Pubblichiamo la PEC inviata dal dottor Corrado Artale ai responsabili Asp con l’auspicio che possa finalmente ottenere la risposta che ancora non è arrivata. Riteniamo le disfunzioni segnalate dal dottore Artale gravi perché, come correttamente egli evidenzia, “Per individuare in particolare gli asintomatici i medici di famiglia, i pediatri, gli operatori sanitari e, non ultimi, i cittadini hanno bisogno di una comunicazione continua, aperta, facile con chi dirige le operazioni. E ciò non è, o si auspica, non è stato. Occorrerebbe un numero dedicato solo agli operatori sanitari, raddoppiare le linee telefoniche e il numero degli addetti, anche in previsione di quanto potrebbe accadere con l’estendersi del contagio che naturalmente ci auguriamo non ci sia. Ma al momento i numeri, in lenta seppur continua crescita, non rassicurano. Spiace, nel momento in cui si cerca di fattivamente collaborare alla segnalazione e risoluzione dei problemi, scontrarsi con atteggiamenti di chiusura o con risposte che, se date alla stampa, di certo farebbero scalpore”.

Trattandosi di un servizio di assoluta importanza per la sanità pubblica è evidente che sia necessaria una pronta ed efficace soluzione.

Questo il testo della PEC, inviata il 17 u.s., ancora senza risposta

Siracusa 17 03 2020            Al DIRETTORE GENERALE ASP 8

                                            Al DIRETTORE SANITARIO ASP 8

                                            AL DIRETTORE DIPARTIMENTO EPIDEMIOLOGIA E

                                                                                                    PREVENZIONE ASP 8

Nell’ ottica esclusiva della ampia collaborazione in corso di una emergenza infettiva di notevole gravità, ritengo mio dovere comunicare quanto segue.

Nella giornata del 16 marzo 2020 e in quella odierna del 17 marzo ho chiamato per 10 volte, documentabili cronologicamente, in diversi orari, il numero 484980 dedicato alle comunicazioni con il Dipartimento Epidemiologia e Prevenzione DEP di Siracusa, senza poter conferire.

Non posso fornire il numero dei tentativi di chiamata che tre miei pazienti, da me messi in quarantena fiduciaria, hanno effettuato per autodenunciarsi senza alcuna risposta, suppongo almeno 20 tentativi.

Incalzato dai miei pazienti, che risulterebbero assenti dal lavoro non giustificati dalla mia mancata certificazione di quarantena, stamane ho chiamato senza esito la Dott.ssa Contrino e inviato messaggi WhatsApp a lei e la dott. Ambrogio. Sarò costretto a contravvenire alle norme e, in assenza di documentazione ufficiale di quarantena, provvedere a certificare lo stesso, citando codesta disfunzione nella certificazione stessa.

Non nutro alcun dubbio che il numero fosse intasato e che gli operatori abbiano messo in atto ogni sforzo per fare il proprio dovere.

Riferisco che la maggior parte dei tentativi di chiamata abortiscono immediatamente con il distacco della linea, altre volte un risponditore automatico ti tiene impegnato ripetutamente fino a quando rilascia all’interlocutore un segnale di telefono libero, cui nessuno risponde.

Questa condizione ha fatto in modo che io sia perseguitato da ieri da messaggi e chiamate da parte di chi vorrebbe fare il proprio dovere e non può. Persino un assessore comunale ha osato dire ad uno dei pazienti che la certificazione dipende solo da me, ignorando che io devo citare sulla certificazione online la disposizione del Dipartimento EP.

Questo disguido ha causato notevoli disagi al mio lavoro.

Con questa mia La esorto a definire le cause di questo fenomeno immediatamente.

Per valutare la situazione sarebbe utile definire quante chiamate siano esitate negativamente come le mie e quelle dei miei pazienti, affinché si definisca in tempo utile, prima che si arrivi alla vera emergenza che sarà nelle prossime settimane, quale sia il rapporto corretto fra richiesta di contatto e contatti esitati, allo scopo di definire il numero necessario di centralinisti.

Non oso pensare cosa accadrebbe in corso di epidemia se io e i miei colleghi di medicina generale non potessimo comunicare con il DEP.

Se bastano pochissimi casi a bloccare ogni comunicazione siamo nei guai.

Segnalare i contatti è essenziale per la tutela della popolazione. Avvisare i medici di famiglia dei provvedimenti adottati sui loro pazienti è altrettanto essenziale. Le certificazioni INPS di quarantena scorrette e ritardate possono comportare una penalizzazione economica per i lavoratori che dimezzerebbe gli stipendi.

Chiedo, inoltre, una linea telefonica del DEP riservata esclusivamente agli operatori sanitari che non posso stare per ore a cercare risposte, dovendo nel contempo lavorare in prima linea.

Concludo ribadendo che io, con i colleghi di medicina generale, stiamo operando al massimo delle nostre potenzialità, senza alcun supporto dell’Azienda e senza dispositivi di protezione individuale.

Inoltre siamo letteralmente sommersi da Pec che ci giungono in continuazione dai vostri Uffici in cui l’Azienda, nelle sue componenti, si tutela riducendo gli accessi diretti e ci carica di assurde incombenze burocratiche e informatiche per facilitarsi nel lavoro a porte chiuse.

Ultime perle a firma di xxxx yyyy quelle delle prestazioni extra e accessi ADP da spedire per PEC e in duplice formato Excel e pdf e, contemporaneamente, della xxxxyyyy sul dover dimostrare per posta elettronica se quello che un medico di famiglia chiede per un assistito subacuto in ADI non basti ma debba essere supportato da scansioni delle prescrizioni di chi, fra ospedale e specialisti, abbia ordinato trattamenti fisioterapici, definizioni millimetriche delle piaghe, lettere di dimissioni ospedaliere, scheda individuazione del care-giver ed altre amenità elettroniche, oltre i moduli di legge che già richiedono ore di compilazione per una attivazione.

Tali nuove incombenze per i medici di famiglia costituiscono un’offesa a chi è impegnato a rischio proprio quotidianamente nel rapporto con i cittadini e dovrebbe occuparsi di salute e di epidemia e non di pratiche.

Mi auguro di aver risposta a questa mia.

Attendo ancora risposta per altra pec inviata in data 18 12 2019.

Cordiali saluti, Dott. Corrado Artale, medico di famiglia.