Satira visionaria cruenta ma non cinica

 

Alle 5 della sera, uscito a correre attorno casa in tempo per l’ A peri peri /cena, il podista solitario venne investito dal fuoristrada accessoriato anti-runner guidato da un automobilista giustizialista che si stava recando a fare la spesa al supermercato “Ok la fila è giusta”, davanti al quale venne centrato sulla mascherina da una delle frecce scagliate dal quartetto d’archi “Moleste armonie” intento a suonare una stridula versione di Fratelli d’Italia dal palazzo dirimpetto, precisamente dal balcone con ringhiera al quarto piano poco dopo colpito da una violenta scarica di corrente che fece rizzare i capelli di tre dei musicisti e abbrustolire la tigna del quarto, scossa causata dal cavo scoperto penzolante dal terrazzo soprastante e all’altra estremità attaccato al vestito blu-elettrico ad alta tensione indossato da una signora in quarantena, tornata dalla settimana bianca in Val Camonica, che da tre ore cantava al karaoke “Volare oh oh”: le sue ultime parole prima di essere agganciata e tirata su dal drone Predator dell’Aviazione militare, intervenuto su richiesta dei vicini del condominio “Tolleranza Zero” collegati fra loro in videoconferenza.

Il velivolo venne nel frattempo bersagliato da grossi pezzi di pietre miliari lanciati con una catapulta dai componenti della Brigata Complottisti e Cospirazionisti Uniti alleati agli aderenti all’hashtag #A mia a casa mi feti#, a loro volta raggiunti da gavettoni di piscio tirati dalla “carica dei 101” ossia i proprietari di cani che portavano a spasso se medesimi poiché gli animali avevano imparato a fare i propri bisogni dentro i gabinetti degli appartamenti. Sull’autenticità di questa notizia si scatenò nei social una colossale lite tra il presidente dell’associazione fanta-animalista “Braccobaldo è vivo e lotta insieme a noi” e l’hacker nonché odiatore seriale Annibale l’Antropofago, con tanto di schiaffi e sputazzate virtuali che costrinsero il giornalista/musicista siculo-gallese Indie Jano Jones, noto cacciatore di fake news, a prendere le distanze al quadrato da entrambi e istintivamente a lavarsi le mani pur non avendoli toccati neanche col pensiero.

Poi accarezzò i capelli di sua moglie addormentatasi di botto sul loro letto, appena ritornata da un turno di 16 ore all’ospedale; guardò dalla finestra il cielo coperto da grosse nuvole scure e sperò che cominciasse a piovere prima di scendere in strada a depositare il sacchetto coi rifiuti organici nell’apposito bidone accanto al portone.