Ad Augusta, come altrove, si registrano alcuni casi di tubercolosi tra i migranti. Un problema serio da fronteggiare efficacemente senza retorica né allarmismi. Nel siracusano si mettono finalmente a punto i presidi sanitari e la situazione viene considerata sotto controllo.

 È rassicurante il dott. Gaetano Scifo, direttore del reparto di malattie infettive dell'Umberto I di Siracusa: a suo giudizio, i presidi sanitari, nonostante l'enorme pressione, sono in grado di affrontare adeguatamente l'inedita improvvisa familiarità con malattie che sembravano essere ormai relegate al passato perché legate a uno stato di indigenza e salute precaria che in Italia non è più.

E ridimensiona il dottor Scifo il dato relativo ai 30 casi di tubercolosi rilevati tra gli arrivi, nel porto di Augusta, dell'ultimo trimestre del 2013.

Una notizia non isolata – a dire il vero – dal momento che altre simili continuano ad accompagnare la cronaca degli incessanti salvataggi sulla rotta della disperazione e della speranza. Negli ultimi giorni di 30 casi ha parlato la cronaca palermitana mentre da Catania si informava che 5 poliziotti, dopo essere stati a contatto con un ammalato senza le opportune precauzioni, erano risultati positivi al test tubercolinico.

Repubblica Palermo - 5 poliziotti positivi a test Tbc a Catania

Una cadenzata teoria di notizie sporadiche, scarne, non sempre ben documentate, tali a volte da suscitare preoccupazione, e anche, purtroppo, rigurgiti razzisti del tutto insensati.

Capita per esempio che si faccia confusione tra coloro che risultano positivi alla Mantoux, il test tubercolinico, e chi presenta l'infezione attiva. E dai centri di accoglienza per lo più non arrivano le giuste informazioni né si riesce a sapere con assoluta certezza se lo screening sui nuovi arrivati sia continuo e corretto, o se si vada avanti con approssimazione e superficialità. Ad aggravare il quadro il tentativo di non creare "allarme sociale", la convinzione che sia opportuno non accendere l'attenzione dei media.
Niente di più controproducente.

TBC a Siracusa: l’adeguamento strutturale ospedaliero previene le emergenze.

A Siracusa, La Civetta di Minerva conduce inchieste giornalistiche sulla TBC dal 2006 e Marco Ortisi del M5S Meetup 2.0, nell’agosto dell’anno scorso, pubblica un video che fa scalpore.

http://youtu.be/LQYCshrMEWA

Sarà anche grazie a queste sinergie che si ottiene un’audizione alla Commissione Sanità della Regione, in seguito alla richiesta del M5S, e che il sistema si sta assestando a un discreto livello di efficienza.

Un segnale senz'altro positivo è stato l'adeguamento strutturale, pur se ancora insufficiente, del reparto di infettivologia dove sono ormai attive due camere “a pressione negativa” per gli affetti da TBC. Solo due posti letto, ma è già un primo passo. La prova che accendere le luci sul fenomeno non fosse sbagliato. Che spingere verso la prevenzione può anche significare non arrivare a situazioni di emergenza.

Anche i controlli a tappeto dovrebbero essere garantiti. Almeno in occasione di un buon numero di sbarchi - ci si augura tutti - è stata effettuata la somministrazione del test mantoux perché il più subdolo e difficile da diagnosticare resta il bacillo di Koch.

La TBC tra le malattie antibiotico-resistenti: l’appello dell’OMS perché l’industria farmaceutica investa negli anti-infettivi.

Un genio della resistenza, il bacillo della TBC. È un multi drug resistant, un antibiotico-resistente, a causa della stoltezza degli uomini che non portano a termine correttamente la terapia antibiotica, lunga (almeno 6 mesi), complessa per la quantità di antibiotici da assumere (almeno 4 farmaci diversi) e con alcuni possibili danni collaterali per la salute. Si calcola che circa il 25% delle persone non completi il trattamento trasformandosi così in un possibile serbatoio di ‘super’ bacilli. Un problema che desta grande preoccupazione dal momento che in questo settore la ricerca medica si è fermata.

Una preoccupazione condivisa dal direttore del Global Tuberculosis Programme dell’Organizzazione mondiale della sanità, Mario Raviglione: «Rischiamo di ritrovarci nell’era post-antibiotici, perché da anni non si investe sul settore degli anti-infettivi, e i nuovi antibiotici arrivano con il contagocce. Un problema serio, che incide su malattie come TBC, malaria e sulle infezioni ospedaliere. È tempo di riconoscere la resistenza dei patogeni ai medicinali come una priorità mondiale. L’industria deve tornare a investire su questo settore».

Uno studio apparso su The Lancet, prestigiosa rivista medica, sostiene che, su 2 casi di TBC, quasi la metà è resistente a più di uno dei farmaci oggi a disposizione. Sarà questa la sfida del nuovo millennio. E ne sa qualcosa un tredicenne di Milano guarito dopo 4 anni ma solo grazie a un megaconsulto internazionale per individuare i farmaci giusti (servizio del TG1 - 4 luglio 2014).