Continua ancora il timore dei pazienti dopo la campagna mediatica sulle morti sospette l’anno scorso. Molti di loro hanno creduto più alla televisione che al loro medico. Il primo caso ad Augusta, ma poi l’autopsia chiarì che il decesso fu causata da altre patologie

Se qualcuno quest’anno credeva che l’influenza sarebbe stata un bluff, come in altre annate, è stato smentito. Ecco, invece, un’epidemia che potrebbe darci qualche sensazione forte. Tutti i deficienti che hanno abboccato alla pericolosità immediata dei vaccini, manco fosse cianuro, ora fanno i conti con febbre alta, dolori articolari, vomito, tosse insistente.

Diciamo, innanzitutto, che si sono verificati tutti i presupposti per uno scandalo all’italiana e c’è ancora il timore o la speranza che l’opera buffa si completi con una tragedia finale. La campagna di vaccinazione  antiinfluenzale 2014-2015 ha avuto uno stop inaspettato e decisivo grazie alla virtù italica della teledipendenza, dell’approssimazione con la quale si esercitano alcune attività sanitarie di pubblica utilità, coadiuvata da una robusta ignoranza, ben radicata nella popolazione che mai e poi mai cederà il passo a ogni ripensamento.

E’ accaduto che una neo-impiantata rete di sorveglianza sugli effetti collaterali dei vaccini e dell’influenza sulla popolazione abbia subito collegato alcune morti alla recente vaccinazione influenzale. Creato l’allarme con il primo caso, è bastato equivocare ignobilmente su alcune morti successive, avvenute casualmente in relazione temporale di prossimità al vaccino, per montare uno scandalo di risonanza nazionale sul pericolo della vaccinazione antinfluenzale. Una sequenza di fatti da dimenticare quello che nel giro di una settimana o poco più è successo, la prova provata che il paese ha la febbre alta a tutti i livelli ed è pericoloso soprattutto a se stesso.

Che il primo caso si sia verificato ad Augusta è un fatto che possiamo portare all’occhiello: la Sicilia è il banco di prova dei cimenti italici. In poche ore uno dei medici più efficienti di Augusta si è visto sequestrare i vaccini e pervenire un avviso di garanzia. Pur assolutamente impeccabile nei suoi comportamenti ed efficiente nel prestare le sue cure allo sventurato paziente, con una documentazione inattaccabile sulle cause di morte, il medico ha dovuto aspettare l’autopsia per vedere riconosciute le vere cause della morte, completamente estranee alla vaccinazione. Così, via via, televisioni e giornalisti di pessima qualità hanno soffiato sulle fiamme fino al provvedimento di ritiro di un costoso ed efficace vaccino che si è poi completamente dimostrato affidabile ed esente da ogni sospetto di essere difforme da quel che avrebbe dovuto essere. La magistratura con i suoi provvedimenti (atti dovuti, se c’è una morte sospetta) ha fatto in modo che il sospetto diventasse certezza per i più.

A questo punto il danno è fatto. Una nazione, sull’orlo del fallimento, che aveva a fatica trovato i finanziamenti per comprare milioni di dosi di vaccino si vede costretta a buttare via, solo in Sicilia, milioni di euro senza motivo. I medici di famiglia, che da anni prestano la loro opera per vaccinare tutte le persone anziane o fragili per salute, si sono visti definire e trattati come untori. Molti di loro si sono rifiutati di rischiare e di insistere nel vaccinare i propri pazienti con altri tipi di vaccino antinfluenzale, messi a disposizione dalle aziende sanitarie. Inutile parlare delle resistenze a vaccinarsi di molti pazienti, che pure avevano da rischiare a non farlo, e della presunzione di molti di loro che hanno creduto più alla televisione che al loro medico.

Nel frattempo i casi di morte sospetti, che avevano superato la decina, si rivelano per quello che erano: bufale ridicole. Nessuno è mai deceduto per la vaccinazione. Forse bisognava precisare a tutti quelli che hanno dato allarmi che le persone anziane e fragili in genere hanno un gran rischio di morire in tutti i periodi dell’anno e se questi decessi avvengono durante i mesi della vaccinazione antiinfluenzale, non bisogna prendersela col vaccino ma con la statistica.

E’ accaduto così che la vaccinazione antiinfluenzale sia in pratica fallita in quasi tutta Italia. Abbiamo gettato via una grossa somma, abbiamo collezionato davanti al mondo una di quelle figure che ci hanno resi famosi, abbiamo lasciato sguarnita dal vaccino una grossa fetta della popolazione che pagherà questo scherzo cretino, quest’anno, con un grosso tributo di morti. L’anno scorso sono morte, per cause connesse all’influenza, ottomila persone in Italia. Quest’anno, è ancora presto per dirlo, potremmo raddoppiare o addirittura triplicare questo numero.

Nel frattempo il virus influenzale, mentre girava per il mondo facendo il suo lavoro, ha avuto la possibilità di fare una mutazione non prevista, per cui anche i vaccinati (gli unici veramente giudiziosi in tutta quest’assurda vicenda) corrono il rischio di non essere coperti totalmente verso tutti i ceppi di virus circolante.

Come la quasi totalità delle infezioni virali, non c’è nessun rimedio che possa debellare un’influenza dopo averla contratta. Le cure che si adottano servono a ridurre di poco i sintomi e renderli meno invalidanti. Chi ne è colpito non può che confidare sulle proprie naturali difese e deve sempre sperare che il virus non appartenga a ceppi che determinano mortalità elevata. Giova qui ricordare che il virus dell’influenza spagnola, nei primi del novecento, uccise un gran numero di soggetti (decine di milioni d’individui nel mondo) anche di età inferiore ai trent’anni, sostanzialmente sani.

Per fortuna, adesso, non possiamo dire che siano presenti a Siracusa ceppi di virus influenzale particolarmente pericolosi e speriamo che questo non si verifichi nei prossimi mesi. Di fatto, però, sono già numerose le famiglie colpite dall’epidemia. Rimangono, in questo periodo, a rischio maggiore tutte quelle persone che, di per sé, hanno una salute compromessa. Il consiglio più valido è quello di isolare i malati da chi, per sua fragilità, è più a rischio di complicazioni.

Ricordiamo che il virus si trasmette avvicinandosi e respirando a meno di un metro di distanza dalla persona ammalata, dando la mano per salutare, usando oggetti toccati dagli ammalati, toccandosi la bocca, il naso e gli occhi con le mani sporche. Lavarsi spessissimo le mani rimane uno dei presidi più importanti insieme al consiglio di evitare chi è già contagiato, i luoghi affollati e gli ospedali.

Sembrano qui opportune alcune considerazioni feroci ma veritiere. Ammesso, e non concesso, sia possibile morire in poche ore per un vaccino, lascio al buon senso dei lettori alcune riflessioni. La prima è che non esistono veleni così potentida essere contenuti in mezzo centimetro cubo di liquido (questa la quantità in centimetri cubici del vaccino) e che possano uccidere una persona, che pesi mediamente settanta chilogrammi, in poche ore o minuti. La seconda è che i vaccini sono usati da tempo in tutto il mondo e che queste reazioni avverse non si sono verificate mai in nessun’altra nazione (che vergogna!). La terza riguarda il controllo dei fenomeni di interesse sanitario pubblico. Che paese è mai quello in cui giornali, televisioni, magistrati (categoria che va sempre rispettata in ogni condizione) possano avallare bufale ridicole e far fallire un’importante iniziativa di salute pubblica come una semplice vaccinazione antinfluenzale?

Chiarendo meglio il concetto, qualcuno dovrebbe spiegare che alcune importanti decisioni in campo sanitario altrove non sono mai lasciate né alla stampa né alla magistratura. Ci piacerebbe conoscere, per esempio, le qualità professionali e il curriculum scientifico e culturale di alcuni periti a disposizione dei magistrati quando fanno in modo che, per decreto, un giudice decida come curare un cittadino.

Certo si conferma ancora una volta il dato che il vero ammalato grave è il “sistema Italia”. Bisogna prenderne atto, anche se mi sembra ormai troppo tardi.