ambienti caldi ed accoglienti”, così infatti si sono autorevolmente espressi il Presidente del Tribunale di Sorveglianza ed il Magistrato di Sorveglianza nel corso della loro recentissima visita.

Prossime attività in programma?

Il prossimo step, sempre all'insegna del crowdfunding, riguarderà la messa in scena della rappresentazione teatrale “Effatà”, tratta dall’omonimo romanzo di Simona Lo Iacono. L’opera debutterà nel nostro istituto il prossimo 13 giugno e i lettori de La Civetta sono invitati a partecipare prenotandosi tramite mail da inviare a  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro il 6 giugno. Nell’occasione, si raccoglieranno fondi per acquistare giochi con cui attrezzare l'area verde destinata ai colloqui con i bambini. Vi aspettiamo.