Considerazioni di uno psichiatra tra epidemia, reazioni psicologiche ed economia

 

In questi giorni assurdi ed impensabili appena qualche mese fa, abbiamo la possibilità di riflettere, leggere e pensare tanto, cercando di collegare il mondo come era, il mondo come è ed il mondo come sarà.

A me non piaceva il mondo come andava, non mi piace il mondo come sta andando in questi giorni e vorrei che costruissimo un mondo diverso a partire da questa particolarissima esperienza che stiamo vivendo.

Marco Bersani fondatore di Attac Italia scrive in questi giorni: “Non torneremo alla normalità perché la normalità era il problema”. Infatti la normalità a cui la stragrande maggioranza delle persone è assuefatta, è una normalità caratterizzata da diseguaglianze sempre maggiori, miliardi di persone che vivono di stenti, una crisi sempre maggiore dei regimi democratici che spesso eleggono dittatori in pectore, cambiamenti climatici che potrebbero portare nel giro di 15-20 anni a modifiche strutturali della vita per gli uomini sulla terra, una finanza che governa le sorti del mondo determinando il destino di tutti noi con un asservimento spaventoso della politica, un individualismo sempre maggiore e infine dallo smarrimento di una dimensione valoriale e spirituale.

In questo quadro è arrivato il Covid 19 che potrebbe rappresentare l’accelerazione di questi processi o l’opportunità per un cambiamento. Dobbiamo lavorare insieme perché sia un’opportunità di cambiamento e per fare questo dobbiamo innanzitutto capire quello che sta succedendo.

Oggi inizio dal problema epidemico. Tralascio i video “complottisti” che stanno arrivando in questi giorni nei nostri social. Fino a quando non ci sono prove certe, è bene ascoltare ma non diffondere perché creano molta confusione peggiorando il clima di paura che già c’è.

In un mondo individualista e a volte cinico non mi sorprenderei di nulla, ma dobbiamo stare alla realtà dei fatti. Che ci sia comunque speculazione finanziaria e che sull’epidemia qualcuno stia cercando di lucrare, questo è certo.

Innanzitutto alcuni dati sicuri.

Se avessimo in Italia un sistema sanitario meno falcidiato di finanziamenti, posti letto ed assunzioni, l’epidemia verrebbe affrontata meglio. Molta dell’angoscia deriva dal fatto che già in alcune province non ci sono i posti letto ed il personale sufficienti per assistere decorosamente i malati.

Se questo problema vale per la ricca e meglio organizzata Lombardia, diventa drammatico pensarlo per la nostra Sicilia. Non saremmo di sicuro in grado di affrontare un’emergenza simile alla Lombardia e dobbiamo solo sperare che le misure di contenimento adottate saranno sufficienti.

Già 14 giorni fa il Presidente della Regione Musumeci avrebbe dovuto emanare delle direttive con quarantena obbligatoria per tutti quelli che tornavano dal Nord e per i loro conviventi. Se ciò fosse stato attuato, oggi non ci sarebbe il rischio di un contagio massiccio.

I dati statistici sulla diffusione del virus sono contraddittori e pagano il prezzo di una scarsa possibilità di fare rilevazioni puntuali sulle persone a rischio a causa dei pochi tamponi che sono stati fatti fino ad ora. Questa pratica ci darebbe dati più precisi sulla infezione in corso e ci direbbe se il contagio sta seguendo una progressione esponenziale o meno: l’elemento più importante da tenere sotto controllo!

La nostra ASP in particolare non riesce ad offrire i DPI, i presidi per potere lavorare in sicurezza, in maniera adeguata, agli operatori sanitari; non ha una quantità sufficiente di tamponi per potere effettuare le rilevazioni di cui sopra; ha prodotto il 16 marzo un piano di rimodulazione dei posti letto che, se dovesse esserci un’emergenza modello Lombardia, sarà di certo insufficiente.

In più osserviamo attoniti alla disputa interna all’Asp (Azienda sanitaria provinciale) nella quale il Direttore Generale viene smentito nella sua azione dal Direttore Sanitario (figura numero 2 nella gerarchia dell’Asp da 7 anni) che interviene nelle vesti di Presidente dell’Ordine dei Medici.

Al di là del fatto che si svela, oramai, nella sua drammaticità la contraddizione e il conflitto di interessi nell’essere contemporaneamente Direttore sanitario dell’Asp e Presidente dell’Ordine dei medici, questa situazione ingenera ulteriormente insicurezza rispetto a una guida solida e sicura delle azioni sanitarie che si stanno portando avanti sul campo preventivo e terapeutico.

Sulla inadeguatezza dell’Asp la CGIL ha giustamente aperto una vertenza nei confronti della Direzione dell’Asp stessa.

Secondo elemento: perché c’è tutta questa esplosione di contagio e di morti in Lombardia? Il nostro virus è più virulento rispetto a quello della Cina? Il livello di inquinamento in pianura padana sta contribuendo in maniera significativa? Le misure di contenimento di chiusura assoluta a casa con il divieto in Sicilia di potere anche andare a correre da soli, cosa non vietata neanche in Lombardia, aiuta o peggiora la situazione? Questo clima di reclusi e di paura può peggiorare la nostra reazione al virus deprimendo il nostro sistema immunitario?

Non sono risposte facili da dare, se non per l’inquinamento perché le nano particelle sicuramente favoriscono il trasporto del virus dentro l’organismo umano. Penso comunque che su alcune norme, tipo il divieto della passeggiata o della corsa vicino casa, ci siano aspetti anche negativi che dovrebbero essere valutati meglio.

Discorso a parte per i pazienti affetti da patologia psichiatrica che hanno visto ridotti i servizi a loro disposizione e già si assiste in alcuni grandi centri come Torino a un incremento dei Trattamenti Sanitari Obbligatori. Come membri dell’associazionismo, l’Afadipsi (associazione familiari disagio psichico), che lotta per i diritti per le persone con disabilità psichica, abbiamo chiesto un’attenzione particolare per evitare che l’isolamento possa provocare altre tragedie in questa parte della popolazione.

Continuerò nei prossimi giorni con altre considerazioni sulle modalità di reazione a questo isolamento forzato, sul perché siamo stati così impreparati davanti a una pandemia preventivata, sui problemi economici che si sono creati per milioni di persone nella sola Italia e su come rispondere a questi bisogni, sulle contraddizioni del sistema finanziario e sui rischi di una perdita di democrazia che dobbiamo stare molto attenti a preservare.