Due seguiti dai vigili urbani, tre all’ufficio tecnico del Comune svolgendo servizi per la collettività. Tutti soddisfatti e ora sono arrivate proposte da un altro Comune della provincia e da parte di un ufficio statale. Un altro tassello del rapporto con il territorio

La mattina, passando davanti alla casa di reclusione di Augusta, si può notare ad una certa ora la macchina dei vigili urbani o, a giorni alterni, quella dell’ufficio tecnico comunale, venute a prelevare alcuni detenuti che, nel corso della mattinata, svolgono gratuitamente servizi lavorativi per la collettività. Si tratta dell’avvio (dopo la stipula della convenzione con il Comune avvenuta qualche mese addietro e di cui abbiamo già scritto) di una attività che possiamo chiamare in senso lato di “giustizia riparativa”.  In questo lasso di tempo si è provveduto, da parte del Comune, alla stipula delle assicurazioni e alla predisposizione dei servizi (accompagnamento tutoraggio etc.) e da parte dell’istituto penitenziario alla scelta dei detenuti che devono ovviamente rispondere a determinati requisiti. 

Adesso l’esperienza è partita e dopo le ultime raccomandazioni sono usciti i primi due detenuti in servizio esterno, che vengono seguiti dai vigili urbani, e dopo pochi giorni gli altri tre che invece lavorano con l’ufficio tecnico. I lavori riguardano: sistemazione della segnaletica, rifacimento delle strisce pedonali, pulizie e manutenzione di immobili del Comune, manutenzione del verde.  

Le valenze sono molteplici: in primo luogo la concreta pubblica utilità perché vengono eseguiti alcuni lavori che il Comune, per mancanza di personale o di fondi, non potrebbe svolgere; la possibilità per i detenuti di stare fruttuosamente fuori dall’istituto e di sentirsi (ed esserlo veramente) utili per la collettività; da ultimo l’aggiunta di un altro tassello del rapporto con il territorio, vantaggioso sia per il detenuto sia per il carcere. Attualmente ognuno dei due gruppi esce per due giorni la settimana per quattro ore,ma l’esperienza è assolutamente in evoluzione (work in progress). Verificheremo via via con l’amministrazione comunale se aggiungere altre ore o altri giorni, se coinvolgere e inserire nel programma (magari istituendo una rotazione) altri detenuti, come e in che modo premiare l’impegno dei partecipanti. D’altra parte si tratta di una delle prime applicazioni in campo nazionale di un’innovazione normativa contenuta in un decreto legge del 2013.    

L’espressione “tassello”, poc’anzi adoperata, la considero una parola chiave, perché ogni cosa che si fa nella gestione di un carcere (ma la stessa cosa potrebbe dirsi di un servizio pubblico in generale) ha un reale valore se rappresenta il mattone di una costruzione più ampia. Così il rapporto con il territorio viene coltivato, oltre che con il dialogo con le istituzioni, attraverso le decine di manifestazioni messe in campo.

L’impiego di detenuti nello svolgimento di lavori gratuiti, che è iniziato un anno fa e prosegue con l’attività di “mensa del buon samaritano”, si è ulteriormente ampliato attraverso singole iniziative particolarmente significative: recupero e apertura del cortile esterno del Castello Svevo e del Castello di Brucoli. L’iniziativa sembra sia stata apprezzata e sono arrivate proposte di collaborazione già da un altro Comune della provincia e da parte di un’altra amministrazione statale. Ne racconteremo in seguito gli sviluppi. Per il momento registriamo e mettiamo in bilancio il buon avvio di questa esperienza, la soddisfazione del comandante dei vigili urbani e dei vertici del comune e,  da parte dei detenuti, l’orgoglio del sentirsi utili e produttivi.

*Direttore della Casa Circondariale di Augusta