Risponde con un post su Facebook il vicesindaco e assessore Francesco Italia: l’insistenza degli interventi a favore di Italia Nostra nella polemica sull’affidamento delle Latomie dei Cappuccini, soprattutto quelli dei politici, lo spingono a dire la sua in fatto di gestione amministrativa. 

«Il bando per l’affidamento della gestione di alcuni siti di proprietà comunale che l’amministrazione sta predisponendo nasce allo scopo di valorizzare lo straordinario patrimonio di competenze, passione, professionalità che associazioni come Italia Nostra hanno raccolto in questi anni. Non esiste alcuna volontà di privare la città di tale patrimonio ma, al contrario, il desiderio di trasformare un impegno vissuto da moltissimi giovani in termini di volontariato, in impegno professionale».

La Civetta lo ha intervistato.

«Come chiede Italia Nostra per le Latomie – ci dice – anche il FAI, avendo ben operato per il Teatro Comunale, potrebbe reclamarne la gestione. Né potrebbe valere una sorta di prelazione, o meglio di usucapione, su un bene che comunque appartiene al Comune. Anzi, non al Comune ma al mondo».

Le Latomie dei Cappuccini rientrano a pieno titolo nel nuovo progetto di gestione dei beni culturali che la Giunta Garozzo sta portando avanti.

«Progressivamente, e con determinazione, stiamo riacquisendo e valorizzando quei pochi beni che di fatto appartengono al Comune, non alla Soprintendenza o alla Regione o alla Chiesa. Enti con cui comunque stiamo cooperando per assicurare la fruizione di siti per molto, troppo tempo dimenticati. L'Artemision, la Chiesa dei Cavalieri di Malta, Palazzo Impellizzeri, i giardini di Villa Reimann, le Latomie di Santa Venera, l’ipogeo di piazza Duomo, luoghi recuperati e offerti alla cittadinanza come ai turisti.

La sensazione è che ci si spaventi del cambiamento, di un progetto più moderno di gestione. Qui non parla l'imprenditore Italia che vuole 'privatizzare'. Parla l’amministratore pubblico che stabilisce come un bene debba essere gestito, secondo quali modalità, rispondendo a quale organizzazione, producendo quali benefici in termini di entrate per il Comune stesso, che si riserverà una quota dello sbigliettamento, e di lavoro per coloro che verranno assunti.

I siti devono essere gestiti con professionalità manageriale e avvalersi di specifiche competenze culturali, possibilmente di giovani che sappiano dialogare e soddisfare ogni curiosità storico-scientifica anche degli stranieri. Che abbiano adeguate conoscenze linguistiche, quindi. La nostra idea è di mettere questi siti in rete in modo tale che possano essere fruiti con un solo biglietto che comprenderà anche altri servizi, come per esempio quelli relativi alla mobilità. Ed è necessario che siano conosciuti e proposti con un’azione di marketing mirata ed efficace».

Attualmente un dipendente comunale presta servizio alle Latomie e volontari tengono aperti il sito nei giorni festivi. Nulla si sa sui dati di affluenza, scarsa è la promozione del luogo.

«Nessuno potrebbe non riconoscere l’egregio lavoro fatto da Italia Nostra in questi anni, soprattutto nel recupero del bene, ma altre erano le amministrazioni. Ora è tempo di nuove proposte per una città che del turismo vuole fare il proprio volano. E non immeritatamente siamo stati scelti dal CNR quale città pilota di un nuovo modello turistico. Non possiamo essere limitati da interessi particolaristici. Forse Italia Nostra non potrà partecipare per suo statuto al nostro bando ma certamente potrà continuare in quel ruolo che già svolge egregiamente su tutto il territorio nazionale dove mi sembra non esistano situazioni come quella siracusana. Non manca certo, nel nostro territorio, terreno su cui continuare a seminare».

Una levata di scudi quindi inutile quella in campo in questi giorni. Il bando si farà, anche per le Latomie.