Con i Lo Curzio Sel perde un pezzo di satira naturale che la città deve tutelare

La notizia è di quelle che fanno tremare i polsi: Enrico Lo Curzio lascia Sel! Motivo: non ha gradito la scelta del partito e del leader Raffaele Gentile d’indicare quale assessore alle Politiche sociali in quota Sel, all’interno della giunta comunale di Siracusa, la giovane psicologa Rosalba Scorpo da Solarino. Una mini-scissione individuale, verosimilmente con famiglia al seguito, che rischia di avere conseguenze clamorose per il partito di Vendola e per tutta  la sinistra siracusana, siciliana, italiana e internazionale. Peggio della scissione del 1991 a seguito dello scioglimento del Pci che portò alla nascita di Rifondazione Comunista, e persino di quella di Livorno del 1921 che sancì la separazione fra socialisti e comunisti italiani.

Certo, tornando ai giorni nostri, i soliti distratti potrebbero avere l’ardire e la sfacciataggine di chiedere alternativamente: 1) ma cu iè Enrico Lo Curzio? 2) Lo Curzio? E che ci faceva dentro un partito che si chiama Sinistra Ecologia e Libertà? 3) E cu si ‘nni futti! (che in effetti è un’affermazione e non una domanda).

Rispondere a codesti cinici e disinformati è fin troppo facile. 1) A Siracusa Enrico e ovviamente Pippo Lo Curzio (in gioventù paragonatisi ai fratelli Kennedy) rappresentano un pezzo di satira naturale che la città deve difendere e tutelare quale bene comune. 2) Come il vostro cronista-rubrichista ebbe tempo addietro a chiarire da queste medesime e civettuole colonne, nella personale versione locurziana l’acronimo SEL sta per “Sinistra Enrico Locurzio”, interpretazione confermata dall’autorevole Accademia della Crusca. 3) “Cu si ‘nni futti” non è abbastanza politicamente scorretto a differenza del più deciso “Ma o viri cu ta sbrinzìa”, espressione gergale confermata dall’altrettanto autorevole Canìgghia Accademy del Bar sotto il mare- L’Isola dei Cani Associati.

Quale conseguenza immediata, le dimissioni di Enrico Lo Curzio dal partito e da capogruppo al consiglio comunale fanno venire meno il gruppo stesso di Sel. Infatti, parafrasando il vecchio adagio “Se prima eravamo in 3 a ballare l’alligalli (hully gully) adesso sono in due a ballare l’alligalli …..” oltre a Lo Curzio, sono passati nel gruppo (fritto)misto anche gli altri 2 consiglieri Pippo Rabbito e Tanino Malignaggi, ancora ufficialmente nel partito vendoliano di cui è segretario provinciale Vincenzo Vitale (Vincenzo, ma cu ti ci potta!)  mentre Gentile ne è il profeta.

Per essere precisi, i tri ra vaniddàzza Lo Curzio-Malignaggi-Rabbito alle ultime amministrative del 2013 furono eletti nella lista-legione straniera “Per Garozzo Sindaco Amarla per Cambiarla”. Nell’ottobre del 2014, grazie a quelle particolari sublimi alchimie politiche che taluni denigrano definendole “saltafossismi”, i 3 lasciarono il gruppo filo-garozziano per far nascere quello di Sel-sinistra (locurziana) ecologia (in quanto differenziata) e libertà (che, secondo il Gaber Giorgio “non è star sopra un albero”… e neanche ‘nculacchiàtu a palazzo Vermexio).

Altro effetto non secondario del divorzio politico di Enrico Lo Curzio è che Sel perderà sicuramente anche il contributo ideologico-culturale-comico-iperuranico del fratello Pippo. Di recente Lo Curzio senior aveva offerto ai nuovi compagni di strada un mirabile esempio del proprio innato talento, in occasione del convegno su beni culturali e turismo organizzato da Sel in quel covo di post comunisti che è la sala convegni del Santuario della Madonna delle Lacrime. Da ricordare, quanto meno, il suo appellativo di “nostra Giovanna D’Arco” riferito all’incolpevole soprintendente Basile, e il plauso rivolto alle “giovani menti” in sala cui l’ottantenne Pippo Lo Curzio ha affermato di affidarsi per la rappresentanza politica, poiché  “ormai non posso più tornare su quegli scranni”. E perché mai? Forza Pippo, facci ancora sognare!