L'articolo uno della Costituzione e la puzza di muffa

Ancora una volta, sono certa che le mie parole faranno storcere il naso a più di un lettore. Ma, che ci volete fare? Ognuno ha una sua strada, e la mia porta spesso alla contestazione.

Decine e decine di studiosi, costituzionalisti di ogni livello, professoroni di ogni età continuano a ribadire che "la Costituzione della Repubblica italiana" è bellissima! Bellissima, superlativa, straordinaria, impareggiabile. Sarà. A mio avviso, lo è stata certamente, ma oramai... Nel 1948, quando è stata emanata, era indubbiamente un'opera d'arte, un capolavoro, il risultato dell'impegno scrupoloso, disinteressato, colto e probo di persone per bene, di veri Padri della Nazione, di profondi conoscitori del Diritto, dei Diritti, degli uomini. Poi...

Tra le tante caratteristiche della Carta, c'è quella della rigidità. Tutti i governi (almeno fino a quello precedente il presente, perché a quanto pare Renzi fa e disfa come vuole) hanno fatto i conti con la difficoltà di apportare modifiche al testo, a discapito dell'ammodernamento dello Stato. Siamo rimasti indietro mentre gli altri Paesi si evolvevano, e una parte di responsabilità è da addebitare alla rigidità della nostra Costituzione.

Essa, all'articolo 1 recita: "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione." Vi ci ritrovate? Vi sembra, oggi, l'Italia, una Repubblica democratica? Vi  sembra sia fondata sul lavoro? Vi sembra che la sovranità appartenga ancora al popolo? Vi sembra, oggi, che il popolo possa esercitare la sovranità? Mettiamola così: io non ci credo. Non credo ad una sola parola di quella scritta nel primo articolo della Costituzione. Anzi, adesso mi sembra più un'idea, un principio, un'aspirazione, una dichiarazione di intenti, che una norma.

Al confronto, la dichiarazione di Indipendenza degli Sati Uniti d'America, che è stata scritta nel 1776, è molto più moderna ed attuale. Addirittura stabilisce che "ognuno ha diritto di perseguire la felicità". Adesso, paragonando i due articoli, mettendoli l'uno accanto all'altro, è chiara la differenza tra questo Paese e l'America? Sentite anche voi l'odore di muffa che emana la nostra Carta costituzionale?

Vogliamo paragonarlo all'articolo 1 della Costituzione Europea, emanata nel 2004? Ebbene, eccolo l'articolo 1 della Costituzione Europea: "Ispirata dalla volontà dei cittadini e degli Stati d'Europa di costruire un futuro comune, la presente Costituzione istituisce l'Unione europea, alla quale gli Stati membri attribuiscono competenze per conseguire i loro obiettivi comuni. L'Unione coordina le politiche degli Stati membri dirette al conseguimento di tali obiettivi ed esercita sulla base del modello comunitario le competenze che essi le attribuiscono. L'Unione è aperta a tutti gli Stati europei che rispettano i suoi valori e si impegnano a promuoverli congiuntamente." Mi sembra un tir, che tenta di muoversi con il freno a mano alzato. Un pachiderma.

E la Germania? Quella nazione in pieno sviluppo, ricca insolente e prepotente, che sta trascinando l'Europa non sappiamo bene dove (seppure un'idea l'abbiamo)? Può tornare utile conoscere l'articolo 1 della sua Costituzione. Beh, darci un'occhiata non ci farà male. Eccolo: "La dignità dell'uomo è intangibile. E' dovere di ogni potere statale rispettarla e proteggerla. Il popolo tedesco riconosce gli inviolabili e inalienabili diritti dell'uomo come fondamento di ogni comunità umana, della pace e della giustizia nel mondo. I seguenti diritti fondamentali vincolano la legislazione, il potere esecutivo e la giurisdizione come diritti direttamente applicabili”. E lo so: non è facile.

Quelli parlano di felicità, questi di dignità, noi di repubblica democratica fondata sul lavoro. Tuttavia l'Italia è una grande Nazione e per capire come abbiamo fatto a ridurla lo straccio che è dobbiamo pur partire da qualche parte.

Ecco, l'articolo 1 della Costituzione della Repubblica Italiana sembra un buon punto di partenza.