Italia Nostra ha gestito il sito delle Latomie dei Cappuccini per una decina d’anni con una convenzione stipulata nel 2004. È sufficiente avere già svolto un servizio per pretendere che venga ri-affidato?

Senza nulla togliere alla meritevole attività di Italia Nostra, a Siracusa come in tutta Italia, e alla legittima e rispettabile azione di difesa che alcuni gruppi o enti mettono in pratica a favore dell’associazione, riteniamo che alcuni aspetti della vicenda suscitino importanti riflessioni.

L’operazione, che chiameremo “sostieni Italia Nostra”, fonda la propria azione principalmente su due assunti: l’associazione ha gestito il sito delle Latomie dei Cappuccini per una decina d’anni e, in questo lasso temporale, ha valorizzato il sito.

Alcune perplessità riguardo alle posizioni di Italia Nostra e dei suoi sostenitori.

Volendo ragionare in maniera neutra e per principi generali ed etici, a noi de La Civetta di Minerva sono sorti una serie di perplessità in merito alla questione. Ci chiediamo, innanzitutto: è sufficiente avere già svolto un servizio, seppure per diversi anni, e averlo svolto rispettando più o meno le disposizioni contrattuali, per pretendere che venga ri-affidato?

E, ancora: tali motivi di scelta e preferenza bastano a garantire all’Ente Pubblico che nessun’altra associazione o struttura possa gestire altrettanto meritoriamente, se non di più, lo stesso servizio? Infine: il rinnovo dell’affidamento basato su tali criteri rispetterebbe le norme di libera concorrenza tra soggetti legittimamente titolati a concorrere per la gestione o, piuttosto, escluderebbe ingiustamente a priori chi non ha già gestito il sito?

Lo Statuto di Italia Nostra: nessun accenno alla gestione diretta dei siti.

Siamo entrati, poi, nello specifico dello Statuto di Italia Nostra e, a nostro avviso, emergono alcuni aspetti tecnici da prendere in considerazione.
Si evince, infatti, che «L’Associazione, Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale, non ha scopo di lucro e ha carattere di volontariato conformemente alle disposizioni legislative statali e regionali concernenti la materia. Per il conseguimento dei propri scopi l’Associazione si propone in particolare quali attività istituzionali: a suscitare il più vivo interesse e promuovere azioni per la tutela, la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali, dell’ambiente, del paesaggio urbano, rurale e naturale, dei monumenti, dei centri storici e della qualità della vita».

Nessun accenno, nello statuto, di gestione diretta di siti, né dello svolgimento di attività concernenti un aspetto commerciale, imprenditoriale o economico, finanziario e fiscale. Né ci risulta (ma potremmo sbagliare) che a livello nazionale o in altre sezioni provinciali, Italia Nostra (oltre ad occuparsi istituzionalmente e meritoriamente di azioni di sensibilizzazione, promozione, sostegno attraverso attività ed iniziative culturali ed educative) sia solita occuparsi di gestione diretta di siti, monumenti e beni culturali.

A tal proposito sarebbe utile distinguere i compiti e le caratteristiche che sono proprie delle associazioni di volontariato (che svolgono la loro opera senza alcun onere a carico, che non hanno specifici obblighi di legge in materia fiscale ed amministrativa, che non sono sottoposti a nessun controllo e verifica) dai compiti e dalle peculiarità delle organizzazioni, seppure onlus, idonee a gestire servizi per conto di enti pubblici (come le cooperative o associazioni di promozione sociale); queste ultime, infatti, previste e regolamentate da leggi nazionali e regionali, hanno obblighi riguardanti il possesso di requisiti fiscali e amministrativi ma, soprattutto, di capacità tecniche, finanziarie, imprenditoriali e organizzative (assumere operatori, emettere fatture, riscuotere denaro, presentare bilanci, ecc.).

Italia Nostra e Amministrazione Comunale: la nostra opinione in merito alla gestione dei beni culturali.

Rispetto alla decisione dell’Amministrazione Comunale di optare per la messa a reddito di siti di interesse culturali (come le Latomie, Villa Reimann ed altri), ci sembra più che legittima la soluzione di tipo imprenditoriale e commerciale, che miri ad ottenere dalla fruizione dei servizi un ritorno economico e risposte occupazionali per le giovani professionalità del territorio. Va sottolineato a tal proposito che per l’accompagnamento a pagamento, per legge, devono essere utilizzate guide turistiche autorizzate.

Bisogna auspicarsi e vigilare, piuttosto, che l’intento del Comune vada realmente verso questa direzione e che non si ripeta quanto già accaduto in passato; per esempio, con la gestione delle biglietterie dei musei e delle zone archeologiche, quando (a seguito della legge che consentiva l’affidamento a privati dei servizi collaterali) si preferirono grosse società dal forte sapore affaristico e clientelare (vedi Novamusa) piuttosto che piccole realtà del territorio.

Sarebbe, dunque, fortemente sbagliato imporre nella futura gara d’appalto paletti e requisiti che non consentano la partecipazione alla selezione di strutture locali o giovanili.

Infine, ci si consenta dire che ci sembra abbastanza inopportuno che gruppi politici, invece di stabilire regole certe e trasparenti nell’interesse di tutti, facciano il tifo per un competitor. Cosa succederebbe nel caso in cui questo competitor ottenesse quanto sostenuto dai gruppi politici loro sponsor? Sarebbero liberi e autonomi nelle proprie scelte elettorali?