( foto da Internet)

Divertentissimo atto unico con presidente e vicepresidente della Camera di Commercio, Ivan Lo Bello e Pippo Gianninoto

Dalla finestra del suo ufficio nella sede della Camera (con vista) di Commercio di Siracusa, il presidente Ivanhoe Lo Bello detto Ivan osservava lo scorcio suggestivo del Porto Grande. In fondo, lungo un tratto dell’ipotetico water front, spiccavano masse di tubazioni e ferraglie depositate dentro lo spazio malamente recintato del Marina di Archimede: l’area dismessa del molto incompleto porto turistico che avrebbe dovuto realizzare il gruppo Acqua Marcia dell’imprenditore romano Gaetano Bellavista Caltagirone, da tempo sottoposto a procedura fallimentare.

Lo stesso gruppo che anni addietro comprò per quattro soldi lo storico complesso alberghiero dell’Hotel Des Etrangers et Miramare, con bella vista (ma non più di Bellavista) panoramica sul medesimo Porto Grande, oggi dall’incerto futuro.

I pensieri di Lo Bello vennero interrotti dall’ingresso nella stanza di un zigzagante tavolo da riunioni top executive con rotelline ai piedi, spinto a mano dal vice presidente dell’ente camerale Pippo Gianninoto.

“Ti piace, Ivan? E’ l’ultimo modello di tavolo del lavoro che ho trovato. Chiù top-pu i chistu nun ci’nn’é”.

“Bene Pippo. Sei sempre prezioso come un pizzico di sale nell’insalata”.

“A proposito di mangiare. Ho portato da Sortino un tipico pizzòlo che ho farcito personalmente con cioccolata ri ficupàla degli Iblei, una mia specialità”.

“Grazie Pippo, non vedo l’ora di assaggiarlo dopo a colazione. Adesso vorrei metterti al corrente di un’idea. Voglio lanciare, anzi scagliare come un giavellotto, il movimento Mattoni Puliti che ho deciso di fondare”.

“Ma è una proposta bellissima! A Sciuttìnu, meglio ancora a Pantalica, in occasione della Sagra del Pizzolo della Necropoli potremmo disegnare una pista di atletica per il torneo di tiro del giavellotto. Sulu nun capìsciu come bisogna pulire i mattoni. E poi al posto dei mattoni, intorno al campo di atletica io utilizzerei i muretti a secco”.

“Ascolta Pippo. Il lancio del giavellotto era una metafora. Io voglio creare un movimento che si chiami Mattoni Puliti per coniugare un’edilizia moderna, produttiva e creativa coi principi della più trasparente legalità e del rispetto dell’ambiente, naturalmente secondo i parametri confindustriali. Non più cementificatori selvaggi ma costruttori civili e financo colti…”

“Come il marchese Decresì…..”

“Si chiama Di Gresy, non storpiarne anche tu il nome. Lui però non è un costruttore bensì un finanziere appartenente a una nobile famiglia piemontese, di cui un ramo è dedito alla viticoltura e alla produzione di vini”.

“Ah, il famoso Marchese del Brillo!”

“Ehm… dicevo che il Di Gresy è un finanziere, certo in sintonia con ciò che dovrebbe essere Mattoni Puliti. Il suo progetto di resort a 5 stelle alla Pillirina è un modello d’iniziativa turistica ecosostenibile ed ecocompatibile”.

“Ivan, mi chiedevo se quest’eco è lo stesso eco che si sente all’Orecchio di Dionisio e alla cava ro pizzòlu a Sciuttìnu Dirùta. Però non sapevo che Di cre.. comu si chiama… è appoggiato dai 5 Stelle di Grillo”.

“Infatti non lo è. Siamo noi della Camera di Commercio e di Confindustria ad appoggiarlo, a sostenerlo, a difenderlo come un sol uomo. Pippo che mi dici degli amici del Tavolo del Lavoro? Dei sindacati, delle associazioni di categoria, degli ordini professionali? Sono con noi?”

“Sì mio generale... all’incirca. Il tavolo te l’ho fatto vedere prima, màncunu sulu i seggi. Per i sindacati, nel caso di manifestazioni di piazza, ho inventato uno slogan che è un biciù: “Il compagno Dicresì ce l’ha insegnato/costruire un resort non è un reato”.

“Discreto… un po’ demodé ma può andare”.

“Però Ivan… c’è un problemino…”.

“Che problemino? Pippo, perché mi guardi e non favelli?”

“Favello… favello. C’è che il sindaco Carrozza… voglio dire Garozzo e il consiglio comunale, a maggioranza, hanno confermato alla Regione che vogliono la riserva della Pillirina con la perimetrazione già prevista. In sostanza condividendo la posizione degli ambientalisti”.

“E quindi se ne sbattono di noi e del Di Gresy?”

“Sembrerebbe di sì”.

“Sono questi atteggiamenti a fare scappare la sana imprenditoria che da altre parti d’Italia e dall’estero vorrebbe venire a Siracusa per investirvi i propri capitali”.

“Ivan, ma allora perché ruoti la testa tipo tarantolato e guardi, con gli occhi fissi e spiddàti, un po’ il cantiere abbandonato del Marina di Archimede e un po’ l’Hotel in svendita dell’Acqua Marcia?”

“Niente, ho un leggero torcicollo. Pippu sai chi ti ricu? Tira fora u pizzòlu co cioccolatu ri ficupàla, ca nù sgranàmu!”