Un impianto che, durante le operazioni delle petroliere, convoglia tutti i vapori d’idrocarburi, benzina eccetera per trattarli e renderli innocui invece di disperderli nell’ambiente per chilometri. Ora è bene che l'intervento si estenda anche a Esso e Sasol e che si effettuino controlli seri

'Date a Cesare quel che è di Cesare', parole di Gesù da ricordare più spesso di quel che si faccia. Ed è per questo che vogliamo ricordare qui la lettera inviata alla Procura di Siracusa, all'Arpa e al giornale La Sicilia il 31 agosto del 2012 dal Comandante Cristiano, così si firmava.

Presentandosi come 'comandante di navi cisterna petroliere', interveniva per contestare i contenuti di un articolo del 22 agosto in cui la Capitaneria, in riferimento alle forti concentrazioni di idrocarburi non metanici registrati dalle centraline di viale Scala Greca e di via dell'Acquedotto (alla panoramica), valori di gran lunga superiori alla quota minima per più giorni in un mese, che avevano provocato rimostranze e denunce da parte dei cittadini, negava che la causa potesse essere nei motori da 'diecimila cavalli' tenuti accesi dalle centinaia di petroliere operanti al pontile Isab in quanto esse, in porto, erano obbligate dalla normativa (art. 295 del decreto 152 del 2006) a utilizzare gasolio con una percentuale di zolfo non maggiore dello 0,1.

A parte il fatto che ciò non significa che non produca inquinamento ma semmai lo riduce solo, per una verifica basterebbe semplicemente interdire il pontile in questione per una settimana e riscontrare i valori delle centraline di rilevamento così ottenuti" - suggeriva il comandante.

E aggiungeva: "La capitaneria sottovaluta l’inquinamento primario prodotto dalle petroliere che è quello provocato dai vapori d’idrocarburi (gas, benzina) che si sviluppano durante le operazioni di carico o scarico. La verità è che il pontile ISAB non è dotato dell’impianto di recupero di detti vapori di idrocarburi denominato vapour return, un impianto, prescritto da parecchi anni per legge che, durante le operazioni delle petroliere, convoglia tutti i vapori d’idrocarburi, benzina, ecc. che si producono, per trattarli e renderli innocui invece di disperderli nell’ambiente. Basta fare dei sopralluoghi al pontile in questione quando ci sono le navi per verificare già all’olfatto la peste di vapori asfissianti che contaminano la vasta area per parecchi chilometri. Al pontile diventa insopportabile respirare e, pur di sbrigarsi a caricare, ci fanno effettuare il caricamento a velocità di pompaggio elevato, con conseguente maggiore emissioni di detti vapori.

“Tutte le navi petroliere abbiamo per legge questo tipo di attracco che escluderebbe gli sfiati in ambiente ma non trovando allacciamento al pontile ISAB siamo da loro autorizzati a sfiatare i vapori prodotti tramite gli sfiatatoi delle cisterne nell’ambiente, anche perché se così non si facesse per i principi fisici si rischierebbero incidenti molto più gravi. A conferma di ciò ci facciamo controfirmare una lettera dove la raffineria ammette che è sprovvista di tale impianto.

“Vi ribadisco, in quanto del mestiere, che è molto più rilevante il tipo di inquinamento prodotto da questi vapori, specialmente quando trattiamo benzina, che quello dei motori delle sale macchina".

La lettera del comandante, pubblicata sul giornale La Sicilia, concludeva così: "Mi sembra doveroso quindi chiarire all’opinione pubblica le cose come stanno e spero che in un prossimo futuro le centraline della città vengano controllate con la dovuta attenzione. Spero pubblichi questo articolo a rispetto di tutte le persone decedute e per quelli che combattono giornalmente con la malattia, e per un futuro volto al rispetto dell’ambiente".

Ma in realtà l'originale terminava diversamente: un prudente doveroso omissis da parte della redazione cassava alcune accuse specifiche del comandante che indicava precise responsabilità a livello locale, oggi forse al vaglio della Procura.

E' di questi giorni la notizia che finalmente i pontili delle raffinerie Nord e Sud sono stati dotati del  sistema vapour return il cui costo complessivo è stato di 2 milioni di euro, ciò anche grazie alle sollecitazioni dell'amministrazione che aveva segnalato il problema all'Ispra e al Ministero dell'Ambiente ("Aspettiamo l'ispezione nel secondo trimestre dell'anno - ha dichiarato l'assessore Pier Paolo Coppa - ma restiamo vigili") e certamente alla interrogazione urgente dell'onorevole Sofia Amoddio del dicembre 2014 che riproponiamo sul nostro sito per gli interessanti contenuti.

L'auspicio, di Legambiente tra gli altri, è ora che l'intervento si estenda anche agli altri pontili, Esso e Sasol, e che si effettuino controlli seri sull'utilizzo di gasolio a bassissima concentrazione di zolfo quando le navi sono attraccate. A vigilare sono chiamati tutti, istituzioni come cittadini, ma un doveroso ringraziamento va intanto al Comandante Cristiano che già nel 2012 aveva fornito la corretta lettura dei fatti.